Introduzione alla Stregoneria Tradizionale (III): I Famigli Deifici e il Tavolo delle Offerte

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.:: I Famigli Deifici e il Tavolo delle Offerte ::.

Come abbiamo detto in precedenza, il Famiglio Deifico è il primo Famiglio a cui una persona si approccia.
Corrisponde al “Dio patrono” o alla “Dea matrona” dei praticanti moderni, anche se in passato il concetto di “Divinità” in senso non-cristiano si era perso con la fine del paganesimo ufficiale e quindi ci si riferiva a tali Entità semplicemente come Spiriti; Spiriti più potenti rispetto ad altri, certo, ma sempre Spiriti.
:: Un po’ di storia ::

In che contesto appariva il Famiglio Deifico nel Medioevo e nella Prima Età Moderna?
Esso era a capo del corteo delle cosiddette “Signore della Notte” (Dominae Nocturnae).
Ovunque andiamo nell’Europa del passato, infatti, troviamo sempre, seppur chiamato con diversi nomi, lo stesso tema: vi è una figura, il Famiglio Deifico, che procede assieme a un corteo di spiriti (solitamente femminili e associati alle fate) e di anime di esseri umani (le cosiddette “streghe”, che evidentemente altro non erano che individui che avevano effettuato esperienze extracorporee) passando di casa in casa.
Le persone che volevano ricevere i favori di tale corteo e del Famiglio Deifico che lo guidava, pulivano completamente la propria abitazione, ordinavano e mettevano a posto letti e ogni cosa in disordine, quindi preparavano la tavola per tali ospiti spirituali, lasciando da bere e da mangiare sul tavolo della cucina durante la notte. Durante la loro processione notturna il Corteo avrebbe mangiato, bevuto, danzato e cantato nella casa della persona, e il Famiglio Deifico, con la sua bacchetta, avrebbe toccato e benedetto ogni angolo dell’abitazione, così come avrebbe benedetto lo stesso cibo: il Corteo difatti poteva mangiare soltanto l’aspetto spirituale, leggero, del cibo, riempiendo di prosperità e altre virtù le rimanenze materiali. Al risveglio, la persona avrebbe conservato o mangiato il cibo benedetto durante la notte dal Famiglio e dal suo seguito.

Questo tema, quello del Corteo delle Signore della Notte, secondo alcuni studiosi ha origine da quello della Caccia Selvaggia o Processione dei Morti. La Caccia Selvaggia era il corteo di spiriti di coloro che erano morti gloriosamente in battaglia secondo le credenze nordiche, gli Einherjar, assieme alle Valchirie e guidato dalla figura di Odino o Wotan, che si diceva fosse visibile in alcune occasioni sul campo di battaglia.
Questo tema si modificherà leggermente in epoca cristiana, diventando la Processione dei Morti, una processione appunto di spiriti di morti per morte violenta, suicidi, bambini non battezzati e persone che non erano state particolarmente malvage da meritarsi la dannazione eterna ma che non potevano nemmeno aspirare al paradiso (da tale concetto infatti poi si svilupperà quello di purgatorio).
Questa credenza, pur essendo nata in seno al mondo germanico/nordico, si diffonderà ampiamente in Europa, grazie anche alla stessa predicazione dei preti cristiani, che, nel tentativo di eradicare tale credenza ottennero l’effetto opposto di diffonderla in praticamente tutto il continente (Effetto Streisand: il fenomeno per il quale un tentativo di censurare o rimuovere un’informazione ne provoca, contrariamente alle attese, l’ampia pubblicizzazione).
Diffondendosi, Wotan verrà sostituito da personaggi locali, primo tra tutti Hellequin (da “Helle König”, Re dell’Inferno, da cui deriverà poi la figura dantesca di Alichino e quindi quella da noi tutti conosciuta di Arlecchino).
Dall’iniziale Caccia Selvaggia si creerà dunque un doppio corteo, uno tipicamente capitanato da una figura maschile, come Hellequin, che sarà la Processione dei Morti, e uno tipicamente capitanato da una figura femminile, come Diana od Erodiade, che sarà il Corteo delle Signore della Notte. Che i due cortei derivino da uno stesso tema è evidente dalla presenza di figure dell’uno a capo dell’altro in numerosi casi.

Il Corteo delle Signore della Notte, inoltre, riceverà l’influenza delle credenze sulle Fate. In numerosi casi, difatti, la figura a capo delle Signore della Notte è anche la figura a capo delle Fate, pensiamo alle varie “Signore delle Fate” (Doamna Zinelor in Romania, la Fata Maggiore in Sicilia e la Regina di Elphame in Gran Bretagna) che comandano anche le streghe nel folklore e nei processi di diversi luoghi.

Tutta questa introduzione serve per farci capire come scegliere il nostro Famiglio Deifico.
Infatti il Famiglio Deifico cambiava di regione in regione, anche se il tema europeo era lo stesso. Dipendeva dalle rimanenze locali, mentre il mito del Corteo era pan-europeo (anche e soprattutto grazie ai preti che nel tentativo di rimuoverlo l’hanno diffuso ancora di più dove non era conosciuto – dei veri geni, insomma!).
:: La scelta del Famiglio Deifico ::

Come capire, allora, a quale Famiglio Deifico legarsi?
Premettiamo innanzitutto che tale scelta deve essere una scelta ponderata, si tratta dell’intessere un legame con uno Spirito, un legame che probabilmente durerà per tutta la vita. Perciò non può assolutamente essere presa sotto gamba o alla leggera.

Compreso questo, la prima cosa da fare è vedere se vi sono stati processi per stregoneria nella nostra zona.
Solitamente i processi più utili sono quelli precedenti alla metà del 1500, perché all’incirca in questa data la Chiesa inizia ad associare stregoneria e diavolo e quindi rischiamo di trovare processi in cui a capo delle streghe vi è Satana e non più, ad esempio, Diana, Erodiade, la Signora del Gioco o altre figure ancora. Tali processi quindi sono completamente inutili ai nostri fini.

Analizzando tali processi se presenti e/o il folklore locale (ad esempio consultando libri di leggende popolari locali, soprattutto leggende legate alle streghe), dobbiamo fare attenzione a:
– i nomi delle figure a capo delle streghe;
– i nomi delle figure a capo delle Fate;
– i nomi delle figure a capo della Caccia Selvaggia/Processione dei Morti;
– i nomi di figure presenti nel folklore derivanti da Divinità pre-cristiane.

Nell’album di foto della pagina “Gli Dei della Stregoneria Italiana” ( https://www.facebook.com/529503347063586/photos/?tab=album&album_id=1907466092600631 ) buona parte di questo lavoro è stato fatto, e sono stati elencati alcuni dei nomi derivanti da questa ricerca, regione per regione.
Ovviamente tale lavoro non è esaustivo e consigliamo sempre di integrarlo con una ricerca propria, ma sicuramente è una base da cui partire.

Una volta ottenuti tali nomi, in base alla regione che scegliamo come punto di riferimento (perché siamo originari di tale luogo, perché siamo nati lì, perché lo frequentiamo regolarmente o perché lo sentiamo a noi vicino) e alla chiamata che sentiamo verso una Divinità specifica di quelle che abbiamo individuato, effettuiamo la scelta del nostro Famiglio Deifico.
:: Il Tavolo delle Offerte per il Famiglio Deifico ::

Adesso che abbiamo capito a quale Famiglio Deifico legarci, possiamo iniziare a ritualizzare con il Tavolo delle Offerte, che altro non è se non la tavola imbandita di cibo e bevande per il nostro Famiglio e il suo Corteo di cui abbiamo appena parlato. Ecco come eseguirlo:

1) Iniziamo pulendo accuratamente e ordinando la nostra intera abitazione (o perlomeno la stanza in cui effettueremo tale rituale, solitamente la cucina).

2) Apparecchiamo la tavola della cucina (o in alternativa di un altare, se non ci è possibile utilizzare la cucina e siamo obbligati a lavorare in altre stanze), mettendo una tovaglia pulita, disponendo tovaglioli, posate, piatti, bicchieri, una bottiglia di vino o altre bevande e un banchetto degno di un re (stiamo parlando di Dei, in fondo!), quindi un primo, un secondo, un contorno e un dessert o della frutta.
Serviranno anche una o più sedie, in modo da non far stare in piedi i nostri ospiti.

3) Diciamo allora che lasciamo tale offerta per il nostro Famiglio Deifico e il suo seguito, esclamando qualcosa del genere:
“[Nome del Famiglio], ti offro questo banchetto. Possa tu questa notte, assieme al tuo Corteo, entrare nella mia umile dimora che per te ho allestito, pulito e ordinato. Possiate mangiare il cibo che per voi ho preparato, bere il vino [o la bevanda scelta] che per voi ho disposto, danzare nella mia casa e dispensare le vostre benedizioni su di me, su questa mia abitazione e su tutti coloro che vi abitano! Ti supplico, inoltre, [nome], dopo aver consumato le qualità spirituali di questo cibo e di questo vino, possiate tu e il tuo Corteo riempirli di prosperità, in modo che domani, quando sarò sveglio, possa mangiare le loro rimanenze materiali e assimilare in me ogni bene che vi avrete instillato! Così sia!”

4) Possiamo accendere dell’incenso (dicendo qualcosa come “Ti offro questo profumo per allietarti, [Nome del Famiglio], possa tu apprezzarlo e donare a me, alla mia abitazione e a chi vi abita le tue benedizioni!”) e lasciare sul tavolo uno o più strumenti musicali (dicendo qualcosa come “Lascio per il tuo gaudio, [Nome], e per quello del tuo Corteo, questi strumenti, possiate voi impiegarli per allietare il vostro convivio e ravvivare ancor di più la già magnifica festa nel vostro sostare nella mia abitazione!”).
Queste aggiunte venivano effettuate dalle Donne di Fuori siciliane ma non si ritrovano ovunque, quindi è una variante lecita ma non obbligatoria.

5) Possiamo personalizzare ancora di più aggiungendo candele per illuminare, ceri rappresentativi del nostro Famiglio Deifico, rappresentazioni o immagini di esso, fiori, e così via. Queste sono modernizzazioni, certamente (forse salvo le candele per illuminare), ma se sentite di volerle inserire siete liberi di farlo, basta che siate consapevoli che si tratta appunto di modernizzazioni, e che la base resti l’offerta del banchetto.

6) Al risveglio (o all’ora di pranzo), ci avvicineremo al tavolo imbandito, ringrazieremo il Famiglio Deifico, ci siederemo e mangeremo. Un esempio di frase da poter dire come ringraziamento è la seguente:
“[Nome del Famiglio], ti ringrazio per essere penetrato nella mia dimora, questa notte, assieme al tuo Corteo! Grazie per aver consumato le qualità spirituali di questo cibo e di questo vino [o la bevanda scelta] che per voi ho preparato! Grazie per aver fatto festa nella mia casa e soprattutto grazie per aver dispensato le vostre benedizioni su di me, sulla mia abitazione e su tutti coloro che la abitano!
Grazie per aver riempito questo cibo e questo vino, dopo aver mangiato e bevuto, della prosperità e dell’abbondanza! Possa io assimilare la vostra benedizione mangiando le rimanenze materiali del banchetto che vi ho offerto! Possa io assorbire in me ogni bene che vi avete instillato! Così sia!
Grazie, [Nome], grazie a te e al tuo Corteo!”

7) Quindi mangiate, bevete e quando avrete completato, ringraziate nuovamente il vostro Famiglio Deifico e il suo Corteo, salutatelo e allontanatevi dalla stanza dopo aver rimesso tutto a posto.
:: Quando eseguire l’offerta? ::

Il Famiglio Deifico, ricordiamolo, è un Famiglio. Il tema base del rapporto con il Famiglio è quello del nutrirlo, non perché abbia bisogno di offerte per sopravvivere (gli Spiriti sono immortali, in fondo!) ma perché in tal modo si può alimentare il legame tra sé e lo Spirito.
Per questo motivo dovremmo trattare l’offerta e la sua frequenza come trattiamo il nostro rapporto con il cibo. Mangeremmo solo una volta al mese? Non credo proprio.
In passato la strega nutriva il suo Famiglio, si diceva che le offriva qualcosa da mangiare almeno una volta al giorno per alimentarlo.
Oggi alcune persone possono decidere di fare un’offerta tutti i giorni, altre più volte a settimana, altre ancora una sola volta a settimana, ma a mio avviso non dovremmo scendere al di sotto di questa frequenza.

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Introduzione alla Stregoneria Tradizionale (II): Spiriti Familiari

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• Introduzione: Definire il Famiglio
• Il Famiglio Deifico
• Il Famiglio Animale
• Il Famiglio Vegetale
• Il Famiglio Defunto
• Il Famiglio Fatato
• Il Famiglio Domestico
• Mantenere la Relazione
:: Introduzione: Definire il Famiglio ::

Quando si parla dello Spirito Familiare, spesso si afferma che il Famiglio fosse uno specifico -tipo- di spirito che è attratto dalla strega. Questo è vero, tuttavia vi è da ridefinire, o meglio ampliare, la portata degli spiriti inclusi in questa definizione.

Lo spirito familiare è uno spirito dell’Altro Mondo che viene alla strega per impartirle la conoscenza degli spiriti. È un essere familiare (spesso anche nel senso biblico del termine) alla strega, e le conferisce tale saggezza attraverso la trance, la possessione, i sogni o l’amplesso sessuale. Ecco perché è possibile avere numerosi famigli, ognuno dei quali può essere un amante spirituale.

Perché estendere il termine? Il perché ce lo rivela la storia dello spirito familiare. Le streghe si riferivano spesso a varie creature parlando del proprio “spirito familiare”, sia che si trattasse di fate, che di morti ancestrali, che di animali o addirittura di dei (ad esempio “il diavolo”, nome con cui spesso si nascondevano divinità precristiane). I nostri antenati credevano che fosse possibile avere numerosi spiriti familiari, quindi perché non dovremmo crederlo anche noi? Tuttavia, ritengo che ci fosse un famiglio personale, vero, che era unico per ogni stregone, ma non parlerò di questo adesso. Una strega poteva (e può) avere uno, o avere tutti questi famigli (anche se più famigli non è necessariamente uguale a più potere, anzi di solito – visto l’impegno che richiede mantenere così tante relazioni spirituali – è quasi il contrario!), ma (almeno tradizionalmente) la strega doveva averne almeno uno di questi. Per funzionare magicamente in modo efficace, DOBBIAMO avere questa connessione con l’Altro Mondo. Altrimenti siamo solo immersi nell’autoillusione.
:: Il Famiglio Deifico ::

La divinità è la prima, e più spesso anche la prima ad essere ricercata, dello spettro dei famigli. Spesso viene chiamata “dio patrono” o “dea patrono” dai praticanti moderni, anche se in passato il concetto di “dio” si era perso con la fine del paganesimo ufficiale e quindi ci si riferiva a tali entità semplicemente come spiriti più potenti rispetto ad altri. Questo famiglio è un dio che arriva allo stregone in visione durante la veglia o in sogno/semisogno. Durante o a seguito di tale prima visione si stabilisce un patto tra il famiglio deifico e il praticante. Lo stregone servirà questo dio e, in cambio, il dio riceverà offerte e permetterà che parte del suo potere possa scorrere attraverso lo stregone.

Tale entità cambiava a seconda della regione. A Milano era Madonna Horiente, a Roma era Erodiade, in Campania era Diana, in Sardegna era Sa Rejusta (anche detta Mama Erodas, Arada o Araja), in Umbria, Marche e Abruzzo era la Sibilla Appenninica, in Emilia-Romagna era la Signora del Corso o la Sapiente Sibilla, in Toscana era Diana (affiancata probabilmente da Apollo/Lucifero e da Erodiade/Aradia), in Sicilia era la Regina delle Fate (detta anche Fata Maggiore, Savia Sibilla, Signora Greca, Signora Grazia, Donna Inguanto, Mandotta e Donna Zabella) talvolta affiancata dal Re delle Fate (o Re Cozzo o Cucco), in Trentino era la Berta, nel nord Italia più in generale era la Donna del Buon Gioco, in alcune zone della Francia era Habundia o Dame Abonde (chiamata anche Satia), in Germania era Holda o Perchta, nei Paesi Baschi era Janicot o Akerbeltz (probabilmente derivante da Mari, figura femminile a capo del pantheon basco), in Romania era Doamna Zinelor, Irodeasa o Arada, in Gran Bretagna era la Regina di Elphame (Elphame sarebbe il mondo delle fate), detta talvolta Nicnevin e che Shakespeare chiamerà invece anche Titania e Regina Mab nelle sue opere, e spesso affiancata dal Re delle Fate, chiamato anche Christsonday (dall’accusato per stregoneria Andro Man), Oberon da Shakespeare, e spesso ridenominato come “il Diavolo” in certi processi.

Spesso in onore a questo famiglio e al suo corteo si offriva del cibo e da bere, si apprecchiava la tavola la sera per lui e il suo seguito, attendendo il suo arrivo durante la notte.

Una volta che la relazione con questo famiglio è iniziata, offuscherà per sempre la tua mente. Il rapporto diventerà via via sempre più intimo, diventerà familiare e la divinità potrà inviare al praticante ulteriori famigli come suoi messaggeri.
:: Il Famiglio Animale ::

Il famiglio animale è il primo a cui la gente pensa quando si parla di famigli. Questa è una creatura che può essere corporea come può essere incorporea.
L’animale vivente è, essenzialmente, una creatura che è resa familiare alla strega durante il tempo. E’ un semplice animale che viene nutrito (oltre che con il suo mangime normale) anche con qualche goccia del sangue della strega, per farlo diventare un famiglio.
L’animale spirituale invece è lo spirito stesso della strega in forma animale, che può essere riscoperto dalla strega grazie all’aiuto di altri famigli, come il famiglio deifico.

Il famiglio vivente deve essere cresciuto, allevato e curato personalmente dalla strega. La connessione tra lo stregone e il famiglio viene costruita nel tempo mediante offerte di alcune gocce di sangue del praticante, in modo che l’animale e l’uomo diventino sempre più legati, risuonino assieme quasi fossero un solo essere.

Quando questa connessione sarà stabile (dovrà comunque essere mantenuta e alimentata per tutta la vita) l’Imp (così viene chiamato il famiglio animale nel mondo anglofono) può essere inviato ad eseguire diversi compiti assegnatigli dallo stregone, e lo stregone può possedere l’animale con il suo stesso spirito, e l’animale può insegnare alla strega una o due cose sulla sua magia bestiale.

Altri lavori che si possono compiere con il famiglio vivente sono:

• la divinazione: il famiglio può manifestare con il suo comportamento i segni che altri spiriti possono inviare al praticante a seguito di una sua domanda.
Sebbene alcuni distinguano un famiglio domestico e uno divinatorio, quasi mai tale divisione è così netta. Infatti spesso ciò che viene chiamato erroneamente “famiglio divinatorio” è semplicemente un esempio di divinazioni per omen. Spiego meglio: nelle divinazioni per omen, per segni, a seguito della domanda compiuta dal praticante lo spirito risponde “mostrando un segno” e modificando il mondo circostante. Questa modifica talvolta avviene mediante il cambiamento del comportamento di un animale selvatico, ma allo stesso modo può arrivare anche da una persona che passando per la nostra strada dice qualcosa che possiamo interpretare come segnale. Visto che in questo caso tale persona non diventa il nostro “famiglio umano divinatorio”, anche l’animale che ci appare per caso a divinare in mezzo alla foresta non sarà necessariamente un nostro “famiglio animale divinatorio”.
• invio per eseguire compiti magici: al famiglio viene assegnato un compito, contattandolo quando siamo in stato alterato di coscienza, ed esso lo eseguirà (probabilmente durante le ore di sonno) se saremo riusciti con successo a fargli capire cosa gli chiediamo.
• invio per possessione: al famiglio può essere richiesto di inviare il suo spirito, probabilmente solo durante le sue ore di sonno, e di possedere una persona che vogliamo in questo modo maledire.

Il famiglio spirituale è invece lo spirito stesso dello stregone e rappresenta l’animale in cui si trasforma l’anima del praticante durante il viaggio nell’Altro Mondo, oppure può essere uno spirito esterno, lo spirito di un animale.
In questo caso tale spirito esterno viene generalmente ospitato all’interno di un contenitore adatto per la forma e per la dimensione dell’animale in questione, e vengono fatte offerte al famiglio ospitato per nutrirlo e sostenere la sua presenza in questo mondo.
Il famiglio interno, al contrario, è il doppelgänger della strega, il suo doppio spirituale. Possiamo definirlo, in attesa di termini migliori, come un riflesso della sua anima.

Il famiglio spirituale, soprattutto il famiglio interno spirituale, può aiutare:
• nello shapeshifting, ovvero nel mutare forma. L’anima dello stregone e quella del famiglio si uniscono durante un viaggio fuori dal corpo e il praticante assume l’aspetto, vede, sente e percepisce come se fosse all’interno del suo famiglio.
• come guida nell’Altro Mondo: il famiglio spirituale può guidare lo stregone nel suo viaggio nel Mondo degli Spiriti, e condurlo al cospetto delle corti dei famigli deifici (ad esempio nella corte della Regina di Elphame, se questo è il famiglio deifico del praticante).
• può trasportarlo al sabba: il sabba in stato alterato di coscienza avviene spesso in un luogo dell’Altro Mondo in cui più praticanti si riescono ad incontrare per celebrare assieme in sogno o in visione. Il famiglio aiuta lo stregone ad arrivare esattamente dove si trovano gli altri praticanti e dove è possibile che il famiglio deifico sia anch’esso presente.

Il famiglio spirituale può essere scoperto in diversi modi:
• viene rivelato (simbolicamente donato) da un altro famiglio (di solito quello deifico) – questo avviene tradizionalmente e solitamente durante il sabba in sogno, visto che si dice spesso nei processi che il diavolo durante le riunioni stregonesche assegna a ciascuna strega un famiglio.
• appare per caso in visione.

Il famiglio vivente invece può essere passato da un’altra strega o può essere reso tale mediante il nutrimento costante con il sangue del praticante.
::Il Famiglio Vegetale ::

Questo è un famiglio che talvolta viene creato dallo stregone sotto forma di radice di mandragora. Altre volte non viene alterato e può trattarsi dello spirito di un albero che assiste il praticante, o lo spirito di un arbusto, o qualche pianta (spesso velenosa o allucinogena). Lo spirito vegetale insegnerà allo stregone l’arte dei veleni, dei balsami, delle pozioni, degli unguenti, come danneggiare, come guarire, come confondere, come eccitare i sensi. Sono spiriti pericolosi e strani, ma sono anche molto vicini agli umani.

Alcune tradizioni chiamano questi famigli con il nome di “feticci”, soprattutto quando costruiti dal praticante come nel caso della radice di mandragora.
:: Il Famiglio Defunto ::

Il famiglio defunto è quello di uno spirito dei morti che viene alla strega per offrirle aiuto.
Questo famiglio può essere un antenato spirituale della strega, quindi un suo parente morto, o un antenato stregonesco, ossia una strega del passato che sceglie di guidare il praticante.
Il praticante può anche semplicemente andare in un cimitero e scegliere uno spirito idoneo che l’aiuti.

Questo famiglio è tradizionalmente chiamato per rituali di divinazione e lavoro oracolare, come quelli eseguiti dalla Strega di Endor.
Lo spirito del defunto è spesso alloggiato in un altare o all’interno di immagini, anelli, specchi, ampolle, ciotole, oppure dentro ad un teschio umano (o ad una replica in legno o ceramica del cranio) o altro ancora.

Storicamente, vi era poca differenza tra il famiglio defunto e il famiglio fatato (così come vi era poca differenza tra il famiglio fatato e quello vegetale, essendo i folletti e le fate degli spiriti dei luoghi), visto che spesso nel folklore si trovano leggende in cui dei vivi che vengono rapiti nel mondo delle fate trovano qui amici o parenti deceduti da tempo.
:: Il Famiglio Fatato ::

Il famiglio fatato è quello di cui si parla di più, ed è in relazione all’Amante Fatato o anche al Demone Amante. Questo famiglio è il più popolare all’interno delle leggende scozzesi, ed è solitamente tra un re e la sua moglie fata (ma anche al di fuori della Scozia, basti pensare alle leggende sulla fata Melusina). Le streghe della compagnia stregonesca della famosa Isobel Gowdie asserivano anche loro di avere demoni amanti o amanti fatati che le assistevano durante i loro atti magici.

Un esempio di tale amante fatato è quello della leggenda di Tam Lin: in essa una giovane donna, Janet, si avvicina a un campo per cogliere una rosa, ma qui vi incontra il guardiano del luogo, Tam Lin appunto, di cui si innamora (la storia va poi avanti ma questa è la parte che ci interessa).
Esaminando quanto di vero c’è in questa leggenda, scopriamo che Tam Lin era un uomo ed è diventato il guardiano del luogo grazie alla Regina di Elphame che lo aveva salvato al momento della morte. Lui stesso, come spirito del luogo, intrattiene una relazione con una mortale, e lei addirittura rimane incinta.
Questo indica senza ombra di dubbio come tale relazione fatata sia una relazione tra un essere umano e l’anima di un luogo, che l’amore con tale amante sia un simbolo della relazione con lo spirito di un luogo e infine che tale amore porti a legarsi – a volte addirittura nella vita oltre la morte – a tale posto.
Una situazione simile si intravede anche in epoche più remote: pensiamo per un attimo alla relazione tra Numa Pompilio e la ninfa Egeria, che altri non era che uno spirito di un luogo.

Quello che appare indubbiamente dalle leggende sull’amante fatato è che la relazione è una relazione di amore. Legandosi a un luogo è normale provare desiderio, mancanza, come in una vera relazione umana, quando si è distanti troppo a lungo da esso.

Le fate sono legate indissolubilmente alle corti delle fate, ovvero a famigli deifici e alle regioni dell’Altro Mondo che essi abitano, quindi la conoscenza che è possibile ottenere da simili relazioni è sicuramente smisurata.
:: Il Famiglio Domestico ::

I famigli fatati non devono essere per forza esterni alla nostra abitazione. Uno dei più comuni, invece, è proprio il famiglio domestico, lo spirito della casa.

Si racconta in diverse leggende che chi riesca ad acchiapparne il cappellino a punta (dove rappresentato in questo modo), egli riveli – per riaverlo – la locazione di tesori nascosti.
In altri casi invece, agli ospiti sgraditi o per puro divertimento, si siede sulla pancia del malcapitato e provoca le paralisi notturne.

Andando al di là della metafora, ciò che possiamo comprendere è che uno spirito della casa è uno spirito tellurico, quindi conosce non solo la locazione di ogni cosa al suo interno, ma è anche collegato con la terra che è attaccata alle fondamenta del suo corpo fisico, l’abitazione. Per questo è teoricamente in grado di conoscere l’ubicazione di cose presenti al di sotto del terreno, come tesori nascosti. Inoltre agisce da guardiano e come un vero essere vivente, quindi valuta e cerca di allontanare gli ospiti sgraditi, favorendo invece quelli che gli lasciano qualche offerta di cibo e da bere al davanzale della finestra o sul tavolo della cucina.
:: Mantenere la Relazione ::

In essenza, le storie sono vere. Il famiglio viene nutrito con latte, sangue, vino e altri cricchetti per accendere la sua presenza nella vita dello stregone. Con alcuni, questa diventa un’unione sessuale tra lo spirito e il praticante. Oh, sì, anche con spiriti bestiali! Niente è tabù nel reame della stregoneria.

Adesso, non sto dicendo di andare e fo**ervi il vostro aiutante-cavallo, ma! Se avete sogni in cui fate sesso con il vostro famiglio-cavallo, o dove vi trasformate addirittura in un cavallo, non siete improvvisamente diventati zoofili, è semplicemente parte del processo, non siatene scioccati!
L’energia sessuale è un tipo di alimentazione, deriva da un fuoco vivo, e in cambio si riceve ulteriore fuoco vivo.
[Preciso che questa parte è presa dalla traduzione, io sinceramente non ho mai sognato di fare sesso con il mio Famiglio! Però magari succede anche questo e non dovrei sconvolgermi, N.d.T.]

Come osservazione di conclusione, riporto questa piccola poesia come contemplazione. All’interno vi è un’interpretazione, piuttosto moderna, su come ottenere uno spirito familiare:

“There was a crooked man, he walked a crooked mile.
He found a crooked sixpence upon a crooked stile.
He bought a crooked cat, which caught a crooked mouse.
And they all lived together in a little crooked house.”

“C’era un uomo rovinato, camminava per un miglio rovinato.
Trovò una moneta da sei pence rovinata su una scala rovinata.
Comprò un gatto rovinato, che catturò un topo rovinato.
E tutti vissero insieme in una piccola casa rovinata.”

“C’era un uomo rovinato” – c’era uno stregone.

“camminava per un miglio rovinato” – andò in stato alterato di coscienza.

“Trovò una moneta da sei pence rovinata” – fece un’offerta, rappresentata dalla moneta da sei pence.

“su una scala rovinata” – in uno spazio liminale, astrale o fisico, ad esempio un bosco, una collina, una grotta, o altri luoghi legati al contatto con l’Altro Mondo.

“Comprò un gatto rovinato” – ricevette un famiglio.
“che catturò un topo rovinato.” – il famiglio deve essere nutrito immediatamente.

“E tutti vissero insieme in una piccola casa rovinata.” – prese il famiglio e gli diede un posto dove riposare, come l’altare, il teschio, una bottiglia, un’immagine, un anello, uno specchio, un’ampolla, una ciotola o altro di cui abbiamo parlato prima.

[Tradotto e adattato da http://ioqayin.tumblr.com/post/132497684506/familiar-spirits ]

Introduzione alla Stregoneria Tradizionale (I): Cos’è la S.T.?

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.:: Introduzione: cos’è la Stregoneria Tradizionale? ::.

Che cos’è la Stregoneria Tradizionale? È la ripresa ai giorni nostri della cosiddetta Stregoneria Storica, ovvero di quei culti attestati in Europa tra il X e il XVIII secolo (e in certi casi anche più in là, ad esempio vi sono attestazioni di Donne di Fuori – praticanti siciliane – che arrivano fino agli anni ’80 del ‘900). Sebbene tali culti avessero un’origine precristiana, non sono esattamente copie delle Religioni dei Gentili (Romana, Greca, Celtica, Germanica, ecc.) perché attorno al X secolo, come attestato dal Canon Episcopi (906 e.v.), nell’area Franco-Germanica vi è stata una particolare mescolanza di elementi sia pagani che cristiani che hanno dato origine al complesso della Stregoneria Medievale.
La differenza fondamentale rispetto alle Religioni dei Gentili è che pur essendo rimasta la loro figura, gli Dei non sono più stati definiti tali, bensì si è passati a un animismo, in cui anche i Numi sono stati considerati semplici Spiriti, più potenti ma comunque Spiriti. Gli Spiriti con cui la strega lavorava, i suoi alleati, venivano chiamati Famigli, e quindi possiamo dire che la Stregoneria fu un culto dei Famigli.
Dall’area Franco-Germanica la S.T. si diffuse via via in tutta Europa, sia grazie al semplice parlare, ma soprattutto in virtù dei sermoni dei predicatori cristiani CONTRO queste credenze, che però sortirono l’effetto opposto, diffondendole in tutto il Continente. Unendosi con le rimanenze precristiane locali dei vari Paesi, delle varie regioni e delle varie città, il tema della ST ha creato varianti diverse in ogni luogo in cui è arrivato. Avremo quindi una Stregoneria Tradizionale Siciliana, dove i praticanti venivano chiamati Donne di Fuori e che aveva a capo la Regina e il Re delle Fate, una Calabrese, legata al culto delle Fatae, e così via.

Utilizzando invece il termine ST come sinonimo della sua ripresa contemporanea, la Stregoneria Tradizionale si può dividere in:
– Ereditaria;
– Revivalista;
– Ricostruzionista.

La S.T. Ereditaria raggruppa tutte quelle realtà, molto contestate, che asseriscono di derivare direttamente dall’epoca della Stregoneria Storica, essendosi tramandate senza interruzioni. Tra queste ricordiamo la tradizione di Robert Cochrane e, relativamente all’Italia, quella dell’italo-americano Raven Grimassi. Ovviamente gli accademici non riconoscono l’esistenza di nessuna di esse. Ad esempio la prof.ssa Sabina Magliocco ha riscontrato che effettivamente Grimassi ha ereditato delle pratiche magiche da parenti italiani, però non si trattava di un culto; l’aspetto devozionale infatti l’avrebbe ripreso dalla Wicca. Considerazioni simili vi sono state per le altre tradizioni ereditarie.

La S.T. Revivalista si ispira invece al folklore, ai processi e alla figura della strega senza alcuna presunzione di ereditarietà. A differenza della Ricostruzionista, lascia ampio spazio all’iniziativa personale e all’influenza di altre tradizioni, soprattutto contemporanee come la Wicca e altre religioni pagane, senza seguire pedissequamente la storia in tutto e per tutto. Alcuni degli autori più conosciuti di S.T. Revivalista sono Gemma Gary, Nigel Pearson, Nigel Jackson, Paul Huson, Robin Artisson, Sarah Ann Lawless, Peter Paddon e molti altri.

La S.T. Ricostruzionista infine cerca di riprendere, partendo dallo studio approfondito del folklore, dei processi e dei documenti storici, esattamente le pratiche e le credenze della Stregoneria Storica. Ad esempio il pantheon di Spiriti, le festività, la struttura del Sabba, la struttura delle offerte, e così via.
Un aspetto importante per chi pratica il Ricostruzionismo è la ripresa dei nomi degli Dei (o sarebbe più corretto dire, dei “Famigli Deifici” o “Maggiori”) dimenticati e rimasti solo nelle carte dei processi e nel folklore.
L’idea è quella di riaprire strade, vie verso questi Spiriti. Ricostruire significa quindi omaggiare tali Spiriti e permettere a chi è interessato di intessere nuovamente un legame con Essi.

Oltre a questa prima divisione, i praticanti usano tracciare una distinzione tra:
– Stregoneria Rituale;
– Stregoneria Operativa.

La Stregoneria Operativa riguarda la parte magica, come gli incantesimi, le fatture, gli scongiuri, le segnature, le divinazioni e tutto ciò che ha a che fare con l’ottenere qualcosa o con la funzione oracolare, il conoscere ciò che è sconosciuto.
In questa sede NON ci occuperemo di questo, vista l’ampissima scelta di siti, libri e pagine a cui poter far riferimento.

La Stregoneria Rituale invece è l’aspetto devozionale, religioso della Stregoneria.
Nella Stregoneria Storica, e di conseguenza nella S.T. Ricostruzionista che è la sua ripresa ai giorni nostri, questo ambito si sviluppa in diverse pratiche:
– La scelta del proprio Famiglio Deifico
– Il Tavolo delle Offerte in suo onore
– La Rinuncia alla Cristianità (Facoltativa)
– Il Lavoro in Trance (spesso mediante idromanzia)
– Il Lavoro con il Sogno
– La Scoperta del Famiglio Animale
– Le Offerte ad Esso e/o ad altri Famigli con cui si desidera lavorare, come quello Fatato, Domestico, Vegetale o Defunto
– La celebrazione del Sabba in particolari date (diverse da quelle della Ruota dell’Anno neopagana)
– In alternativa al Sabba, il Corteo delle Dominae Nocturnae
– In alternativa ad entrambe, l’attuazione fisica della Caccia Selvaggia
– Nel Lavoro in Sogno:
* La celebrazione del Sabba in Sogno guidato dal Famiglio Animale
* L’unirsi in Sogno al Corteo o alla Caccia Selvaggia
* La visita in Sogno nell’Altro Mondo, Regno Fatato o Aldilà
* Le Battaglie in Spirito in Sogno.

In sintesi questa è la Stregoneria Tradizionale.
Se ho omesso alcune parti, mi sono scordato qualcosa o ho commesso degli errori, vi prego di correggermi. Ogni consiglio, se rispettoso, è gradito.
Spero che abbiate apprezzato l’introduzione a questo splendido culto.
Buona serata!

L’anti-paganesimo di Ronald Hutton

ronhutton

Ronald Hutton, pur essendo uno storico molto popolare nella comunità pagana, è nei fatti anti-pagano. Non dobbiamo prenderci in giro, certo, te la mette molto sul leggero, ma dire che sia pro-pagano è come dire che gli storici che negano la storicità di Gesù siano pro-cristianesimo.

Con tutti gli errori fatti da Hutton ci potremmo scrivere un libro, e difatti il libro è stato scritto, si tratta di “Trials of the Moon” di Ben Whitmore.*

In primis, perchè dico che è antipagano? Perchè non parte dalla ricerca della storia, ma parte da un suo personale aneddoto.
In passato Hutton sosteneva le tesi della Murray e quindi riteneva che TUTTE le donne accusate di stregoneria appartenessero al culto paleolitico del Dio cornuto rimasto intatto fino a noi dall’epoca preistorica. Ha incontrato poi Norman Cohn e ci ha discusso, e quest’ultimo gli ha smontato uno ad uno ogni singolo punto di questa assurda teoria.
Da allora Hutton, per fare carriera, è passato al verso opposto, ma sempre e comunque ragionando per estremi: prima pensava che fosse ragionevole dire che un culto fosse arrivato indenne dalla preistoria al 1500, mentre adesso fa il negazionista del tipo “non è rimasto neanche un pagano nel medioevo!! Mentono tutti!!1!1”. Assurdo.
La sua tesi è che nel giro di un secolo o due i pagani erano tutti morti e le rimanenze pagane non esistono: mi viene da chiedergli chi sia il Maimone chiamato ancora nel 2000 ad Aidomaggiore per la pioggia, chi sia il Cupiddo venerato ancora negli anni ’60 nei Castelli Romani.

Lui è antipagano perchè non è che gli manchino le prove, le IGNORA VOLUTAMENTE o CAMBIA LORO IL SIGNIFICATO. Ad esempio, nel suo testo mostra di conoscere Grimm e lo cita, dice infatti:

“In 1749 the Italian scholar Girolamo Tartarotti-Serbati had suggested that ancient pagan beliefs and images underlay the later concept of witches’ gatherings, and in 1844 the foremost pioneer of German folklore studies, Jakob Grimm, argued effectively that the early modern image of the witch was a conflation of pagan traditions with later medieval stereotypes of heresy. Neither, however, supported the notion that those prosecuted as witches were practitioners of a surviving pagan religion, although both were later misquoted as doing so.”

ASSURDO. Grimm non ha parlato dell’ “IMMAGINE DELLA STREGA” ma dei CULTI associati alle streghe. Culti che lui qualche pagina prima negava che esistessero, perchè, sempre per Hutton, i pagani furono spazzati via in un paio di secoli.
Ecco dunque che APPOSTA cambia significati agli elementi. APPOSITAMENTE per mantenere un discorso coerente.
Questa è truffa.

Oppure, sui Benandanti, quando dice:

“It may, however, be suggested that he had not even proved the first point, because dreams do not self-evidently constitute rituals, and shared dream-imagery does not add up to a ‘cult’.

Ignora tre cose:
1) Sì, un culto in sogno è e resta comunque un culto. Il fatto che ciò vada in contrasto con il suo discorso per lui è un problema, quindi non lo ammette e/o lo ignora.
2) Ignora COMPLETAMENTE gli studi in psicologia che parlano di APPRENDIMENTO SOCIALE: il sogno è un modello, e come ogni modello, Bandura insegna, porta all’imitazione.
Mai sentito qualcuno dire “non mostrare X cosa che poi lo emulano”? E quindi perchè mai per i sogni dovrebbe essere diverso?
Risposta: perchè andrebbe in contrasto con l’idea da lui espressa che i sabba fisici non siano mai stati eseguiti in epoca medievale o nella prima età moderna.
3) Tutti i processi citati da Ginzburg su persone accusate di stregoneria e legate a culti pagani, che fine fanno nel suo libro? Zero citazione, zero menzione. Semplicemente perchè vanno in contrasto con la sua idea.

O ancora quando dice, parlando dei cunning men, che non si conoscevano tra loro e quindi ciò significava che non si potevano essere incontrati per riunioni fisiche.
Ma questa è una BUGIA bella e buona! Perché dai processi dei benandanti sappiamo che si conoscevano tra loro PRIMA di essere accusati. Stessa cosa per le donne di fuori siciliane, i mazzeri corsi, ecc.
Tutto questo materiale HUTTON L’HA CITATO quindi lo conosce, ma HA SOTTACIUTO.
Inoltre sinceramente una persona che venera, seppure in sogno, ma lo fa non in maniera passiva, bensì al ritorno crede a quanto ha sognato, e parliamo infatti di un’epoca in cui sogno e realtà sono poco distinte perché la gente crede ai propri sogni e magari accusa gente in base ai propri sogni, È PAGANA.
Non mi si può dire che la persona che sogna di andare di casa in casa con Richella, Abonde o Diana (citate nel libro MANCO MEZZA VOLTA, e ripeto NON È UN CASO, è che poi non gli sarebbe tornato il discorso) NON SIA PAGANA e che il paganesimo sia stato spazzato in un secolo.
Lui difatti cita i benandanti per un motivo molto semplice: erano stati già cristianizzati quindi ne può parlare tranquillamente, ma NASCONDE ATTIVAMENTE tutti i culti di cui parlano PROCESSI (che per lui NON dovrebbero esistere, “eppur si muove”, eppure esistono) perché mostrerebbero attivamente quanto abbia infangato le carte. Eppure anche quei casi sono citati da Ginzburg, ma sssh non li si deve citare perché non saprebbe come rispondere.
Quindi o il paganesimo è stato spazzato via in un secolo come dice lui o Diana, Richella e Abundia vengono citate dalle streghe. O è l’una o è l’altra.
Per evitare di ammettere la seconda ipotesi, Hutton dice che Grimm e altri autori che mostrano chi fosse a capo delle streghe, parlassero della “FIGURA DELLA STREGA”, frase che sembra dire come veniva immaginata la strega e non con chi si pensava che andasse la strega, o che la figura con cui si pensava che andasse fosse PAGANA. Ergo è proprio VOLONTARIA OMISSIONE DI DATI.

Ma l’atteggiamento anti-pagano non termina con i processi, lo applica anche alla classe alta, come Pletone che si convertí al paganesimo durante il periodo rinascimentale, ma secondo Hutton “non è vero”. Non è vero cosa che abbiamo le dichiarazioni scritte da parte sua e addirittura degli Inni composti da lui appositamente?
Pletone poi influenza Marsilio Ficino (che difatti userà gli inni orfici nei rituali) e altri maghi rinascimentali, che a loro volta avranno un’influenza sull’occultismo dei secoli successivi, quindi è un aspetto molto molto importante.

Lui quindi agisce APRIORISTICAMENTE per NEGARE OGNI ASPETTO PAGANO IN TUTTO CIÒ CHE INCONTRA, e se non vi riesce OMETTE VOLONTARIAMENTE O STRAVOLGE VOLONTARIAMENTE I SIGNIFICATI DELLE COSE. E questo non è un atteggiamento anti-pagano?
Ha ragione quando dice che la Wicca è stata inventata, ma la sua creazione si basa molto sul processo di Isobel Gowdie (che chiamava la sua congrega “coven”, aveva 13 membri, aveva la figura della Fanciulla, si riuniva ai 4 sabba maggiori…), processo che HUTTON SOTTACE NUOVAMENTE. Che non sia vero che proviene direttamente dal tempo dei roghi e che abbia ricevuto influenze da Thelema, Massoneria, ecc. è corretto, ma perché ignorare che alcune cose coincidano in quanto ispirate ai processi? Per un motivo molto semplice: Hutton non vuole che il processo di Isobel o di altri pagani venga riconosciuto.

E mi dispiace ma una persona che anche se poi ti indora la pillola ti dice “sì beh non hai storia e ti sei inventato tutto”, attivamente distorcendo i dati, per me è e resta anti-pagana.

“Ma Hutton è un importante esponente della comunità pagana nonché uno dei più importanti accademici che hanno aperto il discorso sulla stregoneria moderna nel mondo accademico”

Gli piacerebbe. In realtà lui BRAMA che i pagan studies diventino un soggetto di discussione, ma ammette lui stesso che il suo campo è ANCORA OGGI, completamente IGNORATO.
Proprio per questo nessuno lo corregge per errori banalissimi come questi fatti qui.
Quando Whitmore l’ha criticato, lui ha risposto dicendo che “Whitmore voleva mettere in discussione la sua autorità”.
Ecco dunque svelato il mistero. Hutton non ragiona per trovare l’effettiva storia del paganesimo, lui lavora per diventare un’autorità nei pagan studies, e come diventarla? Semplicemente negando a priori, solo perchè non riesce a capire che c’è una “”leggera”” differenza tra la sua posizione di una volta (culto preistorico giunto inalterato fino al 1500) e quella più ragionevole (ci sono rimanenze di culti pagani, spesso magari modificati, anche in epoca cristiana).

Infine, il testo di Hutton segue paurosamente gli stessi ragionamenti di “Goddess Unmasked” di Philip G. Davis, un libro scritto da un cristiano fondamentalista compilato appositamente per criticare le origini delle religioni neopagane, e definito “il gemello malvagio” del libro di Hutton, per quanto vi è simile, da coloro che lo hanno recensito e che hanno letto entrambi i tomi.

Oltre a ciò, con la pubblicazione del libro di Hutton i giornali conservatori si sono sprecati con titoloni che facevano all’incirca “la wicca è inventata, parola del dottor Hutton” “il tramonto della wicca?” ecc. (Citano la Wicca perché è la più diffusa religione pagana)
Questo genere di reazioni è normale per un libro di uno storico pro-pagano? Io non penso. Uno storico pro-cristianesimo non provoca reazioni scettiche sull’effettiva storicità di Gesù nei giornali.


Per maggiori informazioni:

http://cleticpagan.tribe.net/thread/ef14ab20-a8ff-4307-97a2-06248e21c180

http://mysticwicks.com/archive/index.php/t-209833.html

* Qui il libro di Ben Whitmore sull’origine pagana della Stregoneria che mette in dubbio le conclusioni di Hutton:
https://www.goodgame.org.nz/trialsofthemoon.html

L’Arte di Elfhame #24: Cosa è l’Arte Tradizionale?

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero delle correnti Revivaliste all’interno del grande gruppo della Stregoneria Tradizionale. Mentre i precedenti articoli erano improntati sulla figura di Robin Artisson, in questo caso l’autore revivalista in questione è Andrew Chumbley. Nonostante le tradizioni che egli cita non siano in grado di riportare prove concrete sulla propria sopravvivenza ininterrotta dall’Epoca dei Roghi fino ad oggi, il loro contributo nell’ambito esoterico è immenso, e andrebbero approfondite anche dai Ricostruzionisti.
Ricordo ancora una volta che non sono io il traduttore degli articoli della serie “L’Arte di Elfhame”, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

 

Cosa è l’Arte Tradizionale?

– Un Breve Trattato sulla natura della Stregoneria Tradizionale
e forme di Pratica Magica somiglianti –

 

Andrew D. Chumbley

 

chumbley

 

“L’Arte Tradizionale è la Via Senza Nome dell’Arte Magica. E’ il Sentiero della Wytcha, la chiamata del cuore alla vocazione di Uomo Astuto e Donna Saggia; è il Cerchio Segreto degli Iniziati che costituisce il Corpo Vivente della Fede Antica. Il suo Rituale è il Sabba del Sogno fatto Carne. Il suo Mistero giace nella Terra, sotto i piedi di Coloro che percorrono il sentiero tortuoso di Elphame. Il suo Libro Sacro è la Via della Conoscenza delle Erbe e della Fascinazione delle Bestie, il tesoro delle tradizioni ricordate da Coloro che riveriscono gli Spiriti; è la Grammatica del Sapere sussurrato all’orecchio, amata da Coloro che mantengono sacri i segreti dei morti e affidata a Coloro che guardano sempre oltre… A chi domanda sull’Arte Tradizionale, le sue risposte si trovano nella sua terra nativa: il Cerchio dell’Arte delle Arti!”

 

I

Tali sono i miei propri pensieri a questa domanda e come tali essi sono unicamente miei, ma non di meno sono i pensieri di un uomo che ha camminato nel Cerchio della Gente Saggia per molte volte.
Alla domanda: “Cosa è l’Arte Tradizionale?” vi sono molte risposte pratiche, tante quanti sono i praticanti di questa misteriosa fede. Non vi è risposta diretta a tale quesito, ed è la meravigliosa diversità di possibili risposte che i genuini praticanti possono offrire che è, per me, la cosa più affascinante. Lo scopo delle pratiche e delle credenze che possono essere considerate come facenti parte dell’ “Arte Tradizionale” è sconosciuto e rimarrà sempre tale; e, inoltre, se per mezzo di questo trattato sarà possibile percepire il senso – avere un’intuizione – di questa diversità, si potrà forse comprendere l’occulta natura che unifica il tutto.
Quando sopra mi sono riferito a delle “risposte pratiche”, intendo nello specifico quelle risposte che possono essere di uso diretto e di valore ai compagni praticanti. Lo spirito di questo trattato è quello di essere utile ad ognuno di noi ai quali la domanda è indirizzata. Benché vi sia un certo numero di persone che possono presentare un resoconto genuino circa la natura dell’Arte Tradizionale, tali aderenti sono, in verità, pochi e discreti. In tempi recenti vi è stato un evidente affioramento dell’Antica Arte nella letteratura pubblicata, libri e articoli, di pubblico dominio.
Questa attività pubblica è eco di una rinascita interna della conoscenza. La fonte della Fede Antica rilascia la sua essenza vitale diffondendola nelle correnti sotterranee della pratica magica, concedendo il suo potere alle vene che viscerano nella terra, alimentando e nutrendo nuovamente la verdeggiante terra di Albion. Noi che apparteniamo al Mistero della Fede Antica siamo i guardiani della terra, la nostra conoscenza è l’arcano del suo cuore e del nostro. A questa fede dobbiamo essere devoti!
La manifestazione pubblica della Fede Antica non è apparsa in modo uniforme, bensì ne ha esibito una stimolante varietà. A queste varie forme o flussi della Tradizione ci si può riferire chiamandole “osservanze” o usanze del Vecchio Rito; esse si differenziano secondo il Maestro o la Maestra responsabile della diffusione del loro Sapere. Si potrebbe pensare che l’ingente esistenza della letteratura pubblica disponibile indichi una tendenza all’indebolimento – ad una diluizione – dell’essenza spirituale della Tradizione, ma non è questo il caso. Di fatto, la verità è l’esatto opposto: essa si muove verso un ampliamento e un approfondimento della ricchezza spirituale della Fede Antica. La Vecchia Arte emerge come un Sentiero che possiede un diverso schieramento di aspetti, che si estendono dalla pratica dell’incantesimo operato a livello di magia popolare – le arti della conoscenza delle erbe e dell’incantamento di animali, per mezzo di un appreso spettro di arti magiche, raggiungendo in apoteosi le altezze del misticismo genuino.
Per chiarire questa diversità è utile citare e riassumere brevemente alcuni esemplari specifici di osservanze che sono all’avanguardia della nostra attuale rinascita.

The Way of the Eight Winds: questa è la tradizione dell’Arte senza nome proposta da Nigel Pennick, praticata in Inghilterra orientale. Essenzialmente essa rappresenta una scuola di pratica magica derivata da, e continuante, la tradizione della Gente Saggia indigena diffusa nei luoghi del Cambridgeshire e nelle regioni Fenland. Deriva dalla linea iniziatica di “Sigaldry”, una tradizione di conoscenza runica che incorpora elementi pagani e cristiani in una sintesi magica coerente. Il metodo di successione della tradizione è, secondo Pennick, trasmesso da Maestro a discepolo e perpetuata dalla trasmissione della conoscenza tanto orale quanto scritta. E’ importante notare che nel suo libro “Secret of East Anglian Magic” viene fatto riferimento all’Antico Ordine degli Uomini Ossa (Antient Order of Bonesmen), alla fratellanza magica di Coloro che Sussurrano ai Cavalli (Horse-whisperers) e ai misteri solitari degli Uomini e Donne Rospo (Toadsmen and women). Vi sono altre forme di magia pratica ancora operative nelle medesime regioni e a cui vi si potrebbe riferire, in termini ampi, come “Arte Tradizionale”.

Via Nocturna: la conventicola de “la Caccia degli Spiriti”. Questo è il sentiero iniziatico dell’insegnamento della saggezza proposto da Nigel Aldcroft-Jackson, il Magister Janus ben Azazel. I suoi insegnamenti derivano sia da trasmissione orale quanto scritta e, nella loro interezza, costituiscono una sintesi di molti diversi aspetti delle tradizioni delle streghe. Detto in breve, il nucleo centrale della Conventicola viene tutelato nello stato di gnosi magica in cui il cercatore intraprende il pellegrinaggio notturno verso il Sabba. La Via Nocturna è perciò l’invisibile conclave degli iniziati uniti insieme in una parità di esperienza nello stato di trance-estasi. La sua saggezza è accessibile a coloro che sono passati attraverso i portali che fanno da soglia a questo mondo e che hanno intrapreso il viaggio iniziatico notturno nei regni del sogno di ciò che possiamo chiamare “Misticismo Witanico”, l’insieme di tradizioni derivate direttamente dall’esperienza gnostica della formula Sabbatica. La Conventicola è stata rimarchevole nel suo contributo in questo campo, specialmente nell’estrapolazione dell’essenza mistica interna degli insegnamenti di varie altre osservanze dell’Arte; il suo contributo è stato forse più importante di quello datoci dal Clan of Tubal-Cain.

The Clan of Tubal-Cain: questa è la Tradizione dell’Osservanza dell’Arte perpetuata dal defunto Robert Cochrane. Secondo Cochrane il Clan fu un corpo di iniziati i cui miti e metodi di pratica occulta derivano dalle vecchie Streghe nordiche. Si nota che in esso le componenti della sua costruzione mitica hanno subìto influenza da fonti demonologiche del tardo medioevo, specialmente per quanto riguarda gli insegnamenti sulla discesa dei Guardiani, il ruolo di Tubal Cain e l’importanza datagli come precettore della genealogia iniziatica del Sangue di Strega. L’importanza del contributo del Clan al continuo sviluppo dell’Arte Tradizionale è ben visibile nell’influenza creativa portata da coloro che furono direttamente coinvolti in questo lavoro. L’esempio principale è Evan John Jones, che fece un gran lavoro nell’esporre vari aspetti degli Insegnamenti del Clan, specialmente quelli che ruotano attorno alle forme mitiche del Castello, del Teschio e della Rosa, e del Roebuck in the Thicket.

Cultus Sabbati: questo è il nome adottato per scopi di comunicazione ed identità da un altrimenti corpo di iniziati senza nome dell’Arte Tradizionale. Nella sua attuale forma la Cultus è officiata dall’autore di questo trattato nel ruolo del suo presiedente Magister. Come tale cercherò di descriverne natura e funzione con opportuna obiettività.
La Cultus opera come veicolo per la trasmissione della Corrente Magica Quintessenziale ed è attiva nella tradizione in via di sviluppo della pratica magica a cui ci si riferisce come “The Sorcery of the Crooked Path” (La Fattucchiera della Via Tortuosa), mediante trasmissione orale, rituale e scritta. All’interno della Cultus sono in cooperante azione diverse osservanze dell’Arte e questo si riflette nella struttura dei gruppi di cui è costituita. Questi ultimi incorporano contesti di lavoro sia di congreghe, sia di più piccole cellule operanti; l’enfasi viene totalmente posta sull’autonomia di ogni iniziato. Una importante funzione della Cultus è quella di servire come punto d’incontro per vari sentieri iniziatici della Fede Antica e dunque di agire da intermediaria nell’incontro delle loro forze magiche del passaggio di potere. Benché il suo campo di esecuzione sia presente al centro delle campagne dell’Essex, la Cultus è animata da un numero di lignaggi iniziatici di successione multiculturali, da tutto il paese e da luoghi ben più distanti. Il nucleo degli insegnamenti del Sapere della Cultus Sabbati viene trasmesso sia oralmente che ritualmente, mediante la Fattucchieria Trascendentale e della Gnosi dei Misteri Sabbatici.

Queste sono solo quattro espressioni della Fede Antica, ma la loro diversità è il testamento alla ricca struttura della Spiritualità Magica Britannica. Non è di mia competenza affermare o mettere in dubbio la validità storica di questi quattro esempi di “Arte Tradizionale”, tuttavia il semplice impulso creativo che essi generano è, per me, la più meritevole forma di autenticità, senza tenere conto di niente altro.
V’è un notevole effetto di intuizione creativa e di sincretismo impartiti dai lavori pubblicati di questi esemplari, e ciò serve alla ulteriore “risposta” alla mia domanda iniziale. E’ tipico della genuina Gente Saggia utilizzare qualunque cosa sia a portata di mano e trasformare il corso di ogni influsso, indipendentemente dalla provenienza religiosa, per gli scopi segreti dell’Arte. E’ per questo quindi che l’Antica Arte adotta per sé stessa una grande opzione di attitudini e metodi, dal semplice incantesimo alle più alte forme cerimoniali di scongiurazione. In ogni contesto è possibile trovare tratti di tradizioni e credenze magiche provenienti dai più disparati tempi e luoghi, ma sono tutti portati a funzionare all’interno dello storico teatro della dimensione sacra, che sia il magico cerchio della Stregoneria o la nonupla trama di Sigaldry. Da fuori delle sue radici nella magia popolare, in ognuno dei suoi molti aspetti, la forma dell’Arte Tradizionale è in continua evoluzione ed è a questo rispetto che per un praticante diviene possibile percepire le traiettorie delle sue proprie possibilità. Il panorama spirituale dell’ Arte viene plasmato, mediante il potere della sua propria corrente, da una potente estetica di eclettismo mito-poetico; alla sua ricca varietà di tradizione ancestrale ne consegue una nuova definizione di forma, culminando nella raffinatezza di una profonda metafisica di estasi: il vero insegnamento del Sapere della gnosi magica. Ciò può essere visto come una naturale evoluzione da uno stadio di pratica religiosa a un altro livello più sofisticato, o ancora – da una posizione iniziatica – è possibile percepire l’emersione del Misticismo Witanico come il tempestivo svelamento del Sapere che è sempre stato nel cuore della Tradizione. Così come il fuoco ha sempre arso vivacemente al centro del cerchio, allo stesso modo noi e il cerchio dobbiamo eternamente girare attorno al suo asse attraverso le molte stagioni del Tempo e del Fato; e attraverso la sacra dimensione dell’Arte, noi siamo portati sempre più vicino all’eterno centro fra il mutevole turbinio dell’eone e del momento.
Probabilmente qualcuno potrebbe percepire uno sviluppo delle altezze apparentemente astratte del pensiero mistico ed un rifiuto del patrimonio del “buona gente di Elphame” che è vissuta prima di noi, ma non è così. Per me stesso, e come esempio, l’intreccio essenziale della stregoneria – la fune nodosa – può essere usato sia per guarire che per colpire, e ancora per il mistico compito di contemplare i luoghi di sosta dell’anima. L’orizzonte del cerchio è illimitato e l’estensione della nostra vera iniziazione viene misurata solamente dalla nostra stessa auto-delimitazione all’interno del suo infinito perimetro.

II

 

Per tornare alla questione iniziale di questo trattato e per seguire un’altra traccia attraverso il labirinto, andiamo a considerare l’Arte Tradizionale, i suoi nomi e i loro significati in discussioni generali riguardo la magia, e anche i mezzi mediante il quale il suo sentiero viene perpetuato.
In termini generali, e per tutto il trattato, il termine “Arte Tradizionale” indica pratiche religiose e di magia pagana che sono state tramandate da almeno prima dell’inizio del ventesimo secolo. Geograficamente il termine qui si applica alla passata e alla contemporanea magia popolare Britannica, ma ciò può essere esteso fino ad abbracciare credenze e pratiche di provenienza Europea, soprattutto Nordica. Malgrado la delimitazione spaziale assunta per i fini di questo trattato, l’Antica Fede possiede innumerevoli forme e può essere vista in molte e distanti regioni della Terra. Inoltre, le influenze culturali generate in passato e le forme moderne dell’Arte Tradizionale in Bretagna sono molte e diverse, e portano con sé tracce di Sapere che testimoniano una evidente miscela di flussi di iniziazione provenienti da tutto il mondo.
Nella letteratura esoterica, storica ed antropologica della seconda metà di questo secolo, il termine “Arte Tradizionale” viene generalmente usato per riferirsi a forme di pratica di magia popolare che depredano, o entrano in concorrente distinzione con le moderne o “riformate” correnti della pratica dell’Arte. La forma moderna di Stregoneria è solitamente conosciuta come “Wicca”, sebbene dovrebbe essere osservato che esistono molte variazioni di questo movimento moderno e che queste vengono chiamate in molti altri modi. Distintamente dalla “Wicca”, l’Antica Arte viene talvolta chiamata dai suoi seguaci “Weikka”; nel linguaggio dell’Arte essa viene spesso detta “Wytcha”. L’origine comune di queste varianti si ritiene sia l’ indoeuropeo WEIK – che si dice significhi “La religione delle fattucchiere”. Altre utili connessioni e derivazioni sono quelle che seguono:

Anglosassone: wicce/wicca, “strega”; wiccian, “lanciare un incantesimo”; witte “saggio”, wittan “essere saggio”;
Antico germanico: Wikkerie, “Stregoneria”;
Islandese: vita, “Sapere”; vitki, “uno stregone”;
Svedese: wika, “piegare, trasformare”;
Norvegese: vikja, “rivolgersi a, evocare, esorcizzare”;
Anglosassone: wikken, “fare (del) male”; wicked, “essere cattivo” ed essere yfel (cattivo, malvagio, sfortunato, inferiore – NdT) – oltre il limite del mortale consenso di percezione.

Si è discusso molto di tali parole e nomi; ciò può risultare utile al praticante poiché favorisce nuove prospettive sul sentiero, ma quando ciò non può essere fatto tali discussioni non sono che irrilevanti per coloro impegnati nella pratica dell’Arte. Si dovrebbe fare attenzione a ciò che è in uso nel cerchio e ciò che non lo è.
Certi studiosi di accademie convenzionali hanno affermato che la parola wicca veniva originariamente usata solamente in senso peggiorativo, ovvero come un termine di insulto o calunnia contro chiunque fosse disprezzato o sospettato di aver commesso maleficio o magia nera, e infatti questo termine non venne utilizzato in alcuna forma se non fino al moderno movimento della stregoneria. E’ tuttavia possibile citare l’uso non peggiorativo di correlate derivazioni, come witan – “conoscere”- in vari esempi storici. Comunque, senza tener conto di tali affermazioni, si può affermare che la parola derivante Wytcha era in uso durante il ventesimo secolo tra certi discendenti contemporanei delle Tradizioni della Gente Saggia in Essex. Che il termine sia stato tramandato mediante secoli di pratica segreta o riesumato in qualità di nome atto ad identificare l’Arte solamente ieri, è bene esporre alcune delle ragioni dell’attuale uso di tale termine. Dalla prospettiva di un praticante, l’adozione di tale termine è un modo auto-cosciente di dichiarare la propria identità come uno della Gente Saggia, come “Un Sapiente”, un portatore del saggio sangue e quindi un iniziato della vera tradizione della stregoneria. Inoltre, il termine wytch inteso come “piegare o trasformare”, è appropriato in relazione alla “tortuosa” natura del sentiero della fattucchieria. Se viene accettato l’uso peggiorativo del termine wicca allora l’attuale uso del termine Wytcha abbraccia tutto ciò. L’uomo dell’Arte si muove ai margini della società; egli cammina dentro il mondo dell’Umanità ma in realtà è “fuori” di esso. Verrà intrapreso un sentiero di calunnia e infamia quando ci si muoverà oltre i normali parametri della società. Inoltre, si potrebbe dire che “Wytcha” sia semplicemente la corretta pronuncia della parola Anglosassone wicca e che essa venga usata coscientemente dalla contemporanea Gente Saggia come deliberata rimostranza di unica e distinta identità nello scopo della moderna religione magica. Detto ciò, è a preferenza abituale di tali praticanti utilizzare il termine “fattucchiera” e “fattucchieria” per loro stessi e per la loro Arte, e molto più spesso non fare uso di nome alcuno.
Altri epiteti in uso per le Fedi Antiche dell’Arte sono, come menzionato sopra, “L’Arte Senza Nome”, “La Via Nocturna”, “L’Arte Sabbatica”, ed altre ancora. Tutti questi epiteti possono essere usati quando si parla di magia e per dare un nome a “qualcosa” che per natura non possiede nome: i nomi sono funzionali ai fini di comunicazione e auto-identificazione.
Mentre è utile definire e quindi distinguere le varie metodologie dell’Arte Antica le une dalle altre e dalle loro moderne controparti, si dovrebbe tenere a mente che in alcuni casi l’Arte Antica si è unita o ha adottato credenze e pratiche di tali correnti riformate. Data l’inclinazione naturale del praticante magico verso il sincretismo, v’è la costante fertilizzazione incrociata tra coloro che interagiscono dentro e fuori dal cerchio; di consequenza, tutti noi ci siamo prestati a vicenda le nostre idee. Comunque le varie forme della moderna Wicca non sono materia in questione, e benché esse abbiano un ruolo importante nella storia e nello sviluppo della pratica magica del ventesimo secolo, è proposito di questo trattato l’investigare sulla natura di quelle correnti dell’Arte la cui origine è di grande antichità. All’interno di queste correnti si incontrerà un sincretismo che è semplicemente stato operativo per un lungo periodo di tempo e quindi che probabilmente ha assorbito più influenze e che le abbia integrate in un corpo di grande maturità spirituale. L’integrazione di moderne influenze wiccan nelle correnti magiche antiche è solo un aspetto in confluente sviluppo; sono presenti molte altre influenze nelle pratiche dell’Arte Tradizionale che potrebbero essere citate. Nel parlare di tale integrazione, devo, per motivi di cortesia, esprimere tutto il mio rispetto verso quei praticanti dell’Arte Antica che vedono le loro proprie pratiche come pure e distinte. Il fatto che siano presenti influenze da altre fonti non é sinonimo di nessuna macchia e nemmeno necessariamente un atto di compromesso; può essere parte cosciente di una spiritualità creativa e in andamento. Nel contesto del mio proprio sentiero ho avuto contatto diretto con iniziati di altre notevoli tradizioni magiche ed ho appreso moltissimo da tali interazioni. Tale contatto mi ha condotto a un coinvolgimento attivo all’interno delle Vie della Uttara Kaula Tantrikas e, a un sottile livello, della Tradizione Sufi di Ovaysiyya. Questo coinvolgimento è servito unicamente ad arricchire il mio lavoro nelle Conclavi dei Misteri Sabbatici. Tanto attraverso la Cultus Sabbati quanto in qualità di praticanti indipendenti, io e altri iniziati alla Tradizione della Gente Saggia dell’Essex, abbiamo cercato delle connessioni iniziatiche interculturali e mediante tali tentativi molte importanti influenze sono servite a generare le correnti contemporanee della nostra pratica. Lascerò ad un’altra occasione una più profonda considerazione di tali influenze. Fondamentalmente sono le ragioni che evidenziano i propositi di tale interazione che, per me, distinguono le varie correnti dell’Arte. Nella Fede, tutti noi siamo spinti da motivazioni apparentemente simili, ma tra Coloro che appartengono alla Prole di Caino v’è una metodologia differente di Credere, che è sorta distante dalla naturale disposizione, verso una mentalità da fattucchiera. Non a caso essi vengono chiamati “Gente Saggia”!

Quando si parla di Arte Tradizionale di frequente la si menziona come un “lascito” o come qualcosa che viene “trasmesso”. Ma cosa si intende con queste due frasi?
Secondo la mia propria esperienza come iniziato e iniziatore dentro la Cultus Sabbati, posso esporre i molti modi in cui la Tradizione viene trasmessa da una persona all’ altra, di generazione in generazione. Il metodo più ovvio è quello della trasmissione orale: la parola parlata. Questa è la “conoscenza sussurrata all’orecchio” che è passata da un praticante a un altro, sia da Maestro ad un apprendista, sia come conoscenza condivisa in una discussione tra contemporanei di un cerchio o clan. Di frequente è in questo contesto che i più preziosi frammenti di tradizioni vengono preservati ed è intorno a questa saggezza non scritta che vi è un’atmosfera di tabù. Poiché sono intraducibili alla parola scritta, gli insegnamenti orali dell’Arte dimorano nel regno tra il Pensiero e il Testo; essi abitano con gli spiriti nei regni mobili della memoria e del ricordo. Quando tali tradizioni dovrebbero essere scritte? Questa è una domanda che ho sovente posto a me stesso. In risposta, concludo che si dovrebbero scrivere tali cose quando v’è il pericolo che esse possano essere andate perdute o dimenticate. Tuttavia, credo che niente venga realmente dimenticato sull’Arte, poiché dentro il suo proprio dominio – il Cerchio – gli spiriti parleranno a coloro che hanno orecchi per sentire. E’ dalla parola detta che il vero e invisibile grimorio dell’Uomo Astuto viene trasmesso attraverso le ere; è un libro le cui pagine sono state disperse tra varie mani e che tuttavia sono ricucite sotto la stessa copertina di pelle e sangue.
In alcuni casi la trasmissione orale della Tradizione viene esercitata nel contesto formale dell’istruzione. E’ in questo caso che il metodo della trasmissione orale diviene operativo nel contesto specializzato dell’iniziazione cerimoniale. Questo ci porta al più importante modo con il quale la Tradizione viene trasmessa come lascito: la genealogia del potere spirituale trasmessa ritualmente. Questo è un trattato complesso, dovuto alla varietà dei procedimenti coinvolti, ma, di base, il processo al quale mi sto riferendo è la realizzazione dell’induzione iniziatica di un aspirante mediante il momento rituale conosciuto come “la trasmissione del potere”. Questo è l’atto magico in cui l’intero potere della Tradizione viene trasmesso direttamente dall’Iniziatore al suo/sua pupillo/a, da Maestro ad apprendista. Nelle varie correnti dell’Arte e anche all’interno delle Corporazioni fratellanze affiliate/derivate dagli Ordini massonici, l’ atto della “trasmissione” viene realizzato in questo modo: l’aspirante si inginocchia, sostenendosi con un ginocchio, davanti all’iniziatore, con il ginocchio sinistro che tocca direttamente la terra e la gamba destra che va a formare un quadrato con la terra. Il candidato tiene in entrambe le mani il grimorio o Libro Sacro dell’Ordine/Congrega. L’ iniziatore a turno poggia la sua mano destra sulla testa del candidato e la mano sinistra sul suo piede destro, formando un grande quadrato. L’iniziatore quindi “immette” tutto il potere della Tradizione dentro al corpo ricettivo del candidato. Questo atto, esercitato in molte variazioni del modo citato, viene effettuato per “sigillare” il processo di insegnamento per il quale il candidato è passato. Il processo di insegnamento dura differenti periodi di tempo e varia a seconda di colui o colei che viene istruito/a. All’interno della Tradizione Sabbatica il processo di insegnamento si divide in due parti. Primo, viene intrapreso un periodo di prova di nove mesi durante il quale l’aspirante viene semplicemente giudicato secondo vari requisiti di carattere. Passato questo periodo, l’aspirante viene invitato ad eseguire un rituale di dedicazione; questo rito lo ammette al Sentiero della Tradizione e ha quindi inizio la formale fase di istruzione che dura un anno e un giorno. Durante l’anno iniziatico il candidato viene letteralmente guidato intorno al cerchio in un completo giro di mente, corpo e spirito. Dopo aver portato a termine questo percorso prende luogo il formale rito di iniziazione, l’aspetto centrale, che è l’atto della sopra menzionata “trasmissione”. L’atto di “sigillare” il processo d’istruzione effettivamente crea la vera posizione autonoma del nuovo iniziato; nell’atto della trasmissione, l’intero Sapere della Tradizione fluisce nel candidato in uno stato di trasmissione gnostica. Successivamente sarà responsabilità dell’iniziato/a ricordarsi della Tradizione secondo sua propria predilezione. Coloro che conoscono questo tipo di trasmissione noteranno che esistono molte variazione della sua esecuzione; esse sono tutte ugualmente valide, poiché è il significato iniziatico codificato nel gesto rituale che è di importanza unica.
Un terzo tipo di “trasmissione” è la propagazione scritta delle tradizioni; questo è un metodo affine al modo di perpetuazione degli shastras o versi di scrittura sacra nel Tantrismo. Nell’Arte vi sono alcuni manoscritti o grimori dell’Arte che vengono passati da iniziato a iniziato. Tali libri sono i depositari delle tradizioni che appartengono a correnti o osservanze specifiche. Questi tomi sono conosciuti con diversi nomi; The Secret Granary (Il Granaio Segreto); The Bonesman’s Bible (La Bibbia dell’’Uomo Ossa); The Devil’s Plantation (La Piantagione del Diavolo); The Dragon-Book (Il Libro del Drago), e altri ancora. Al pari di questi grimori vi è il “Libro delle Ombre”, il nome generico per un libro scritto a mano di osservanza Wiccan. Questo nome, in alcuni casi, è stato adottato da alcuni membri dell’Arte Antica; la sua risonanza poetica è spesso la principale ragione di tale adozione. In alcune forme dell’Arte ogni candidato deve fare la sua propria copia scritta a mano del libro del suo Maestro, poiché il libro dell’Arte di ogni membro viene bruciato in seguito alla morte del suo proprietario. La natura essenziale di tutti questi testi è che essi sono le collezioni personali e di trasmissione del Sapere magico accumulato mediante diretta esperienza e comprensione dell’Arte. Perciò il loro contenuto è l’unica salvaguardia dei loro stessi proprietari; questo è il loro naturale tabù come è giusto che sia. Il Cerchio dell’Arte è lanciato su molti livelli e, sopratutto, deve essere lanciato senza errori.
Simile al metodo di trasmissione scritta è il passaggio dei manufatti magici. Per esempio, la donazione della bacchetta o del bastone da Maestro ad apprendista è una forma di questa usanza attiva nell’Arte dell’ Essex. Ciò stabilisce un legame tra gli iniziati sulle generazioni successive e dona a tali oggetti uno spirito distinto o un’aura spirituale quasi propria. Tali oggetti spesso portano nomi che confermano la credenza che essi siano diventati il luogo di abitazione di uno spirito. Merita menzione il fatto che la trasmissione della conoscenza magica può avvenire solo mediante tali oggetti; ciò a causa forse della loro natura talismanica e anche perché il loro aspetto può codificare certi misteri mediante i segni di Sigaldry. Dalla prospettiva di un iniziato, io credo che un oggetto magico possa trasmettere la conoscenza mediante l’attività dello spirito che in esso dimora. Questa forma di trasmissione può operare indipendentemente da qualsiasi altro mezzo e può fare da ponte sulla divisione di tempo e spazio. Si può, ad esempio, ottenere un vecchio cristallo in un negozio di antichità o un’immagine incisa su legno di una fonte tribale straniera, come ad esempio dell’Africa Occidentale. Lavorare prudentemente con tale oggetto permette all’iniziato di avere a che fare con lo spirito che in essa risiede ed ottenere da esso, mediante trance o attività onirica, un Sapere non ancora rivelato, senza contatto fisico con i suoi precedenti custodi. Tale metodo di lavoro può portare nuove influenze alle pratiche dell’iniziato nell’Arte Tradizionale andando ad attivare un profondo strato di saggezza ancestrale rimasto addormentato in entrambi il cerchio e il corpo. Sebbene un oggetto caricato magicamente appartenga ovviamente al piano materiale, esso può servire da conduttore ad una trasmissione di tipo più sottile ed intangibile.
La donazione dei manufatti magici è essa stessa un potente mezzo di continuazione ed accumulazione della conoscenza magica e del potere. Può accadere mediante l’acquisizione apparentemente casuale di tale manufatto, o anche nel contesto formale della iniziazione rituale, o ancora può essere oggetto di un’eredità familiare. Quest’ultima forma può avvenire mediante parentela iniziatica di discendenza spirituale e/o per mezzo del lignaggio di sangue di una tradizione ereditaria.
Questo ci porta alla prossima forma di “trasmissione”: l’Arte Ereditaria e le Tradizioni Magiche Familiari. Questo tipo di trasmissione di lignaggio avviene nel contesto della discendenza familiare: la conoscenza, le usanze e/o le possessioni magiche di una credenza pagana magico-religiosa preservata entro i confini di un gruppo di parentela strettamente chiuso e limitato. Tali forme di credenza possono variare grandemente da una famiglia a un’altra. Esempi ai quali sono familiare si estendono dalle Tradizioni della Stregoneria Americana alla fede Cristiano-pagana Britannica (ai quali vi si riferisce a volte come doppia osservanza) al potere dei santi come spiriti guida. Tali credenze possono essere citate come appartenenti, sebbene non esclusivamente, alle Tradizioni Ereditarie, poiché esse possono anche essere trovate, e divenite operative, all’interno di altre correnti. Ho libertà, da parte di un mio personale contatto, di riferire, un esempio in cui una famiglia preservò un interesse in faccende magiche e occulte al punto di collezionare materiale di fonti classiche, che potrebbe essere utile in scongiurazioni agli antichi dei. Quando una figlia di questa famiglia fu coinvolta nella stregoneria moderna, iniziò a fare uso del materiale tramandatole. La magia popolare, o come volete chiamarla, di interesse della sua famiglia divenne direttamente operativa fuori dai suoi parametri originali. Attraverso le successive generazioni iniziatiche tale materiale magico “ereditario” si integrò con altre osservanze e si sviluppò in una sua propria corrente di successione. Tale esempio contiene elementi tanto di discendenza familiare quanto di successione iniziatica rituale; come tale, deve essere considerato a pieno diritto come una parte distinta dell’Arte Tradizionale.
Il modo in cui le Tradizioni Ereditarie vengono perpetuate varia di famiglia in famiglia, e possono essere tramandate in alcuni dei modi citati prima. Le Tradizioni Familiari sono una rarità e possono essere altamente segrete. In alcuni casi esse non desiderano essere considerate come parte di altre forme di paganesimo e pratiche magiche, o di avere una qualche connessione con esse. Ciò deve essere rispettato come una faccia intrinseca del loro sentiero, ma ciò nonostante queste sopravvivenze di fede pagana sono tutte parte dell’essenza spirituale che resuscita la Fede Antica. In casi in cui la Tradizione Familiare interagisce con Praticanti dell’Arte al di fuori della famiglia, allora vi è un mutuo arricchimento di conoscenza pratica e una garanzia che le tradizioni antiche sopravvivano con integrità. Tale interazione è, quindi, raccomandata.
A parte i precedentemente descritti modi in cui la Tradizione viene passata, esistono altre maniere di trasmissione, come quelle appartenenti ai regni sottili. Il mezzo principale è quello dell’induzione onirica.
E’ a questo punto che cesserò di scrivere sulla magia e comincerò a scrivere attraverso e nella magia. E’ sciocco persistere in discussioni di contesti senza contenuto: il Mistico non ha bisogno di esprimere la rivelazione del suo cuore in altri termini che non siano quelli della lingua nativa del suo cuore e neppure l’ artista deve sprecare il suo tempo costruendo le cornici dei suoi propri quadri e trascurare così i suoi dipinti. E’ ai traduttori e ai fabbricatori di cornici che spetterà sempre tale compito!

Esiste un tipo di incantesimo di cui parlerò e con esso cercherò di invitare il lettore, indipendentemente dalla sua posizione, ad uscire all’esterno e quindi entrare nei misteri sui quali egli o ella sta leggendo.
Per questo lavoro dell’Arte sono richiesti una corda di cuoio e una pietra della strega; quest’ultima è una pietra con un naturale foro nel mezzo: un portale scavato dalle mani della terra ed incantato per aprire i linguaggi dei fiumi. Una volta ottenuta la pietra della strega, si dovrebbe contemplare la sua apertura e chiedere che essa diventi un portale per te che ti avvii nei sogni. Dovresti poi prendere la corda di cuoio e, tenendola in una delle mani, immaginare le vie della processione magica notturna. Contempla gli spiriti, pensa a Colei che vola fuori dal corpo verso la libertà e l’oscura mezzanotte. Sali con gli spiriti mediante le aperture della carne; separati dalla tua abitazione mortale e vaga altrove con l’invisibile compagnia dell’aria. Cammina sul vento e riposa tra le braccia del cielo. Ascolta il sonoro battito delle ali di un uccellino e delle ali dello spirito; ascolta il ritmo del loro volo che riecheggia le parole dell’incantamento, plasmando le pianure notturne con sigilli di desideri dimenticati. Scorgi i portali verso l’Altro Mondo: si intravedono figure contro la volta delle stelle. Divieni uno con esse; divieni uno con la vagabonda schiera notturna del cielo. Quindi lascia che il freddo del fiume di stelle vivacizzi l’anima e che ti guidi fino alla scia della via intransitabile. Ascolta il battito delle ali dello spirito e senti il battito del tuo cuore; ascolta la pulsazione del cuore e conta i tuoi passi fino alla danza senza limite del dio, dell’uomo e della bestia. Contempla i partecipanti della danza circolare. Contempla!

In una atmosfera intensa di fantasia, fai un nodo nella corda e quindi crea un rosario di potenziali sogni. Quando la corda avrà sette nodi, falla passare attraverso il foro della pietra della strega e fai un nodo che formi un laccio nel quale tu possa farci passare la mano. La pietra e la corda dovrebbero essere legate con una preghiera finale che l’incantesimo funzioni. Quindi, alla fine del giorno, andrebbe tenuta in una mano (quella che si usa maggiormente) e la corda andrebbe legata al polso. La pietra andrebbe tenuta in mano, come riposerebbe un bimbo nel suo lettino. Quindi, ti direi di dimenticarti dell’incantesimo fino alla mattina seguente. Forse nei sogni il tuo spirito passerà attraverso l’apertura della pietra e vagherà fuori, nella processione dei viandanti della notte, che volano in libertà verso il luogo che alcuni hanno chiamato “Sabba”. Ovunque i tuoi sogni ti portino, la corda ti condurrà e poi ti riporterà a casa, ancora una volta per risvegliarti quando ricomincerà il giorno.
Se nessun sogno ti avrà preso la notte, allora rievoca gli atti dell’incantesimo – poiché è nella fantasia che risiede l’eco di ciò che non viene ricordato. Tale è l’incantesimo per entrare nel Sogno del Sabba.

Alcuni praticanti di questi misteri sostengono che il vero Rito Sabbatico o Banchetto nel Cerchio dell’Arte venga celebrato in uno stato di trance lucida. Il Sabba viene considerato un regno occulto che sta oltre tra i mondi della veglia, del sonno e della normale coscienza del sogno; è il dominio segreto in cui gli iniziati della Cultus Sabbati possono viaggiare, passando attraverso la fenditura dei mondi che si apre all’ alba, al tramonto e alla mezzanotte, per partecipare alla Convocazione dell’Arte. Alla via verso la trance Sabbatica si accede mediante una serie di procedure, che spesso incorporano diversivi complessi e ossessionanti pratiche di magia sessuale ed induzione narco-estetica. La Gnosi del Sabba del Sogno deriva specificatamente da quelle vie iniziatiche dell’Arte i cui lavori sono focalizzati nel Misticismo Wytchan o Wytanico (La Conventicola de La Caccia degli Spiriti e la Cultus Sabbati). In esse il Sabba viene percepito come la forma archetipo di ogni lavoro magico e come un cerchio di simbolismo vivo e vitale che unifica, integrando ogni aspetto delle tradizioni delle streghe e delle tecniche magiche. Questi aspetti vengono reinterpretati per mezzo della personale supposizione e quindi rivitalizzati mediante esperienza diretta del sogno del praticante iniziato. Dall’esperienza del sognatore vengono estratti elementi specifici ed utilizzati come basi per procedure rituali nello stato di veglia. Anche il contrario può rivelarsi utile: aspetti del rituale in stato di veglia possono essere convertiti nel sogno ed assumere pertanto un nuovo, profondo e significativo senso. E’ qui che il Sabba del Mistico Wytanico opera come crocicchio tra i mondi e come teatro per l’alienazione del potere magico primordiale dalla sua sorgente che si trova al di là.
L’iniziazione nel Sogno Sabbatico è differente dalle altre forme di trasmissione dell’Arte; essa avviene fuori dal contesto lineare e temporale e ne permette l’entrata a chiunque possieda sufficiente abilità magica. Sebbene la trasmissione onirica faccia spesso parte del processo di insegnamento nel metodo formale della trasmissione rituale del Sapere, essa è, tra l’altro, un modo mediante il quale il vero aspirante più avere accesso al mistero sacro dell’Arte. Qualcuno potrebbe quindi supporre che chiunque potrebbe rivendicare uno status iniziatico mediante Sogno Sabbatico. Ciò è possibile, ma il vero contatto con la corrente interna della gnosi magica è sempre apparente e non può essere semplicemente inventata. Si deve essere chiamati la notte, lasciare la propria abitazione carnale, il corpo, e volare fuori, con la Compagnia degli Spiriti. La chiamata alla Convocazione Sabbatica dell’altro mondo guida l’aspirante direttamente alla fonte del potere iniziatico. Alcuni possono interpretare questa come una espressione fantasiosa o una elaborata reinterpretazione di una visualizzazione controllata dei lavori del sentiero, ma io posso assicurare chiunque che il Sogno del Sabba – la Convocazione Spirituale delle Anime che vagano nella Notte – è una realtà al di là di ogni immaginazione! E’ il segreto stesso del Grande Ritorno, in cui possiamo realizzare un’adunanza con l’Arcano dell’Essere Primordiale e quindi con tutto ciò che possiamo definire Tradizione dell’Arte Saggia Magica.

Per tornare alla nostra domanda iniziale “Cosa è l’Arte Tradizionale?”, se ne abbiamo percepito il senso, se abbiamo avuto una intuizione tramite questo trattato, allora forse la “risposta” è stata data attraverso la nostalgica riunione della verità. Possiamo cercare in molti modi, ma è spesso mediante le atmosfere della magia che la sua essenza può essere compresa in una maniera più conduttiva alla realizzazione della sua sostanza. Ho perciò cercato di esporre una breve intimità dello spirito che pervade la Vecchia Arte e delle forme alleate di pratica magica. Con questo intento in mente ho fatto riferimento ad esemplari forme della Tradizione, insieme ad un complessivo schieramento di attività e un riassunto di cinque metodi con cui viene perpetuata la loro conoscenza. Tutti questi aspetti trascendono le limitazioni imposte dal nome e tutti sono spesso intrecciati in un profondo contesto di mitologia vivente – in un’aura di mistero che circonda la realtà della gente astuta. Qualcuno potrebbe dire che la domanda dovrebbe essere “l’Arte Tradizionale esiste?”. Di fatto, la domanda-titolo e la natura di questo trattato sono una asserzione. Le vere risposte sono relegate in libri di pelle e sangue.
Ora, chi è la “Gente Astuta”, e alla questione iniziale di questo articolo è stata realmente fornita una qualche risposta? Bene, lasciamo che ogni lettore decida per sé stesso. E su chi è la Gente Astuta, bene… Essi sono parte della processione di Coloro che camminano la Notte, siano essi chiamati Strega, Fattucchiera, Uomo Astuto, Donna Saggia, Fascinatore d’ Erbe o Old Mother Red cap – sono tutti loro parte dell’eredità magica e mistica dell’Arte del Saggio di Albion.

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Proibita la riproduzione totale o parziale dell’ opera senza permesso scritto da parte dell’autore

Scritto gentilmente concessomi da The Cauldron Brasil

Articolo in lingua originale What is Traditional Craft?

Traduzione e adattamento a cura di Nera

L’Arte di Elfhame #23: I Rituali Segreti

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero dell’autore Revivalista Robin Artisson. Non sono io il traduttore di questi articoli, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

I Rituali Segreti

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Robin dice:

Le più antiche Genti seguivano le vie del Cornuto, adorandolo come il vero dio.
In tempi precedenti a questo, il Magister era sempre la sua umana rappresentazione in terra e presiedeva al gruppo come un Dio.
Ora solitamente viene usato il Bastone Biforcuto come simbolo del Dio, fatta eccezione per pochi casi.
Ma nessuno da queste parti ricorda il tempo in cui un Uomo faceva da rappresentazione vivente del Maestro.
Io indosso le corna e gli parlo al Sonno del Crepuscolo, e mi trasformo in bestia cornuta, ma non ho mai presieduto come il Dio in persona.
Non dimenticare mai che siamo tutti dei, nel profondo.

L’antica usanza della creazione del Cerchio sacro al Cornuto era semplice…
Le genti creavano il confine camminando in processione tre volte, in una radura o un luogo sacro… meglio se intorno ad un albero o ad una Pietra del Dio eretta. Oggi è usanza collocare il Bastone Biforcuto al centro del cerchio.
Il Magister o, di solito, la Dama, si inchinava quattro volte in direzione ai quattro regni, e poi al Bastone Biforcuto, e poi gli girava intorno diverse volte pregando. A un certo punto si fermava dandogli le spalle, ma osservandolo da sopra le sue spalle, e allontanava da esso il suo piede sinitro.
Dopo di che tutti danzavano in cerchio intorno ad esso, cantando:

Hene! Hou!

Hene-an Bays Stane Hou
Dev Arcios, Dev Arcios,
Pare-rit Bil Kulos
Paterhim! Paterhel!
Hene! Hou!

Danzavano e cantavano molte volte.
Nessuno di noi conosce più il significato di quelle parole… Ma sono una potente invocazione al Maestro Cornuto.

Quando il Magister veniva ancora riverito come un Dio-uomo, a volte era egli stesso il centro dei riti, ed indossava le corna, ed una candela veniva collocata in mezzo ad esse.
In questo modo egli rappresentava la sorgente di ogni luce e tutti i devoti accendevano le loro candele con la fiamma posta tra le sue corna.
Oggi, a volte, usiamo collocare delle candele tra le corna dei nostri bastoni biforcuti.
Ricordo di antiche storie, di quando la gente veniva portando con sé i propri figli, e si inchinavano di fronte al Cornuto, implorando che “il Suo Sangue sia su di noi e sui nostri figli!”… e il Cornuto spargeva birra rossa su di essi, e la condividevano in un banchetto con pane di segale.
Lui era il Dio Cornuto, e tutti i partecipanti gli danzavano attorno.

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Ricordo una preghiera, conosciuta solo dalle Antiche Genti, che mi è stata insegnata.
Fa così:

“Cornuto
Mio Dio e Maestro
Ti cerco al mattino
Mio Dio e Maestro
Ti cerco la notte
Ti consegno la mia mente
Ti consegno il mio volere
Ti consegno il mio desiderio
Il mio eterno spirito e il mio corpo
e tutto ciò che sta in mezzo”

Ci è stato anche detto che, quando abbiamo bisogno di coraggio, per affrontare un avversario, possiamo cantare:

“Andrò, nel nome di Christsonday,
Andrò come un Cervo, come un Cavallo
Andrò come un saggio serpente,
Andrò con le corna come mia corona
Nessuno è più forte di me!”

Le streghe usavano anche ungersi nel nome del Cornuto, chiamandolo Dio e Maestro… esse dicevano:

“Eman Hetan! Sono tua e tu sei mio… Non ho nulla che non sia tuo!
Guardami mentre mi ungo diavolo e spirito… Che un giorno io possa essere grande come te”

Ungo ancora il mio corpo in questo modo… le vecchie abitudini sono dure a morire, suppongo.

In questi boschi, ancora oggi, giovani uomini vengono iniziati alla fede del Maestro Cornuto con i rituali “delle corna”.
In un luogo sacro al Cornuto, o di fronte ad una Pietra eretta, essi collocano il giovane uomo al centro, e gli mettono delle corna in testa.
Tutti gli uomini poi innalzano le loro coppe e corna colme di birra e pane, e poi il Magister invoca la presenza del Cornuto. Egli dice:

Rapida è la Lepre, Astuta la Volpe
Perché questo vitello non dovrebbe diventare bue?
E farsi da solo, vivendo in mezzo a spine e rovi
E morire come suo padre con un grosso paio di corna!

Poi tutti bevono e in seguito versano ciò che resta sulla testa del ragazzo.
Il leader del rito poi prende una coppa piena e la poggia in mezzo alle corna del ragazzo, e poi gliela offre da bere”.

Robin si ferma un attimo a pensare, poi ti guarda e dice:

Il Dio delle Streghe può controllare i movimenti di ogni animale e bestia, e può cambiare il tempo a suo volere.
Se avrai mai bisogno di sapere qualcosa, egli ti risponderà per mezzo della voce della natura.
Ciò viene chiamato augurio, e gli antichi conoscevano bene i suoi segreti.
Guarda… ascolta da vicino…

Se avrai mai bisogno di qualcosa, qualunque cosa, vai in una foresta o in un luogo in cui vi sono alberi e animali.
Rilassati o cadi in un leggero Sonno del Crepuscolo.
Poi concentrati sulla tua domanda per alcuni istanti, e invoca silenziosamente Robin stesso.

Poi, quando sei pronto, dì:

“Robin, Oscuro Maestro, Mostrami il tuo Volere!”

Volgi il tuo sguardo in un punto o direzione soltanto. Osserva attentamente, non voltarti. Attendi che un animale o un insetto si mostri incrociando il tuo sguardo. Se il suo movimento è verso sinistra, la risposta è “no”, se verso destra, “sì”.
Un animale che si muove verso di te è un segno positivo, mentre uno che si allontana, negativo.
Un vento che soffia all’improvviso ti risponderà a seconda della direzione in cui soffia.
Anche un improvviso canto di uccello o verso di animale ti risponderà, sempre a seconda della direzione da cui proviene.
La chiave è guardare ed attendere, e ascoltare e sentire!

Alcuni animali sono sacri a certi spiriti. Apprendi la tradizione, apprendi il significato di alcuni animali. Puoi capire il “significato” di un animale anche solo osservandone la natura.
La farfalla è un essere del cambiamento. La falena è una anima libera. Il cervo, il dio stesso. Il gufo è il Fato, e così via.
Apprendi l’augurio. Apprendi ad ascoltare la voce della natura… anche movimenti ed azioni che avvengono intorno a te sono connessi ad ogni altro, dalla tempesta al petalo che cade da un fiore, dal verso di una civetta alla goccia d’acqua che cade su una roccia.
Lasciati entrare in un profondo stato di consapevolezza della rete degli eventi uniti uno all’altro.
Potrai constatare che il movimento di un animale è davvero un messaggio…

Robin Artisson

Copyright © Robin Artisson, tutti i diritti riservati.
Nessuna parte del testo può essere riprodotta senza autorizzazione scritta da parte dell’ autore.

Articolo in lingua originale: The Rites and Rituals

Traduzione a cura di Nera

L’Arte di Elfhame #22: Santificare gli strumenti

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero dell’autore Revivalista Robin Artisson. Non sono io il traduttore di questi articoli, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

Santificare gli strumenti

strumenti

La santificazione degli strumenti dell’Arte viene detta “benedizione”.
Non è difficile, ma richiede più che la conoscenza passata del nostro linguaggio segreto.
Come ti ho detto in precedenza tutti gli atti del rituale richiedono sei cose:
Primo, la fisica e ovvia presenza dei Poteri Divini.
Poi, l’appropriata Emozione, il Simbolismo, la Direzione e l’Aspirazione.
Infine, la perfetta unità di tutte queste cose.
Osserva i sei bracci del Piede delle Streghe: scoprirai di più riguardo ad esso dopo.
Quando fai qualunque cosa dentro i limiti di un Cerchio stai facendo uno speciale tipo di magia.
Trovarsi all’interno dello spazio del Cerchio è come essere nel grembo della Creazione,
dove si trova la sorgente di tutti i poteri.
Nel creare un’azione al suo interno, una azione ne emerge anche nel mondo esterno.
Così come avviene dentro, allo stesso modo avviene fuori: non vi sono differenze, davvero.

Dunque, per benedire gli strumenti, dovresti entrare in un Cerchio correttamente lanciato.
Gratta sul suolo il segno del Piede delle Streghe: una stella con sei punte, fatta di tre linee che si incontrano al centro.

Invoca i poteri divini, e invocali bene. Devi essere in grado di sentirli come reali e presenti.
Solo il tuo cuore può farlo.

Quando lo hai fatto aspira a benedire lo strumento, tenendo a mente quale è il suo scopo primario.
Concentra la tua mente su questo obiettivo, pensandoci fortemente. Concentra il tuo cuore verso di esso.
Con il puro potere e la mente ed il cuore che lavorano insieme una persona può fare qualunque cosa.
Il simbolismo di cui hai bisogno per la benedizione è questo:

Fai passare lo strumento per tre volte nel fuoco.
Questo è il fuoco della purificazione che brucia via il Passato e il Presente. Dì così.

Spruzza sullo strumento dell’acqua presa da una sorgente naturale, meglio se di un fiume.
Questa è l’acqua del tempo e della dimenticanza che lava via le ceneri del Passato e del Presente. Dillo.

Poggia lo strumento sul Piede delle Streghe e coprilo in parte con della terra,
così lo strumento assorbirà vita dal grembo della madre, che sta nella terra e diverrà un nuovo nato. Dì così.

Infine, soffia su di esso per tre volte il tuo respiro vitale,
poiché questo è il respiro della vita che riempe tutte le cose di movimento e vita. Dillo.

Afferra lo strumento e marchialo per tre volte con sangue o sputo, in modo da legarlo al tuo potere.
Mentre lo tieni, muovi attraverso il tuo corpo il potere del Serpente, dal mondo intorno a te e rendilo “rosso” o animalo.
Allo strumento dai la benedizione e lo santifichi per mezzo della potenza del Serpente. Dillo.
Se stai benedicendo la corda allenta i suoi nodi e stringi ognuno di esso mentre dirigi in loro il potere del serpente,
nel nome della Madre delle Nove Pieghe.

Infine, avvolgi lo strumento per tre o nove volte, a seconda della sua grandezza, con la corda.
Se stai benedicendo la corda allora avvolgila su se stessa e fai un nodo di chiusura. Questo lega il potere.

Esprimi una dedica ispirata ai Veri Vecchi Poteri e alla Signora, sul compito dello strumento.
In questo modo hai realizzato la benedizione.

Mantieni gli strumenti appena benedetti lontano dall’uso mondano e da coloro che non sono della fede.

Robin Artisson

Originale: Hallowing the implements

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Traduzione e adattamento a cura di Nera