L’Arte di Elfhame #17: Il Piede delle Streghe

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero dell’autore Revivalista Robin Artisson. Non sono io il traduttore di questi articoli, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

Il Piede delle Streghe

Agnesse dice:

“Il Piede delle Streghe è il nostro più potente simbolo.
Tre linee che si incontrano al centro… e che formano qualcosa di simile ad un fiocco di neve”.
Agnesse gratta questo simbolo sulla terra sotto i suoi piedi.

witchesfoot

“Questo simbolo mostra la forma della creazione…
la linea in mezzo che va verso l’alto e verso il basso nel centro del disegno
è la Pietra del Dio che si estende da sotto, a Elfhame, fino a sopra, a Chemeri.
Se guardi attentamente questo simbolo ti renderai conto
che le linee incrociate al centro sono quattro vie
che portano ai quattro regni del Mondo dell’uomo…
E’ così che viene realizzato il modello del mondo…
Il potere scorre da sopra,
scorre da sotto,
scorre dalle quattro direzioni tutte intorno.
Tu ti trovi al centro.
Tu ti trovi dove le linee si incontrano.
Questo simbolo ha un utilizzo molto potente…
Può essere usato per fare tremare i fili del potere che ti circondano…
E che collegano tutti i mondi.

Ora immagina che il potere ti colleghi, tramite la tua spina dorsale,
ai poteri di sotto e di sopra.
In questo modo tu puoi diventare la Pietra del Dio!
Questi poteri sono sempre in te,
hai solo bisogno di cambiare stato di consapevolezza per sentirli.
Percepisci il grande potere che scorre intorno a te,
la grande e mobile forza del serpente
e la leggera presenza dello spirito in te e in tutto,
e che fluttua nel tutto.
E’ davvero come un rapido fiume di potere che fluisce costantemente
attraverso te e tutte le cose.
Ora non lo senti, perché ti sei intorpidito dal suo costante flusso.

Il passaggio viene fatto così:

Tocca la tua fronte e chiamala Cielo, il Fecondatore,
e tocca il tuo ombelico e chiamalo Madre,
e tocca la tua spalla sinistra e chiamala Famiglio,
e tocca la tua spalla destra e chiamala “l’Altro”.
Congiungi le mani al tuo petto e chiama la Saggezza e il Potere del Grande Oscuro.

Ora, col tuo respiro, fai entrare in te lo spirito del Mondo,
respiralo giù nel mezzo del luogo del tuo potere, nel tuo torace.
Riunisci in te stesso il potere che dona al mondo intero il movimento,
fino a che diventi una radiosità nel tuo torace.
Ricorda, il segreto per riuscirci è essere delicato.
Non lo sentirai potente come vorresti la prima volta che lo farai.
Continua a farlo, gentilmente, e crescerà in potere.
Sii gentile e mantieni la tua mente concentrata su ciò che intendi conseguire.
Pensa alla foglia che cade da un albero
e oscilla dolcemente ma va sempre giù, verso la terra.
Deve cadere. Raggiungerà il suolo.
Niente la può fermare, ma nel frattempo lei fluttua delicatamente.
Senza fretta, ma il risultato è inevitabile.
Quando ti appresti a fare qualsiasi lavoro sii in quel modo. Pensa in quel modo.

Con la tua mente e il tuo volere modella questo potere che hai riunito in te
nella forma di un grande Piede delle Streghe…
con il suo asse che va verso l’alto e il basso
e le linee incrociate che irradiano da te verso l’esterno.
All’occhio della mente il simbolo potrebbe sembrare piatto
ma pensa con profondità e potrai forzarlo dolcemente a diventare
non un simbolo unidimensionale, bensì un vero palo di luce verticale,
che passa attraverso il centro di due vie incrociate di luce.
Lascia che questo ti circondi.

Sopra e sotto di te, lascia che l’asse del Piede delle Streghe si estenda fino al cielo e alla terra.
Alla tua sinistra e alla tua destra, e davanti e dietro di te,
permetti alle quattro vie di affievolirsi lontano, verso le molte estremità della Terra di Mezzo.
Sentiti collegato a tutti questi sei luoghi. Sei già collegato ad essi, in modo molto reale,
ma permetti all’immagine mentale che hai evocato di aprire in te la tua consapevolezza di questi posti.
Tu ti trovi al centro.
Il potere fluttua da questi sei luoghi verso di te e da te.

Potresti usare i fili della strega per aiutarti a sentire il potere ogni volta che ne avrai bisogno”.

Un sorriso si forma sul suo volto…

“L’arte di invocare la presenza degli spiriti viene effettuata per mezzo del potere del Piede delle Streghe.
Una volta che possiederai i sei fili e sentirai il potere scorrere in te da ogni luogo,
sentirai che gli effetti delle tue parole, pensieri e sentimenti hanno potere sul mondo intorno a te.
Concentrandoti… potresti pronunciare parole di chiamata…
e quando lo farai accertati di avere inviato la forza delle tue parole e pensieri
in tutti e sei i fili… su, verso gli alti reami, e giù in quelli più profondi,
e verso i quattro regni… in questo modo ti assicurerai che tutta la creazione avrà udito la tua chiamata
e lo spirito che cerchi ti dovrà ascoltare attentamente.

Questo simbolo può anche fare da ponte tra i mondi,
ed agire come mezzo per consentire il volo dell’anima e l’accesso agli altri mondi,
ma questo mistero è per un’altra volta”.

Di Robin Artisson

Originale: The Witches Foot

Copyright © 2000 by Robinart Inc. – Tutti i diritti riservati
Proibita la riproduzione totale o parziale dell’ opera senza autorizzazione scritta dell’ autore.

Traduzione e adattamento by Nera

Grazie a Babu per il suo aiuto!

L’Arte di Elfhame #16: La Grotta della Vecchia Isobel

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero dell’autore Revivalista Robin Artisson. Non sono io il traduttore di questi articoli, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

La Grotta della Vecchia Isobel

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Ti chini per entrare nella bassa apertura dell’oscura grotta.
Dentro vi è un focolare, e su di esso un treppiede di ferro con una piccola pentola sospesa sopra.

Una donna molto anziana vestita con un abito di lana grigia e uno scialle marrone e rosso sta rimescolando qualcosa nella pentola.
Questa deve essere la Vecchia Isobel, pensi tra te e te.
Quando ti avvicini lei si gira e ti saluta.

“Salve ancora! Vedo che sei tornato come sapevo avresti fatto. Per favore, siedi”.

Rifletti un po’ su quanto sei cambiato da quando sei venuto in questo antro.
Il “vecchio te” le avrebbe fatto domande come
“Cosa intendi per “Salve ancora? Noi non ci siamo mai incontrati!”
o “Come sapevi che sarei venuto?”.
Ma tu sai molto più di questo, ora. Sorridi, fai un cenno col capo e ti siedi.

“Ho una cosa da dirti, ed una soltanto” Lei dice. “Il segreto per attraversare il Confine”.

“Il Confine?” le chiedi tu.

“Il Confine è la più grande barriera che separa questo mondo dai mondi che stanno al di là.
Coloro le cui menti possono attraversarlo, diventano più che umani, poiché le loro menti viaggiano al di là dei limiti della condizione “umana”.
Desideri sapere come attraversare il confine per accedere agli altri mondi?

Il confine non è una cosa fisica… è una barriera mentale.
E’ la linea tracciata tra “questo mondo” e il “prossimo” e tra ciò che è “realtà” e “sogno”.

“Beh” ride lei, “Tali distinzioni sono sciocche e molto limitanti.
Queste nozioni, il “reale” e il “sogno”… derivano entrambe dalla stessa realtà comune.
Perciò una è “reale” tanto quanto l’ altra.

“Tu” mio caro, non sei separato da tutto il resto, come pensi di essere.
“Tu” non sei un individuo in un “mondo” che cerca di accedere ad un altro “mondo”.
“Tu” SEI questi mondi, tu SEI intrecciato ad essi, e lo devi accettare, e devi permettere a te stesso di raggiungere la consapevolezza di queste altre condizioni in cui tu già abiti. Non è il luogo che cambia, sei “tu” che cambi.

Presso coloro dell’Antica Fede che dimorano sotto le Sacre Colline vengono insegnate certe tecniche, che permettono di alterare la propria consapevolezza, di muoverla attraverso il Confine e metterla in contatto con Elfhame. Quelle tecniche sono potenti, ma lasciamelo dire, c’è un elemento in aggiunta che le renderà dieci volte più potenti. Questo elemento è il delyva.

Il delyva è una immagine che tu scegli, normalmente una potente ma semplice immagine, una che tu riesca a vedere chiaramente con entrambi il tuo occhio interno e i due esterni… tutto qui, una immagine che riesci a vedere chiaramente con i tuoi occhi, siano essi aperti o chiusi”.

Prende la corda arrotolata intorno al suo collo.
A una estremità della corda vi è un piccolo pezzo di legno, e su di esso, vi è inciso un Piede delle Streghe.

“Vedi come è semplice l’immagine? Tre linee, che si incontrano al centro, formando un esagono… Puoi sicuramente immaginarlo nella tua testa!
Osserva l’immagine per un po’, e poi prova”.

Dopo uno sforzo minimo, ti rendi conto che con l’occhio della mente riesci a vedere questa semplice figura geometrica con molta facilità.

“Questo è il mio delyva. Per molti, il delyva è il volto del loro Spirito Familiare. Ed ora, come lo puoi usare? E’ semplice. Quando ti siedi o ti corichi per andare e venire da Elfhame, facendo uso delle Arti Fatate per raggiungere visioni di quel luogo, prima di avere raggiunto il sonno del crepuscolo e sentirti a tuo agio, richiama il delyva nella tua mente, e non pensare ad altro.
Osservalo soltanto, e concentrati su di esso. La mente diventa potente quando si concentra su una unica cosa, escludendo tutte le altre.
Lo vedrai, dopo averlo provato.

Mentre sei concentrato sul tuo delyva, permetti alle immagini dell’Arte Fatata di avere luogo. Guardati entrare nel pozzo, o scendere nella collina del Sidhe, ma vedi tutto questo come se stesse accadendo al di là della visuale dei tuoi occhi.
Mantieni la concentrazione sul tuo delyva. Sappi, senza ombra di dubbio, che il viaggio sta avendo inizio.
Questa tecnica ti consente di ridurre la quantità della visualizzazione che la tua mente deve mantenere, e gli consente libertà di cambiare facilmente la sua condizione. Non dimenticare che il Piede delle Streghe, o il Volto del tuo Spirito Familiare, sono entrambi simboli potenti di quel cambiamento di condizione che da questo mondo porta al Mondo di Sotto.

Quindi, pur concentrandosi sulla semplice visualizzazione, la tua mente profonda cambierà… e cambierà… mentre stai ancora visualizzando con l’Arte Fatata. Quando raggiungi la profonda trance ed arrivi al punto in cui la tua mente è in contatto con la Profonda Corrente di Elfhame, potresti “afferrare” l’immagine-delyva, e quindi permettere a ciò che sarà, di essere.
Non vi è viaggio ad Elfhame uguale ad un altro.

Vedrai abbastanza presto che ciò che le Arti Fatate inducono sono come sogni da svegli in cui hai il controllo, e in cui puoi interagire con forze che modellano la realtà esterna.”

Isobel ti mette al collo il pendente con il Piede delle Streghe.

“Ti benedico. Ti guiderò e ti istruirò. Io sarò là ad aspettarti quando avrai ancora bisogno di venire da me. Poiché io sono il Serpente, quel potere avvolto che circonda tutto, e non saremo mai separati. Sarò sempre il Gufo sulla tua spalla.”

Ti svegli all’improvviso, e ti ritrovi appena fuori dall’apertura della grotta.
Non vi è focolare all’interno, e nemmeno Isobel.
Il pendente non è intorno al tuo collo, ma puoi facilmente vederlo con l’occhio della tua mente. Ti chiedi se qualcuno abiti davvero in questa grotta, quando subito ti rendi conto di quanto sciocca sia questa domanda. Per la prima volta puoi davvero capire che “realtà” è un termine davvero variabile.
La Vecchia Isobel è là, e lo sarà sempre. E non avrai bisogno di fare ritorno a questa grotta per vederla.
Ti guardi intorno una volta, odi il richiamo di un gufo provenire dal profondo del bosco, poi, sorridente, ti incammini.

Articolo in lingua originale: The Haegtessa’s Cave

Copyright © Robin Artisson, tutti i diritti riservati.
Nessuna parte del testo può essere riprodotta senza autorizzazione scritta da parte dell’ autore.

Traduzione a cura di Nera

L’Arte di Elfhame #15: Il Mondo visto con gli Occhi di Fuoco

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero dell’autore Revivalista Robin Artisson. Non sono io il traduttore di questi articoli, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

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Il Mondo visto con gli Occhi di Fuoco:
Sviluppare l’Altra Vista e la Visione del Mondo Invisibile

* * *

Per tutto ciò che è visibile…

La gente spesso mi chiede sullo sviluppo di ciò che essa chiama “l’altra vista”. La maggior parte delle persone interessate in ricerche esoteriche, che si tratti di “magia” sacra occidentale o delle molteplici dottrine di stregoneria da ogni angolo del globo, sono interessate o meno ad esplorare la funzione della vista e divenire vedenti nel più profondo senso della parola. Vi è, in tutte le culture, una realtà folclorica concepita sul “vedente” insita in ogni parte dei racconti tradizionali sul mistico.

In effetti ho speso molto del mio tempo a discutere sulle “due visioni”, e mistici di ogni era hanno narrato di alcune forme di visione extra-ordinaria. Ho io stesso, nel corso del tempo, sviluppato le “due visioni” o, come preferisco chiamarle, i miei “occhi di fuoco”, e tuttavia devo dire che di tutte le straordinarie opere che ho compiuto, sviluppare questa speciale capacità è stata la più lunga e la più dura delle imprese.

Non scoraggiarti quando uso il termine “dura” – non intendo dire che tale impresa ha richiesto uno sforzo fisico e doloroso. Ciò che intendo dire è che la “visione” è una abilità molto sottile e ti viene richiesto di ricordare a te stesso, più e più volte, che essa non ha nulla a che fare con il modo in cui normalmente sperimenti le informazioni visive. E’ facile scordarlo perché ogni giorno delle nostre vite sperimentiamo il mondo con i nostri occhi di terra e acqua, e veniamo costantemente bombardati da stimoli visivi. Ciò, ovviamente, presuppone che tu sia in grado di vedere normalmente; i ciechi potrebbero essere avvantaggiati in questa impresa, poiché essi non hanno mai avuto modo di sperimentare un modello visivo e quindi non si aspettano una “visione” in tali termini.

La via che porta alle “due visioni” o alla veggenza è lunga. Odio doverlo dire a quelle persone che sono alla ricerca di una scorciatoia ma è necessaria molta dedizione per riuscire a mettere a fuoco il Mondo Invisibile (tanto per usare una frase tipica della comprensione visiva). La via che porta allo sviluppo ha inizio in qualcosa di basilare come il nostro modo di pensare del mondo e la nostra relazione con esso – e questo è un grande segreto dello sviluppo di tale abilità.

La persona che desidera vedere in un “altro” modo deve cominciare a trasformare la sua propria comprensione basilare di chi e cosa è in relazione al mondo che essa percepisce come “al di fuori” di sé stessa. Questo muro di percezione, questa divisione fondamentale, è il primo e più grande ostacolo allo sviluppo dell’altra vista. E’ semplice: la maggior parte delle persone crede di essere situata dentro un corpo di carne e sangue, piuttosto distinto dal mondo degli alberi, dall’erba, dalle nuvole, dai fiumi, dalle case, e dalle altre persone che essa percepisce come, spazialmente parlando, esseri “tutti intorno ad essa”. Questa elementare “condizione di percezione” è soltanto uno dei modi di sperimentare la propria realtà, comunque.

E’ senza dubbio un modo comodo di sperimentarla: è enormemente d’aiuto quando abbiamo bisogno di cercare del cibo, di attraversare la strada, di scappare da un orso arrabbiato, o qualsivoglia situazione del genere. Ma ciò che ne guadagniamo in comodità lo perdiamo nell’esperienza sottile e nella saggezza. E’ decisamente un compromesso.

Fortunatamente per noi lo sviluppo dell’ “altra” vista non richiede di perdere questo “modo di vedere” normale. Innanzitutto dobbiamo realizzare a livello profondo che le cose non sono sempre come appaiono, non importa quanto normalizzate siano o quanto utili esse sembrino. Il semplice detto: “Le cose non sono sempre ciò che sembrano” è il pilastro fondamentale che sostiene il sentiero che porta all’altra vista. Ho un’altra versione di questo detto, che io preferisco e che mi è stato insegnato dai miei contatti spirituali: “Per tutto ciò è visibile, nove cose sono invisibili”. Un Cabalista che conosco mi ha allegramente detto che questo mio proverbio è piuttosto veritiero, e su più livelli: per ogni livello-malkuth di percezione, mi disse, vi sono altre nove sfere invisibili! Non ho a che fare con il Cabalismo, ma sono contento del fatto che egli sia riuscito a trovare una certa rilevanza nel mio piccolo detto.

“Per tutto ciò che è visibile, nove cose sono invisibili”. Questa affermazione ci dice molto: ci ricorda in primo luogo che ciò che sperimentiamo normalmente è solo la punta dell’iceberg. Questa è una questione di fede, potresti dire, per il mistico; prima di avventurarsi in una condizione in cui è necessaria l’altra vista, si deve avere fiducia che ciò che normalmente vediamo è solo una parte della storia. Senza tale fede non si riuscirà a trovare la motivazione o la disciplina necessarie per percorrere il sentiero dello sviluppo.

Coltivatori della Visione Profonda

Il cuore del sentiero è questo: devi sconfinare dalla mentalità del “io sono qui e tutto il resto è là”, mentalità che è stata fomentata in te in virtù delle tue “normali” esperienze sensoriali. Questa mentalità abituale è saldamente e ferocemente radicata nel nostro pensiero quotidiano e grandemente rafforzata dal fatto che la nostra capacità linguistica opera nella sua logica. Questa elementare dualità di percezione è in gran parte creata attraverso il linguaggio ma seguita (e riaffermata) dall’esperienza sensoriale. Allontanarsene e sperimentare te stesso in una nuova relazione con ciò che una volta chiamavi “il tuo ambiente””non è qualcosa che accade dall’oggi al domani.

E la chiave per riuscire in questo arduo compito, non è poi qualcosa di così difficile. Devi diventare un “coltivatore della visione”. Questa metafora agricola è la migliore che io abbia mai trovato; le idee che devi accettare per conseguire la visione devono essere piantate nella tua testa, quotidianamente, con facilità, in forma di piccoli semi, e quindi permettere loro di crescere nella tua mente fino al giorno in cui ti ritroverai, istintivamente ed inconsciamente, ad agire con tale mentalità. Queste idee-semi devono essere piantate nella mente conscia e ancora più in basso negli oscuri strati sottostanti, e ivi permettere loro di germogliare. La fede che hai nelle Realtà Invisibili che stanno al di là del comune empirismo agirà come fosse l’acqua necessaria a nutrire i semi, a farli germogliare e crescere in una insolita e nuova capacità di percezione.

Dunque, se è questo il sentiero che hai deciso di percorrere, inizia con queste idee-semi:

1. Per tutto ciò che è visibile, nove cose sono invisibili

2. Io non sono “in” questo mondo; io sono questo mondo

3. Non v’è divisione tra ciò che chiamo “io” e questo mondo; questa divisione è unicamente una questione di percezione

Spingi per bene questi semi nella tua mente a cominciare dal mattino presto non appena ti sei svegliato e prima di addormentarti, e non pensarvi più fino alla prossima occasione di “seminarli”. Lascia che essi operino la loro magia dentro di te.

Il Punto Fondamentale

Ora, mentre essi si trovano nella terra della tua mente e crescono, hai altri compiti. Hai l’importante compito di “camminare avanti e indietro sulla terra” della tua vita quotidiana, e cercare davvero di aprire la tua mente ed accettare il mondo, in tutte le sue numerose forme, come qualcosa di non separato da te. Per quanto mi riguarda il mio sentiero è iniziato anni fa quando ero un bambino, il giorno in cui ho realizzato (mentre sedevo nel mio cortile) che “io non ero un essere estraneo abitante su di un pianeta, che viveva un’esistenza temporanea: questo mondo era decisamente il mio mondo nativo tanto quanto lo è per un albero, o per un gatto o per un cane, o per le piante in giardino”.

Per così tanto tempo soccombetti al concetto del “gli esseri umani sono al di sopra dell’ordine naturale” e che piante ed animali sono parti dell’ambiente naturale, mentre noi umani no.

Tale pensiero, così comune nelle menti della maggior parte della gente, non solo è devastante per lo sviluppo delle capacità mistiche, ma è persino mortale per la nostra esistenza. La superflua distruzione del mondo naturale, così come la sregolata distruzione delle altre forme di vita è nata da questo pensiero “estraneo”. Quando ricollochiamo noi stessi esattamente dove siamo, da dove veniamo e dove apparteniamo, scopriamo non solo la potente pace della mente, ma iniziamo a scoprire alcune delle straordinarie capacità che possediamo.

Una di queste capacità è l’abilità di relazionarsi con il nostro mondo e tutte le sue forme in modi che trascendono la modalità con cui normalmente ci relazioniamo con gli altri esseri umani. Vi sono altri legami tra ciò che chiamiamo “noi stessi” e ciò che chiamiamo “piante” o “animali”. Abbiamo legami intuitivi e anche legami che vanno al di là della nostra capacità di classificare o della comprensione intellettuale. E questi legami – invisibili ma tuttavia veri fili – ci legano ad ogni cosa. Se facessi tremare uno di questi fili, anche solo uno, tale azione influirebbe su qualcos’altro, che a sua volta farebbe tremare e influirebbe su altre cose, e tutto ciò si diffonderebbe sempre più lontano fino a raggiungere ciò che chiamiamo “spazio” e “tempo”. E’ un soffio che tocca la mente, ma è la realtà; questo è il legame che sta alla base della comunicazione, dell’intuizione ed anche della stregoneria.

Questo legame non può essere mai spezzato. La morte non lo spezza; infatti, la tela-opera dei sottili legami è semplicemente una rete di strade “percorse” o su cui scivola il principio della consapevolezza di un essere morto nel suo muoversi verso una nuova libertà e verso una nuova condizione di esperienza. Esse sono “vie fatate” o sentieri che a volte si allineano bene con gli aspetti della terra su cui tutti noi vaghiamo nelle nostre vite quotidiane.

Ti chiederai perché, per descriverti questo punto, faccio uso di metafore così terrene: lo faccio perché questo è il punto fondamentale che contiene la chiave alla vista mistica consapevole, di qualsiasi tipo. Fino a quando non avrai letteralmente “straripato” i confini della percezione stabiliti dalla tua vita quotidiana, quei confini che ti tengono intrappolato dietro a un naso e a un paio d’occhi situati percettivamente “dentro” ad una testa e collocati su di un corpo, e che guardano “al di fuori” tutte le cose che “vedi”, non potrai avere accesso alla visione. Gli occhi di acqua e terra, comodamente situati nel cranio, non possono vedere molto lontano. Ma gli occhi di fuoco, che non si trovano “dentro” a qualcosa, possono vedere tutto ciò che il cuore riesce ad accettare.

Arrivare al punto dello “straripamento” richiede tempo per la maggior parte delle persone. Per tutti, in realtà; a parte coloro a cui il folklore dona la percezione mistica “naturale” io non ho mai incontrato una persona vivente nata con gli occhi di fuoco naturalmente sviluppati in essa. Può essere che i bambini, non così tanto condizionati dal linguaggio e dal concetto, esercitino una forma naturale della vista di fuoco, ma già dalla prima età adulta essa si addormenta nei più: una brace fumante sepolta sotto la cenere dell’inquinamento mentale e spirituale della società.

Se credi che “l’altra vista” ti si presenti sotto forma del tuo precedente modello compreso di “esperienza visuale” allora non la raggiungerai mai. Se credi che essa ti si presenti sotto forma di qualche modello “dualistico” della mente non la raggiungerai mai. Se pensi che sia impossibile o troppo difficile da raggiungere, non la raggiungerai mai. E’ tempo di allontanarsi dal dubbio e liberarsi dalla trappola della programmazione paradigmatica, e raggiungere luoghi sconosciuti verso il potere che non hai mai saputo di avere.

Ci vuole tempo per “riprogrammare” te stesso – ma non lasciarti ingannare dal pensiero che questo ricondizionamento sia soprattutto uno sforzo voluto coscientemente. Non lo è: è in parte uno sforzo voluto consapevolmente ma soprattutto uno sviluppo inconscio, un fondamentale cambiamento della visione intuitiva del mondo. Si tratta di un cambiamento delle tue più basilari e non stabilite supposizioni che formano il tuo intero “modo di sperimentare” il mondo.

Questo è il motivo per cui è necessaria “la seminagione della mente profonda” e il motivo per il quale devi ricordare a te stesso, ogni giorno, tutto ciò che ti ho detto, e seminare quella costante ripetizione nel terreno profondo del tuo essere. Devi letteralmente farti un lavaggio del cervello (o, come direi io, lavarti la mente) fino a credere di possedere delle capacità di consapevolezza che non sono legate agli occhi e al corpo di terra e acqua; devi convincerti, non solo a livello conscio, ma a livello profondo, che la tua mente, in certi livelli, è molto più legata a tutte le cose di quanto tu avresti mai potuto immaginare. La tua mente, a certi livelli, comunica con cose che non riesci coscientemente ad affrontare o che non riesci ad immaginare; in altri livelli la tua mente è coinvolta in meraviglie e misteri al di là della semplice congettura.

Il fiore e il Segreto

Devi, in un certo senso, attendere che la visione “arrivi a te”, come la pianta che gradualmente cresce dal profondo e fiorisce nella tua consapevolezza. Accadrà se manterrai fede al programma di condizionamento. Potrebbero volerci anni: ci sono voluti anni per me, e so che molte persone odiano sentirselo dire. Ma il saggio sa bene che ciò che è di valore non viene mai regalato e non è di facile accesso.

Vi sono altri due punti salienti che devo aggiungere prima di terminare questo scritto. Il primo è questo: quando l’altra “vista” inizia a fiorire aprendosi nella tua consapevolezza non interrompere la tua “seminagione” – devi continuare, come se nulla fosse accaduto. Molti mettono fine ai loro sforzi all’arrivo dei primi segni dell’Invisibile: ciò è devastante. Un minuscolo brandello della visione può sembrare incredibile, ma devono essere percorse centinaia di miglia prima di poter godere di una costante abilità del quale tu possa usufruire poi. Non permettere al successo iniziale di rovinare tutto.

Il secondo punto è più profondo e più importante: renditi conto che la “visione” di cui sto parlando non è qualcosa che si manifesta con immagini visive per come sei solito sperimentarle. Si tratta di una esperienza mistica, non di uno stato visionario in cui vedi gente o esseri invisibili nel modo in cui letteralmente vedi le persone o gli esseri “comuni”. L’altra vista non è l’abilità di vedere “luci” o “auree” che brillano intorno a luoghi o persone; tali descrizioni di visione sono espresse in termini visivi e hanno la capacità di ingannare le persone.

Il guaio è che quando una persona dotata della visione racconta ciò che ha visto, essa non ha altra scelta se non quella di fare uso di metafore visive, quanto meno nella maggior parte dei casi. Tieni a mente la differenza che intercorre tra l’esperienza e le metafore usate per comunicare l’esperienza, e non lasciarti ingannare. Attendi pazientemente la purezza dell’esperienza che ti sto descrivendo, e con la disciplina e la devozione allo sforzo non resterai deluso.

V’è un ultimo segreto di cui scrivo qui, ora. Non preoccuparti dei segreti: come un gentiluomo irlandese me disse una volta, il miglior modo di mantenere un segreto è quello di dirlo a tutti, e renderlo il più evidente possibile. La bella vista è il miglior luogo in cui nascondere qualcosa, perché gli occhi del non-saggio di rado vedono le cose più semplici. E anche se dovessero vedere il segreto riterrebbero (erroneamente) di averlo compreso o di possederlo – dimenticando che per tutto ciò che è visibile, nove cose rimangono nascoste.

Il segreto ha a che vedere con la poesia. La poesia, fin dall’antichità una capacità sacra, si riferisce a qualcosa di più di una mera rima baciata o poesia d’amore; si riferisce al fuoco della creatività, che esplode da un cuore avvolto nelle sue fiamme, e si manifesta in forma di parole. Tali parole ci forniscono le chiavi o l’invito ad entrare in uno stato d’animo che sia (si spera) in qualche modo simile all’ispirazione del poeta, ma non sempre funziona. Le vere poesie sembrano essere come inviti dall’Altro Mondo, inviati in questo per mezzo delle menti e delle labbra dell’ispirato, ma destinati ad un pubblico selezionato. In molti le ascolteranno, ma pochi le comprenderanno o verranno trasportati in un luogo differente.

Quando la vera visione si apre in un essere umano, quella persona non ha altra scelta se non accedere al regno della poesia. Questo perché gli “occhi di Fuoco” e il fuoco dell’ispirazione sono lo stesso fuoco. Ecco il segreto: la poesia e la veggenza non sono soltanto cugine, esse sono sorelle gemelle. Quando assumi l’”altra vista” intraprendi un paesaggio di ispirazione. Non “vedi” come vedono gli occhi di terra e acqua: “vedi” qualcosa di misterioso, qualcosa che nuota nella tua mente con parole e comprensioni, ma prima di essere parole e comprensioni essa è stato qualcosa di cui semplicemente non si può scrivere. E’ lì: la sua immensità e potere sono indisputabili e inconfondibili, e l’esperienza di essa è beatitudine; ma la “prima parte” dell’esperienza è impossibile da descrivere, solo la “seconda parte”, la parte espressa in metafora, può essere descritta.

Il Re Quercia Siede Sul Portale di Sotto

Tenterò del mio meglio per farti un esempio. Proprio oggi mi sono seduto davanti al mio focolare e sono scivolato in uno stato alterato per mezzo del Sibilo del Serpente – una potente tecnica di cui ho scritto ampiamente in molti altri siti. In quel lungo sibilo senza fine, la consapevolezza è “scivolata fuori” dalla trappola percettiva del corpo ed è straripata nella grande pienezza delle cose; in tale pienezza, gli spiriti famigli che servono la strega possono essere chiamati con grande facilità. Questo perché la tua chiamata echeggia in ogni angolo della realtà. Se desideri pensare spazialmente, la tua chiamata echeggia più lontano e più distante nel mondo di sopra, qui, e sotto. Se desideri pensare da un’altra angolazione, la tua chiamata diventa nientemeno ciò che ogni cosa è.

Ad ogni modo, se ti sei identificato con un famiglio, esso non ha altra scelta che “sorgere” nella tua nuova esperienza di consapevolezza. Lo hai chiamato da una distanza, o hai semplicemente risvegliato la consapevolezza che è il tutto, e sarai quindi sempre consapevole del famiglio? In entrambi i casi, l’attenzione di quel potere alleato è su di te, e a questo punto io riesco a sentirlo provenire dal ”sotto profondo” ed entrare nel mio petto e nella mia testa.

A questo punto perché si aprano gli Occhi di Fuoco è sufficiente una semplice richiesta; il famiglio può influenzare questo cambiamento. Ho sperimentato la mia propria casa in quel modo straordinario, e vi ho visto due cose all’interno e due cose all’esterno. Tieni a mente che ciò che ho “visto” può essere descritto solamente in termini di parole, parole limitate che sono tutto ciò che io o ogni altro umano possiamo usare. Il paradosso è potente: non era questo, eppure, lo era. All’interno ho potuto vedere che il mio focolare irradiava una sorta di strano potere al suo interno, luogo in cui molte offerte sono state fatte e così tanti fuochi accesi per creare dei portali al mondo invisibile.

Ho inoltre visto quindici o venti lingue di ciò che sembravano essere solide fiamme di fuoco fluttuanti vicino al soffitto, sopra il focolare. Il mio famiglio mi ha detto che quelli erano poteri attratti dal mio lavoro nel corso degli anni. Veri spiriti che hanno assunto una forma nella mia visione interna! E’ stato molto eccitante perché non li avevo mai visti lì prima. Ho capito che la mia casa non aveva soltanto una singola entità spirituale che fungeva in qualità di “spirito della casa”, spirito per cui ho lavorato molto per contattarlo e propiziarmelo; erano un coro di diversi poteri. Alcuni erano di questo luogo; altri erano letteralmente seguaci del mio lavoro spirituale, fornitori di risposte alle mie chiamate nel corso degli anni, ora legati a me.

All’esterno ho visto i poteri (molto maestosi, nella mia visione) degli alberi di querce e degli olmi allineati sulla mia via; ho potuto percepire la loro intelligenza e le loro vaste vite, riuniti lì, ad osservare il mondo in maniera talmente profonda di cui solo essi sono capaci. Sopra alcuni alberi c’era un sentiero, un percorso invisibile, che si estendeva non so da e fino a dove. Il suo mistero è stato tradotto dalla mia propria mente (ed ora dalle mie parole) come una fascia di luce dorata. Altre due cose hanno catturato la mia attenzione: il fatto che gli spiriti delle grandi barriere dei cespugli di agrifoglio alla destra della mia porta mi guardavano con attenzione (nessuna sorpresa visto che spesso dono loro offerte e li contatto al Sonno del Crepuscolo) e ho potuto sentire quanto fossero protettivi nei confronti della mia casa. I rovi sono sempre protettivi quando disposti intorno alla casa, ma questi cespugli immensi lo erano ancora di più, sostenuti dai miei mesi di lavoro qui.

Lo spirito della quercia più vicino alla mia porta era la cosa più vivace che abbia mai incontrato; l’ho visto “curvarsi” letteralmente sopra l’entrata dell’Altro Mondo, creata dal suo ampio sistema di radici. Ne stava a guardia! Non avevo mai percepito prima questa entrata, benché abbia intuitivamente compreso che fosse creata dall’ampio sistema di radici.

Al di là di tutte queste cose è venuta a me un’ultima visione, un potente sentire, un percepire e una vista diretta dell’immensità del Mondo di Sotto. Ho potuto sentire l’immenso baratro oscuro che sta sotto i piedi di tutti gli esseri umani e sotto le radici di ogni albero. La crosta terrestre è solo la più sottile delle coperture della vastità dell’oscuro spazio sottostante, che è la fonte delle cose e ciò che nasconde tutti i misteri, personali o transpersonali. Quanto è grande! Come distrugge il nostro senso dell’ordinario, e da’ a tutte le cose una presenza senza tempo e la promessa di magia!

Ma ricorda: durante la visione cosa è “personale” e cosa è “transpersonale”? Qui sta la chiave, che spero tu abbia ricevuto leggendo questo mio scritto.

Articolo in lingua originale: The World Through Eyes of Fire

Copyright © 2008 By Robin Artisson
Tutti i Diritti Riservati.
Vietata la riproduzione totale o parziale dell’opera senza autorizzazione scritta dell’autore.

Traduzione a cura di Nera

L’Arte di Elfhame #14: Il Sibilo del Serpente

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero dell’autore Revivalista Robin Artisson. Non sono io il traduttore di questi articoli, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

Il Sibilo del Serpente

serpente

La Voce del Maestro che Trasforma

***

La “trance” è l’esperienza della Realtà Extra Sensoriale.

Siamo certi che la gamma dei nostri sensi umani standard non ci espongono alla realtà in pieno, piuttosto alla realtà come noi umani abbiamo bisogno di vederla in modo tale da agire adeguatamente per la nostra sopravvivenza. Questa è la Realtà Sensoriale. I nostri sensi ci parlano di situazioni potenzialmente pericolose, di predatori, suoni che sono importanti, sapori e strutture che possono rivelare pericolo oppure darci benessere. I nostri sensi ci rivelano ciò che abbiamo bisogno di sapere per interagire con il mondo in modo tale da assicurare la nostra sopravvivenza e il nostro benessere.

Il vantaggio di possedere questa “realtà sensoriale”, che assorbe le nostre menti più delle nostre vite, è il retaggio che proviene dal Regno Animale. Il dono che il Padre di Tutti o Saggio Padre fece all’umanità fu lo Spirito di “Wod” o Ispirazione; questo dono è la consapevolezza dello Spirito Immortale che interagisce dentro e fuori di noi e la consapevolezza del Fuoco di Strega; il Fuoco degli Dei.

Questo strano e sconosciuto potere, che è la sede delle nostre immaginazioni divine, la nostra abilità di immaginare, esiste per un unico scopo: è una porta che conduce all’esperienza di una realtà pienamente divina o come direi io, una esperienza che è Totale o Completa. Il Fuoco della Strega, l’elemento divino della consapevolezza nell’umanità che è un portale verso la consapevolezza dell’infinito, è dove noi potremmo essere come i Veri Esseri, gli Spiriti, o gli Immortali.

I Veri Esseri, gli Spiriti che sono stati chiamati “Dei” sono tali perché essi hanno piena Consapevolezza e piena Coscienza. Non c’è niente che essi non vedano o sperimentino. Lo stesso non può dirsi degli umani per la maggior parte del loro tempo, se non per tutto il tempo. Ma quando arriva la Trance e si apre in una forte esperienza di Realtà Extra Sensoriale, ti trovi sulla soglia della tua stessa mortalità; ecco perché la Trance e la Morte sono simili. La Vera e Piena Trance è l’Ora Immortale, l’Ora degli Dei. Essa è la porta verso un mondo che non è interamente nostro e anche un mondo che non può essere considerato “diviso” da noi, poiché la Realtà è UNA, INTERA e INDIVISA. Ciò che è differente è la percezione – e anche la percezione è parte del tutto.

In questo modo possiamo dire che il Mondo Divino degli Immortali non è lo stesso del mondo umano, eppure non è diverso; possiamo dire che i nostri mondi non siano uno, eppure non sono due. Questo è un sottile punto che deve essere compreso.

La Trance non inizia in modo forte ma aumenta in forza quanto la tua capacità divina di immaginare, o Fuoco invisibile, si innalza sempre più in alto, dentro il tuo essere essenziale. Ecco perché lo sforzo e la pratica sono necessari. Verrà un giorno in cui la Trance ti distruggerà, come il fuoco che distrugge qualsiasi cosa. Ma la distruzione avverrà solo per il “Tu” delle tue memorie ed esperienze della realtà sensoriale mortale, e ciò significherà la nascita di un nuovo “Tu” che partecipa liberamente alla Totalità delle cose; un “tu” che sarà in grado di sperimentare la Realtà con i sensi “Forti” o con gli Occhi del Saggio, gli Occhi della Strega.

Vedrai i volti degli Invisibili e li conoscerai come i tuoi veri compagni. Infatti, ancora oggi, essi sono molto più coinvolti in noi mortali di quanto noi mortali potremmo mai essere coinvolti in loro, in virtù della loro grande padronanza di ciò che noi chiamiamo “La Trance”.

La Trance non esiste divisa dalla realtà sensoriale o dal corpo, tuttavia, ciò che la rende possibile non è limitato alla realtà sensoriale del corpo. Ci troviamo di fronte a un mistero dello Spirito, di un oscuro e meraviglioso fuoco immortale che fu donato all’umanità da esseri che sono al di là della nostra mortale comprensione, in “tempi antichi”, o nella dimensione mitica della nostra esistenza.

Dopo che ci fu donato il Fuoco non siamo più stati delle mere cose mortali, ma immortali in fuga, semi degli Dei in attesa di germogliare.

Il dolore metafisico della nostra esistenza umana non è che la più profonda e più sepolta realtà divina racchiusa in noi che sa bene di non essere schiava della morte o della limitazione, ma che tuttavia è costretta ad affrontare la paura e la limitazione; ecco un altro un effetto collaterale del nostro retaggio animale e il Duro Fato della nostra mortalità: la benedizione e la maledizione degli esseri che non sono più meramente mortali ma tuttavia non totalmente immortali, a cavallo dello strano spazio che si trova tra queste cose.

Che tempi strani sono questi e che strani esseri noi siamo. La Trance ci introduce alla “storia segreta” di ciò che realmente siamo e ciò che ci aspetta. Noi siamo “Capax Dei”, “Capaci degli Dei” – capaci di essere molto più di ciò che abbiamo mai sognato di essere, benché la maggior parte dei nostri sogni siano solo fantasie mortali. La stessa Fiamma ha una relazione misteriosa con la zona dietro il tuo ombelico. Se vuoi renderla più luminosa è al Mistero dell’Incostante Aria che ti devi rivolgere, come il vento che soffia sulle fiamme e le innalza, o il mantice che innalza il Fuoco nella fornace. Il tuo corpo è la fornace in cui viene forgiato un essere Spirituale infinitamente saggio, una Nascita Spirituale – non fraintenderlo o dimenticartelo mai.

Quando arriverà la Notte del Mistero nascerà un Essere Divino – ma chi sarà? Questa è la Visione Beatificata, il culmine del Fato. L’identità del Figlio Bicorne o del Figlio Divino è il mistero centrale del Risveglio e il nome di questo essere è il Nome del Destino. Ma di questo ci occuperemo in un’altra occasione. Adesso torno alle basi di questa tecnica.

La zona dietro al tuo ombelico è la chiave segreta. Qualcosa inizia ad accadere quando la tocchi col tuo respiro. Questa semplice tecnica ha inizio con la crescita che serve per cambiare il corpo sottile in un veicolo di Trance. Dieci è il numero: inizi con dieci semplici ma profondi respiri e mentre lo fai immagina nella tua testa un palloncino che si gonfia dietro al tuo ombelico. Diventa piuttosto grande perciò devi sforzare per permettere al tuo stomaco di espandersi e poi, quando lasci andare il respiro, devi lasciarlo uscire lentamente ma generosamente e devi consentire all’aria di fuoriuscire producendo un rumore, come di un sibilo, attraverso i tuoi denti. Questo è un importante dettaglio.

Questo è il Sibilo del Saggio Serpente, il Vecchio Saggio. Questo sibilo acuto raggiunge gli strati profondi del cervello e della mente e sì, ti chiedo di credermi. Ti chiedo di prendermi in parola; se lo fai come ti sto chiedendo di fare, inizierai a cambiare. Questo è il suono del sibilo, il suono di Colui che suona il flauto, il suono del Silenzio, la suprema chiave dei misteri. Le stesse stelle emettono questo suono quando tagliano il vuoto dello spazio.

Quando il respiro esce nel sibilo non devi pensare ad altro che al respiro. Tutto ciò che ti sta intorno deve svanire, ascolta solo il tuo respiro.

Siedi con la schiena e il collo diritti mentre lo fai. Dieci respiri, ogni volta fatti come ho detto. Inspira e il palloncino si gonfia, espira con un lungo e costante sibilo e focalizza la tua mente sul tuo respiro e sul suono del sibilo. Non forzare la tua mente nel farlo; dirigi gentilmente la tua mente a concentrarsi sul respiro e sul suono. Se cominci a perderti in altri pensieri, gentilmente e silenziosamente torna a concentrarti sul respiro. Quando il respiro ha completato il suo ciclo (inspirazione-espirazione), pensa “uno”. Poi inizi con il secondo respiro e completi il processo del “inspiro-gonfio il palloncino-espiro-sibilo” e quindi pensa “due”. Continua fino ad arrivare a dieci.

Devono esistere in te solo la sensazione della respirazione, il sentimento di respiro, il suono del sibilo e il numero. Chiudi gli occhi se ti è più facile. Se qualunque immagine mentale o qualsiasi altra cosa si dovesse introdurre tu torna al tuo respiro.

Non è difficile ma ricorda di farlo con gentilezza, non forzarti. Non essere veloce o pesante. Sii costante, non troppo pigro ma non troppo pesante; sii la via di mezzo, sii costante.

Questa è la “meditazione” di base in cui viene animato il centro del potere del corpo e il sibilo del Saggio Serpente sorge nella tua coscienza. Non vi è lavoro di trance (o qualunque altro lavoro) che non inizi con simili semplici esercizi. Il punto di questo esercizio è quello di farti rilassare e concentrarti, ma anche risvegliare il Serpente, risvegliare la mente profonda e donarti potere.

Dovresti effettuare questo esercizio ogni giorno e più di una volta al giorno; dopo tutto, pochi minuti nella tua vita possono essere dedicati a dieci lenti, costanti respiri e un po’ della lingua del Serpente. Ciò che devi ricordare è che ogni volta che completi dieci respiri tu divieni un essere differente; sei cambiato di un po’, trasformato a livello profondo, in grado di avvicinarti sempre più a quella eccitazione di potere e consapevolezza che abbatterà il muro di nebbia che separa il mondo di sonno dei mortali dal mondo fatato dei Senza Morte. L’incostante Aria e il sibilo del Serpente Senza Morte non lasceranno in te nemmeno una singola cosa totalmente uguale a come era prima.

Non farti ingannare dalla semplice apparenza di questa tecnica; essa è fondamentale. Ti suggerisco di farlo prima di andare a dormire, prima di sdraiarti la notte.

Se esegui la tecnica prima di andare a dormire, dopo avere raggiunto i dieci respiri, permetti a te stesso di “lasciarti andare” e rilassarti in una immobilità corporea e mentale – come se fossi un cadavere: comincerai a notare un cambiamento nei tuoi sogni. Questo è un “punto d’accesso” alla tecnica avanzata della “Incubazione” o divinazione con il Sogno.

Ora, prima di poter continuare, devo discutere su quanto importante sia l’elemento “Comprensione”. E’ bene cominciare l’ascesa verso la trasformazione interna facendo uso della “tecnica fondamentale” descritta sopra e di altre di cui parlerò; ma senza la comprensione niente di tutto questo ti sarà utile. Tutte le tecniche di trance del mondo e tutte le capacità nel mondo, non significano niente se non si comprende ciò che esse sono. Possedere queste tecniche e le esperienze a cui esse portano senza capirle è come avere un mucchio di materiali da costruzione molto costosi. Un mucchio di materiali da costruzione non sono una casa e non lo saranno mai se non si sa come essi funzionano.

Devi capire che la Realtà è Una, Intera, Indivisa. Le menti umane la dividono in un miliardo di pezzi, parti astratte di essa lontane dalla Totalità della Natura, ed etichettano quelle “parti” come “cose” differenti – ma si tratta sempre di una realtà. La tua mente vede una quercia e PENSA ad essa come una cosa differente dalla Natura, ma l’albero, come il tuo corpo e la tua mente, o qualunque altra cosa che tu etichetti come “qualcos’altro” è inseparabile dalla totalità.

Per favore, non dimenticarlo mai; tu non sei “nel” mondo: tu sei il mondo. Sei soltanto differente dal Corpo della Natura nella misura in cui percepisci te stesso come tale. Accade, però, che in qualità di essere individuale tu percepirai te stesso sempre in quel modo, in qualunque mondo o condizione tu possa esistere. E’ precisamente quel modo di percepire – che tu sei “diviso” da tutte le cose che percepisci – che ti definisce come essere mortale o come spirito.

Molte persone pensano che lo scopo della “spiritualità” sia perdere se stessi nell’assimilazione con la Grande Totalità della Realtà; essere inglobato nello stato “uno con tutto”. Ma questa è una cosa assurda. Non devi mai cessare di esistere in qualità di essere con la sua propria percezione – ciò che deve cessare è il tuo assoluto senso di separazione dalla Natura. Puoi essere sia consapevole di te stesso come “cosa” separata dalla natura, sia allo stesso tempo un essere totalmente consapevole e conscio del suo “essere uno” con tutto.

Quello è il segreto. Un essere che possiede ENTRAMBI questi stati di consapevolezza allo stesso tempo decisamente non è più un mortale. Un mortale è precisamente il tipo di essere che ha praticamente il 100% della sua consapevolezza quotidiana espressa solo in termini di separazione e differenziazione dal Mondo “intorno ad esso”. Esso non riesce a rendersi conto della sua grande unità, la sua intima e naturale connessione con la Natura. Certo quella unità esiste sempre; è la vera condizione di tutte le cose, non importa quanto ne siamo consci o meno.

Possedere entrambi i tipi di percezione rende una persona sia mortale che immortale, perché gli immortali hanno una consapevolezza totale che li porta a “Tutto ciò che è”. Essi sono consapevoli di Tutto. Essi sono totalmente consapevoli del mortale e dell’immortale, di ciò che è limitato e ciò che è illimitato, ciò che è finito e l’infinito, allo stesso tempo. Ma “esistere” in entrambi questi stati rende un essere (paradossalmente) entrambi E nessuno dei due! Questo è il simbolismo del volto di colei che è Velata – metà volto di luce, metà volto di oscurità, metà vivo, metà morto; essa unisce entrambe le “Metà” della realtà in un unico grande Essere. Il simbolismo dell’Oscuro Maestro e il Signore della Luce, che sono due volti o aspetti di un essere, è lo stessa cosa.

Essi diventano un “terzo nuovo essere” che sta al di là di tutto e di niente, al di là dell’assimilazione e dell’individualità e tuttavia in grado di godere di entrambe queste prospettive. Questo è lo stato senza morte, la condizione della Compagnia Occulta, o Grande Schieramento. Questi sono gli “Uomini Maestri” o i “Veri Esseri” della Tradizione. Il sentiero che porta a questa consapevolezza inizia con la tecnica che ho descritto sopra. Un inizio umile, un semplice terreno per un seme di realtà; un semplice terreno come tanti terreni che producono raccolti in abbondanza ovunque sulla terra. Non prenderti gioco della semplicità o dei semplici inizi.

Di Robin Artisson

Originale: The Hissing of the Serpent

Copyright © by Robin Artisson. Tutti i diritti riservati
Vietata la riproduzione totale o parziale dell’ opera senza autorizzazione scritta da parte dell’ autore

Traduzione e adattamento a cura di Nera
(Grazie a Wodhas per avermi aiutata a tradurre alcuni termini!)

L’Arte di Elfhame #13: Il Sonno Cadaverico

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero dell’autore Revivalista Robin Artisson. Non sono io il traduttore di questi articoli, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

Il Sonno Cadaverico

Tecnica di Sperimentazione della Visione Lucida nel Mondo di Sotto

***

hulda

Il Sonno Cadaverico è la più diretta e semplice operazione di “passaggio” o “volo nel Fetch”(1) che sono in grado di rappresentare o discutere con coloro che sono interessati ad attuare l’Arte del Saggio e le Funzioni della Gnosi Primordiale(2), l’Alto Sentiero che porta al Corpo della Madre Suprema e del Ierofantico Dio delle Streghe portatore di Luce tra le Sue Corna, di cui ogni visione, ogni suono e sapore vengono chiamati il “Vero Sabba”.

Giacerai come se fossi morto, morto in questo mondo, e dovrai allontanarti dalle superfici esterne del mondo che viene chiamato dal Mezzo-saggio “empirico”, “solido” e “materiale” e camminerai per la strada fantasma nel profondo del Fetch dove la fluidità del mondo dal confine nebbioso ti ingoierà, come fa ogni notte quando sogni, ma se il tuo volere e desiderio di realizzazione sono abbastanza forti manterrai la tua consapevolezza nel Fetch e sconfiggerai la morte.

Conosci i tre reami:

Il mondo vincolato al tempo e allo spazio della realtà consensuale in cui l’apparente viene creduto reale, il mondo delle sofferenze e delle gioie temporanee abitato da “corpi” di carne e le apparenti gemelle Nascita e Morte;

Il Fetch, o mondo interno, in cui governa la fluidità del mondo della mente, in cui sogni e visioni sono un fiume di forme e immagini, alcune terrificanti, altre seducenti;

E il grande Mondo della Totale Verità e del Vuoto, al di là di entrambi il Mondo della Carne e il Mondo del Fetch, il grande vuoto-utero della Velata Madre Fato e il Re Bianco.

All’ultimo e definitivo mondo non si può accedere benché nessuno si separi mai da esso; nascosto nei corpi e nei sogni del Fetch, esso è per sempre ricco e accogliente, la sorgente e la fine di tutto e conoscere il suo segreto significa conoscere il Grande e Supremo Sigillo della Saggezza e dell’Immortalità.

Nella Trance del Sonno Cadaverico devi imparare ad accedere al Fetch senza perdere la tua consapevolezza; devi mantenere questa consapevolezza – che è naturale nel mondo dei corpi – anche nel mondo interno dell’inconsapevolezza e dei sogni e delle visioni. Devi imparare a restare cosciente nel mondo dei morti: se lo farai otterrai qualunque cosa, sia in questa vita che nella morte. Se non lo farai non otterrai nulla, né in questa vita, né nella morte.

L’interazione dei Tre Mondi viene mostrata nel tradizionale Cerchio della Strega:

Il Sud del Corpo e del mondo di vita, morte e fertilità e della percezione solida della forma;
Il Nord del Tempo-senza-Tempo, Freddo e Immateriale, l’Estremo Reame della Verità, l’Immortalità che per il Mezzo-saggio è Morte, e il Supremo Mistero;
L’Ovest che sta tra Nord e Sud, che rappresenta le acque del Fetch, Il Confine Nebbioso situato tra ciò che appare e ciò che è reale. Il visionario Ovest è colmo di illusioni e sogni e lunghi fantasmagorici incubi(3) di stupore e paura;
E infine l’Est, che osserva il Sud/Corpo, l’Ovest/Fetch e il Nord/Estrema Verità-Realtà. L’Est è la Luce, l’Illuminazione del Maestro che domina il sentiero in mezzo a Vita (sud) e Morte (nord), a cui ci si avvicina direttamente passando attraverso il Fetch che gli sta di fronte (ovest).

Il Maestro è colui dai tre volti, il Re Cornuto della Vita, il Nero Maestro della Morte, ma anche il “terzo” Illuminato o il volto trascendentale d’Oriente che vede al di là e sopra di entrambi, è dentro e fuori entrambi, sopra e sotto entrambi: il paradossale e immortale Maestro dell’Antico Rito. La confusione e le illusioni nel nebbioso ovest sono solo una manifestazione “opposta” della chiarezza e dell’intuizione dell’Est; l’uno diviene l’altro, perpetuamente.

Qualunque strega abbastanza abile può divenire “Colui dai Tre Volti” e ciò è possibile solo immergendosi nelle sinistre ed oniriche estese del Fetch e mantenendosi cosciente per tutto il tempo; il Mistero verrà svelato e la Terza Luce splenderà nel Fuoco dell’Intuizione Profetica.

I. Trance

Devi, con pazienza e calma, tentare di entrare in una chiara apertura, uno stato di trance in cui puoi sentire simultaneamente le tue percezioni individuali insieme alla tua unicità nello spazio in cui succedono tutte le cose e che è la madre di tutte le cose. Devi trovare la condizione, di cui spesso parla questo scrittore, in cui riesci a percepire la tua connessione al tutto, la tua unicità nella chiara apertura del sottile, intero e indistruttibile arazzo della realtà fino a che sentirai te stesso come se fossi “oltre” a tutto.

Non è possibile nessuna vera liberazione dal “principio del corpo” fino a quando non riconoscerai la tua unicità con tutto, il tuo essere tutto, la profonda e chiara realtà che c’è nel tuo cuore e nel cuore di tutte le cose. In quella sottile, invisibile e profonda realtà senti la grande ed espansiva coscienza/consapevolezza/chiarezza che è il vero “corpo” e il corpo di tutti.

A questo punto alcuni eseguono il Il Pasto Rosso, per conseguire una forte connessione con il Famiglio o Puckril; hai bisogno del tuo Famiglio Animale(5) per collegarti al “Vero Corpo” che è la tua estrema realtà: il Misterioso Famiglio Consorte(6) o Doppio Spirituale che dimora per sempre nella Verità dell’Oscuro ed Indescrivibile Mondo Primordiale o Mondo del Vuoto è l’unico compagno che può aiutarti in questa operazione e questo Doppio Spirituale è il tuo destino, quell’essere che è “te” e che sarà “te” quando il Grande Sigillo verrà pienamente compreso. Il Famiglio Animale è ciò che fa da ponte verso questo Essere; questo Guardiano, questo Daimon è ciò che tu diverrai (e ciò che, in un tempo senza tempo, sei già divenuto) nella beatitudine della Pienezza della Verità e della Saggezza.

II. Inganna te stesso

Sdraiati in un luogo molto confortevole con un bastone biforcuto(7) alla tua destra e una scopa alla tua sinistra, se possibile. Bendati gli occhi con un panno nero. Lascia che il tuo corpo si lasci andare, come se fossi morto. Devi abbandonare il tuo corpo mentre vedi niente altro che un impenetrabile nero. Devi considerarti come morto e non devi muoverti, per nessun motivo. Immagina come sarebbe se tu fossi appena morto e ti trovassi a potere pensare e ascoltare e sentire il tuo corpo disteso, ma fossi incapace di muoverti o parlare o vedere. Rilassati. Sei come legato dall’incapacità della morte; non hai altra scelta che rilassarti e cadere sempre più giù, verso ciò che sembrerà essere l’ inizio del sonno.

III. Il Pozzo delle Acque Oscure

Devi sentirti come se ti stessi addormentando. Continua fino a sentire che avrà inizio la separazione, la profonda sensazione di sonno. Quando te ne renderai conto non lasciare che il sonno ti prenda totalmente ma non cercare neppure di opporti ad esso. Mantieni la consapevolezza di ciò che stai sentendo. Poi, nella tua mente, visualizza un campo circondato da alberi secolari, querce e sambuchi e rovi e noccioli, con un vecchio pozzo in pietra nell’esatto centro.

Affrettati a raggiungere il pozzo e guardaci dentro: c’è della scura acqua che risplende riflettendo la luce. Guarda il riflesso del tuo volto nell’acqua, poi con un salto entra nel pozzo. Senti subito l’impatto dell’umidità e mentre cadi rapidamente intravedi le pareti fatte di scura pietra tutte intorno a te.

Ti fermi per un istante in acqua, rallentato dal tuffo, poi vedi delle bolle provenire dal tuo viso e nell’acqua scorgi indistintamente altre file di pietre. Non andare verso la superficie; non hai bisogno di respirare in quest’acqua.

Inizi a scendere. Vedi le file di pietre che sembrano muoversi verso l’alto mentre tu vai giù e vedi bolle biancastre nell’acqua che dal tuo volto salgono verso la superficie mentre tu vai verso il basso. Concentrati su ciò che vedi e “Senti” la sensazione di discesa. Se lo fai in modo appropriato la sensazione comincerà a prendere potere e andrà a lavorare da sola e tu comincerai a sentire realmente come se stessi affondando sempre più verso il basso, sempre più in fondo rispetto alla superficie della terra.

A questo punto chiamo sempre il mio Famiglio perché mi aiuti a scendere più giù, a spingermi più velocemente e ancora più a fondo finché la trance si approfondisce realmente in uno stato scuro e risonante tipico dell’altro mondo. Può durare parecchio tempo o un apparente lungo tempo; devi mantenere la visualizzazione senza cercare di alterarla o renderla qualcosa che non è, e non cercare di fare forza. Lasciati andare. Lascia che l’inizio del sonno e il rilassamento si insinuino in te sempre più ma non arrenderti mai ad essi e non perdere la consapevolezza. Devi sempre restare consapevole, non importa quanto tu vada lontano o in profondità.

IV. Rimanere consapevoli

Durante il tempo in cui scendi per il pozzo esso potrebbe tramutare in un tunnel nero oppure una caverna, oppure una profonda sensazione di immersione in una totale oscurità. A questo punto, o dopo non molto, potresti non avere molta consapevolezza del tuo corpo in trance.

Non arrenderti mai all’inconsapevolezza poiché quello è il destino di coloro che muoiono completamente! Qui è dove la prova ha inizio: quando cominci a sentire te stesso scivolare via, lontano, invoca il tuo Famiglio perché ti aiuti a rimanere consapevole; riportati indietro, verso la consapevolezza di te stesso che sta sperimentando profondamente questa trance nel Fetch.

Sii consapevole delle visioni e delle sensazioni e di ciò che potresti sentire o vedere. Non scivolare nell’inconsapevolezza e non lasciarti inconsciamente attirare dalla visione del sogno. Comincerà ad accadere: visioni venute dal profondo del Fetch oppure dal Mondo di Sotto inizieranno a prenderti, a entrare in te e tu in loro. Sarà come sognare.

Devi però capire che questi non sono sogni; queste sono visioni che tu induci attraverso la trance e benché TUTTE le visioni siano “sogni” tu sei qui per restare conscio, non per perdere la consapevolezza o l’attenzione di ciò che sta accadendo. Devi rimanere sveglio nel Fetch, inconsapevole del tuo corpo ma totalmente consapevole di ciò che succede in ogni momento. Stai padroneggiando a fondo il sonno e l’inconsapevolezza in modo consapevole e facendo uso del naturale processo dell’abbassamento della consapevolezza tipica del pre-sonno; lo stai facendo in modo cosciente. Il mondo esterno e il mondo interno si riuniscono nella tua mente; il sopra e il sotto si fondono; una mente “sveglia” va verso il luogo dove le menti dormono e sognano soltanto; una stella che cade nelle oscure profondità.

E’ così che la Strega porta con sé, nel mondo di chi è sveglio e vivo, la visione e la saggezza. Devi padroneggiare questa tecnica; è la tecnica della liberazione, della conoscenza profonda del Fetch, del Raggiungimento della Visione Lucida. Un vero esperto di questa tecnica non scivolerà mai nell’inconsapevolezza della vera morte. Questa tecnica può essere usata per raggiungere i morti che vagano ancora nel mondo del Fetch, inconsapevoli di ciò che sta accadendo loro, e se tenterai un approccio in questo modo con una persona morta, dalla sua prospettiva, essa penserà di stare facendo un sogno su di te. Puoi usare questa tecnica per avere la maggiore delle divinazioni, ricevere direttamente visioni delle potenzialità del futuro e delle forme del passato.

Prima di aver padroneggiato questa tecnica probabilmente ti capiterà di fallire durante il viaggio: potresti soccombere al sonno o alla totale inconsapevolezza. Va bene. Alla fine trionferai se il tuo volere è forte quanto serve e il tuo Famiglio è legato a te con sufficiente potere.

Fai sempre ritorno dalla via da cui sei venuto, oppure assicurati di avere con te il tuo Famiglio che ti riporti al tuo corpo alla velocità della luce, per risorgere dal Sonno Cadaverico.

Originale: The Corpse Sleep

Copyright © by Robin Artisson. Tutti i diritti riservati
Vietata la riproduzione totale o parziale dell’opera senza autorizzazione scritta da parte dell’autore

Traduzione e adattamento a cura di Nera, con il prezioso aiuto di Hamona e il suo mitico dizionario, Strix25, Wodhas, Amenti e Robin Artisson!

Note della Traduttrice:

(1)Fetch/Fetch-World, in questo caso significa “Mondo interno”
(2)Gnosi Primordiale – Voorish Gnosis
(3)Nel testo in lingua originale Artisson fa uso del termine “oneiros” da me tradotto, forse erroneamente, come “incubi” – intesi come sogni poco piacevoli. Nella mitologia greca gli Oneroi sono la personificazione dei sogni, figli di Hypnos, dio del sonno.
(4)Read Meal – letteralmente “Il Pasto Rosso”, il rituale di assunzione di pane e vino consacrati nelle Antiche Vie (Gran Bretagna)
(5)Fetch Beast/Fetch Animal
(6)Fetch Mate/Fetch Lover
(7)Stang (bastone “biforcuto”)

L’Arte di Elfhame #12: Il Sonno del Crepuscolo

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero dell’autore Revivalista Robin Artisson. Non sono io il traduttore di questi articoli, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

Il Sonno del Crepuscolo

mondi

Il segreto della trance è il più grande di tutti i segreti… poiché è la chiave che apre il portale ai misteri più profondi.

La trance viene chiamata “Sonno del Crepuscolo”, ed è la fondamenta della stregoneria.

Indurla naturalmente potrebbe non essere facile: la chiave per riuscirvi è comprendere che questa condizione già esiste, e tu ti trovi in tale condizione anche ora, mentre parliamo, e quindi devi quietare la mente quanto basta, diventare passivo quanto basta, per accorgertene.

Tuttavia, devi permettere a te stesso di SENTIRE. Sentire davvero. V’è Potere in ogni cosa, e la natura del Potere è movimento. Il Potere fluisce in ogni cosa come fosse un fiume… Come fosse il tuo respiro, come fosse vento. E’ talmente costante ed ovvio che sei ormai diventato insensibile ad esso. Permetti a te stesso di sentirlo, ora! Rivolgi la tua attenzione al di fuori del corpo e senti l’ovvio ed enorme potere della terra intorno a te!

Una volta che lo hai sentito ti accorgi che questo potere è anche dentro il tuo corpo. Respira profondamente… così facendo attrai in te il potere… lo senti animarsi in te?

Ora rivolgi la tua consapevolezza verso la tua mente. Qual è la relazione tra la tua mente e il mondo intorno a te? E’ semplice. Prendi esempio dall’albero di Quercia.

L’albero di Quercia cresce dalla terra. Ha bisogno di acqua che è il suo nutrimento, e di luce, e di aria. Ha bisogno della pioggia e dei venti, e dell’intero mondo intorno a sé. Puoi davvero separare l’albero da ciò che lo circonda? No. Esso è una parte di ogni cosa, completamente intessuto nell’arazzo della creazione. Anche tu sei così. Ogni cosa è così. Con questo concetto in mente, ora, affermare che tu sei “qui” ed ogni cosa che vedi è “là”, non ha senso. Tutte le cose, incluso te stesso, sono semplicemente una cosa sola, un tutto. Ti hanno insegnato a pensare a te stesso come se fossi separato dal tuo ambiente, ma la verità è che tu sei una cosa sola con esso.

E a proposito della mente? Così come non puoi separare il tuo essere fisico dal mondo, allo stesso modo non puoi separare la tua mente dal mondo. Ogni parte di te è parte dell’intreccio della vita, non solo il tuo corpo. La tua mente è coinvolta in questo intreccio così come intimamente lo è il resto di te. La tua mente è intrecciata ad ogni forma di creazione. Il tuo strano concetto che vede “te stesso” isolato non è niente altro che delusione. Esiste un “te stesso”, certamente, ma un più grandioso e più espansivo Te Stesso rispetto a quanto tu abbia mai sognato. Non si limita sicuramente ad essere un semplice corpo umano, con una così breve durata di vita. Abbraccia tutto questo.

Dal momento in cui accetterai tutto ciò riuscirai a sentire il potere e, cosa più importante, potrai cominciare a sperimentare il mondo come parte della tua mente, ed è proprio così che stanno le cose. Ciò che chiami “tua mente” è semplicemente la Consapevolezza della Natura, in te! Tutte le cose la condividono!

Ora guarda gli alberi intorno a te. calmati. Rilassati. Lo senti il potere che fluisce qui? Lo senti il potere negli alberi? La tua mente è parte di tutto questo! Questo mondo è il tuo stato mentale! Non guardare agli alberi come se fossero separati da te stesso. Tu ed essi sgorgate dalla medesima sorgente, l’utero. Apri te stesso. Non pensare. I tuoi pensieri nascono in termini di delusione e dualità, e ciò è falso. Lo senti? Gli alberi dicono qualcosa. Tu sai già di cosa parlano. Permetti a te stesso di accettare tale conoscenza.”

Il movimento della foresta intorno a te all’improvviso appare più vivido. La grande coscienza che prima hai percepito in esso si fa all’improvviso molto intensa. Ma poi ti rendi conto che è la tua mente che è intensa… e la tua mente e la coscienza al di sotto della natura sono la stessa cosa!

Per un attimo hai le vertigini, e in seguito senti la mente impenetrabile della Grande Madre unirsi alla tua piccola forma, facendoti sentire “qualcuno”… ma ora capisci che Ella è la forza che esiste, che sostiene la tua sensazione d’ “essere”. Ella è la realtà, e ti senti come se tu fossi un Suo sogno… un Suo riflesso… e allo stesso modo lo sono gli alberi e le piante e gli uccelli intorno a te. Abbandonandoti ad Ella realizzi di essere Lei, eternamente, e che esisti allo stesso modo in cui esiste la natura. Sai senza ombra di dubbio che sei uno con tutte le forme che scaturiscono dal calderone! La sensazione di beatitudine è quasi schiacciante! Guardi su e vedi tre corvi che all’improvviso prendono volo e poi

Capisci.

Il Grande Uno della Natura ti sta parlando; lo fa attraverso i movimenti di ogni foglia, di ogni animale, e tutto ciò che è una Sua creazione. La voce della Natura è così alta e ovvia e potente che tu fluttui in essa. Gli alberi stanno parlando… il loro messaggio si estende attraverso te, cavalca sul vento del potere che hai appena avvertito, come un vento che soffia attraverso ogni cosa. Temi che il tuo spirito possa essere spazzato via dal tuo corpo da questi venti – che sono il Potere, ma Agnesse ti parla e ti dice:

“Benvenuto, amico mio, al mondo che già conoscevi. Non preoccuparti, la tua coscienza non lascerà il tuo corpo, poiché questi venti non sono abbastanza intensi per trascinarti via. Questa sarà l’esperienza di un altro giorno.”

Copyright © By Robin Artisson
Tutti i Diritti Riservati.
Vietata la riproduzione totale o parziale dell’opera senza autorizzazione scritta dell’autore.

Articolo originale: Twilyte Sleep

Traduzione a cura di Nera

L’Arte di Elfhame #11: Trovare il Famiglio

[Mentre gli altri articoli della serie “L’Arte di Elfhame” sono stati tradotti da Nera di Peste di Granfie, questo è stato tradotto da me, con il permesso dell’autore. Assieme al testo ho riportato anche delle spiegazioni a margine sotto forma di note.]

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Questo rituale è molto pericoloso, soprattutto per il praticante solitario. Normalmente è eseguito dopo mesi di esercizi in cui – in stato di trance – si prova a contattare il proprio Famiglio – e di offerte alla propria Divinità Patrono in cui si richiede ad essa di riuscire a incontrare il proprio Spirito Familiare. In questo periodo si hanno diverse visioni di animali, ma – fino al rituale vero e proprio che è descritto qui – non si ha la certezza di quali di essi sia realmente il proprio Spirito Familiare.
Data la complessità della pratica, e la pericolosità per chi volesse intraprenderla perchè annoiato, o senza i mesi di esercizi sopra accennati, sconsigliamo tale tecnica ai principianti.
Piuttosto, cercate qualcuno che abbia già eseguito tale esercizio e abbia la volontà di guidarvi a trovare il vostro Famiglio: è la strada meno rischiosa che non porta seco il pericolo del baratro o di una rovinosa caduta nei meandri più oscuri dell’Altro Mondo.
Da ora in poi, proseguite con la lettura a vostro rischio e pericolo: siete avvisati.

.: “Trovare il Famiglio” di Robin Artisson :.

E’ il grande Signore dei Campi e delle Paludi, il nostro Dio [1], che dà la conoscenza del vostro spirito Familiare. Ci sono molti modi affinchè il grande Dio vi riveli la faccia del vostro Fetch-animale [2], ma io vi impartirò uno dei migliori che conosco. Sarà difficile, ma così è tutto ciò che ha valore.

Iniziate preparandovi, e facendo offerte [3] e preghiere al Cornuto. Dovete chiedergli di concedervi questo favore. In luoghi a forma circolari [4], o alla base di grandi querce [5], fate invocazioni e lasciate offerte. Condividete l’Houzle [6], e fate richieste per quello che desiderate [7]. Continuate così per molti giorni.

Poi ritiraratevi dalla presenza di altre persone, e andate in qualche luogo deserto, meglio se una foresta. Non dovete mangiare per un intero giorno e un’intera notte. Poi, andate nel sonno crepuscolare [8], e fate il rito dell’incrocio [9]. Santificate un cerchio [10], invocate la presenza del Maestro Cornuto [11], e sedetevi al suo interno. Direzionatevi con il viso verso nord, e meditate sul vostro carattere personale, e sul vostro sé. Continuate così per lungo tempo.

Poi, dovete entrare in un grande silenzio interiore, per un tempo considerevole… non meno di 2 ore. Dovete ottenere una grande sensazione di “alterità”. A questo punto, non pensate al proposito del rituale… semplicemente lasciate che le vostre sensazioni crescano.

Quando sentite che il potere è forte, invocate il vostro Famiglio così:

“Vieni avanti, Saggio Puckerel [12],
Vieni a me adesso
Che possa esserci la forza per la nostra unione
Che io possa incrementare il tuo potere
Per il potere dell’Antico [13]
Così sia! Ka!”

Fate un’offerta di idromele o birra [14] a questo punto, innalzando una tazza di esso, e recitando un brindisi al Maestro Cornuto [13], e al vostro Fetch-animale. Scolate la metà del bicchiere in un sorso, e versate il resto per terra di fronte a voi.

Quindi, posizionatevi in una posizione confortevole e iniziate a cantare, più e più volte,

“Robin, Maestro Oscuro [13], mostrami il mio Fetch…”

E a questo punto diventate ricettivi, mentre cantate, e lasciate che la visione del vostro Puckerel sorga nell’occhio della vostra mente. Siate prudenti! La forma animale del Puckerel può apparire nella realtà, o talvolta in una visione. Ma in entrambi i casi, siate ricettivi con entrambi i tipi di occhi [15]. Lasciate che l’immagine della bestia sorga nella vostra consapevolezza. Non createla voi, non sceglietela [16]. Non dovete illudervi qui. Permettete alla visione di venire a voi. Siate passivi.

Quando lo percepite, che lo vediate o meno, tentate di comunicare con esso. A questo punto dovreste essere in un buono stato del sonno crepuscolare [17]. Potreste avere la voglia di sdraiarvi e di recedere ulteriormente dal mondo [18]. Questo va bene, fintanto che restate coscienti. Potreste lasciare il vostro corpo e trovarvi da qualche altra parte… anche questo è un bene, perchè in questi tipi di esperienze solitamente si trova il Fetch.

In entrambi i casi, cercate di comunicare con esso, e chiedete un nome, o una qualsiasi informazione che egli può avere per voi [19]. Da questo punto in poi, siete legati ad esso, e alle sue specie naturali.

Quando la comunione è completa, invitatelo dentro il vostro sè interiore, dicendo “Fetch vola indietro” o altre parole. Egli abiterà nel vostro petto, quando ne avrete bisogno o lo convocherete. Il petto è il posto sacro a lui.

Dite ad alta voce “Consummatum Est!” e lasciate il sito. Nel giro di un giorno, dovrete fare un’Houzle per onorare il Puckerel [20], in cui lo venererate come vostro Saggio Antenato e maestro, e come vostro compagno, e in cui lo inviterete a prendere parte alla vostra vita e al vostro potere. Fate molte offerte a lui, e al Rosso Cornuto [13], che rende queste cose possibili. Se avete bisogno del Famiglio, e certamente sarà così, convocatelo per mezzo dei Fili della Strega [21]. Può aiutare in ogni lavoro di Stregoneria, e infatti, li renderà venti volte più potenti. Prestate attenzione a ciò!

Titolo in lingua originale: “Finding the Familiar”
Link: http://www.angelfire.com/wy/elfhame/familiar.html
Tradotto con il permesso dell’autore.

Note:
[1] In realtà ogni Divinità o Spirito Maggiore legato alla Natura e agli Animali è adatto a questo scopo.
Nei processi scozzesi dove il Diavolo (che alcuni hanno poi, in epoca contemporanea, ridenominato “Dio Cornuto”) era a capo delle Streghe, secondo Emma Wilby (come spiegato in “The Visions of Isobel Gowdie”) esso rappresentava la figura del Re delle Fate o Re di Elphame poi demonizzata.
[2] Fetch è un altro nome per il Famiglio, significa “Doppio”.
[3] Un esempio di offerta: http://www.tradizioneitaliana.it/rituale.html
[4] Anche semplicemente luoghi immersi nella Natura vanno bene.
[5] Anche altri alberi vanno bene.
[6] Sarebbe una forma di offerta in cui si offre pane e vino, o pane e latte. L’autore afferma che il pane debba essere rosso segale, ma Emma Wilby in Cunning Folk and Familiar Spirits riporta che era principalmente pane bianco quello che – assieme a birra o latte – gli Spiriti apprezzavano maggiormente.
[7] Ovvero incontrare il vostro Famiglio.
[8] Sonno crepuscolare: particolare tipo di esercizio di trance impiegato da Robin Artisson, leggasi qui:
http://www.angelfire.com/wy/elfhame/twilyte.html
Emma Wilby riferisce in “Cunning Folk and Familiar Spirits” che uno dei principali modi di ottenere visioni in Scozia era il “Focus Monotono”, ovvero la fissazione oculare. In questo senso è possibile ottenere uno stato di trance semplicemente concentrando la propria attenzione su un punto specifico, a occhi aperti o a occhi chiusi (in questo caso il focus è la visione del buio).
Un’ulteriore tecnica utilizzabile alla luce del giorno è la seguente: http://www.tradizioneitaliana.it/trance.html
[9] Sembra essere una corruzione moderna del rito cerimoniale della croce cabalistica, ergo è da saltare.
[10] Solo in rari casi (come quello di Joan Cunny, processata nel 1589, a Stisted, in Essex, che affermava di aver utilizzato un coltello per tracciare un cerchio e aver pregato Satana, e dopo di che si sarebbero manifestati nel cerchio prima delle rane e poi degli spiriti) era utilizzato il cerchio nella Stregoneria Pre-Contemporanea, solo nei casi in cui vi era un’influenza cerimoniale, ergo è possibile evitare di farlo.
[11] O della Divinità/Spirito che avete scelto, legata/o agli animali e ai boschi.
[12] Altro nome del Famiglio.
[13] Sostituire con il nome dello Spirito o della Divinità che avete scelto.
[14] O vino, o cibo, o cibo e bevande (solitamente le bevande sono o vino, o birra, o latte).
[15] Io invece consiglio di stare con gli occhi chiusi per facilitare il sorgere della visione.
[16] Qui sta la parte più difficile: molte volte, nell’attesa di due ore, si tende – stremati – a prendere per buona un’immagine creata dalla nostra fantasia, o a crearsene una inconsciamente, “per finire”. Per carità del Cielo, non fatelo! Altrimenti tutto il procedimento sarà vano! Se l’immagine se ne va subito, non ritorna, ed è sfocata, se vi sforzate nel vederla, molto probabilmente ve la siete creati voi! Quindi aspettate: avete due ore, e se non bastano prendete ancora più tempo. Imbrogliare qui non serve, imbrogliereste solo voi stessi.
[17] Cioè della trance.
[18] Non lo consiglio per chi non è abituato, si rischia di addormentarsi.
[19] E’ importante soprattutto chiedere se è lui il vostro Famiglio. Anche qui, non auto-ingannatevi: se non ricevete risposta e la visione si sfalda, probabilmente è un’illusione. Se la visione vi risponde che non lo è, proseguite nello stato di trance fino alla prossima visione.
Quando vi dice che è il vostro Famiglio, chiedetegli il dono che ha per voi. Può accennarvelo, e in tal caso in altre sedute di trance (senza tutto il rituale, solo di trance) potreste chiedergli ulteriori informazioni in merito.
[20] Anche un’offerta di cibo e bevande (evitando quelle chimiche) andrà benissimo.
[21] Anche qui, non mi pare di ritrovare questo rituale in ambito storico, io quindi consiglio di convocare il Famiglio mediante una sessione di trance o un’offerta.