Il Ricostruzionismo come pretesto

ritualismo

Oggi, parlando con un mio amico pagano, mi sono reso conto di una cosa: il Paganesimo Contemporaneo non è “così” politeista come sembra. Gira che ti rigira ci sono sempre i soliti 10 Dei che vengono adorati. Ecate, Diana, Cernunno, Aradia, ecc.
Con il mio lavoro, mi sono chiesto, con il lavoro di ricostruzionismo, questo pantheon di quanto si amplierebbe? Di ben poco immagino. Penso che ci sarebbero forse 5 Dei (anzi, Dee) principali, come ad esempio Diana, Erodiade/Aradia, Perchta, la Signora del Gioco e la Regina di Elphame. Il resto dei tantissimi Dei venerati in passato quasi sicuramente passerebbe in sordina.
Ma allora a che serve il ricostruzionismo?
Quando ho iniziato a interessarmi alla storia, a ricavare qualcosa dalla storia della stregoneria, lo ammetto, ero interessato all’uguento. L’unguento stregonesco era il metodo d’elezione per contattare gli Spiriti, per viaggiare fuori dal corpo e incontrare gli Dei, fare Sabba in Loro onore. Sabba con lo Spirito. Tutto attorno a me vedevo metodologie come la meditazione, metodologie che – pensavo – erano sicuramente meno potenti dell’unguento, meno utili. Tutti quei racconti, tutta quella gente che diceva di aver VISTO gli Dei, di averli incontrati, di aver fatto Sabba in Loro onore. Com’era possibile tutto ciò senza pensare che avevano fatto uso di una metodologia sbalorditiva, l’unguento o qualcosa di altrettanto forte? Volevo controllare la storia per trovare un metodo simile, come potenza, all’unguento, ma meno pericoloso per la mia salute.
Eppure, controllando le fonti, controllando la storia, mi sono ritrovato a faccia a faccia con pratiche come l’idromanzia, come il sogno, come il focus monotono… che sono già conosciute da noi! Lo scrying, ad esempio, mi ricordo benissimo di averlo già visto in diversi libri di autori neopagani, penso a Stregoneria Verde 2 di Ann Moura. Il focus monotono, allo stesso modo, è praticamente meditazione!
Sono tornato dunque al punto di partenza.
Le offerte agli Dei riscontrate nella storia della Stregoneria, piuttosto che essere così magiche come pensavo, sono molto semplici. La gente lasciava apparecchiato un tavolo con roba da mangiare e andava a dormire, oppure apriva le bottiglie e lasciava il cibo a portata di mano per le Buone Donne che venivano di notte. Questa è la grande offerta? Questa è la forma di contatto con gli Dei della Stregoneria storica? Preparare il cibo, appoggiarlo sul tavolo e andarsene? Dove sta la preghiera? E le formule segrete che mi immaginavo vi fossero? E le manifestazioni degli Spiriti? Nulla. Al pari di un atto superstizioso, non vi è molta profondità in questa tecnica.
Sinceramente non posso credere che basti un atto così meccanico, io nelle mie offerte prego, contatto, chiedo manifestazioni, segni… dedico anche mezz’ora o un’ora all conversazione con gli Dei. Probabilmente anche in passato qualcuno avrà fatto preghiere più profonde del semplice lasciare l’offerta lì e andarsene, ma non pare essere stata la norma, perlomeno da quanto ci sovviene dalle fonti storiche, che non accennano minimamente a questo aspetto.
E il sabba? Davvero c’è qualcosa di così unico nel sabba? Gli Hare Krishna impostano i loro incontri pregando, danzando, leggendo passi insieme delle loro scritture e mangiando cibo sacralizzato dopo averlo offerto al loro Dio. Il Sabba non è molto diverso: ci si inchina alla Domina o a una ragazza scelta casualmente che la rappresenti per la durata del rito, si danza, si mangia, si discute sugli incantesimi e sulla stregoneria e si fa sesso sacralizzato, talvolta quest’ultimo neanche sempre presente.
E’ dunque così straordinario il sabba storico? A me non pare differire molto da quello wiccan, salvo la mancata apertura del cerchio, la chiamata delle direzioni e il drawing down the moon.
Alla luce di tutto ciò, a me non pare che vi sia una ragione per riprendere le ritualità tradizionali dovuta al maggior funzionamento delle tecnicalità tradizionali.
Anzi, mi sembra che l’attaccamento alla gestualità tradizionale sia limitativo. Se non posso cucinare e dedicare un’offerta di cibo, è forse assurdo pensare di accendere uno stick (qualcosa di moderno) di incenso? Gli Dei mi fucileranno per questo? In antichità non esistevano le candele colorate, è forse anti-tradizionale utilizzarle? E se decidessi di usare il pendolo o la ouija per contattare gli Spiriti, starei forse facendo qualcosa di sbagliato, dato che sono metodologie moderne?
Ha senso essere tradizionalisti e CREDERE in ciò che credevano gli antichi riguardo a ciò che vi è dopo la morte, quando la nostra tradizione, la Stregoneria, ci permette di andare nell’altro mondo e chiedere noi stessi cosa accade dopo la morte, facendo ESPERIENZA DIRETTA? E se la risposta non fosse tradizionale, sarebbe davvero così tragico?
Ma soprattutto, queste tecniche mi fanno ottenere forse un risultato migliore? No. La risposta è no. Il risultato è lo stesso, anche perché spesso la tecnica è la stessa. Infatti lo scrying si conosce già, ed è una tecnica tradizionale, il sogno lucido anche, e così via.
Quindi mi chiedo, la gente come recepirà ciò che scrivo, come lo applicherà – o perlomeno come lo applicherà chi vuole seguire questa via – nella sua pratica? Modificando la sua pratica in una più semplice, ottenendo gli stessi risultati, ma venerando sempre i soliti 4-5 Dei più in voga?
Quale sarebbe allora il mio contributo al Culto? Nessuno. Non cambierebbe assolutamente nulla.
Il mio scopo nel fornire un modello di ricostruzionismo non è sostituire un sistema di pratiche x con un sistema di pratiche y. Anzi, il ricostruzionismo è un pretesto.
Sì, il ricostruzionismo è un pretesto, perché il ricostruzionismo della pratica non è utile, è anzi limitativo.
Il problema è che solo parlando del ricostruzionismo posso ricordare a tutti che non esistono solo quei 4-5 Dei, che vi sono stati tantissimi culti nascosti nel folklore, nelle leggende sulla Caccia Selvaggia e nella storia della Stregoneria dell’epoca medioevale e della prima età moderna, culti che riportano storie di Spiriti, di persone che adoravano tali Spiriti e Dei. Dunque l’unico e vero motivo per cui informare sul ricostruzionismo non è fine a sé stesso.
Il ricostruzionismo è un pretesto, il vero fine è diffondere il culto di questi Spiriti e di questi Dei dimenticati, perché i loro sentieri vengano riaperti, perché si tornino a fare offerte facendo risuonare nuovamente i loro nomi, perché si riprenda la loro venerazione.
Un ricostruzionismo che sia solo una ripresa dei modi degli antichi non serve a nulla, è semplice ritualismo privo di senso, e sicuramente non è quello ciò che auspico di riuscire a riavvivare mediante questo progetto, quello di “Tradizione Italiana”. Il mio unico intento, mediante questo sito, è di usare il Ricostruzionismo come pretesto per riavvivare i culti spenti di Dei e Spiriti che attendono solo che si tornino a porgere offerte in loro onore.
Per le tecnicalità, per le pratiche storicamente accertate, io le cito solo e unicamente per dare un contorno a questo aspetto, per completezza. Ma non devono limitare, se uno vuole aggiungere o togliere qualcosa, benissimo! Perchè il cuore di una religione, di un culto, di una devozione, non è il rituale: è il Dio. E se preferiamo sacrificare i nostri Dei per le formalità ritualistiche, che razza di religione è mai la nostra?

Per la giornata pagana della memoria ricordiamo due massacri

giornata pagana

La nostra religione è una religione nata dopo il massacro organizzato da Teodosio. La nostra tradizione non è “neo”pagana, perchè non abbiamo ricostruito qualcosa di terminato con queste stragi, come invece è accaduto (sebbene simili culti si siano protratti interamente per un breve periodo di tempo) con le Religioni Romana, Ellenica, Egizia, Celtica, Germanica, ecc.
La nostra tradizione nasce invece verso il 900 dell’era volgare (così tendiamo a chiamare il “d.c.”, abbreviandolo in e.v.).
X secolo e.v.
Le rimanenze dei vari culti pagani sparsi iniziano a condensarsi: si condensano principalmente elementi tratti dal culto germanico, come il concetto di “Caccia Selvaggia” e quello di “Fylgia” (che andrà a formare il concetto di Famiglio o Spirito Familiare a forma animale); tratti dal culto greco, come il corteo di Ecate (che si sincretizza con Diana, creando il corteo di Diana), e i temi del ritorno dei morti del culto di Dioniso che si teneva durante le Antesterie; pratiche di trance traggono le loro basi dalla magia che si praticava al tempo, testimoniata dai Papiri Magici Greci, e dalle rimanenze del Seidr nordico; dal paganesimo slavo in aggiunta si sono prese le battaglie per la fertilità, originatesi dal mito del Dio Perun che combatte contro il mostro dell’oltretomba Veles; infine dalle leggende sugli spiriti femminili della natura (che in antichità erano chiamate Ninfe, Nereidi – nome con cui è ancora denominato il Piccolo Popolo in Grecia -, ecc. e successivamente con l’appellativo di “Fate”) e sulle loro feste trarrà spunto il Sabba (inizialmente chiamato “Gioco”).
Da questi elementi “stabili” e altri mutevoli tratti da rimanenze locali di paganesimo nelle campagne, si formerà la Stregoneria. Così, perlomeno, la chiamarono i cristiani. Chi vi era dentro la chiamava invece “Buona Società” o “Società del Buon Gioco”. I cristiani li chiamavano “streghe” e “stregoni”. Per gli aderenti, essi erano semplicemente “la Buona Gente”.
Nel 906 il Canon Episcopi fu il primo documento storico ad accorgersi della presenza di “certe donne depravate, le quali si sono volte a Satana e si sono lasciate sviare da illusioni e seduzioni diaboliche, credono e affermano di cavalcare la notte certune bestie al seguito di Diana, dea dei pagani (o di Erodiade)”. Ovviamente non si trattava di illusioni, ma di visioni in stato alterato di coscienza o mediante sogno lucido.
A poco a poco, la posizione della Chiesa su tale fenomeno passò da poco più di qualche penitenza a un cambio radicale. Tale cambio avvenne quando il Canon Episcopi sopra accennato fu sostituito dal trattato inquisitoriale intitolato “Malleus Maleficarum”. In esso, Diana e le altre Dee che gli inquisitori trovarono furono sostituite con il Diavolo.
Il peccato non era più CREDERE di andare con tali figure femminili, ma proprio quello di ANDARE con quelli che ormai si reputavano demoni secondo la visione cristiana.
All’inizio vi fu una resistenza abbastanza forte, molti animisti (non più pagani, perchè il concetto di “Dei” era inconcepibile all’epoca, molto più lo era quello di Spiriti di alto rango) della Buona Società continuavano a parlare della loro Signora, quando interpellati, ma a poco a poco la narrazione degli inquisitori si imponeva su di loro. La Signora del Buon Gioco che era la figura adorata nel Nord Italia venne demonizzata e le sue sembianze vennero modificate in alcune mostruose da parte degli inquisitori, come ci rivelano i processi in Val di Fiemme, e alla fin fine, nel 1600, come nel caso di Isobel Gowdie, gli accenni al Re e alla Regina di Elphame furono appunto accenni rispetto alla narrazione loro imposta – e talvolta introiettata – di parlare del diavolo.
Infine il tema unificato a cui si aggiungevano leggere divergenze regionali morì, circa nel 1700, tornando ad essere le piccole rimanenze pagane che furono prima del X secolo. Ma tali rimanenze permasero per un periodo lunghissimo, ancora negli anni ’60 del 1900 Aldo Onorati parla di gente che pregava effigi di “Cupiddo”, la versione demonizzata e ridimensionata del Dio Cupido. Nello stesso periodo nasceva il neopaganesimo, cioè la ripresa degli antichi culti.
Questa lunga trafila ci fa capire dunque che il politeismo non è mai morto. Che sebbene modificato, sebbene con qualche acciacco, è sempre rimasto nella storia umana.
Ma ci fa anche capire che due sono stati i massacri, non uno solo.
Uno iniziato con Teodosio, che ha attaccato i “gentili”, cioè il politeismo ufficiale praticato dagli abitanti della città, e un altro contro i “pagani”, ovvero coloro che rimanevano attaccati ai culti politeisti nelle campagne.
E’ nelle campagne che gli Dei sono rimasti per essere venerati. E’ nelle campagne che li abbiamo riscoperti.
E’ nelle campagne che cerchiamo ancora.
E intanto le chiese prendono sempre più polvere, sempre più verde si impossessa di tali posti ormai deserti. Sembrano proprio campagne.
Dalle campagne gli Dei stanno riconquistando il loro posto, inglobando l’oppressione fino a distruggerla e ricominciare a fiorire.

Ciò detto, vorrei invitare ognuno di noi a dedicare un pensiero a tutte le vittime di entrambi i massacri, quello ufficiale, avvenuto con Teodosio, e quello ufficioso, con il Malleus (e in parte anche prima).

Trovare il Famiglio

familiar

Questo rituale è molto pericoloso, soprattutto per il praticante solitario. Normalmente è eseguito dopo mesi di esercizi in cui – in stato di trance – si prova a contattare il proprio Famiglio – e di offerte alla propria Divinità Patrono in cui si richiede ad essa di riuscire a incontrare il proprio Spirito Familiare. In questo periodo si hanno diverse visioni di animali, ma – fino al rituale vero e proprio che è descritto qui – non si ha la certezza di quali di essi sia realmente il proprio Spirito Familiare.
Data la complessità della pratica, e la pericolosità per chi volesse intraprenderla perchè annoiato, o senza i mesi di esercizi sopra accennati, verrà postata solo una volta, non se ne accennerà mai più, e non si risponderà a chiunque chiedesse indicazioni per ritrovare questo articolo.
Piuttosto, cercate qualcuno che abbia già eseguito tale esercizio e abbia la volontà di guidarvi a trovare il vostro Famiglio: è la strada meno rischiosa che non porta seco il pericolo del baratro o di una rovinosa caduta nei meandri più oscuri dell’Altro Mondo.
Da ora in poi, proseguite con la lettura a vostro rischio e pericolo: siete avvisati.

.: “Trovare il Famiglio” di Robin Artisson :.

E’ il grande Signore dei Campi e delle Paludi, il nostro Dio [1], che dà la conoscenza del vostro spirito Familiare. Ci sono molti modi affinchè il grande Dio vi riveli la faccia del vostro Fetch-animale [2], ma io vi impartirò uno dei migliori che conosco. Sarà difficile, ma così è tutto ciò che ha valore.

Iniziate preparandovi, e facendo offerte [3] e preghiere al Cornuto. Dovete chiedergli di concedervi questo favore. In luoghi a forma circolari [4], o alla base di grandi querce [5], fate invocazioni e lasciate offerte. Condividete l’Houzle [6], e fate richieste per quello che desiderate [7]. Continuate così per molti giorni.

Poi ritiraratevi dalla presenza di altre persone, e andate in qualche luogo deserto, meglio se una foresta. Non dovete mangiare per un intero giorno e un’intera notte. Poi, andate nel sonno crepuscolare [8], e fate il rito dell’incrocio [9]. Santificate un cerchio [10], invocate la presenza del Maestro Cornuto [11], e sedetevi al suo interno. Direzionatevi con il viso verso nord, e meditate sul vostro carattere personale, e sul vostro sé. Continuate così per lungo tempo.

Poi, dovete entrare in un grande silenzio interiore, per un tempo considerevole… non meno di 2 ore. Dovete ottenere una grande sensazione di “alterità”. A questo punto, non pensate al proposito del rituale… semplicemente lasciate che le vostre sensazioni crescano.

Quando sentite che il potere è forte, invocate il vostro Famiglio così:

“Vieni avanti, Saggio Puckerel [12],
Vieni a me adesso
Che possa esserci la forza per la nostra unione
Che io possa incrementare il tuo potere
Per il potere dell’Antico [13]
Così sia! Ka!”

Fate un’offerta di idromele o birra [14] a questo punto, innalzando una tazza di esso, e recitando un brindisi al Maestro Cornuto [13], e al vostro Fetch-animale. Scolate la metà del bicchiere in un sorso, e versate il resto per terra di fronte a voi.

Quindi, posizionatevi in una posizione confortevole e iniziate a cantare, più e più volte,

“Robin, Maestro Oscuro [13], mostrami il mio Fetch…”

E a questo punto diventate ricettivi, mentre cantate, e lasciate che la visione del vostro Puckerel sorga nell’occhio della vostra mente. Siate prudenti! La forma animale del Puckerel può apparire nella realtà, o talvolta in una visione. Ma in entrambi i casi, siate ricettivi con entrambi i tipi di occhi [15]. Lasciate che l’immagine della bestia sorga nella vostra consapevolezza. Non createla voi, non sceglietela [16]. Non dovete illudervi qui. Permettete alla visione di venire a voi. Siate passivi.

Quando lo percepite, che lo vediate o meno, tentate di comunicare con esso. A questo punto dovreste essere in un buono stato del sonno crepuscolare [17]. Potreste avere la voglia di sdraiarvi e di recedere ulteriormente dal mondo [18]. Questo va bene, fintanto che restate coscienti. Potreste lasciare il vostro corpo e trovarvi da qualche altra parte… anche questo è un bene, perchè in questi tipi di esperienze solitamente si trova il Fetch.

In entrambi i casi, cercate di comunicare con esso, e chiedete un nome, o una qualsiasi informazione che egli può avere per voi [19]. Da questo punto in poi, siete legati ad esso, e alle sue specie naturali.

Quando la comunione è completa, invitatelo dentro il vostro sè interiore, dicendo “Fetch vola indietro” o altre parole. Egli abiterà nel vostro petto, quando ne avrete bisogno o lo convocherete. Il petto è il posto sacro a lui.

Dite ad alta voce “Consummatum Est!” e lasciate il sito. Nel giro di un giorno, dovrete fare un’Houzle per onorare il Puckerel [20], in cui lo venererate come vostro Saggio Antenato e maestro, e come vostro compagno, e in cui lo inviterete a prendere parte alla vostra vita e al vostro potere. Fate molte offerte a lui, e al Rosso Cornuto [13], che rende queste cose possibili. Se avete bisogno del Famiglio, e certamente sarà così, convocatelo per mezzo dei Fili della Strega [21]. Può aiutare in ogni lavoro di Stregoneria, e infatti, li renderà venti volte più potenti. Prestate attenzione a ciò!

Titolo in lingua originale: “Finding the Familiar”
Link: http://www.angelfire.com/wy/elfhame/familiar.html
Tradotto con il permesso dell’autore.

Note:
[1] In realtà ogni Divinità o Spirito Maggiore legato alla Natura e agli Animali è adatto a questo scopo.
Nei processi scozzesi dove il Diavolo (che alcuni hanno poi, in epoca contemporanea, ridenominato “Dio Cornuto”) era a capo delle Streghe, secondo Emma Wilby (come spiegato in “The Visions of Isobel Gowdie”) esso rappresentava la figura del Re delle Fate o Re di Elphame poi demonizzata.
[2] Fetch è un altro nome per il Famiglio, significa “Doppio”.
[3] Un esempio di offerta: http://www.tradizioneitaliana.it/rituale.html
[4] Anche semplicemente luoghi immersi nella Natura vanno bene.
[5] Anche altri alberi vanno bene.
[6] Sarebbe una forma di offerta in cui si offre pane e vino, o pane e latte. L’autore afferma che il pane debba essere rosso segale, ma Emma Wilby in Cunning Folk and Familiar Spirits riporta che era principalmente pane bianco quello che – assieme a birra o latte – gli Spiriti apprezzavano maggiormente.
[7] Ovvero incontrare il vostro Famiglio.
[8] Sonno crepuscolare: particolare tipo di esercizio di trance impiegato da Robin Artisson, leggasi qui:
http://www.angelfire.com/wy/elfhame/twilyte.html
Emma Wilby riferisce in “Cunning Folk and Familiar Spirits” che uno dei principali modi di ottenere visioni in Scozia era il “Focus Monotono”, ovvero la fissazione oculare. In questo senso è possibile ottenere uno stato di trance semplicemente concentrando la propria attenzione su un punto specifico, a occhi aperti o a occhi chiusi (in questo caso il focus è la visione del buio).
Un’ulteriore tecnica utilizzabile alla luce del giorno è la seguente: http://www.tradizioneitaliana.it/trance.html
[9] Sembra essere una corruzione moderna del rito cerimoniale della croce cabalistica, ergo è da saltare.
[10] Solo in rari casi (come quello di Joan Cunny, processata nel 1589, a Stisted, in Essex, che affermava di aver utilizzato un coltello per tracciare un cerchio e aver pregato Satana, e dopo di che si sarebbero manifestati nel cerchio prima delle rane e poi degli spiriti) era utilizzato il cerchio nella Stregoneria Pre-Contemporanea, solo nei casi in cui vi era un’influenza cerimoniale, ergo è possibile evitare di farlo.
[11] O della Divinità/Spirito che avete scelto, legata/o agli animali e ai boschi.
[12] Altro nome del Famiglio.
[13] Sostituire con il nome dello Spirito o della Divinità che avete scelto.
[14] O vino, o cibo, o cibo e bevande (solitamente le bevande sono o vino, o birra, o latte).
[15] Io invece consiglio di stare con gli occhi chiusi per facilitare il sorgere della visione.
[16] Qui sta la parte più difficile: molte volte, nell’attesa di due ore, si tende – stremati – a prendere per buona un’immagine creata dalla nostra fantasia, o a crearsene una inconsciamente, “per finire”. Per carità del Cielo, non fatelo! Altrimenti tutto il procedimento sarà vano! Se l’immagine se ne va subito, non ritorna, ed è sfocata, se vi sforzate nel vederla, molto probabilmente ve la siete creati voi! Quindi aspettate: avete due ore, e se non bastano prendete ancora più tempo. Imbrogliare qui non serve, imbrogliereste solo voi stessi.
[17] Cioè della trance.
[18] Non lo consiglio per chi non è abituato, si rischia di addormentarsi.
[19] E’ importante soprattutto chiedere se è lui il vostro Famiglio. Anche qui, non auto-ingannatevi: se non ricevete risposta e la visione si sfalda, probabilmente è un’illusione. Se la visione vi risponde che non lo è, proseguite nello stato di trance fino alla prossima visione.
Quando vi dice che è il vostro Famiglio, chiedetegli il dono che ha per voi. Può accennarvelo, e in tal caso in altre sedute di trance (senza tutto il rituale, solo di trance) potreste chiedergli ulteriori informazioni in merito.
[20] Anche un’offerta di cibo e bevande (evitando quelle chimiche) andrà benissimo.
[21] Anche qui, non mi pare di ritrovare questo rituale in ambito storico, io quindi consiglio di convocare il Famiglio mediante una sessione di trance o un’offerta.

Calendario 2016 delle più comuni date del Sabba

Ogni regione ha le proprie date in cui – secondo il folklore locale – le streghe si riunirebbero o in cui passerebbe la Processione dei Morti (fenomeni che – secondo Ginzburg – spesso coincidono).
Alcune però sono comuni a più regioni (attenzione, non a tutte!) e dunque abbiamo deciso di elencarle, tenendo comunque ben presente che prima di adottarne una è opportuno fare almeno una piccola ricerchina per vedere se è presente nelle tradizioni della propria località o se ve ne sono altre in cui è risaputo che “si incontrano le streghe“:

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Come vedete, sono inserite le date delle Dodici Notti tra Natale e l’Epifania legate al passaggio del corteo di Holda/Perchta/Redodesa/ecc.; i Pleniluni; la Notte dei Morti legata in molte regioni alla Processione dei Defunti o a una sua variante, la Messa dei Morti; la Notte di san Giovanni e le Quattro Tempora.

Di queste ultime, si può notare che si è scelto il Giovedì di ognuna di esse, in quanto tradizionalmente legato al Ludus.
Questo giorno, infatti, doveva costituire nelle società rurali una sospensione carnevalesca di un periodo rituale, caratterizzato dal rifiuto della corporeità. Le quattro tempora erano infatti costituite da quattro serie di di tre giorni di digiuno e di astinenza istituite dalla Chiesa al principio delle stagioni dell’anno con finalità di propiziazione. Secondo Leone Magno il digiuno era di origine ebraica; mentre altri autori vi hanno scorto la continuazione delle feriae romane di carattere agricolo (feriae messis, vindemiae, sementiciae). Quel che è certo è che nel VI secolo Gregorio Magno le fissò definitivamente al mercoledì, al venerdì, e al sabato che precedono la seconda domenica di Quaresima, la prima dopo Pentecoste, la terza di settembre e dell’Avvento (primavera, estate, autunno, inverno). Il giovedì restava pertanto giornata libera dai tabù cristiani, compensazione e interruzione della rinunzia mistica, spazio aperto nella griglia liturgica, attraverso il quale rifluivano liberamente tradizioni pagane, legate alla terra e alla sua propiziazione. 

Per maggiori informazioni sul Giovedì e sul suo legame con il Gioco, con alcuni estratti dai processi, vi invito a leggere questo splendido articolo di Stile Artehttp://www.stilearte.it/il-giovedi-delle-streghe/.

Per maggiori informazioni sulla varietà delle Feste nella Stregoneria Tradizionale, si legga invece: http://www.tradizioneitaliana.it/feste.html

Cosa possono imparare i praticanti di Stregoneria dall’Evocazione Cerimoniale?

.:: EVOCAZIONE BASATA SULLA MAGIA CERIMONIALE DEL XX SECOLO ::.

evocation

Innanzitutto, perché parlare di evocazione cerimoniale in una pagina in primis pagana, in secundis stregonesca-popolare? Per tre motivi:
1) Rimuovere il senso di inferiorità verso la magia cerimoniale e le sue gestualità (spesso incomprese da chi pratica magia popolare e stregoneria). I gesti, se analizzati, molto spesso si rivelano per ciò che sono: nient’altro che invocazioni e congedi “riassunti” tramite gestualità simboliche. Ad esempio un bando non è nient’altro che una purificazione effettuata chiedendo l’intervento di forze divine (i nomi divini pronunciati durante l’atto).
Non ha dunque alcun senso ritenere una richiesta di purificazione composta da noi chiedendo aiuto a una Divinità meno efficace o potente rispetto a un bando o altre gestualità cerimoniali: le seconde sono modalità “condensate” delle prime. Se non abbiamo fiducia nelle prime anche le seconde non dovrebbero ispirarcene molta, per logica. E così anche viceversa solo se abbiamo fiducia nelle nostre richieste agli Dei potremo aver fiducia nelle gestualità cerimoniali.

2) Capire l’origine cerimoniale dei rituali wiccan e comprendere come rimuovere meglio eventuali influenze di questo tipo che intaccano la nostra pratica.
Ad esempio, il sabba. Per secoli sia processi che folklore che letteratura che ogni singola persona sulla faccia della Terra credeva che un sabba fosse qualcosa di semplice: danze, pasti, sessualità. Come se n’è uscita dunque la Wicca con cerchi, drawing down the moon, guardiani delle quattro direzioni? Semplice, la struttura base del rituale in ambito cerimoniale nel XX secolo è l’invocazione, che consiste in a) bando, b) cerchio, c) invocazione generale, e) invocazione di un Dio/Dea, f) la Licenza, g) la chiusura del cerchio.
In “776 1/2” di James A. Eshelman capiamo 2 cose:
1) Che l’invocazione generale è conseguita anche con la chiamata dei guardiani delle 4 direzioni e
2) Che l’invocazione specifica poteva essere eseguita anche con l’Assunzione della Forma Divina, ovvero l’identificazione del praticante con la Divinità invocata. Non vi ricorda un pochino la Drawing Down the Moon?
Quindi la variante dell’invocazione cerimoniale del XX secolo che ne deriva è a) purificazione (ha la stessa funzione del bando), b) cerchio, c) chiamata dei guardiani delle 4 direzioni, e) Assunzione della Forma Divina/Drawing Down the Moon, f) la Licenza (ossia il congedo dei guardiani delle 4 direzioni), g) la chiusura del cerchio.
Oops, è il modus operandi del rito standard wiccan.

3) Capire qual è la base della manifestazione degli Spiriti evocati: togliendo infatti le infinite invocazioni “a scaletta” per cui l’Entità dovrebbe manifestarsi in virtù dell’autorità di Spiriti di grado maggiore a lei (e togliendole volontariamente, dato che una simile pressione è sintomatica di mancanza di rispetto, ricordiamo infatti che i demoni del cristianesimo altro non sono che Dei precristiani demonizzati dai galilei), cosa resta? Restano:
a) “l’infiammarsi nel pregare”
b) lo scrying sul fumo (la materializzazione classica), sullo specchio nero/cristallo o mentale.
c) le corrispondenze
d) la protezione (cerchio e triangolo)
In realtà le ultime due sarebbero da escludere, la c – le corrispondenze – perché spesso, molto semplicemente, sono sbagliate. Pensiamo a Giove Pennino: uno pensa “hey, è Giove, quindi il suo simbolismo è quello classico”. Ma manco per sogno! Giove Pennino è la sincretizzazione con Penn, Divinità celtica legata alle montagne, quindi il simbolismo è un altro. E così via per tanti, tantissimi altri appellativi di Divinità che in realtà nascondono Dei diverse, spesso derivanti da sincretizzazioni affrettate. I romani poi sincretizzavano senza riflettere molto, pensiamo alle loro associazioni tra gli Dei germanici e quelli romani, immaginiamo il caos che hanno potuto combinare con queste associazioni sommarie! E se queste sono le basi, allora i sincretismi su sincretismi che sono giunti stratificandosi fino a noi nel corso dei secoli come corrispondenze molto spesso non corrispondono affatto. Quante di quelle corrispondenze derivano da visioni ed esperienze di conoscenza degli Dei e quante invece sono pura e semplice decisione arbitraria dettata dalla logica dell’accademico (se andava bene) di turno?
Inoltre molti testi di rituali di evocazione validi (pensiamo a “Congressus Cum Daemone”) si consiglia di usare un incenso di offerta valido per tutti i demoni, e le evocazioni non per questo sono meno potenti. Sicuramente è un bene usare simboli, corrispondenze, ecc. ma questo è un lavoro da fare DOPO la conoscenza dell’Entità, quando ci comunicherà le sue corrispondenze, e non partendo a priori da quelle che NOI riteniamo siano i suoi simboli, eccetera.
Per ciò che riguarda invece la protezione, moltissime, se non la quasi totalità delle culture, hanno sempre fatto sacrifici e offerte senza confinare i propri Dei (che in seguito la cristianizzazione ha ritenuto demoni) in triangoli per paura, e non è che sia successo granchè. Anche diversi gruppi satanisti teisti e spirituali evitano di creare cerchi et similia e finora i giornali non hanno segnalato aperture del suolo con adunarsi di fiamme e grida fameliche che si richiudessero inghiottendo questi poveri malcapitati.
Infine, davvero vogliamo credere che un’entità che può fare per noi cose di ogni tipo, a cui possiamo commissionare ogni genere di compito, se ci voglia far del male non possa farlo nonostante sia stata congedata? Molto semplicemente ritornerebbe anche senza essere stata chiamata. E sapete quando ciò potrebbe accadere? Quando un maghetto da strapazzo per “proteggersi” la obbliga e la costringe a fare ciò che vuole lui mediante minacce. Quello sì, immagino faccia arrabbiare davvero. Ma in fondo non è affar mio.
Per ciò che riguarda i primi due punti, il primo è un elemento fondamentale, e va tenuto presente nella pratica anche stregonesca: fare offerte senza il minimo di enfasi, di emozione o di climax di certo non aiuta la manifestazione.
Per il secondo, lo scrying è conosciuto anche dalla tradizione popolare: Giuliano Verdena usava l’idromanzia per vedere la Signora del Gioco, le streghe ungheresi la usavano per visitare l’altro mondo, e i veggenti scozzesi usavano il focus monotono per prolungare le loro visioni. Tutto questo è scrying. E stregoneria tradizionale.
Quindi se abbiamo simili possibilità, usiamole! La differenza tra evocazione e pratiche stregonesche tradizionali compiute in modo adeguato, come possiamo vedere, è diventata alla fin fine molto sottile.

Arrivando però al soggetto della questione, dopo aver mostrato nello scorso scritto [n.d.t.: sulla pagina facebook è stata effettuata una divisione degli articoli, qui sono riuniti insieme, la seconda parte è infatti più in basso, sotto una sequenza di trattini che servono per separare] una modalità di evocazione che – seppur adeguandosi e rimaneggiando in maniera più semplice e rispettosa nei confronti dei demoni il modus operandi – si rifaceva alla magia cerimoniale dei Grimori, seguirà l’analisi del processo di evocazione come eseguito nella magia cerimoniale del XX secolo, quindi quella che è stata influenzata da ordini esoterici come la Golden Dawn e Thelema.

Riporto, in grandi linee, come dovrebbe essere un’evocazione di questo tipo, trascrivendo le parole di Israel Regardie su “L’Albero della Vita” (pag. 333 dall’edizione Venexia):

“A prescindere da ogni questione circa la preparazione e consacrazione dell’armamentario dell’Arte, il cerchio e il triangolo, i talismani, il metodo descritto ecc., la cerimonia vera e propria può includere fino a otto fasi, senza parlare del fatto che potrebbe essere necessario ripetere molte di esse due o tre volte per aumentare il pathos della cerimonia. Questa si apre con un Rituale del Bando completo, da me già spiegato, con lo scopo di “pulire” e purificare l’ambiente operativo. Segue poi un’invocazione generale, ovvero un’orazione al Signore dell’Universo. Infine, va svolto il lavoro pratico vero e proprio. Si fa poi un’invocazione al Dio che presiede il rituale, si recita un appello all’Angelo o Arcangelo, cui si fa seguire una potente congiurazione dello spirito o intelligenza affinché appaia visibilmente. Si accoglie la sua manifestazione nel triangolo con uno speciale benvenuto, dopo aver bruciato l’incenso quale offerta “corporificatoria”. Segue quindi la Licenza ad andarsene e l’operazione viene conclusa con un cerimoniale di Bando completo.”

Oltre a “776 1/2” di James A. Eshelman e i lavori di Israel Regardie, è interessante leggere anche l’Evocazione a Bartzabel compiuta da Crowley (“An Evocation of Bartzabel. The Spirit of Mars” su The Equinox Vol. 1. No. 9. – leggibile qui: http://www.the-equinox.org/vol1/no9/eqi09016.html ), ma anche l’articolo “A Ceremony for the Evocation of Bartzabel, the Spirit of Mars” di G.H.Frater AOM 111 (leggibile su questo link: www.rahoorkhuit.net/library/ceremonial/evocation/bartzabel.html ).

 

.:: RITUALE DI INVOCAZIONE (ALLA BASE DEL SUCCESSIVO DI EVOCAZIONE) ::.

Come leggiamo dal 776 1/2 di James A. Eshelman, la base è relativamente semplice:

“In its Section IV, Liber 0 gives the following basic outline for magical invocation:
The banishing rituals should be used at the commencement of any ceremony whatever. Next, the student should use a general invocation, such as the “Preliminary Invocation” in The Goetia as well as a special invocation to suit the nature of the working.
By “banishing rituals” is meant the Lesser Banishing Ritual of the Pentagram and (if planetary forces are being invoked) of the Hexagram, or their equivalents. Following this preliminary, some sort of “general invocation” should be employed (of which one example is mentioned in the quotation above) as an invocation of pure and unconditioned spiritual force. Following this, some means is employed of invoking the specific type of force which the magician requires for the purpose at hand.”

TEMPO: Luna, giorni e ore planetarie

CORRISPONDENZE: colori delle candele, incenso utilizzato, colore delle tovaglie rituali per l’altare, simboli dell’Entità sull’altare, pietre della stessa sfera corrispondente sull’altare, se possibile anche elementi della stanza, ad esempio tende, ecc.

FASI CERIMONIALI:
1) Bando e/o purificazione
2) Creazione del Cerchio (e del Triangolo, nel caso della successiva Evocazione)
3) Invocazione Generale (ad esempio: Bornless Ritual, Middle Pillar Ritual, Apertura dalle Torri di Guardia [cioè chiamare i guardiani delle 4 direzioni], Rito dell’Invocazione Suprema del Pentagramma, Apertura della Piramide, Inno a Pan, Preghiera Rosacrociana, The Anthem from Crowley’s Gnostic Catholic Mass, la prima e/o la seconda chiave enochiana [sconsigliato])
4) Il giuramento o la proclamazione: ovvero dire il proposito dell’operazione.
5) Accendete le candele appropriate e bruciate l’incenso corrispondente a quella del Dio/Dea invocato (non fatelo se lo scopo è l’evocazione)
5) Invocazione specifica: segue il principio del “Principio, poi il Piano”. Ovvero: “For example, if you wished to increase your intellectual power or acquire analytic insight into a problem, you might first attune yourself to the principle of Mercury (which corresponds to the analytic and other faculties of intellect), and then draw that Divine current down to the plane of the World of Y etzirah, which is the plane of psychological phenomena (such as learning, insight, or analysis). On the other hand, if your purpose was to create a written record of your insights, or (from another angle) to acquire a book believed to have the desired information, then you would, as before, attune yourself to the principle of Mercury, but manifest the current all the way down to the World of Assiah, the plane of physical manifestation.”.
A questo punto serve un climax drammatico, seguire il principio dell’”Infiammati nel pregare”.
Tecniche:
– Invocazione scritta di proprio pugno
– Rituali d’invocazione del Pentagramma (forze elementali) o dell’Esagramma (forze planetarie).
– Specifiche chiamate enochiane se presenti [sconsigliato]
– Mantra dell’Entità
– Nomi dell’Entità
– Circumambulare invocando
– Salire i piani fino a quello dell’Entità e chiamarla (in astrale)
– Assunzione della forma divina (utile soprattutto se volete invocare, ovvero chiamare dentro di voi l’Entità): immaginare la forma dell’Entità, visualizzarla come la figura più pura e bella mai vista, identificarsi con essa, immaginare che la sua forma e la propria coincidano, e formare un’invocazione che segnali questa identificazione (ad esempio che dica “io, Thot” al posto di “onore a te, Thot”, o che parta senza identificazione e poi arrivi a un’identificazione, ad esempio “onore a te, Thot, grandissimo Dio, Tu che insegnasti la scrittura. Io, Thot, divino, inventai la scrittura”). Il libro dei morti fornisce alcuni esempi di questo tipo di evocazione -> fare attenzione a metterci più riferimenti possibili alla figura e alla storia del Dio/Dea in questione.
6) Evocazione dello Spirito o rituale magico.
7) Licenza ad andare -> nei confronti prima dello Spirito evocato, poi del Dio/Dea e – se erano stati chiamati – dei guardiani delle 4 direzioni.
8) Chiusura del cerchio.
9) Bando.

.:: RITUALE DI EVOCAZIONE ::.

1) Crea materialmente un cerchio con un bordo al cui interno scrivere nomi o mantra del Dio/Dea a cui sei legato/che credi possa proteggerti/ecc. separati da pentagrammi.
2) Crea materialmente un triangolo di manifestazione:
o all’esterno del cerchio, e anch’esso con ai bordi nomi sacri separati, alle tre estremità del triangolo stesso, da pentagrammi;
o all’interno del cerchio, anche qui con i nomi sacri, sul centro dell’altare.
3) Scegli l’incenso più adeguato allo spirito da chiamare, o uno corrispondente alla sfera planetaria ad esso legata.
4) Posiziona il sigillo dell’entità (fatto di pergamena e scritto con penna stilografica con l’inchiostro del colore corrispondente all’entità) all’interno del triangolo.
5) Se possibile crea anche un’immagine, una statuina, un simbolo e/o un pentacolo dell’entità da chiamare (anche questa va posizionata all’interno del triangolo).
6) Bando e/o purificazione
7) Crea magicamente il cerchio e il triangolo
8) Invocazione Generale
9) Giuramento o Proclamazione: affermare il proposito di evocare [nome dello Spirito] per ottenere [quello che volete ottenere/sapere]
10) Una specifica invocazione al principio planetario a cui lo spirito che volete evocare è imparentato (es. tramite il Rituale Maggiore dell’Esagramma per invocare Mercurio/Venere/Marte/Luna/ecc.), o comunque a una forza superiore, quindi un Dio, un Arcangelo, un Angelo, ecc. a seconda di dove l’entità che volete convocare si situa gerarchicamente, chiedendogli di aiutare l’evocazione dello Spirito che volete chiamare [in teoria dovrebbe costringere in virtù della sua autorità la manifestazione dello spirito sottostante a lui, ma non ci piacciono le costrizioni]. Talvolta si fa “a scaletta”, quindi si fa un’invocazione alla Forza che si situa più in alto, ad esempio un Dio, chiedendogli di mandare l’Arcangelo X, dunque si fa l’invocazione all’Arcangelo X di mandare l’Angelo Y, e, ancora, si fa l’invocazione all’Angelo Y di mandare l’Intelligenza Z, e infine si fa l’invocazione all’Intelligenza Z di mandare lo Spirito W (quello che volevamo convocare). Ovviamente tutta una simile trafila non è necessaria.
11) Accendere le candele (sebbene non siano strettamente necessarie) e l’incenso corrispondenti allo spirito da evocare. Ovviamente ciò va fatto all’interno del triangolo, e se il triangolo è esterno al cerchio in cui vi trovate solo la spada, se consacrata, può superare il cerchio senza spezzarlo, ed essere così usata per aggiungere l’incenso.
12) Chiamare il nome dello Spirito che si sta evocando, chiedendogli di manifestarsi. Si può anche aggiungere una chiamata composta personalmente per lo scopo o precostituita. Anche in questo caso, l’importante è il climax mentre lo si fa, “infiammarsi nel chiamare”.
13) La manifestazione può avvenire:
– mentalmente, immaginando una luce del colore proprio dell’entità chiamata fuoriuscire dal simbolo o dal sigillo chiamandola, e attendere così – restando concentrati – una visione;
– mediante scrying nel fumo dell’incenso (anche qui chiamando, concentrandosi, e chiedendo di manifestarsi nel fumo);
– mediante specchio nero/cristallo (prima si fissa il sigillo fino a che alcune linee scompaiono da sole, quindi si chiudono gli occhi e li si riaprono fissando lo specchio nero, anche qui chiamando, concentrandosi, e chiedendo di manifestarsi nello specchio);
– mediante mezzi esterni, come pendolo, tarocchi, ecc. (anche qui chiamando e chiedendo di manifestarsi nelle carte/pendolo/ecc.).
14) Quando si manifesta, dare il benvenuto allo Spirito.
15) Domande e/o conversazione con lo Spirito
16) Licenza ad andare -> nei confronti prima dello Spirito evocato, poi del Dio/Dea/Principio Planetario e – se erano stati chiamati – dei guardiani delle 4 direzioni.
17) Chiusura del cerchio.
18) Bando.

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.:: EVOCAZIONE BASATA SULLA MAGIA DEI GRIMORI ::.

knapp-evocation

 

Riporterò adesso alcuni principi di evocazione cerimoniale, prendendo spunto dalla metodologia di Konstantinos (“Summoning Spirits”) e Koetting, dividendo il tutto in 6 parti:
1) i principi base dell’evocazione
2) esempio di evocazione “base”
3) esempio di evocazione senza barriere, cerchi o triangoli
4) esempio di evocazione goetica (evocazione di demoni)
5) possessione rituale

Nessuna delle procedure utilizza l’approccio cristiano di costrizione dei demoni mediante l’uso di minacce o del nome del dio giudaico, ma parte da una considerazione rispettosa delle entità. Ricordiamo infatti che molti dei cosiddetti demoni inscritti nei grimori non sono nient’altro che Dei (solitamente mesopotamici) demonizzati.

Libri consigliati:
– Libro Rosso (quasi interamente disponibile sul forum “Satanisti: la Nostra Verità”)
– Congressus Cum Daemone di Astaroth (in parte riportato qui: http://anticonoce.altervista.org/goetia/11-evocazione-demonica-congressus-cum-deamone )
– Evoking Eternity di EA Koetting
– Pseudomonarchia Daemonum (segnala le gerarchie e i nomi ma parte da un punto di vista cristiano)
– Summoning Spirits di Konstantinos
– Legioni di Shaytan di Ottavio Spinelli
– Le evocazioni magiche di François De Saint-Ferreol (disponibile gratuitamente su:
https://www.scribd.com/mobile/doc/131424216/Le-Evocazion-Magica )
Siti consigliati:
http://www.exploringtraditions.com/goetic-evocations-theory-and-practice-behind-conjurations/
http://www.exploringtraditions.com/the-art-of-scrying/
http://satanisti.forumfree.it
http://www.itajos.com/x%20demoni/evocare.htm
http://www.witchskel.com/guest-book-blog/-invocation-and-evocation-in-magick
http://www.enochian.org/goetia.shtml
http://www.enochian.org/skrying.shtml

Riassumendo, esistono 4 principali modi tramite cui si manifestano gli Spiriti a seguito delle evocazioni:
1) tramite lo scrying in sfere di cristallo (es. John Dee) o più facilmente specchi neri (metodo di Legioni di Shaytan e di Konstantinos)
2) mediante lo scrying sul fumo dell’incenso (metodo di Koetting)
3) mediante sogni (sebbene sia più una sorta di incubazione del sogno che un’evocazione vera e propria, e consiste nel mettere sotto il cuscino il sigillo del demone con cui si vuole comunicare in sogno, bagnato da una goccia del proprio sangue)
4) mediante meditazione sul sigillo (di solito si fissa il sigillo, si medita su di esso o si chiudono gli occhi mantenendo l’immagine; talvolta si ripete anche il mantra o il nome del demone, che farà apparire visioni e/o sentire parole)
Entrambi gli ultimi due metodi sono di Itajos.

Riportiamo quindi le 5 parti.

1- PRINCIPI DI EVOCAZIONE:

La preparazione all’evocazione va curata nel seguente modo:
1) Immergersi intellettualmente/totalmente nel lavoro che si andrà a fare già un certo tempo prima (aka pensiero costante sull’evocazione, che può esprimersi mediante devozione già da giorni prima, preparare gli strumenti, leggere molto sull’entità da evocare, ecc.).
2) Cercare di assumere una personalità diversa durante i rituali, ovvero sentirsi di canalizzare un potere divino e onnipotente.
3) Certezza emotiva di essere efficace/potente. ASPETTARSI che l’Entità si manifesti e/o accetti la richiesta; non sperarlo e basta. Prepararsi anche con i sensi a percepire l’Entità.
4) Concentrazione su simboli, feticci o sigilli. I sigilli si fanno prendendo una tavola (quadrato o lamina numerologica) di lettere e numeri e tracciando una linea da una lettera all’altra fino a formare il nome dell’Entità.
La prima lettera del nome dello spirito è solitamente marcata con un anello o un cerchio, e l’ultima lettera è marcata con una linea perpendicolare.
Altrimenti ricevere il sigillo con channeling usando il nome.
5) Ritmo nei comandi verbali del rito, voce profonda ed emotivamente carica. In sintesi, si deve effettuare un crescendo: la voce deve essere più profonda e si ripete il mantra, il nome o l’inno dell’Entità con fare sempre più veloce e tono di voce sempre più alto, oltre a un’emotività crescente.
6) Ringraziare per essersi manifestato, per aver conversato con noi e per aver velocemente ed efficacemente fatto il compito richiesto e salutare.
7) Purificazione o meglio bando dopo il congedo (non per forza)
8) Ritrazione psicologica: dopo il rito tornare subito alla vita ordinaria, in modo da dare la sensazione di aver assistito a un sogno e rafforzare la sensazione, durante le evocazioni, di incarnare una personalità diversa dalla propria, di canalizzare un potere divino e onnipotente.

2- ESEMPIO DI EVOCAZIONE “BASE”:

Triangolo: angeli a est, demoni a sud, spiriti dei morti ad ovest,
e intelligenze a nord.

Incenso (+ sangue): frankincense, sandalo, dittamo di Creta in generale, altrimenti legati a sfera planetaria o elemento o incenso proprio dell’entità.
In generale, frankincense per angeli, sandalo per spiriti elementali, salvia o sangue di drago per demoni.

Carbone: fresco, non a disco, che non durano abbastanza, non bastano per tutto l incenso e non fanno abbastanza fumo

Altare al centro con: due candele bianche o nere (servono solo a illuminare), calice con vino, daga/athame e sigillo rivolto verso il basso.

L’incensiere va nel triangolo.

Operazioni:
0) Pre-rito: immergiti nello studio dell’Entità, eccitazione per l’evocazione, ecc.
2) Dichiarazione di onnipotenza.
3) Pulisci lo spazio, purificalo e purifica tutti gli strumenti.
4) Traccia il triangolo e accendi il carbone, poi traccia il cerchio (normalmente in senso orario, per i demoni in senso antiorario), e disponiti nella direzione in cui si dovrà vedere lo spirito ( = la direzione del triangolo).
5) Gira verso l’alto il sigillo, guarda il triangolo e chiama l’Entità.
6) Tocca il sigillo e chiedi di manifestarsi, guardando lo spazio vuoto nel triangolo.
7) Bevi, sempre guardando il triangolo, il calice e dì “Bevo il sangue divino. Prendo in me tutto questo potere”.
8) Usa un attrezzo di metallo o la spada o la daga per mettere l’incenso sull’incensiere che si trova nel triangolo.
9) Metti le tue mani sull’altare, una a destra e l’altra a sinistra del sigillo.
10) Fa’ un respiro profondo e poi fissa il sigillo, non guardare il sigillo ma guarda “attraverso” il sigillo stesso, e mentre lo fissi pensa (senza farti distrarre da mille pensieri e immagini mentali) al tuo obiettivo (ad esempio la conoscenza o la materializzazione dell’Entità).
11) Alcune linee del sigillo sembreranno scomparire e poi riapparire. Resta in questo stato finché non sentirai la presenza dello Spirito, quindi fissa il fumo nello stesso modo e respirando profondamente (se diminuisce il fumo metti ulteriore incenso e senza preoccuparti torna a fissare il sigillo).
12) Chiedigli di manifestarsi
13) Quando si manifesta dagli il benvenuto (di solito non risponde ma va fatto comunque).
14) Chiedi ciò che devi chiedere.
15) Ringrazia e congeda (la visione inizierà a sfarsi, se non accade ringrazia e congeda nuovamente).

3- ESEMPIO DI EVOCAZIONE SENZA BARRIERE, CERCHI O TRIANGOLI:

Preparazione: immergersi, sentirsi eccitati per l evocazione che si andrà a fare.

Operazione:
Posa il sigillo dello spirito sul terreno, e fa’ un piccolo fuoco nella direzione in cui la natura dello spirito detta che apparirà [ndt: la stessa del triangolo].
Per ragioni di sicurezza, il fuoco dovrebbe essere rinchiuso in una buca, che non dovrebbe essere più grande di 12 pollici come diametro. Abbi in mano un bel po’ di foglie di Dittamo di Creta o di salvia, che userai come incenso.
Rifletti sul rituale, lo spirito, il risultato finale che stai manifestando attraverso l’evocazione. Invoca l’onnipotenza e senti lo stesso potere che è entrato in te in ogni evocazione passata che entra in te adesso. Fai cadere una gran quantità di foglie sul fuoco, fino a quasi il punto di soffocare, creando un fumo denso che permeerà l’aria attorno a te.
Gira il sigillo a faccia in su e posa lo sguardo su esso, stabilendo la connessione con lo spirito, collegando la tua mente alla sua mente. Senti lo spirito tirato giù verso di te, verso il tuo posto deserto, verso il fumo del fuoco e verso il reame della carne. Chiama:
“(Nome dello Spirito), ascolta la mia voce, guarda i miei segni, e sappi che io ho comandato la creazione di portarti davanti a me, in modo che io possa vederti, in modo che io possa sentirti, e in modo che il tuo potere sia il mio potere, la tua forza sia la mia forza, e la tua conoscenza sia la mia conoscenza “.
Tocca la faccia del sigillo dello spirito, impartendo tutto il potere e riempiendo le fibre della carta con la luce, e dì: “Sigillo questo invito verso di te, e così ti manifesterai!”
Lo spirito si manifesterà, e ti fronteggerà come un uomo ha di fronte un altro uomo, e ti parlerà come un uomo parla all’altro.
Una volta che lo spirito è stato convocato di fronte a te, puoi farti toccare. Se accade, lo spirito può far avvenire una possessione.

4- ESEMPIO DI EVOCAZIONE GOETICA (EVOCAZIONE DI DEMONI):

Oggetti necessari:
– gesso
– fiammiferi o accendino
– 2 carboncini per incenso
– 2 incensieri (con sabbia o sale per evitare di incendiare tutto)
– incenso del demone (o incenso d’evocazione tratto da “Congressus Cum Daemone”, ovvero miscela polverizzata di mirra, storace, assenzio e muschio tutto in parti uguali)
– incenso puro
– candela del colore corrispondente al demone (o, se non lo sapete, nera)
– un quadrato di pergamena vegetale più o meno di 7cm per lato
– penna stilografica nera o rossa
– (non obbligatorio) pugnale con manico nero mai usato per scopi non-rituali o spada
– altare o piccolo tavolino dove poggiare le cose (al massimo poggiate per terra)

Orario:
A seconda della richiesta, luna crescente/piena per le questioni di crescita/guadagno, luna calante/nera per le questioni di allontanamento/distruzione, luna nera se lo scopo è il solo contatto con il demone.
Sempre a seconda della richiesta scegliete il giorno della settimana più adatto, es. venerdì per questioni amorose, martedì e sabato per scopi distruttivi, ecc.

Operazione:
1) Posate tutti gli occorrenti sull’altare
2) Scrivete con la penna stilografica il sigillo del demone all’interno del quadrato di pergamena
3) Mettete il sigillo sotto la candela
4) Disegnate con il gesso un triangolo con la punta in alto verso sud-est. Se volete confinare lo spirito a manifestarsi in quel punto circondate il triangolo con un cerchio (meglio se con doppio bordo, al cui interno siano scritti i nomi di un demone legato a voi o comunque di rango molto più alto del suo – se non ne avete è preferibile mettere “Satanas”. Alla fine del nome o dei nomi all’interno dello spazio tra i bordi si metta un pentacolo rovesciato per separare)
5) All’interno del triangolo posate l’incensiere con un carboncino acceso e moooolto incenso, in modo che duri per tutto il rituale, ma non così in eccesso da soffocare il carboncino (l’incenso all’interno del triangolo aiuta lo spirito a materializzarsi o a dare segnali tramite il fumo).
6) Fate un cerchio attorno a voi con il gesso. Il cerchio deve avere due bordi. Nel mezzo tra i due bordi scrivete il nome o i nomi di uno o più demoni legati a voi o comunque di rango molto più alto di quello che andrete a evocare – se non ne avete è preferibile mettere “Satanas”. Alla fine del nome o dei nomi all’interno dello spazio tra i bordi si metta un pentacolo rovesciato per separare.
7) Passate con il pugnale o con la spada (o con le dita della mano destra indice e medio unite) prima sopra al triangolo e al suo cerchio (includendo i nomi) che avete appena tracciato in senso antiorario e poi sopra al vostro cerchio (includendo i nomi) in senso orario.
8) Rivolgetevi a nord, dite “Chiamo i guardiani del Nord, elementali della Terra, proteggete questo cerchio”, e fate con il pugnale o con le dita un pentacolo d’invocazione. Fate così (cambiando ogni volta Nord con Est, Sud, Ovest e Terra con Aria, Fuoco, Acqua) in tutte le altre 3 direzioni in senso orario.
9) Accendete il carboncino nell’incensiere che sta all’interno del cerchio, sul vostro altare.
10) Accendete la candela, pronunciate l’invocazione o il mantra di evocazione, quindi dite: “Grande [Nome del Demone], ti chiedo di esaudire il mio desiderio: [richiesta]. Ti ringrazio. In cambio del tuo aiuto, io ti offro questo incenso. Possa esserti gradito.” e mettete sul carboncino abbondante incenso DEL DEMONE o D’EVOCAZIONE.
11) Osservate eventuali segni tra i fumi dell’incenso che si alzano dall’incensiere collocato all’interno del triangolo. Potete anche chiedere al demone di manifestarsi (non è detto che lo faccia). In tal caso offrite ulteriore incenso DEL DEMONE o D’EVOCAZIONE. Se non basta più l’incenso puro nel triangolo potete usare la spada/il pugnale MA NON LA MANO, sporgendovi fuori ma SENZA POGGIARE PIEDE fuori dal cerchio, per prendere – tramite il pugnale/spada – altri grani d’incenso puro da mettere sopra al carboncino.
12) Potete pregare il demone e/o inserire all’interno del triangolo tramite la spada/pugnale (ma potevate anche metterlo dentro all’interno già dall’inizio della preparazione) un oggetto in modo che lo Spirito lo carichi (positivamente come negativamente, a seconda delle vostre volontà).
13) Quando avete finito, ringraziate il demone, congedatelo (basta un “Ti ringrazio [Nome del Demone], ti congedo. Puoi andare”).
14) Rivolgetevi a nord, dite “Vi ringrazio guardiani del Nord, elementali della Terra, e vi congedo”, e fate con il pugnale o con le dita un pentacolo di bando. Fate così (cambiando ogni volta Nord con Ovest, Sud, Est e Terra con Acqua, Fuoco, Aria) in tutte le altre 3 direzioni questa volta in senso antiorario.
15) Passate con il pugnale o con la spada (o con le dita della mano destra indice e medio unite) prima sopra al vostro cerchio in senso antiorario e poi sopra al triangolo e al suo cerchio in senso orario.
Il rito è finito.

5- POSSESSIONE RITUALE:

Eseguire l’evocazione come sopra, ponendosi però all’interno del triangolo, senza formare il cerchio. Domandare dunque allo Spirito, al momento della richiesta, di prendere possesso del proprio corpo, di parlare mediante la propria bocca e di sentire tramite le proprie orecchie. È opportuno specificare il tempo di permanenza dell’Entità nel nostro corpo, per evitare spiacevoli inconvenienti.
L’alternativa se non si vuole utilizzare neanche il triangolo è spiegata nella parte 3.

Usanze stregonesche di Roma

usanze della capitale

 

Nello splendido libro “Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma” di Luigi Zanazzo, è possibile rinvenire alcuni elementi importanti (soprattutto nel capitolo 2), sebbene il testo sia (vista la data, 1908) ormai cristianizzato. Tra questi, vediamo:

 

.:: I GIORNI DEL SABBA DELLE STREGHE ROMANE ::.

Il testo infatti riporta i giorni del sabba delle streghe a Roma. Al punto 21 (“Le streghe”), infatti, leggiamo:

“Si ppoi volete un antro rimedio ppiù sbrigativo, ner parlà’ dde le streghe dite: «Oggi è ssabbito a ccasa mia!» .
Perchè, ccome saperete bbene, er sabbito le streghe non ponno annà’ in giro, perchè stanno aridunate sotto a la Noce de Bbenevento; e ddunque dicenno accusì vve ne ridete de loro.
Pe’ ssolito le streghe s’ariduneno sotto a la Noce de Bbenevento, la viggija der mercordì e dder sabbito.
Apposta c’è er proverbio che ddice:
«Ni dde Venere, ni dde Marte,
Nun se sposa, e nun se parte, ecc.».
E pperchè?
Pe’ nun passà’ er pericolo in queli du’ ggiorni d’incontrasse pe’ strada co’ le streghe che sse ne vanno ar sabbito, e cche incontrannove pe’ strada ve potrebbeno stregà’ affatturà’, o ffavve quarch’antro bbrutto scherzo.”

.:: I MAZZAMURELLI E I FARFARELLI ::.

Il punto 240 (“Er Mago de Trestevere”) riporta la credenza negli spiriti della casa locali, i Mazzamurelli, e nei Famigli detti Farfarelli (che altro non sono che spiriti della casa che i praticanti magici avevano come alleati):

“Ar vicolo de Mazzamurelli, anticamente anticamente, c’era un mago che pparlava cor diavolo a ttu per tu quanno je criccava: insomma, era un antro Cajostro in anima e in corpo.
Pe’ quer vicolo, tant’era la pavura che mmetteva quer mago, che dde llà nun ce passava gnisuno, nun ce passava: e l’è arimasto er nome de Mazzamurèlli che vorebbe a ddì’ lo stesso che vvicolo de li spirili folletti (Gesummaria!) o de li farfarelli che ssìeno.”

.:: INCUBAZIONE DEI SOGNI ::.

Sebbene il rito sia esclusivamente rivolto a un fine materiale (i numeri al lotto), è possibile riusarlo anche per contattare uno Spirito o una Divinità, scrivendo il suo nome al posto dei numeri, sotto al cuscino.

“82. — Pe’ pprovà’ si li nummeri ch’avete da ggiocà’ sso’ bbôni.
Pe’ pprovalli, metteteveli la notte sotto ar cuscino; e ssi ne la notte v’insognate un sogno che vve corisponne esatto a quelli medemi nummeri che cciavete sotto ar cuscino, è ssegno che li nummeri so’ bbôni e ch’er sabbito appresso sortiranno de sicuro.”

.:: IDROMANZIA ::.

Questo procedimento richiede un terzo, ma non è necessario nella pratica, inoltre anche un altro procedimento simile (quello dell’“angelo bianco, angelo nero”/“angelo bianco, angelo santo”, di cui ho parlato alcuni articoli fa) è stato impiegato sia per chiamare Spiriti (come la Domina Ludi, ossia la Signora del Gioco) che per scovare ladri, quindi è possibile riutilizzarlo con tale fine anche in questa situazione. E’ inoltre da notare che anche qui è la caraffa (“l’inghistara” in altri dialetti) ad essere oggetto dell’idromanzia. Riporto:

“31. — Pe’ cconosce u’ lladro che vv’ha rubbato.
Quanno v’hanno arubbato quarche oggetto, e vvolete conosce chi è stato e’ lladro o la ladra, ecco com’avete da fa’.
Annate in Ghetto, cercate de conosce quarche strega ggiudìa, perchè ssortanto le streghe ggiudìe so’ bbone a ffavve la ccusì ddetta Caraffa.
Consiste in d’una bbottija che la strega ggiudìa, facenno un sacco de scongiuri, ve la prepara, ve la mette su la tavola, e vvoi a quanto drento a ’sta Caraffa ce vedete comparì’ e’ llombetto o la ladra che vv’ha rubbato.”

 

.:: LECANOMANZIA ::.

Anche qui come sopra, con la differenza che questo non è più scrying (ossia una tecnica che necessita di uno stato alterato di coscienza per ottenere visioni) ma divinazione semplice.

“55. — Un antro modo pé’ ssapello.
Aspettate che arivi er giorno de la festa de San Giuvanni.
Arivato quer giorno, voi a mmezzoggiorno in punto, pijate un pezzo de piommo, squajatelo sur fôco, e ppoi quann’è squajato, buttatelo in d’una scudella piena d’acqua.
Allora vederete che quer piommo, in der gelasse che ffarà, fformerà un sacco de giôcarèlli de tutte le specie. Si ffra queli ggiôcarèlli ce ne vederete quarchiduno che rissomija a uno de li tanti ordegni, che uno de li vostri protennenti addopra in der su’ mestiere, allora, state certa che quer tale, propio lui, sarà quello destinato a sposavve.
Si ppe’ ccombinazzione però, er piombo sciorto, in der gelasse in de ll’acqua, nun facessi gnisun scherzo de quer genero, allora pijate quella stessa acqua, spalancate la finestra, e bbuttatela pe’ strada.
Er primo de li vostri caschènti [N.d.T.: pretendenti che si struggono per voi d’amore] che ppasserà ssopra a quell’acqua, sarà er fortunato o lo sfortunato che vve sposerà.”

.:: CAINO ASSOCIATO ALLA LUNA COME NELL’ARADIA ::.

Un’ulteriore prova della veridicità dell’Aradia del Leland: il ritorno del tema di Caino come personaggio che vive nella Luna.
Riporto dal punto 166 (“Caìno”):

“Doppo che avebbe ammazzato su’ fratello Abbele, er Signore pe’ ggastigallo, lo condannò a ppartì’ in sur subbito p’er monno de la Luna, e a restacce in sempiterno a ppiagnécce er gran dilitto che aveva fatto.
E accusì, llui, da si cch’er monno è mmonno, stà llasssù addannato e mmaledetto.
E adesso sortanto li cani lo chiameno in ajuto, quanno ciabbuscheno: infatti urleno: caì ccaì!
Quanno la luna è ppiena, fatece caso, e vvederete com’un’ombra in atto de camminà’ cor un fascio de spine su le spalle.
Quell’ombra è Ccaìno in carne e in ossa.”

E dal punto 194 (“La Luna”):

“Drento, come ggià vve l’ho ddetto, ce sta quer boja de Caìno.
Ce lo mannò er Signore doppo l’amaro ammazzamento de su’ fratello Abbèle.”

.:: ULTERIORI SIMILITUDINI CON L’ARADIA: I SEGNALI DOPO LO SCONGIURO ::.

Nell’Aradia si legge spesso, alla fine di uno scongiuro, la richiesta di segnali, ad esempio:

“Se questa grazia mi farete,
Un segnale mi darete,
Dentro tre giorni,
Una cosa voglio vedere,
O vento, o acqua, o grandine”

o ancora:

“Se la nostra scongiurazione
Ascolterai,
E buona fortuna ci darei,
Un segnale a noi lo darei!”

e infine:

“Se sei favorevole
Ed esaudisci la mia richiesta,
Che io possa udire
Il latrato di un cane,
Il nitrito di un cavallo,
Il gracidare di una rana,
Il cinguettio di un uccello,
Il canto di un grillo,
eccetera.”

Qui molto similarmente leggiamo:

“18. — Pe’ rifà’ ppace co’ regazzo.
Quanno, regazze mie, state in collera cor fritto1, ecco com’avete da fa’ ppe’ rifacce pace.
Ammalappena se fa nnotte, metteteve in finestra; e a la prima stella che vvedete apparì’ in cielo, diteje accusì:
«Stella der mare turchin celeste,
Fa cch’er core de chi mm’ama stii in tempeste:
Stii in tempeste tale che nun possi ariposà’,
Ni bbeve, ni mmagnà’,
E ssempre a mme ppossi pensà’».
Dette ’ste parole, occhio a la penna!
Si abbaja un cane, è ssegno ch’er vostro regazzo v’è ffedele.
Si ssentite un ômo che ffischia, ve tradisce; si ssentite sonà’ una campana è ssegno che ppensa a vvoi.
Intesa che avete una de ’ste tre ccose, fateve u’ nnodo a’ llaccio der zinale e ddite tre ppaternnostri.”

.:: AMULETI: L’ABITINO ::.

L’abitino è completamente cristianizzato, ma è possibile ripaganizzarlo, sostituendo le simbologie della madonna con quelle del Dio o dello Spirito di cui vogliamo la protezione, e con un inno o un nostro componimento in suo onore al posto dell’orazione cristiana.

“145. — L’abbitino.
Chi pporta sempre ar collo l’abbitino de la Madonna der Carmine, nun passerà mmai gnisun pericolo, e nun farà mmai una mala morte.
Speciarmente poi si a ll’abbitino c’è ccucita l’orazzione latina che ffu ttrova in der Santo Sepporcro a Ggerusalemme.”

.:: MAGIA DEI NODI E LEGAMENTI ::.

Come al solito, non serve realmente un terzo, e se volete potete “paganizzare” maggiormente gli scongiuri. Riporto senza altri commenti:

“19. — Un antro modo pe’ rifa’ ppace co’ regazzo.
Annate a ttrova una bbrava fattucchiera, speciarmente de quelle che stanno in Ghetto, e dditeje de che sse tratta.
Quella allora, vederete, che ppijerà ddu’ fettucce bbelle lónghe, una bbianca e una rossa, l’annoderà assieme e cce farà una tréccia.
Fatta ’sta tréccia, ve la consegnerà, e vve dirà:
«Ogni otto ggiorni, sciojete u’ nnodo da ’na parte de ’sta treccia, e rifatelo da ll’antra; e mmentre lo sciojete, dite:
«Diavolo fatte capace:
Scioje l’odio e llega la pace».
E nun passerà er mese, che er vostro regazzo ve se vierà a ristrufinàvvese un’antra vorta intorno.”

“20. — Un antro incora.
Quanno se sta in collera co’ regazzo e cche cce se rivó ffa’ ppace, èccheve un antro arimedio.
Ammalappena sôna un’or de notte, affacciateve a la finestra, e mmentre annodate un fazzoletto, dite ’sta preghiera:
«Un’ora bbatte, un’ora sôna,
Io sto ddrento, lui stà ffôra.
Vadi a llevante, vadi a pponente,
Vadi (er nome de’ regazzo) co’ ttanta ggente:
Che ffai? che ppensi? Indove vai?
— Vado da quella fattucchiera (er nome de la regazza).
Che mme fa ’na fattura potente e fforte
Che nu’ la possi lasciare fino a la morte».
Qui ppoi se lega er fazzoletto e sse seguita a ddì’:
«In questo modo té voglio legare;
Come un Cristo té voglio incrociare
Ché nun me possi mai lasciare!»
Detto questo, se pija una manciata de sale grosso, e sse bbutta pe’ le scale de casa; poi s’infila un cortello sotto ar tavolino da pranzo e cce se lassa infinenta a la sera appresso.
Bbisogna sta’ bbene attenta che ttutta ’sta robba se deve fa’ e sse deve dì’ in de lo spazzio d’un’ora sana.
Si nnó artrimenti nun vale gnente.”

Lucifero non mi ha mai fatto alcun male

lucifero

“Diana amava molto suo fratello Lucifero, il Dio del Sole e della Luna, il Dio della Luce (Splendor),
che era molto orgoglioso della sua bellezza e che per il suo orgoglio fu scacciato dal Paradiso.”
– Aradia o il Vangelo delle Streghe

Provate a dire che adorate Lucifero, provateci. Vedrete in un secondo la reazione della gente farsi follia, gli occhi spaventati, i bambini messi al riparo sotto gonnelloni enormi anni ’50 cresciuti sul momento dai jeans che prima ricoprivano le gambe di quelle che pensavate donne moderne. Vedrete cittadini urbani mutarsi in un lampo in paesani seicenteschi di Triora che non aspettano che un ordine per mettervi al rogo. Perchè è inutile prenderci in giro, anche se ormai nessuno crede più al dio cristiano, la credenza nella malvagità di chi venera un’entità che la chiesa ha denominato a priori come cattiva è ancora ben salda.
Io ho conosciuto satanisti, gente che non farebbe male a una mosca, taluni addirittura vegetariani (alla faccia di chi li vorrebbe a fare sacrifici animali!), perchè questo terrore? “Ma perchè questa difesa dei satanisti”, si chiederà qualcuno, “sei forse satanista?” No, sono uno stregone tradizionale. Ma venero Lucifero. Ho sentito gente che per paura di questo nome lo chiamava “Splendor”, ma io lo chiamo con il suo nome, o perlomeno con il nome con cui mi si è approcciato: Lucifero.

Approfondiamo adesso la sua figura: è vero, esiste come nome del Dio del Mattino Eosforo, figlio della Dea Eos e del Titano Astreo, ma l’Entità a cui faccio riferimento non è quest’ultima, è uno degli appellativi del Dio del Sole.
Vediamo dunque, per approfondire, gli accenni a Lucifero negli Inni Orfici a due Divinità Solari: Helios (8) e Apollo (34).

Partiamo col primo:
“portatore di luce, dalle forme cangianti, portatore di vita, fecondo Paian”, che in greco è “φωσφόρε, αἰολόδικτε, φερέσβιε, κάρπιμε Παιάν”.
φωσφόρε è nient’altro che il corrispettivo greco di Lucifero, che i traduttori suolano riportare in italiano con “portatore di luce”.

Ma passiamo ad Apollo:
“selvaggio, spirito apportatore di luce, amabile, giovane, glorioso” che in greco è “ἄγριε, φωσφόρε δαῖμον, ἐράσμιε, κύδιμε κοῦρε”.
Qui il passaggio che descrive il nome è “φωσφόρε δαῖμον”, ovvero “daimon portatore di luce”. Daimon in antichità era sinonimo di Spirito o Divinità, ma la cosa che mi lascia di stucco e che penso sia stata una sorta di “ironia divina”, una coincidenza che per me ha dell’incredibile, è che se la volessimo tradurre letteralmente, questa frase significherebbe “demone Lucifero”.
Già, demone Lucifero, come una sorta di schiaffo morale nei confronti della successiva demonizzazione.

Ma come si è arrivati a tale demonizzazione?
Si è imposto un mito, quello dell’equiparazione tra Lucifero e Satana, per colpa di un passaggio della bibbia, quando isaia, parlando del re di Babilonia, gli dedicò queste parole:

“Come mai sei caduto dal cielo, astro del mattino, figlio dell’aurora? Come mai sei stato messo a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: salirò in cielo, sulle stelle di dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell’assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all’altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell’abisso!”

Ma come si nota dal contesto, questo appellativo, Astro del Mattino/Lucifero, era indirizzato ad un re, e non a Satana. Purtroppo però si decise di utilizzarlo come sinonimo.

Nel corso del tempo questa relazione divenne sempre più stretta, fino a tornare da dove era venuta. Parliamo dell’Aradia, testo riportato da Leland partendo da un manoscritto recuperato a Casole Val d’Elsa, in Toscana. Nel manoscritto vi era presentato un culto di Diana, Dea lunare, Lucifero, Dio solare, suo fratello e compagno (esattamente come lo era Apollo che, abbiamo visto prima, aveva tra gli appellativi proprio “demone Lucifero”) e Aradia, la loro figlia (proveniente dal mito di Erodiade/Erodiana diffuso in epoca medievale e rinascimentale).

Qui vediamo che Lucifero viene descritto sia come Dio del Sole, della Luce e della Luna, che come colui che venne “scacciato dal Paradiso”. Quest’ultima parte viene vista successivamente nel testo come un modo per insegnare la stregoneria agli uomini, infatti leggiamo:
“E attraverso le ere, nel corso del tempo, quando il mondo fu creato, Diana andò sulla terra, come aveva fatto Lucifero che era caduto, e insegnò la magia e la stregoneria. Così ebbero origine le streghe, le fate e i folletti, tutto ciò che è come l’uomo e che tuttavia non è mortale”.
Nell’ambito stregonesco si narra spesso infatti il mito che la magia sia nata da lui, al punto che Giuliano Verdena, tessitore accusato di stregoneria (il cui caso viene riportato da Ginzburg in “Benandanti”), definisce Lucifero “magister artis”.

Egli dunque è il Maestro dell’Arte, Dispensatore di Luce, Nume del Sole, che ci indirizza verso la Felicità. E’ per questo dunque che Lucifero non vuole farci alcun male. E’ il grande splendido Sole che brilla per noi, non dobbiamo temerlo.
Non voglio dire molto, ma a me non si è presentato come un uomo vestito di nero, nè come un caprone infuocato. Non ha avuto nè forma umana nè animale, ma è stata una visione di un lucifero splendore. E spero con tutto me stesso che il suo nome non sia più temuto, perlomeno tra la gente che segue le Nostre Maniere.

lucio apollonio1