Introduzione alla Stregoneria Tradizionale (XI): E dopo? Dopo vola!

haxan stregoneria secoli

“Ok, faccio offerte regolari alla mia Divinità patrono, il cui nome è rimasto nel folklore o nei processi della zona a cui faccio riferimento, lasciandole ogni notte o almeno una notte a settimana una tavola imbandita con cibo e bevande che in suo onore poi al mattino mangio.

Ok, faccio offerte simili a un famiglio ( = spirito alleato) come quello animale, che ho ricevuto in trance da lei, allo spirito della casa o ai miei antenati.

Ok, faccio anche un sabba durante le quattro tempora, inchinandomi davanti alla rappresentazione della Divinità, mangiando e bevendo in suo onore, danzando per lei, facendo s*sso o autoer*tismo se la divinazione mi rivela che è un’offerta a lei gradita (mentre non la faccio se viene fuori che è sgradita), e faccio nuovamente un inchino prima di andare.

E adesso?

E adesso caro/a mio/a, vola.
Che intendo con volare?
Intendo dire usa una tecnica per produrre uno stato di trance che ti metta in contatto con la Divinità o con un famiglio (famiglio animale, alleato vegetale, spirito della casa, spirito di un antenato o spirito della natura/essere fatato), e chiedi di accompagnarti in un viaggio fuori dal corpo.
All’inizio spostati dove ti porta il tuo famiglio o la Divinità, e poi chiedi di poter incontrare la Caccia Selvaggia, di poter visitare il Regno delle Fate, di poter eseguire un sabba con l’anima assieme agli spiriti delle altre streghe e degli altri stregoni, o di poter andare di casa in casa a visitare le abitazioni di chi ancora segue le Vecchie Usanze.
Una volta visto questo, spingiti ancora più in là. Chiedi alle tue guide, al Famiglio o alla Divinità, di portarti oltre, in spazi sconosciuti sotto la loro protezione. A quel punto, vola. Vola con lo spirito dove ti condurranno. Vola oltre questo mondo e l’altro. Vola dove gli Dei ti sapranno portare.

Ok, bellissimo, ma come volare?

Dipende, sei un tipo che si concentra con la ripetizione di un suono? Recita una formula (ad esempio la classica “portami al noce di Benevento sopra acqua e sopra tempo e sopra ogni maltempo”) a ripetizione, come facevano gli stregoni dell’est Europa.

Sei tipo da scrying? Riempi una brocca d’acqua e recita: “Angelo bianco et angelo santo, per la tua santità et per la mia purità mostrami il vero. Fammi andare/vedere/…”.
È il metodo con cui Giuliano Verdena contattava la Signora del Gioco.

Sei tipo da tambureggiare, o addirittura tamburo + danza? È la stessa cosa che facevano i taltos ungheresi, che però per non farsi scoprire sostituirono il tamburo con il setaccio.

Vuoi usare il sogno lucido o il viaggio astrale? Va benissimo, è il metodo impiegato dai benandanti, da Isobel Gowdie, dalle donne di fuori e dalle streghe francesi al seguito di Dame Abonde.

Vuoi usare l’unguento? Ecco, lì fai te perché morti sulla coscienza non ne voglio ^^”.
Ricorda che basta sbagliare di poco sulla preparazione per passare dal visitare l’altro mondo a diventarne residente.

Hai modo di scegliere il metodo che preferisci, prendine uno e portalo avanti. Prendine uno e vola.
Vola a cavallo della scopa, vola in groppa al tuo famiglio, vola nella notte guidato dalla tua Domina o dal Cacciatore Selvaggio.
Vola, la Buona Società delle streghe ti aspetta.

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