I Rapporti tra Stregoneria Tradizionale, Asatrú, Religio Romana, Hellenismo e Rodnovery

this is traditional witchcraft

Questo articolo forse è ambizioso, ma vuole costituire un punto d’incontro tra queste 5 fedi:
– Stregoneria Tradizionale (con questo termine intendiamo un culto che è situato tra il X e il XVIII secolo dell’Era Volgare, assieme a strascichi proseguiti nei successivi secoli);
– Religio Romana ed Hellenismo, rispettivamente la ripresa del culto Romano e del culto Greco;
– Etenismo (soprattutto la corrente Asatrú, ovvero il sottogruppo che è fedele agli Æsir), ossia la ripresa della religione dei Germani precristiani;
– Rodnovery, ovvero la ripresa della religione dei popoli Slavi.

Cosa collega la Stregoneria Tradizionale alle altre quattro fedi?
La sua origine.

In primis definiamo la Stregoneria Tradizionale.
Tradizionalmente definiamo come Stregoneria sia un culto che una pratica non-religiosa.
Alcuni accademici hanno introdotto a tal fine la distinzione tra Stregoneria Rituale, ossia il culto centrato sul Sabba, e Stregoneria Operativa, ossia la semplice pratica della magia.

In questa sede ci occuperemo di Stregoneria Rituale, ovvero di quel culto di origine pre-cristiana presente in Europa tra il X e il XVIII secolo su cui si sono concentrati processi, documenti storici e trattati inquisitori, e lo faremo con un approccio Ricostruzionista, ovvero cercando di essere il più possibile aderenti alla realtà storica di cui stiamo trattando.

La “base” di questo culto è costituita da una leggenda, quella del “Corteo delle Dominae Nocturnae“. Nel medioevo europeo si pensava che vi fosse una processione di Spiriti Femminili capitanata da una figura, anch’essa femminile, la Domina Nocturna, il cui nome cambiava di Paese in Paese e di regione in regione, che entrava nelle case, mangiava le offerte di cibo e di bevande lasciate da chi viveva nell’abitazione, controllava se tutto fosse pulito e in ordine, danzava e dispensava (mediante una bacchetta) benedizioni alla casa e ai suoi inquilini, per poi procedere verso un’altra abitazione.

Questa leggenda comportava necessariamente l’esecuzione di tre pratiche:
– l’offerta di cibo al Corteo da parte dei più;
– la partecipazione in spirito mediante tecniche di trance o di sogno lucido da parte di una ristretta fetta di aderenti a questi culti che ne erano in grado;
– l’esecuzione fisica di cortei da parte di alcuni fedeli, che così emulavano la processione spirituale. Secondo alcuni studiosi (leggasi ad esempio “Dal sacro al folklore” di Massimo Centini e “Charivari, associations juveniles, chasse sauvage” di Carlo Ginzburg in “Le charivari” di J. LeGoff e J.-C. Schmitt) il Carnevale e lo Charivari deriverebbero da questo.

Tale processione poi mutò via via fino a diventare una riunione in un unico luogo, stabile, cambiando nome così in Gioco della Buona Società (Ludus Bonae Societatis) o Sabba, e vi venne aggiunta la componente sessuale.
Questo significò che le tre pratiche sopra elencate mutarono in:
prosecuzione delle offerte di cibo;
– partecipazione in spirito al Sabba e non più al Corteo;
– emulazione del Sabba in forma fisica con:
* Un inchino iniziale alla Domina,
* Un banchetto in suo onore,
* Della danza e della musica in suo onore,
* Lo spegnimento delle candele,
* Sesso sacro in onore alla Domina.

Tutto ciò venne via via demonizzato a seguito dell’interferenza cristiana, che screditò tutto e sostituì la Domina con il Diavolo, l’inchino iniziale con l’Osculum Infame (il bacio sul deretano del Demonio), il sesso sacro con rapporti sessuali con Satana e così via.

Adesso che abbiamo ben chiaro di cosa stiamo parlando quando discutiamo del culto stregonesco pre-demonizzazione, quali sono le cose che lo collegano con i culti precristiani germanici, greco-romani e slavi, e quindi che lo pongono in relazione con le loro moderne riprese, ossia la Via Romana agli Dei, l’Hellenismo, l’Asatrú e il Rodnovery?Iniziamo con l’Asatrú.

 

  • Asatrú e Stregoneria Tradizionale: Caccia Selvaggia e Fylgja/Spirito Familiare

Diversamente da quanto si possa credere, la Stregoneria Tradizionale nasce in Germania, precisamente a Prüm, e da lì si diffonde in tutta Europa.
A Prüm vi è infatti la prima menzione del Corteo delle Dominae Nocturnae, inoltre sempre in ambito Franco-Germanico troviamo le prime attestazioni della Caccia Selvaggia in epoca medievale.
La Caccia Selvaggia è una Processione maschile, contrapposta a quella delle Dominae che è invece tipicamente femminile, ed è composta dalle anime dei morti anzitempo, dei bambini non battezzati e dei morti per morte violenta. Questo fenomeno è capitanato da una figura maschile, il Cacciatore Selvaggio, che spesso è Odino o Hellequin (da “Hölle König”, Re dell’Inferno, probabilmente collegato alla Dea Hel).

Secondo numerosi studiosi (in primis Ginzburg, che lo afferma sia in “Benandanti” che in “Storia Notturna”), il mito del Corteo delle Dominae Nocturnae sarebbe una versione femminile di quello della Caccia Selvaggia, e infatti molto spesso i capi dell’uno e dell’altro fenomeno si confondono (ad esempio troviamo Perchta come Cacciatrice Selvaggia o Hellequin a capo delle Fate e delle Streghe).

E’ evidentissimo come la Caccia Selvaggia altro non sia che il corteo degli Einherjar, gli spiriti dei guerrieri morti combattendo valorosamente in battaglia e destinati al Valhalla. Il fatto che a capo di tale fenomeno vi sia Odino è anch’esso scontato, egli infatti è chiamato anche “Herjan”, ossia Capo delle schiere.
La “versione femminile” della Caccia Selvaggia potrebbe indicare invece la guida dello stesso corteo da parte delle Valchirie, che in origine scortavano gli Einherjar alla loro meta.

Un altro punto di contatto tra S.T. ed Etenismo è la Fylgja, l’anima accompagnatrice, che può agire indipendentemente, spesso sotto forme di animali, dal corpo dell’individuo cui appartiene.
Questa creatura probabilmente è alla base di un’altra figura, anch’essa accompagnatrice, anch’essa coincidente con l’anima della persona (infatti la strega si trasforma in essa, cambiando forma) e anch’essa sotto sembianze animali. Stiamo parlando del Famiglio, il principale spirito alleato della strega.

La Stregoneria Tradizionale pone infatti molta enfasi (prevedendo offerte in loro onore), oltre che sulle figure della Domina Nocturna e del Cacciatore Selvaggio, anche su quelle di Alleati Spirituali come:
* il Famiglio Animale, appunto, di derivazione germanica;
* gli Spiriti degli Antenati (probabilmente derivanti dai Lari romani);
* lo Spirito della Casa,
* gli Spiriti dei Luoghi o Fate,
* gli Spiriti delle Piante (soprattutto la Mandragora).

Come vediamo, i punti di contatto esistono e sono molto, molto profondi.

 

  • Stregoneria Tradizionale, Via Romana agli Dei ed Hellenismo: la Stryx, l’Unguento, il culto di Hera, Diana ed Ecate

Cosa collega invece la Stregoneria con i culti greco-romani?
In primis, la figura stessa della strega, che sebbene possa ricordare anche la Völva/Seiðkona germanica, deriva – anche etimologicamente – dalla Stryx. La Stryx, nelle leggende dell’antica Roma, era un uccello notturno di cattivo auspicio che si nutriva di sangue e carne umana.
Questa figura venne via via collegata con il culto di Hecate e con l’uso dell’unguento.
Pensiamo soprattutto alle Metamorfosi di Apuleio, dove la stryx non è più una creatura sovrannaturale, bensì una donna, Pànfile, che, grazie a un unguento, si muta in gufo.
Il tutto avviene in Tessaglia, tradizionalmente terra di magia e collegata ad Hecate.

Proprio il culto di Hecate influenzerà le principali Dominae Nocturnae che ritroveremo durante il Medioevo e l’Età Moderna.
Sappiamo infatti che il loro nome variava di regione in regione, così come il nome del Cacciatore Selvaggio, in base a quali Divinità precristiane erano rimaste maggiormente sul territorio mentre la leggenda (di origine germanica, come abbiamo detto) si diffondeva in tutta Europa – grazie soprattutto ai predicatori cristiani che cercavano di estirparla (nonostante de facto invece in questo modo l’abbiano diffusa).
Vi erano però alcuni nomi che ritornavano ciclicamente. Tra questi, i principali erano Diana ed Erodiade.

Leggiamo infatti dal Canon Episcopi (906 e.v.):

“Né bisogna dimenticare che certe donne depravate, le quali si sono volte a Satana e si sono lasciate sviare da illusioni e seduzioni diaboliche, credono e affermano di cavalcare la notte certune bestie al seguito di Diana, dea dei pagani (o di Erodiade), e di una innumerevole moltitudine di donne; di attraversare larghi spazi di terre grazie al silenzio della notte profonda e di ubbidire ai suoi ordini come a loro signora e di essere chiamate certe notti al suo servizio. Ma volesse il cielo che soltanto costoro fossero perite nella loro falsa credenza e non avessero trascinato parecchi altri nella perdizione dell’anima. Moltissimi, infatti, si sono lasciati illudere da questi inganni e credono che tutto ciò sia vero, e in tal modo si allontanano dalla vera fede e cadono nell’errore dei pagani, credendo che vi siano altri dèi o divinità oltre all’unico Dio.”

Secondo lo storico Carlo Ginzburg (in “Storia Notturna”), il nome di Erodiade potrebbe essere una cristianizzazione di Erodiana, che sarebbe a sua volta un’unione dei nomi Hera-Diana.
Erodiade, quindi, sarebbe una “divinità composta”, che include in sé le figure sia della Dea greca Hera che della Dea romana Diana.
Secondo la professoressa Sabina Magliocco (in “Aradia in Sardinia” e “Who was Aradia?”), la figura cristiana di Erodiade si è unita a quella di Hera e Diana grazie al sincretismo tra Diana ed Ecate. Infatti la figlia di Erodiade, nel mito cristiano, dopo aver richiesto la testa di Giovanni Battista venne scaraventata dal soffio della testa in aria, dove si diceva fosse condannata a vagare. Questo la rese molto simile al corteo notturno di Ecate, che era a sua volta sincretizzata con Diana. Perciò Diana ed Erodiade vennero accomunate nello stesso mito.
Dietro questa maschera, quindi, il culto di Hera, Diana ed Ecate è sopravvissuto fino a pochi secoli fa.

Un’altra figura associata a Diana è Lucifero, che però viene descritto come “suo fratello” e “Dio del Sole” e “Dio della Luce (Splendor)”. Come vediamo, questo Lucifero non è altri che Apollo, Dio del Sole e della Luce fratello di Diana.

Tutto questo, assieme alla rimanenza del culto agli antenati (pensiamo ai Lari) e allo spirito della casa (pensiamo ai Penati), è indice di un legame con la Religione Romana e quella Greca, e quindi può fungere da punto d’incontro tra Stregoneria Tradizionale e Via Romana agli Dei e tra Stregoneria Tradizionale ed Hellenismo.

 

  • Rodnovery e Stregoneria Tradizionale: Perun e Veles, Benandanti e Táltos

Le streghe, oltre ad andare in Processione con la Caccia Selvaggia, con il Corteo delle Dominae o al Sabba, e oltre a fare offerte alle figure a capo di questi fenomeni e ai loro Alleati Spirituali, si diceva lottassero tra loro in sogno o stato di trance. Burcardo di Worms scrive in proposito nell’XI secolo:

“Hai creduto, come alcune donne sono avvezze a credere, cioè che in virtù di altri arti fornititi dal diavolo di aver attraversato nel silenzio della notte quieta attraverso porte chiuse per volare tra le nubi, dove hai intrapreso battaglia su altri, sia infliggendo sia ricevendo ferite?”

Simili azioni venivano compiute anche da particolari praticanti magici, come i Benandanti friulani, che combattevano in spirito contro streghe o spiriti maligni per la fertilità dei campi, dai Mazzeri in Corsica contro altri Mazzeri per ottenere un numero minore di morti per il proprio villaggio, dai Táltos ungheresi in circostanze simili e da molte altre figure simili.

Queste battaglie in spirito, secondo la prof.ssa Éva Pócs, deriverebbero dagli scontri tra il Dio celeste Perun e il Dio dell’oltretomba Veles della Religione Slava.
Allo stesso modo, le Lotte in Spirito sono connesse alla figura di Perun, mentre il complesso germanico della Caccia Selvaggia si sarebbe innestato su quello slavo della figura di Veles.
Questo avrebbe determinato una divisione nella Stregoneria del X secolo in:
– Una Stregoneria “Bianca”, legata alle Lotte in Spirito;
– Una Stregoneria “Nera”, legata alla Caccia Selvaggia.

Quest’ultima a sua volta avrebbe portato alla creazione di diversi complessi:
– La Caccia Selvaggia medievale, derivante direttamente dal corteo germanico degli Einherjar;
– La sua versione femminile, ovvero il Corteo delle Dominae Nocturnae;
– La sua evoluzione, ovvero il Sabba o Gioco della Buona Società.

 

Come abbiamo visto in questa analisi, pertanto, la Stregoneria Tradizionale pone le sue basi in una rielaborazione, avvenuta attorno al X secolo in Germania, dei complessi leggendari e religiosi delle principali Vie Politeiste Precristiane Europee.

Partendo da ciò, non possiamo far altro che auspicarci un contatto tra questa Via e le altre forme di Ricostruzionismo presenti nel panorama politeista contemporaneo, in modo da procedere a una reciproca alleanza e ad un altrettanto reciproco riconoscimento.

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