Introduzione alla Stregoneria Tradizionale (V): La Trance

trancestreg

.:: Scrying e Fissità Oculare come Tecniche di Trance ::.

Molto spesso, parlando delle tecniche di trance, si afferma che l’unica utilizzata nell’antichità dalle streghe per effettuare un viaggio fuori dal corpo fosse l’unguento a base di erbe allucinogene. Sebbene l’ipotesi che le streghe abbiano davvero impiegato l’unguento non sia da scartare, una delle tecniche più diffuse in tutta Europa era soprattutto l’idromanzia.
:: L’idromanzia nel passato ::

Utilizzata in tutta Europa, come in Italia, in Gran Bretagna e addirittura in Ungheria, è proprio in questo Paese che Éva Pócs, professoressa nel Dipartimento di Etnografia e Antropologia Culturale, ci riporta nel suo libro sui táltos, gli sciamani-stregoni tradizionali dell’Ungheria, “Between the Living and the Dead”, un caso molto interessante: verso metà ‘Settecento, nel processo contro tre táltos, un testimone affermò di aver visto una di loro uscire all’alba, l’ultimo giorno di Pentecoste, prendere in mano un piatto, guardarvi e trasformarsi in pesce. Dopo di che, scomparve per tre giorni. La studiosa ritiene sia uno dei dettagli più interessanti, visto che descrive una vera e propria tecnica di viaggio fuori dal corpo.

Dettagli come questi non si ritrovano però solo all’estero, infatti Andrea Romanazzi nel suo “Guida alle streghe in Italia” riporta che il giorno dei morti era possibile vedere le ombre dei morti dentro a ciotole d’acqua, e lo storico italiano Carlo Ginzburg in “Storia Notturna” riporta che talvolta le Dominae Nocturnae legate alla stregoneria, come Fraw Holt, mostrassero ai mortali le immagini dei morti e del loro destino proprio in bacili d’acqua.

Lo stesso Ginzburg, in “Benandanti”, ci riporta un caso che mostra come dovesse essere strutturata la procedura per l’idromanzia quale tecnica di trance, in cui l’accusato cercava di mettersi in contatto con Entità legate alla stregoneria, quali la Signora del Gioco (“Domina Ludi”):

“L’imputato principale, Giuliano Verdena, è un tessitore, e sono tessitori i testimoni chiamati a deporre – il padrone e due compagni di lavoro di Giuliano. Da queste deposizioni risulta che questi è solito trarre le sorti riempiendo un vaso d’acqua (talvolta si tratta d’acqua benedetta), accostandolo a un lume e facendovi guardare dentro un bambino o una bambina, ai quali impone di pronunciare una nota formula magica («Angelo bianco angelo santo eccetera»). Il procedimento è consueto; ma lo scopo dell’incantesimo è insolito, giacché solo occasionalmente Giuliano si presta a far comparire riflesse nell’acqua del vaso le immagini degli autori di piccoli furti. Di solito Giuliano legge in un suo libro, raccomandando ai bambini di far bene attenzione a ciò che vedranno apparire sulla superficie dell’acqua: e i bambini dicono di vedere ora «tanti tanti che parono musulmi», ora «magnani multitudinem gentium inter quas aliqui erant pedester, aliqui equester, aliqui sine manibus», ora «quendam hominem magnum sedentem cum famulo ab utroque latere».

Giuliano spiega ai bambini che i «musulmi» sono spiriti, e che l’ignoto personaggio è Lucifero, «magister artis». Questi tiene in mano un libro chiuso, in cui sono elencati molti tesori nascosti: e Giuliano dichiara che a ogni costo vuol trascrivere quel libro, «pro utilitate Cristianitatis et pro eundo contra Turchum et destruere eum». Altre volte i bambini scorgono nell’acqua del vaso una figura in cui Giuliano riconosce la «domina ludi» (epiteto attribuito ora a Diana, ora a Erodiade) che «inducta pannis nigris, cum mento ad stomacum», appare a Giuliano stesso dichiarandosi pronta a rivelargli «potentiam herbarum et naturam animalium».

Ma nelle figure che Giuliano ha interpretato come una moltitudine di spiriti è da vedere un residuo della tradizione della processione dei morti, quali a piedi, quali a cavallo, descritta da Orderico Vitale. Talvolta Giuliano chiede a una bambina di guardare nel consueto vaso colmo d’acqua per sapere «utrum debebat ire in inferno vel non»; e la bambina lo scorge «in caldera, Lucifero supra se eura tenente cum quodam rastello», e tace, «ne ipse Iulianus eam verberaret». A sua volta il Verdena le mostra il padre morto, e la bambina, affermando di averlo visto «stetisse in purgatorio et ascendere ad celum», scoppia in pianto.”

Una vicenda simile, ci informa Claudia Ansevini nella sua tesi “Un processo per superstizione a Pesaro nel 1579”, è quella di Lucrezia Peloso, il cui processo venne condotto a Pisa nel 1582. In esso la sua accusatrice affermò: “vi dico che Lucretia moglie di Hieronimo Peloso fa l’anguistara et mi ha detto che tiene per certo di potervi vedere dentro le cose passate et quelle che hanno da venire, et che più volte ne ha fatto l’esperienza, et dice che non è contro della chiesa, anzi che è cosa santa il fare detta anguistara”. Il rito dell’“anguistara” (ovvero della bacinella d’acqua) era un’unione di cerimonie cristiane e pagane: si prendeva l’acqua attinta da tre pozzi la notte di San Giovanni da una fanciulla vergine e la si metteva da parte. Quando occorreva, se ne riempiva una caraffa, una donna vergine o gravida si inginocchiava davanti a una candela accesa, recitava tre Pater, tre Ave e l’orazione di San Giovanni e poi guardava nella caraffa.

Nel caso di Giuliano Verdena abbiamo visto un particolare: una formula, qual era questa formula? Ancora una volta la tesi di Ansevini ci viene in aiuto: il carmen usato era molto diffuso, nelle sue varianti, e impiegato per vari scopi, tra cui il ritrovamento di denari o beni perduti o sottratti. Leggiamo infatti in un caso:

“Angelo bianco angelo nero mostrami chi ha tolto quelli denari”.

In un altro:

“Angelo bianco et Angelo santo, per la tua santità et per la mia virginità mostrami chi ha havuto questi danari.”

In un altro ancora la formula era invece:

“Angelo santo, Angelo bianco, per la tua santità, per la mia purità, etc.”

Altre ancora:

“Angelo Biancho, Angelo santo, per la tua santità et la mia virginità fammi vadere il vero e la verità, chi ha hauto quelle robbe trovate.”

Ma chi era quest’angelo? Probabilmente uno Spirito dell’acqua, oppure l’Angelo Custode della persona.

Un altro significato attribuito all’”angelo bianco” è fornito da Francesca Medri. La donna aveva sempre vissuto in un ambito paesano ed era cresciuta in una cultura magica che sembrava aver profondamente assimilato. In un suo racconto all’inquisitore diceva di avere attorno un folletto, che in una narrazione precedente aveva sovrapposto alla figura di un angelo, e che forse è lo stesso che la aiutava a trovare le cose perse tramite il sortilegio dell’inghistara.
:: La fissità oculare ::

Talvolta lo scrying avveniva anche senza una base materiale prestabilita, era pura e semplice fissità oculare su qualche punto.
Emma Wilby, ad esempio, in “Cunning Folk and Familiar Spirits”, riporta l’episodio di un uomo del 1600 che vide il Re e la Regina delle Fate fissando semplici semi di felce che cadevano.
Robert Kirk, nel suo “Regno Segreto”, ci rivela che i veggenti scozzesi riuscivano a vedere le Fate mantenendo gli occhi fissi durante le loro visioni, e che alcuni le forzavano, mantenendo proprio tale fissità in maniera prolungata.
La pietra bucata per vedere le fate di cui si parla spesso nel folklore probabilmente impiega lo stesso principio.

In sintesi, la principale tecnica non-onirica di contatto con l’Altro Mondo nella Stregoneria Tradizionale era legata allo scrying, o su una superficie adatta come nel caso dell’idromanzia, o anche in assenza di essa come nei casi britannici.
Ovviamente non è necessario avere l’aiuto di partorienti o di bambini per effettuare questi rituali, anche se la formula e il riferimento all’angelo bianco/nero possono essere a mio avviso riprendibili anche oggi (magari modificando le parti in cui fa riferimento alla verginità). Vediamo come fare.
:: Esercizio di Scrying ::

Iniziamo cercando di contattare il nostro Famiglio Deifico. Questo è un esempio, ma il procedimento può essere applicato per comunicare con ogni Famiglio e Spirito con cui vogliamo metterci in contatto.

Una volta riusciti, se vorremo essere trasportati nell’Altro Mondo, al Sabba o alla Caccia Selvaggia, chiederemo al nostro Famiglio di portarci lì e assisteremo così a visioni legate a questi temi. Nel caso del Famiglio Animale potremo anche chiedere di unirci ad esso durante il viaggio, in una metamorfosi: chi riesce in questo fenomeno viene chiamato nei paesi di lingua inglese “shapeshifter”, mutaforma. Anche da noi esistono casi di mutaforma, pensiamo alle gatte masciare, streghe pugliesi che simbolicamente si trasformavano in gatti, ossia donne che si univano e prendevano la forma del proprio Famiglio Animale.

Ovviamente per arrivare a lavorare con il Famiglio Animale dovremo averlo già scoperto, ma sulla procedura per scoprire il Famiglio Animale ne parleremo in un altro momento.
Per ora focalizziamoci sul Famiglio Deifico.
Mi rivolgo adesso a te che mi leggi, e che sei interessato a capire come procedere:

1) In primis dovrai avere tutti gli strumenti necessari per effettuare l’operazione.
Serviranno quindi:
– una bacinella o una caraffa di vetro riempita d’acqua
– una candela bianca la cui fiamma venga riflessa sull’acqua
– una stanza buia e silenziosa (tapperai quindi le finestre, chiuderai la porta, staccherai il telefono di casa, spegnerai il cellulare e dirai a chi condivide con te l’appartamento di non disturbarti per almeno mezz’ora)
– una sveglia (che imposterai della durata di mezz’ora, tempo che se vorrai potrai via via aumentare fino ad arrivare a un’ora nelle sedute successive).

2) Accendi la candela e posizionala vicino alla bacinella d’acqua.

3) Quindi sarà il momento di ripetere l’intento ad alta voce.
Impiegando la formula tradizionale per l’idromanzia, dirai:
“Angelo bianco, Angelo nero, per la tua santità e per la mia purità, mostrami il vero. Fammi incontrare [Nome del proprio Famiglio Deifico, ovvero della propria Divinità].”

4) Trova una posizione che ti faccia sentire confortevole ma rimanendo con la schiena ben dritta. Rilassa ogni tuo muscolo, partendo dalla fronte fino ad arrivare alla punta delle dita. Scegli bene la postura perché ci dovrai rimanere almeno per mezz’ora.

5) Respira profondamente e concentrati sul respiro. Cerca di arrivare ad uno stato piacevolmente rilassato, ad una trance lieve. Comincia quindi a guardare con questo particolare atteggiamento meditativo e rilassato il centro della bacinella o il riflesso della candela in essa. In particolare, durante questo periodo evita di concentrarti sulle domande che vuoi fare al Famiglio o anche solo sull’aspettativa di vederlo o incontrarlo.
Piuttosto, mantieni la concentrazione su ciò che stai facendo, su ciò che stai guardando.
Lascia che i pensieri arrivino, ma non farti prendere da essi: resta concentrato su ciò che vedi e sul respiro. Quando idee specifiche, relative alle domande, allo Spirito o a qualsiasi altra cosa arrivano, lasciale venire e allo stesso tempo lasciale andare tornando al momento presente, tornando alla bacinella che sei intento ad osservare.

6) Guarda al centro dell’acqua o al riflesso della candela nel liquido. All’inizio, cerca di evitare di battere le ciglia troppo spesso, ma senza che ciò ti agiti o che diventi una preoccupazione o un pensiero intrusivo. Mantieni il tuo stato rilassato e semplicemente fissa l’acqua.
Guardala senza sforzare gli occhi, non fissarla in modo teso ma osservala in modo rilassato. Mentre porti lo sguardo all’acqua, il corpo e la mente dovranno essere totalmente rilassati. Non devi fissare con forza, devi osservare senza sforzo. Quando fissi qualcosa, ti stai sforzando un po’: tendi i muscoli facciali, il corpo, gli occhi, aumenta leggermente la frequenza cardiaca e così via. Tutto ciò ti distrae.
Qui invece devi guardare in maniera rilassata, come se fosse quasi un oggetto “di sfondo”, come se non ti importasse. E’ simile al guardare una persona di cui sei innamorato. La fissi ma non in maniera tesa, la osservi in maniera rilassata senza distrarti. Lo fai senza sforzo.

7) Dopo un po’ di tempo che continuerai a osservare, potrai accorgerti che la superficie dell’acqua diventerà lattiginosa per poi schiarirsi, creando delle sorte di “nubi” o “fumo” (a volte anche fumo colorato) prima di iniziare a presentare delle immagini.
A questo punto puoi continuare chiudendo gli occhi.

8) Chiudi gli occhi, guarda lo schermo nero dietro le palpebre e focalizzati su di un punto specifico del campo visivo, facendo attenzione a non creare tensione oculare (altrimenti si potrebbero creare problemi per la vista). Questo punto non è un punto deciso prima ma quello che i tuoi occhi quando chiudi le palpebre fissano in maniera naturale.

9) Ripeti l’intento a mente (ad esempio:
“Voglio incontrarti, [Nome del Famiglio Deifico],
voglio incontrarti, [Nome del Famiglio Deifico]…”).
Accorda questo pensiero con il respiro se ti trovi meglio, ad esempio:
“Voglio incontrarti” -> Inspirando
“[Nome della Divinità]” -> Espirando.
Mentre lo fai, può essere utile cercare di percepire la sensazione di scendere o di cadere, può aiutare a rendere la trance più profonda e aumentare le possibilità di ottenere una visione.

10) Estraniati dal resto, cerca di fare in modo che il mondo esterno non esista per te, che oltre a te rimanga solo l’intento che stai ripetendo e lo schermo nero dietro le tue palpebre.

11) Quando arriverà un’immagine, continua a mantenere il tuo stato rilassato e osservante, permettendo all’immagine di arrivare senza esercitare alcuno sforzo mentale per controllarla.
Una volta che l’immagine inizierà ad arrivare, attendi finché non si stabilizzerà da sola.
Quando capirai che ciò che vedi è vero, che è una visione e non un’illusione, chiedi all’immagine di mostrare ciò che ha da mostrare, o da dire ciò che ha da dire, qualora non lo faccia da sé.

12) Resta a recepire le visioni (o anche messaggi uditivi, verbali o percettivi) per quanto tempo desideri (o fino al suonare della sveglia).
Quando senti di aver finito ringrazia lo spirito, apri gli occhi, ringrazialo ad alta voce per esserti apparso e per le sue (eventuali) risposte ai tuoi quesiti.
Ringrazia anche l’”Angelo bianco et Angelo santo” o “Angelo bianco e Angelo nero” per averti messo in contatto con il tuo Famiglio Deifico.

13) Adesso saluta sia l’Angelo che il tuo Famiglio e spegni la candela. L’esercizio, a questo punto, è terminato.
Per tornare ad uno stato normale di coscienza può essere utile mangiare qualcosina.
:: Interpretare le visioni e distinguerle dalle illusioni ::

Come capiamo se un’immagine vista durante la sessione di scrying è veramente un messaggio da parte di uno spirito o se è un’illusione?
Di solito possiamo seguire queste regole base:
1- Nitidità
2- Arrivo improvviso
3- Sensazione di sorpresa
4- Assenza di aspettative
5- Mancanza di familiarità con i simboli della visione

1) Di solito le visioni vere sono più nitide delle immagini mentali. Le immagini mentali sembrano quasi “cartoni animati” rispetto alle visioni vere, le quali invece rispetto alle illusioni sembrano quasi “foto”: hanno colori più accesi, possiedono dettagli più marcati e così via.

2) Le immagini mentali illusorie seguono il flusso di coscienza, un’immagine che si modifica nell’altra e così via. Le visioni effettive invece sono improvvise.

3) In quanto improvvise spesso sono associate anche con sensazioni forti, soprattutto una sensazione di sorpresa.

4) Ovviamente se abbiamo in mente l’aspettativa di vedere X, vedremo X. Ma sarà un’illusione. Dovremo dunque evitare di pensare a ciò che vogliamo vedere, all’aspettativa “ah adesso vedrò X” o “ah adesso lo spirito mi dirà X, Y e Z”. Dobbiamo restare concentrati invece sul nostro focus visivo (lo schermo nero o l’acqua) e lasciar venire qualsiasi cosa.
Non dovremo dunque selezionare ciò che ci arriva, sforzandoci di cambiarlo. Lasciamo che tutto arrivi a suo tempo e a suo modo. Non interferiamo.

5) Alla fine di ogni seduta dovremo chiederci: questo simbolo l’ho già visto nella mia vita? Dove? Lo riesco a ripescare con facilità? Lo ricollego a un mio vissuto? Se è così, prendiamo con le pinze.

Ovviamente questa disamina va fatta a fine seduta, prima dobbiamo restare concentrati sull’esercizio, senza lasciarci prendere da valutazioni su ciò che vediamo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...