Introduzione alla Stregoneria Tradizionale (IV): Rinuncia alla Cristianità e Autoiniziazione

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.:: Rinuncia alla Cristianità e Autoiniziazione ::.

Premessa: molto di ciò che dirò vede protagonista “il Diavolo”. In realtà, come dimostrano diversi studiosi tra cui Emma Wilby, in ambito britannico il Diavolo era un altro nome della figura ben più mite del Re delle Fate (per capirci, “Oberon” nell’opera “Sogno di una notte di mezz’estate” di Shakespeare). In ambito continentale invece spesso era la copertura di un qualunque tipo di Famiglio Deifico, soprattutto femminile (ad esempio nei processi del Nord Italia la “Signora del Gioco” viene prima affiancata e poi sostituita dal Diavolo come leader dei raduni stregoneschi, e nei Paesi Baschi il Diavolo, Akerbeltz o Janicot, un caprone nero, altri non nascondeva che la Dea Mari, la Divinità che era a capo del pantheon basco pre-cristiano). Perciò interpretate in questo modo ogni accenno al Diavolo che faremo nel testo. Non siamo satanisti (non che ci sia nulla di male se lo fossimo, ma non lo siamo).
:: Alcuni esempi di iniziazioni stregonesche ::

Nell’aprile del 1662, Isobel Gowdie, una donna di Auldearn, in Scozia, racconta la sua iniziazione alla Stregoneria:
“la prima cosa che feci quella notte, fu di rinnegare il mio battesimo, e misi una delle mie mani sulla cima della mia testa e l’altra sotto la pianta del mio piede, e poi abbandonai tutto ciò che vi era in mezzo tra le mie due mani al Diavolo. Lui stava sul banco del lettore e aveva un libro nero in mano. Margaret Brodie, ad Auldearn, mi condusse su dal diavolo per essere battezzata da lui. E mi marchiò sulla spalla e succhiò via il mio sangue dal marchio e lo fece zampillare nella sua mano, e, spruzzandolo sulla mia testa, disse, “Io battezzo te, Janet, nel mio stesso nome!””.

Lo stesso rituale di mettere una mano sopra la testa e una sotto la pianta del piede rinunciando al battesimo e dedicando tutto ciò che vi è in mezzo al Diavolo è un’usanza riportata più volte nei processi, pensiamo a quello contro Marie Lamont (nel Renfrewshire, anch’ella nel 1662) e nel folklore (Robert Kirk riportò che i visionari scozzesi usavano questo rito per permettere a una persona curiosa di vedere temporaneamente le fate; doveva solo mettere il suo piede sul piede del visionario, mentre lui poneva la sua mano sulla testa del curioso e poteva vedere quanto normalmente vedeva il veggente guardando oltre la sua spalla destra).

Nel Continente, molto più diffuso come gesto di rinuncia al cristianesimo era la profanazione dell’ostia (che si doveva mettere sotto la lingua durante il momento della comunione al posto di mangiarla e conservare per il gesto lontano da occhi indiscreti) o il calpestare la croce, abiurando la propria fede a Dio.

Nel folklore del Nord America (quello degli invasori europei, ovviamente, e non dei nativi) l’autoiniziazione alla stregoneria è di solito eseguita mediante:
* Una rinuncia alla cristianità, spesso attraverso un rituale come il ripetere il Padre Nostro al contrario
* Il donarsi a un’entità dell’Altro Mondo, come il Diavolo o l’Uomo in Nero, in cambio di poteri magici
* Un atto di esposizione, come l’essere nudi o un’unione sessuale di qualche tipo, anche se in certi casi non è necessario
* Un segno dell’accettazione del candidato come strega
* La trasmissione della conoscenza magica in modo cerimoniale, e/o la presentazione di un famiglio.

Alcuni rituali nord americani includono l’andare su una montagna o collina e portare una ruota per la filatura, esprimere il proprio intento di darsi al Diavolo finchè la ruota non inizia a girare da sola. Un altro include lo sparare diverse volte al cielo o ai corpi celesti maledicendo il Dio cristiano ad ogni colpo (atto da evitare, sia per la pericolosità dei proiettili volanti, sia perché molte Divinità sono legate alla Luna o al Sole o ai pianeti). Uno ancora include il lavare in un corso d’acqua un oggetto (che ora è un pugnale mai usato, ora delle corna di animale, ora uno strano libro) per più giorni comparando la sua purezza con la libertà dal Dio cristiano che si è ottenuta mediante quest’atto. Infine, anche qui troviamo il rituale del mettere una mano sotto i piedi e l’altra sopra la testa.

Non sempre avveniva un rituale di iniziazione formale, ad esempio Alison Pearson (1588) disse semplicemente “sì” a un’offerta proposta di alleanza da uno Spirito apparsole e questo bastò, secondo diversi studiosi, anzi, la vera iniziazione sarebbe il proprio primo viaggio verso l’Altro Mondo che compie la strega.
Difatti la maggior parte delle streghe non “diventa” tale, ma anzi, riceve improvvisamente una visione del proprio Famiglio Animale o di quello Deifico, o inizia a viaggiare fuori dal corpo e volare verso il Sabba, il Corteo o a combattere Battaglie in Spirito (nel caso dei benandanti) ad una certa età.

E’ anche possibile che questi due tipi di iniziazione (formale e informale) si uniscano, e che quindi durante la prima esperienza di volo spirituale al Sabba, una persona riceva come prova di ammissione alla cerimonia onirica proprio il calpestare la croce, profanare l’ostia ed essere battezzata dal proprio Famiglio Deifico.
:: Perché iniziarsi formalmente ::

Io sinceramente consiglio di intraprendere un’autoiniziazione formale una volta scelto il proprio il Famiglio Deifico e aver intrapreso a fargli offerte in suo onore per diverso periodo.
L’autoiniziazione in questo caso serve a due fini:
a) Rimuovere le paure cristiane. Non siete più cristiani, fatevene una ragione. I vostri Dei sono stati quasi sempre associati al Diavolo, quindi avere paura appena la gente prova a pronunciare il Suo nome, è abbastanza assurdo. Diavolo, alle vostre orecchie, dovrebbe suonare come “ogni Divinità che non è il Dio cristiano”. Quindi sì, agli occhi di un cristiano praticante… voi venerate il Diavolo! Io venero il Diavolo! Agli occhi di un cristiano siamo tutti fritti nell’olio bollente dell’inferno. Da questo punto di vista, non ha minimamente senso tenere un “timore reverenziale” nel ripetere un Padre Nostro al contrario, nel dissacrare un’ostia o nel calpestare una croce.
Ovviamente questo è un atto di liberazione personale, non sto incitando a dissacrare chiese o a fare i vandali. Se volete calpestare una croce, non può essere la croce di chi ci ha speso soldi e messo il cuore, dovete da comprarvela voi. Se volete dissacrare un’ostia, non ditelo a un cristiano per stuzzicarlo, è infantile e irrispettoso verso la sua persona. Liberarsi da delle catene non vuol dire diventare dei ca..oni o dei vandali. L’idea di base non è covare un odio verso un’istituzione o i suoi seguaci, ma liberarsi dal peso della precedente fede in modo da poter apprendere al 100% ciò che porta avanti la nuova.
Per farlo, non possiamo credere che “buh se dici il Padre Nostro al contrario arriva il Diavolo allo specchio e ti tormenta nella notte”, non possiamo avere paura dell’inferno!
Quando, facendo questo rituale, riusciremo a percepire e sentire queste paure e a notare che no, non stiamo abbrustolendo come polli allo spiedo per averlo eseguito, potremo finalmente liberarci di esse.

b) E’ un impegno verso il proprio Famiglio Deifico. Oltre alla rinuncia alla fede cristiana, l’iniziazione include il dedicarsi al “Diavolo” cioè al Famiglio Deifico, alla propria Divinità. Siamo pronti a prendere seriamente un impegno verso una Divinità, al punto da farle offerte regolarmente, ogni anno della nostra vita, ogni mese, ogni settimana? Perché questo è ciò che significa dedicare tutto ciò che vi è tra la nostra testa e i nostri piedi. Vuol dire che siamo del nostro Diavolo, siamo del nostro Famiglio Deifico. E’ un impegno per l’intera esistenza. Siamo pronti a questo passo?

Se lo siamo, ecco come procedere per un’iniziazione che tenga conto di quelle che abbiamo riportato finora, considerando ovviamente l’enorme variabilità dei rituali (che vanno dal “vai in una montagna e fai x e y per tot giorni” al “ciao, vuoi lavorare con me?” “sì grazie!” ad una visione) che non ci permette di prenderne uno come esempio, ma ci induce a unificarli il più possibile per uno più completo:
:: Il Rituale ::

1) Entra in una chiesa durante una funzione, senza farti notare intingi le mani sull’acquasantiera e asciugale sui pantaloni all’altezza dell’ano senza farti notare (non è esibizionismo, è superare la paura!). Siediti e senza fare il segno della croce o altro aspetta che il prete dia le ostie. Prendi la tua ostia ed evita di mangiarla se te la mette in mano o se non è possibile perché te la fa ingoiare, mettila sotto la lingua e toglila subito, nascondila immediatamente e conservala in un panno o un fazzoletto, facendo attenzione a non romperla (ancora).

2) Compra un crocifisso dai negozi specializzati o costruiscine uno tu.

3) Scrivi il Padre Nostro al contrario. In italiano è:
“Nema! Elam lad icarebil am
Enoizatnet ni errudni ic non
Irotibed irtson ia omaittemir il ion emoc
tibed irtson i ion a ittemir.
Onaiditouq enap ortson li iggo iccad
Arret ni emoc oleic ni ìsoc
Atnolov aut al attaf ais
Onger out li agnev
Emon out li otacifitnas ais
Ileic ien ies ehc
Ortson erdap!”

Si può fare anche in latino, se uno lo preferisce.

4) Vai in un luogo isolato, preferibilmente nella natura, spogliati se possibile (magari tranne le scarpe per non farsi male nel calpestio), quindi esprimi ad alta voce il tuo intento:
“Voglio che la mia anima sia libera dal sangue di Gesù Cristo, rinuncio a Gesù il Figlio, rinuncio a Dio Padre Yahvè, rinuncio allo Spirito Santo, rinuncio alla Madonna Maria, rinuncio al mio battesimo cristiano!”

5) Recita adesso tre volte ad alta voce il Padre Nostro al contrario, con tutta l’enfasi e la forza che puoi.

6) Adesso posiziona a terra la croce e calpestala fino a romperla. Mentre lo fai, recita il Padre Nostro al rovescio.

7) Adesso appoggia a terra anche l’ostia e urinaci sopra, fallo anche sulla rimanenza della croce e quando hai finito, calpesta e strappa l’ostia con i piedi unendo le rimanenze al fango della terra.
Mentre lo fai, continua a recitare il Padre Nostro al contrario.

6) Adesso urla:
“La mia anima non ti appartiene più, Gesù Cristo! La mia anima non appartiene più a te, Yahvè, Dio padre dei cristiani e dei giudei! La mia anima non è più legata a te, Spirito Santo! La mia anima ti rigetta, Maria Vergine! La mia anima rigetta ognuno di voi! Adesso sono libero, libero per sempre da voi! La mia anima adesso appartiene a me, solo e unicamente a me! Voi non siete più nulla per me, sparite adesso e per sempre dalla mia vita!”.

7) Recita altre tre volte il Padre Nostro al contrario, quindi guardati intorno, resta in silenzio e stai ad ascoltare. Ci sono dei segnali? Il vento si muove o non si muove improvvisamente? Vedi un animale? Come si comporta?

8) Adesso, quando sei pronto, chiama il tuo Famiglio Deifico:
“Tre volte chiamo il tuo nome, [Nome del Famiglio], tre volte io ti chiamo! [Nome]! [Nome]! [Nome]!
Sii presente, te ne prego!
Sono venuto da te e a te mi inginocchio – *inginocchiati* – perché a te mi voglio dedicare, [Nome]!
La mia anima adesso appartiene a me, sono libero finalmente dalla schiavitù del Dio d’Abramo e qui, nella selva, mi vengo a concedere a te, [Nome].
– *Alzati in piedi* –
A te mi concedo e prendo un impegno solenne: in ogni attimo della mia vita sarò legato te, in ogni momento della mia esistenza sarò vicino a te, io oggi concedo ogni parte di me, dalla cima della mia testa – *metti una mano sulla tua testa* – alle piante dei miei piedi – *metti l’altra mano sotto uno o entrambi i piedi senza cadere* – al tuo servizio! Io mi celebro oggi come interamente tuo, [Nome], come un figlio è interamente del/la proprio/a padre/madre! Io sono interamente tuo, [Nome], affinchè tu sia interamente mio, perché da oggi, da oggi, [Nome], siamo eternamente legati. Il legame è creato e non si potrà mai più spezzare! Così sia!”
Adesso rimetti le mani in una posizione normale e inchinati, inginocchiandoti.

9) Fatti un piccolo taglio sul palmo della mano con una lametta sterilizzata o un ago, anch’esso sterilizzato.
Facendolo, dì:
“Questo è il marchio che imprimo su di me! La ferita potrà rimarginarsi, ma questo marchio rimarrà per sempre, perché è il tuo marchio, [Nome del Famiglio Deifico], è il segno del legame che mi unisce a te!”

10) Dalla ferita, dove scorrerà qualche goccia di sangue, fai in fretta e appoggiala sulla tua testa, facendo cadere un paio di gocce e dicendo:
“Io mi battezzo col sangue nel tuo sacro nome, [Nome del Famiglio]! Il battesimo di sangue lava via il battesimo d’acqua. Ecco, adesso io sono libero dal mio battesimo cristiano e sono battezzato nel tuo nome, [Nome]. Da te sono battezzato e a te sono legato per sempre, [Nome]. Così sia!”

11) A questo punto fai nuovamente silenzio, osservati intorno, concentrati sulle tue sensazioni e vedi se percepisci dei segni o se senti qualche strana emozione dentro di te.
Interpretala e ringrazia il Famiglio Deifico per il suo messaggio.

12) Ringrazia nuovamente il Famiglio, salutalo, rivestiti, prendi le rimanenze della croce e buttale (o mettile in un sacco e buttale appena puoi) e poi torna a casa.
:: L’Iniziazione in Spirito: il viaggio nell’Altro Mondo ::

Se non vogliamo eseguire alcun rito formale, allora la nostra iniziazione sarà da contarsi come il nostro primo viaggio in spirito nell’Altro Mondo, al Sabba, con il Corteo delle Signore della Notte, con la Processione dei Morti o per eventuali Battaglie in Spirito. Tutti questi argomenti verranno affrontati singolarmente nei prossimi approfondimenti.
:: Fonti ::

Brian P. Levack, The Witchcraft Sourcebook (pag. 283): https://books.google.it/books?id=Lj7LCQAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false

Emma Wilby, Cunning Folk and Familiar Spirits.

Carlo Ginzburg, Storia Notturna.

Blog Post 50 – A Witch’s Initiation

Blog Post 45 – Witches

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