Introduzione alla Stregoneria Tradizionale (II): Spiriti Familiari

stregoneriatradizionale 2

• Introduzione: Definire il Famiglio
• Il Famiglio Deifico
• Il Famiglio Animale
• Il Famiglio Vegetale
• Il Famiglio Defunto
• Il Famiglio Fatato
• Il Famiglio Domestico
• Mantenere la Relazione
:: Introduzione: Definire il Famiglio ::

Quando si parla dello Spirito Familiare, spesso si afferma che il Famiglio fosse uno specifico -tipo- di spirito che è attratto dalla strega. Questo è vero, tuttavia vi è da ridefinire, o meglio ampliare, la portata degli spiriti inclusi in questa definizione.

Lo spirito familiare è uno spirito dell’Altro Mondo che viene alla strega per impartirle la conoscenza degli spiriti. È un essere familiare (spesso anche nel senso biblico del termine) alla strega, e le conferisce tale saggezza attraverso la trance, la possessione, i sogni o l’amplesso sessuale. Ecco perché è possibile avere numerosi famigli, ognuno dei quali può essere un amante spirituale.

Perché estendere il termine? Il perché ce lo rivela la storia dello spirito familiare. Le streghe si riferivano spesso a varie creature parlando del proprio “spirito familiare”, sia che si trattasse di fate, che di morti ancestrali, che di animali o addirittura di dei (ad esempio “il diavolo”, nome con cui spesso si nascondevano divinità precristiane). I nostri antenati credevano che fosse possibile avere numerosi spiriti familiari, quindi perché non dovremmo crederlo anche noi? Tuttavia, ritengo che ci fosse un famiglio personale, vero, che era unico per ogni stregone, ma non parlerò di questo adesso. Una strega poteva (e può) avere uno, o avere tutti questi famigli (anche se più famigli non è necessariamente uguale a più potere, anzi di solito – visto l’impegno che richiede mantenere così tante relazioni spirituali – è quasi il contrario!), ma (almeno tradizionalmente) la strega doveva averne almeno uno di questi. Per funzionare magicamente in modo efficace, DOBBIAMO avere questa connessione con l’Altro Mondo. Altrimenti siamo solo immersi nell’autoillusione.
:: Il Famiglio Deifico ::

La divinità è la prima, e più spesso anche la prima ad essere ricercata, dello spettro dei famigli. Spesso viene chiamata “dio patrono” o “dea patrono” dai praticanti moderni, anche se in passato il concetto di “dio” si era perso con la fine del paganesimo ufficiale e quindi ci si riferiva a tali entità semplicemente come spiriti più potenti rispetto ad altri. Questo famiglio è un dio che arriva allo stregone in visione durante la veglia o in sogno/semisogno. Durante o a seguito di tale prima visione si stabilisce un patto tra il famiglio deifico e il praticante. Lo stregone servirà questo dio e, in cambio, il dio riceverà offerte e permetterà che parte del suo potere possa scorrere attraverso lo stregone.

Tale entità cambiava a seconda della regione. A Milano era Madonna Horiente, a Roma era Erodiade, in Campania era Diana, in Sardegna era Sa Rejusta (anche detta Mama Erodas, Arada o Araja), in Umbria, Marche e Abruzzo era la Sibilla Appenninica, in Emilia-Romagna era la Signora del Corso o la Sapiente Sibilla, in Toscana era Diana (affiancata probabilmente da Apollo/Lucifero e da Erodiade/Aradia), in Sicilia era la Regina delle Fate (detta anche Fata Maggiore, Savia Sibilla, Signora Greca, Signora Grazia, Donna Inguanto, Mandotta e Donna Zabella) talvolta affiancata dal Re delle Fate (o Re Cozzo o Cucco), in Trentino era la Berta, nel nord Italia più in generale era la Donna del Buon Gioco, in alcune zone della Francia era Habundia o Dame Abonde (chiamata anche Satia), in Germania era Holda o Perchta, nei Paesi Baschi era Janicot o Akerbeltz (probabilmente derivante da Mari, figura femminile a capo del pantheon basco), in Romania era Doamna Zinelor, Irodeasa o Arada, in Gran Bretagna era la Regina di Elphame (Elphame sarebbe il mondo delle fate), detta talvolta Nicnevin e che Shakespeare chiamerà invece anche Titania e Regina Mab nelle sue opere, e spesso affiancata dal Re delle Fate, chiamato anche Christsonday (dall’accusato per stregoneria Andro Man), Oberon da Shakespeare, e spesso ridenominato come “il Diavolo” in certi processi.

Spesso in onore a questo famiglio e al suo corteo si offriva del cibo e da bere, si apprecchiava la tavola la sera per lui e il suo seguito, attendendo il suo arrivo durante la notte.

Una volta che la relazione con questo famiglio è iniziata, offuscherà per sempre la tua mente. Il rapporto diventerà via via sempre più intimo, diventerà familiare e la divinità potrà inviare al praticante ulteriori famigli come suoi messaggeri.
:: Il Famiglio Animale ::

Il famiglio animale è il primo a cui la gente pensa quando si parla di famigli. Questa è una creatura che può essere corporea come può essere incorporea.
L’animale vivente è, essenzialmente, una creatura che è resa familiare alla strega durante il tempo. E’ un semplice animale che viene nutrito (oltre che con il suo mangime normale) anche con qualche goccia del sangue della strega, per farlo diventare un famiglio.
L’animale spirituale invece è lo spirito stesso della strega in forma animale, che può essere riscoperto dalla strega grazie all’aiuto di altri famigli, come il famiglio deifico.

Il famiglio vivente deve essere cresciuto, allevato e curato personalmente dalla strega. La connessione tra lo stregone e il famiglio viene costruita nel tempo mediante offerte di alcune gocce di sangue del praticante, in modo che l’animale e l’uomo diventino sempre più legati, risuonino assieme quasi fossero un solo essere.

Quando questa connessione sarà stabile (dovrà comunque essere mantenuta e alimentata per tutta la vita) l’Imp (così viene chiamato il famiglio animale nel mondo anglofono) può essere inviato ad eseguire diversi compiti assegnatigli dallo stregone, e lo stregone può possedere l’animale con il suo stesso spirito, e l’animale può insegnare alla strega una o due cose sulla sua magia bestiale.

Altri lavori che si possono compiere con il famiglio vivente sono:

• la divinazione: il famiglio può manifestare con il suo comportamento i segni che altri spiriti possono inviare al praticante a seguito di una sua domanda.
Sebbene alcuni distinguano un famiglio domestico e uno divinatorio, quasi mai tale divisione è così netta. Infatti spesso ciò che viene chiamato erroneamente “famiglio divinatorio” è semplicemente un esempio di divinazioni per omen. Spiego meglio: nelle divinazioni per omen, per segni, a seguito della domanda compiuta dal praticante lo spirito risponde “mostrando un segno” e modificando il mondo circostante. Questa modifica talvolta avviene mediante il cambiamento del comportamento di un animale selvatico, ma allo stesso modo può arrivare anche da una persona che passando per la nostra strada dice qualcosa che possiamo interpretare come segnale. Visto che in questo caso tale persona non diventa il nostro “famiglio umano divinatorio”, anche l’animale che ci appare per caso a divinare in mezzo alla foresta non sarà necessariamente un nostro “famiglio animale divinatorio”.
• invio per eseguire compiti magici: al famiglio viene assegnato un compito, contattandolo quando siamo in stato alterato di coscienza, ed esso lo eseguirà (probabilmente durante le ore di sonno) se saremo riusciti con successo a fargli capire cosa gli chiediamo.
• invio per possessione: al famiglio può essere richiesto di inviare il suo spirito, probabilmente solo durante le sue ore di sonno, e di possedere una persona che vogliamo in questo modo maledire.

Il famiglio spirituale è invece lo spirito stesso dello stregone e rappresenta l’animale in cui si trasforma l’anima del praticante durante il viaggio nell’Altro Mondo, oppure può essere uno spirito esterno, lo spirito di un animale.
In questo caso tale spirito esterno viene generalmente ospitato all’interno di un contenitore adatto per la forma e per la dimensione dell’animale in questione, e vengono fatte offerte al famiglio ospitato per nutrirlo e sostenere la sua presenza in questo mondo.
Il famiglio interno, al contrario, è il doppelgänger della strega, il suo doppio spirituale. Possiamo definirlo, in attesa di termini migliori, come un riflesso della sua anima.

Il famiglio spirituale, soprattutto il famiglio interno spirituale, può aiutare:
• nello shapeshifting, ovvero nel mutare forma. L’anima dello stregone e quella del famiglio si uniscono durante un viaggio fuori dal corpo e il praticante assume l’aspetto, vede, sente e percepisce come se fosse all’interno del suo famiglio.
• come guida nell’Altro Mondo: il famiglio spirituale può guidare lo stregone nel suo viaggio nel Mondo degli Spiriti, e condurlo al cospetto delle corti dei famigli deifici (ad esempio nella corte della Regina di Elphame, se questo è il famiglio deifico del praticante).
• può trasportarlo al sabba: il sabba in stato alterato di coscienza avviene spesso in un luogo dell’Altro Mondo in cui più praticanti si riescono ad incontrare per celebrare assieme in sogno o in visione. Il famiglio aiuta lo stregone ad arrivare esattamente dove si trovano gli altri praticanti e dove è possibile che il famiglio deifico sia anch’esso presente.

Il famiglio spirituale può essere scoperto in diversi modi:
• viene rivelato (simbolicamente donato) da un altro famiglio (di solito quello deifico) – questo avviene tradizionalmente e solitamente durante il sabba in sogno, visto che si dice spesso nei processi che il diavolo durante le riunioni stregonesche assegna a ciascuna strega un famiglio.
• appare per caso in visione.

Il famiglio vivente invece può essere passato da un’altra strega o può essere reso tale mediante il nutrimento costante con il sangue del praticante.
::Il Famiglio Vegetale ::

Questo è un famiglio che talvolta viene creato dallo stregone sotto forma di radice di mandragora. Altre volte non viene alterato e può trattarsi dello spirito di un albero che assiste il praticante, o lo spirito di un arbusto, o qualche pianta (spesso velenosa o allucinogena). Lo spirito vegetale insegnerà allo stregone l’arte dei veleni, dei balsami, delle pozioni, degli unguenti, come danneggiare, come guarire, come confondere, come eccitare i sensi. Sono spiriti pericolosi e strani, ma sono anche molto vicini agli umani.

Alcune tradizioni chiamano questi famigli con il nome di “feticci”, soprattutto quando costruiti dal praticante come nel caso della radice di mandragora.
:: Il Famiglio Defunto ::

Il famiglio defunto è quello di uno spirito dei morti che viene alla strega per offrirle aiuto.
Questo famiglio può essere un antenato spirituale della strega, quindi un suo parente morto, o un antenato stregonesco, ossia una strega del passato che sceglie di guidare il praticante.
Il praticante può anche semplicemente andare in un cimitero e scegliere uno spirito idoneo che l’aiuti.

Questo famiglio è tradizionalmente chiamato per rituali di divinazione e lavoro oracolare, come quelli eseguiti dalla Strega di Endor.
Lo spirito del defunto è spesso alloggiato in un altare o all’interno di immagini, anelli, specchi, ampolle, ciotole, oppure dentro ad un teschio umano (o ad una replica in legno o ceramica del cranio) o altro ancora.

Storicamente, vi era poca differenza tra il famiglio defunto e il famiglio fatato (così come vi era poca differenza tra il famiglio fatato e quello vegetale, essendo i folletti e le fate degli spiriti dei luoghi), visto che spesso nel folklore si trovano leggende in cui dei vivi che vengono rapiti nel mondo delle fate trovano qui amici o parenti deceduti da tempo.
:: Il Famiglio Fatato ::

Il famiglio fatato è quello di cui si parla di più, ed è in relazione all’Amante Fatato o anche al Demone Amante. Questo famiglio è il più popolare all’interno delle leggende scozzesi, ed è solitamente tra un re e la sua moglie fata (ma anche al di fuori della Scozia, basti pensare alle leggende sulla fata Melusina). Le streghe della compagnia stregonesca della famosa Isobel Gowdie asserivano anche loro di avere demoni amanti o amanti fatati che le assistevano durante i loro atti magici.

Un esempio di tale amante fatato è quello della leggenda di Tam Lin: in essa una giovane donna, Janet, si avvicina a un campo per cogliere una rosa, ma qui vi incontra il guardiano del luogo, Tam Lin appunto, di cui si innamora (la storia va poi avanti ma questa è la parte che ci interessa).
Esaminando quanto di vero c’è in questa leggenda, scopriamo che Tam Lin era un uomo ed è diventato il guardiano del luogo grazie alla Regina di Elphame che lo aveva salvato al momento della morte. Lui stesso, come spirito del luogo, intrattiene una relazione con una mortale, e lei addirittura rimane incinta.
Questo indica senza ombra di dubbio come tale relazione fatata sia una relazione tra un essere umano e l’anima di un luogo, che l’amore con tale amante sia un simbolo della relazione con lo spirito di un luogo e infine che tale amore porti a legarsi – a volte addirittura nella vita oltre la morte – a tale posto.
Una situazione simile si intravede anche in epoche più remote: pensiamo per un attimo alla relazione tra Numa Pompilio e la ninfa Egeria, che altri non era che uno spirito di un luogo.

Quello che appare indubbiamente dalle leggende sull’amante fatato è che la relazione è una relazione di amore. Legandosi a un luogo è normale provare desiderio, mancanza, come in una vera relazione umana, quando si è distanti troppo a lungo da esso.

Le fate sono legate indissolubilmente alle corti delle fate, ovvero a famigli deifici e alle regioni dell’Altro Mondo che essi abitano, quindi la conoscenza che è possibile ottenere da simili relazioni è sicuramente smisurata.
:: Il Famiglio Domestico ::

I famigli fatati non devono essere per forza esterni alla nostra abitazione. Uno dei più comuni, invece, è proprio il famiglio domestico, lo spirito della casa.

Si racconta in diverse leggende che chi riesca ad acchiapparne il cappellino a punta (dove rappresentato in questo modo), egli riveli – per riaverlo – la locazione di tesori nascosti.
In altri casi invece, agli ospiti sgraditi o per puro divertimento, si siede sulla pancia del malcapitato e provoca le paralisi notturne.

Andando al di là della metafora, ciò che possiamo comprendere è che uno spirito della casa è uno spirito tellurico, quindi conosce non solo la locazione di ogni cosa al suo interno, ma è anche collegato con la terra che è attaccata alle fondamenta del suo corpo fisico, l’abitazione. Per questo è teoricamente in grado di conoscere l’ubicazione di cose presenti al di sotto del terreno, come tesori nascosti. Inoltre agisce da guardiano e come un vero essere vivente, quindi valuta e cerca di allontanare gli ospiti sgraditi, favorendo invece quelli che gli lasciano qualche offerta di cibo e da bere al davanzale della finestra o sul tavolo della cucina.
:: Mantenere la Relazione ::

In essenza, le storie sono vere. Il famiglio viene nutrito con latte, sangue, vino e altri cricchetti per accendere la sua presenza nella vita dello stregone. Con alcuni, questa diventa un’unione sessuale tra lo spirito e il praticante. Oh, sì, anche con spiriti bestiali! Niente è tabù nel reame della stregoneria.

Adesso, non sto dicendo di andare e fo**ervi il vostro aiutante-cavallo, ma! Se avete sogni in cui fate sesso con il vostro famiglio-cavallo, o dove vi trasformate addirittura in un cavallo, non siete improvvisamente diventati zoofili, è semplicemente parte del processo, non siatene scioccati!
L’energia sessuale è un tipo di alimentazione, deriva da un fuoco vivo, e in cambio si riceve ulteriore fuoco vivo.
[Preciso che questa parte è presa dalla traduzione, io sinceramente non ho mai sognato di fare sesso con il mio Famiglio! Però magari succede anche questo e non dovrei sconvolgermi, N.d.T.]

Come osservazione di conclusione, riporto questa piccola poesia come contemplazione. All’interno vi è un’interpretazione, piuttosto moderna, su come ottenere uno spirito familiare:

“There was a crooked man, he walked a crooked mile.
He found a crooked sixpence upon a crooked stile.
He bought a crooked cat, which caught a crooked mouse.
And they all lived together in a little crooked house.”

“C’era un uomo rovinato, camminava per un miglio rovinato.
Trovò una moneta da sei pence rovinata su una scala rovinata.
Comprò un gatto rovinato, che catturò un topo rovinato.
E tutti vissero insieme in una piccola casa rovinata.”

“C’era un uomo rovinato” – c’era uno stregone.

“camminava per un miglio rovinato” – andò in stato alterato di coscienza.

“Trovò una moneta da sei pence rovinata” – fece un’offerta, rappresentata dalla moneta da sei pence.

“su una scala rovinata” – in uno spazio liminale, astrale o fisico, ad esempio un bosco, una collina, una grotta, o altri luoghi legati al contatto con l’Altro Mondo.

“Comprò un gatto rovinato” – ricevette un famiglio.
“che catturò un topo rovinato.” – il famiglio deve essere nutrito immediatamente.

“E tutti vissero insieme in una piccola casa rovinata.” – prese il famiglio e gli diede un posto dove riposare, come l’altare, il teschio, una bottiglia, un’immagine, un anello, uno specchio, un’ampolla, una ciotola o altro di cui abbiamo parlato prima.

[Tradotto e adattato da http://ioqayin.tumblr.com/post/132497684506/familiar-spirits ]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...