L’Arte di Elfhame #24: Cosa è l’Arte Tradizionale?

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero delle correnti Revivaliste all’interno del grande gruppo della Stregoneria Tradizionale. Mentre i precedenti articoli erano improntati sulla figura di Robin Artisson, in questo caso l’autore revivalista in questione è Andrew Chumbley. Nonostante le tradizioni che egli cita non siano in grado di riportare prove concrete sulla propria sopravvivenza ininterrotta dall’Epoca dei Roghi fino ad oggi, il loro contributo nell’ambito esoterico è immenso, e andrebbero approfondite anche dai Ricostruzionisti.
Ricordo ancora una volta che non sono io il traduttore degli articoli della serie “L’Arte di Elfhame”, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

 

Cosa è l’Arte Tradizionale?

– Un Breve Trattato sulla natura della Stregoneria Tradizionale
e forme di Pratica Magica somiglianti –

 

Andrew D. Chumbley

 

chumbley

 

“L’Arte Tradizionale è la Via Senza Nome dell’Arte Magica. E’ il Sentiero della Wytcha, la chiamata del cuore alla vocazione di Uomo Astuto e Donna Saggia; è il Cerchio Segreto degli Iniziati che costituisce il Corpo Vivente della Fede Antica. Il suo Rituale è il Sabba del Sogno fatto Carne. Il suo Mistero giace nella Terra, sotto i piedi di Coloro che percorrono il sentiero tortuoso di Elphame. Il suo Libro Sacro è la Via della Conoscenza delle Erbe e della Fascinazione delle Bestie, il tesoro delle tradizioni ricordate da Coloro che riveriscono gli Spiriti; è la Grammatica del Sapere sussurrato all’orecchio, amata da Coloro che mantengono sacri i segreti dei morti e affidata a Coloro che guardano sempre oltre… A chi domanda sull’Arte Tradizionale, le sue risposte si trovano nella sua terra nativa: il Cerchio dell’Arte delle Arti!”

 

I

Tali sono i miei propri pensieri a questa domanda e come tali essi sono unicamente miei, ma non di meno sono i pensieri di un uomo che ha camminato nel Cerchio della Gente Saggia per molte volte.
Alla domanda: “Cosa è l’Arte Tradizionale?” vi sono molte risposte pratiche, tante quanti sono i praticanti di questa misteriosa fede. Non vi è risposta diretta a tale quesito, ed è la meravigliosa diversità di possibili risposte che i genuini praticanti possono offrire che è, per me, la cosa più affascinante. Lo scopo delle pratiche e delle credenze che possono essere considerate come facenti parte dell’ “Arte Tradizionale” è sconosciuto e rimarrà sempre tale; e, inoltre, se per mezzo di questo trattato sarà possibile percepire il senso – avere un’intuizione – di questa diversità, si potrà forse comprendere l’occulta natura che unifica il tutto.
Quando sopra mi sono riferito a delle “risposte pratiche”, intendo nello specifico quelle risposte che possono essere di uso diretto e di valore ai compagni praticanti. Lo spirito di questo trattato è quello di essere utile ad ognuno di noi ai quali la domanda è indirizzata. Benché vi sia un certo numero di persone che possono presentare un resoconto genuino circa la natura dell’Arte Tradizionale, tali aderenti sono, in verità, pochi e discreti. In tempi recenti vi è stato un evidente affioramento dell’Antica Arte nella letteratura pubblicata, libri e articoli, di pubblico dominio.
Questa attività pubblica è eco di una rinascita interna della conoscenza. La fonte della Fede Antica rilascia la sua essenza vitale diffondendola nelle correnti sotterranee della pratica magica, concedendo il suo potere alle vene che viscerano nella terra, alimentando e nutrendo nuovamente la verdeggiante terra di Albion. Noi che apparteniamo al Mistero della Fede Antica siamo i guardiani della terra, la nostra conoscenza è l’arcano del suo cuore e del nostro. A questa fede dobbiamo essere devoti!
La manifestazione pubblica della Fede Antica non è apparsa in modo uniforme, bensì ne ha esibito una stimolante varietà. A queste varie forme o flussi della Tradizione ci si può riferire chiamandole “osservanze” o usanze del Vecchio Rito; esse si differenziano secondo il Maestro o la Maestra responsabile della diffusione del loro Sapere. Si potrebbe pensare che l’ingente esistenza della letteratura pubblica disponibile indichi una tendenza all’indebolimento – ad una diluizione – dell’essenza spirituale della Tradizione, ma non è questo il caso. Di fatto, la verità è l’esatto opposto: essa si muove verso un ampliamento e un approfondimento della ricchezza spirituale della Fede Antica. La Vecchia Arte emerge come un Sentiero che possiede un diverso schieramento di aspetti, che si estendono dalla pratica dell’incantesimo operato a livello di magia popolare – le arti della conoscenza delle erbe e dell’incantamento di animali, per mezzo di un appreso spettro di arti magiche, raggiungendo in apoteosi le altezze del misticismo genuino.
Per chiarire questa diversità è utile citare e riassumere brevemente alcuni esemplari specifici di osservanze che sono all’avanguardia della nostra attuale rinascita.

The Way of the Eight Winds: questa è la tradizione dell’Arte senza nome proposta da Nigel Pennick, praticata in Inghilterra orientale. Essenzialmente essa rappresenta una scuola di pratica magica derivata da, e continuante, la tradizione della Gente Saggia indigena diffusa nei luoghi del Cambridgeshire e nelle regioni Fenland. Deriva dalla linea iniziatica di “Sigaldry”, una tradizione di conoscenza runica che incorpora elementi pagani e cristiani in una sintesi magica coerente. Il metodo di successione della tradizione è, secondo Pennick, trasmesso da Maestro a discepolo e perpetuata dalla trasmissione della conoscenza tanto orale quanto scritta. E’ importante notare che nel suo libro “Secret of East Anglian Magic” viene fatto riferimento all’Antico Ordine degli Uomini Ossa (Antient Order of Bonesmen), alla fratellanza magica di Coloro che Sussurrano ai Cavalli (Horse-whisperers) e ai misteri solitari degli Uomini e Donne Rospo (Toadsmen and women). Vi sono altre forme di magia pratica ancora operative nelle medesime regioni e a cui vi si potrebbe riferire, in termini ampi, come “Arte Tradizionale”.

Via Nocturna: la conventicola de “la Caccia degli Spiriti”. Questo è il sentiero iniziatico dell’insegnamento della saggezza proposto da Nigel Aldcroft-Jackson, il Magister Janus ben Azazel. I suoi insegnamenti derivano sia da trasmissione orale quanto scritta e, nella loro interezza, costituiscono una sintesi di molti diversi aspetti delle tradizioni delle streghe. Detto in breve, il nucleo centrale della Conventicola viene tutelato nello stato di gnosi magica in cui il cercatore intraprende il pellegrinaggio notturno verso il Sabba. La Via Nocturna è perciò l’invisibile conclave degli iniziati uniti insieme in una parità di esperienza nello stato di trance-estasi. La sua saggezza è accessibile a coloro che sono passati attraverso i portali che fanno da soglia a questo mondo e che hanno intrapreso il viaggio iniziatico notturno nei regni del sogno di ciò che possiamo chiamare “Misticismo Witanico”, l’insieme di tradizioni derivate direttamente dall’esperienza gnostica della formula Sabbatica. La Conventicola è stata rimarchevole nel suo contributo in questo campo, specialmente nell’estrapolazione dell’essenza mistica interna degli insegnamenti di varie altre osservanze dell’Arte; il suo contributo è stato forse più importante di quello datoci dal Clan of Tubal-Cain.

The Clan of Tubal-Cain: questa è la Tradizione dell’Osservanza dell’Arte perpetuata dal defunto Robert Cochrane. Secondo Cochrane il Clan fu un corpo di iniziati i cui miti e metodi di pratica occulta derivano dalle vecchie Streghe nordiche. Si nota che in esso le componenti della sua costruzione mitica hanno subìto influenza da fonti demonologiche del tardo medioevo, specialmente per quanto riguarda gli insegnamenti sulla discesa dei Guardiani, il ruolo di Tubal Cain e l’importanza datagli come precettore della genealogia iniziatica del Sangue di Strega. L’importanza del contributo del Clan al continuo sviluppo dell’Arte Tradizionale è ben visibile nell’influenza creativa portata da coloro che furono direttamente coinvolti in questo lavoro. L’esempio principale è Evan John Jones, che fece un gran lavoro nell’esporre vari aspetti degli Insegnamenti del Clan, specialmente quelli che ruotano attorno alle forme mitiche del Castello, del Teschio e della Rosa, e del Roebuck in the Thicket.

Cultus Sabbati: questo è il nome adottato per scopi di comunicazione ed identità da un altrimenti corpo di iniziati senza nome dell’Arte Tradizionale. Nella sua attuale forma la Cultus è officiata dall’autore di questo trattato nel ruolo del suo presiedente Magister. Come tale cercherò di descriverne natura e funzione con opportuna obiettività.
La Cultus opera come veicolo per la trasmissione della Corrente Magica Quintessenziale ed è attiva nella tradizione in via di sviluppo della pratica magica a cui ci si riferisce come “The Sorcery of the Crooked Path” (La Fattucchiera della Via Tortuosa), mediante trasmissione orale, rituale e scritta. All’interno della Cultus sono in cooperante azione diverse osservanze dell’Arte e questo si riflette nella struttura dei gruppi di cui è costituita. Questi ultimi incorporano contesti di lavoro sia di congreghe, sia di più piccole cellule operanti; l’enfasi viene totalmente posta sull’autonomia di ogni iniziato. Una importante funzione della Cultus è quella di servire come punto d’incontro per vari sentieri iniziatici della Fede Antica e dunque di agire da intermediaria nell’incontro delle loro forze magiche del passaggio di potere. Benché il suo campo di esecuzione sia presente al centro delle campagne dell’Essex, la Cultus è animata da un numero di lignaggi iniziatici di successione multiculturali, da tutto il paese e da luoghi ben più distanti. Il nucleo degli insegnamenti del Sapere della Cultus Sabbati viene trasmesso sia oralmente che ritualmente, mediante la Fattucchieria Trascendentale e della Gnosi dei Misteri Sabbatici.

Queste sono solo quattro espressioni della Fede Antica, ma la loro diversità è il testamento alla ricca struttura della Spiritualità Magica Britannica. Non è di mia competenza affermare o mettere in dubbio la validità storica di questi quattro esempi di “Arte Tradizionale”, tuttavia il semplice impulso creativo che essi generano è, per me, la più meritevole forma di autenticità, senza tenere conto di niente altro.
V’è un notevole effetto di intuizione creativa e di sincretismo impartiti dai lavori pubblicati di questi esemplari, e ciò serve alla ulteriore “risposta” alla mia domanda iniziale. E’ tipico della genuina Gente Saggia utilizzare qualunque cosa sia a portata di mano e trasformare il corso di ogni influsso, indipendentemente dalla provenienza religiosa, per gli scopi segreti dell’Arte. E’ per questo quindi che l’Antica Arte adotta per sé stessa una grande opzione di attitudini e metodi, dal semplice incantesimo alle più alte forme cerimoniali di scongiurazione. In ogni contesto è possibile trovare tratti di tradizioni e credenze magiche provenienti dai più disparati tempi e luoghi, ma sono tutti portati a funzionare all’interno dello storico teatro della dimensione sacra, che sia il magico cerchio della Stregoneria o la nonupla trama di Sigaldry. Da fuori delle sue radici nella magia popolare, in ognuno dei suoi molti aspetti, la forma dell’Arte Tradizionale è in continua evoluzione ed è a questo rispetto che per un praticante diviene possibile percepire le traiettorie delle sue proprie possibilità. Il panorama spirituale dell’ Arte viene plasmato, mediante il potere della sua propria corrente, da una potente estetica di eclettismo mito-poetico; alla sua ricca varietà di tradizione ancestrale ne consegue una nuova definizione di forma, culminando nella raffinatezza di una profonda metafisica di estasi: il vero insegnamento del Sapere della gnosi magica. Ciò può essere visto come una naturale evoluzione da uno stadio di pratica religiosa a un altro livello più sofisticato, o ancora – da una posizione iniziatica – è possibile percepire l’emersione del Misticismo Witanico come il tempestivo svelamento del Sapere che è sempre stato nel cuore della Tradizione. Così come il fuoco ha sempre arso vivacemente al centro del cerchio, allo stesso modo noi e il cerchio dobbiamo eternamente girare attorno al suo asse attraverso le molte stagioni del Tempo e del Fato; e attraverso la sacra dimensione dell’Arte, noi siamo portati sempre più vicino all’eterno centro fra il mutevole turbinio dell’eone e del momento.
Probabilmente qualcuno potrebbe percepire uno sviluppo delle altezze apparentemente astratte del pensiero mistico ed un rifiuto del patrimonio del “buona gente di Elphame” che è vissuta prima di noi, ma non è così. Per me stesso, e come esempio, l’intreccio essenziale della stregoneria – la fune nodosa – può essere usato sia per guarire che per colpire, e ancora per il mistico compito di contemplare i luoghi di sosta dell’anima. L’orizzonte del cerchio è illimitato e l’estensione della nostra vera iniziazione viene misurata solamente dalla nostra stessa auto-delimitazione all’interno del suo infinito perimetro.

II

 

Per tornare alla questione iniziale di questo trattato e per seguire un’altra traccia attraverso il labirinto, andiamo a considerare l’Arte Tradizionale, i suoi nomi e i loro significati in discussioni generali riguardo la magia, e anche i mezzi mediante il quale il suo sentiero viene perpetuato.
In termini generali, e per tutto il trattato, il termine “Arte Tradizionale” indica pratiche religiose e di magia pagana che sono state tramandate da almeno prima dell’inizio del ventesimo secolo. Geograficamente il termine qui si applica alla passata e alla contemporanea magia popolare Britannica, ma ciò può essere esteso fino ad abbracciare credenze e pratiche di provenienza Europea, soprattutto Nordica. Malgrado la delimitazione spaziale assunta per i fini di questo trattato, l’Antica Fede possiede innumerevoli forme e può essere vista in molte e distanti regioni della Terra. Inoltre, le influenze culturali generate in passato e le forme moderne dell’Arte Tradizionale in Bretagna sono molte e diverse, e portano con sé tracce di Sapere che testimoniano una evidente miscela di flussi di iniziazione provenienti da tutto il mondo.
Nella letteratura esoterica, storica ed antropologica della seconda metà di questo secolo, il termine “Arte Tradizionale” viene generalmente usato per riferirsi a forme di pratica di magia popolare che depredano, o entrano in concorrente distinzione con le moderne o “riformate” correnti della pratica dell’Arte. La forma moderna di Stregoneria è solitamente conosciuta come “Wicca”, sebbene dovrebbe essere osservato che esistono molte variazioni di questo movimento moderno e che queste vengono chiamate in molti altri modi. Distintamente dalla “Wicca”, l’Antica Arte viene talvolta chiamata dai suoi seguaci “Weikka”; nel linguaggio dell’Arte essa viene spesso detta “Wytcha”. L’origine comune di queste varianti si ritiene sia l’ indoeuropeo WEIK – che si dice significhi “La religione delle fattucchiere”. Altre utili connessioni e derivazioni sono quelle che seguono:

Anglosassone: wicce/wicca, “strega”; wiccian, “lanciare un incantesimo”; witte “saggio”, wittan “essere saggio”;
Antico germanico: Wikkerie, “Stregoneria”;
Islandese: vita, “Sapere”; vitki, “uno stregone”;
Svedese: wika, “piegare, trasformare”;
Norvegese: vikja, “rivolgersi a, evocare, esorcizzare”;
Anglosassone: wikken, “fare (del) male”; wicked, “essere cattivo” ed essere yfel (cattivo, malvagio, sfortunato, inferiore – NdT) – oltre il limite del mortale consenso di percezione.

Si è discusso molto di tali parole e nomi; ciò può risultare utile al praticante poiché favorisce nuove prospettive sul sentiero, ma quando ciò non può essere fatto tali discussioni non sono che irrilevanti per coloro impegnati nella pratica dell’Arte. Si dovrebbe fare attenzione a ciò che è in uso nel cerchio e ciò che non lo è.
Certi studiosi di accademie convenzionali hanno affermato che la parola wicca veniva originariamente usata solamente in senso peggiorativo, ovvero come un termine di insulto o calunnia contro chiunque fosse disprezzato o sospettato di aver commesso maleficio o magia nera, e infatti questo termine non venne utilizzato in alcuna forma se non fino al moderno movimento della stregoneria. E’ tuttavia possibile citare l’uso non peggiorativo di correlate derivazioni, come witan – “conoscere”- in vari esempi storici. Comunque, senza tener conto di tali affermazioni, si può affermare che la parola derivante Wytcha era in uso durante il ventesimo secolo tra certi discendenti contemporanei delle Tradizioni della Gente Saggia in Essex. Che il termine sia stato tramandato mediante secoli di pratica segreta o riesumato in qualità di nome atto ad identificare l’Arte solamente ieri, è bene esporre alcune delle ragioni dell’attuale uso di tale termine. Dalla prospettiva di un praticante, l’adozione di tale termine è un modo auto-cosciente di dichiarare la propria identità come uno della Gente Saggia, come “Un Sapiente”, un portatore del saggio sangue e quindi un iniziato della vera tradizione della stregoneria. Inoltre, il termine wytch inteso come “piegare o trasformare”, è appropriato in relazione alla “tortuosa” natura del sentiero della fattucchieria. Se viene accettato l’uso peggiorativo del termine wicca allora l’attuale uso del termine Wytcha abbraccia tutto ciò. L’uomo dell’Arte si muove ai margini della società; egli cammina dentro il mondo dell’Umanità ma in realtà è “fuori” di esso. Verrà intrapreso un sentiero di calunnia e infamia quando ci si muoverà oltre i normali parametri della società. Inoltre, si potrebbe dire che “Wytcha” sia semplicemente la corretta pronuncia della parola Anglosassone wicca e che essa venga usata coscientemente dalla contemporanea Gente Saggia come deliberata rimostranza di unica e distinta identità nello scopo della moderna religione magica. Detto ciò, è a preferenza abituale di tali praticanti utilizzare il termine “fattucchiera” e “fattucchieria” per loro stessi e per la loro Arte, e molto più spesso non fare uso di nome alcuno.
Altri epiteti in uso per le Fedi Antiche dell’Arte sono, come menzionato sopra, “L’Arte Senza Nome”, “La Via Nocturna”, “L’Arte Sabbatica”, ed altre ancora. Tutti questi epiteti possono essere usati quando si parla di magia e per dare un nome a “qualcosa” che per natura non possiede nome: i nomi sono funzionali ai fini di comunicazione e auto-identificazione.
Mentre è utile definire e quindi distinguere le varie metodologie dell’Arte Antica le une dalle altre e dalle loro moderne controparti, si dovrebbe tenere a mente che in alcuni casi l’Arte Antica si è unita o ha adottato credenze e pratiche di tali correnti riformate. Data l’inclinazione naturale del praticante magico verso il sincretismo, v’è la costante fertilizzazione incrociata tra coloro che interagiscono dentro e fuori dal cerchio; di consequenza, tutti noi ci siamo prestati a vicenda le nostre idee. Comunque le varie forme della moderna Wicca non sono materia in questione, e benché esse abbiano un ruolo importante nella storia e nello sviluppo della pratica magica del ventesimo secolo, è proposito di questo trattato l’investigare sulla natura di quelle correnti dell’Arte la cui origine è di grande antichità. All’interno di queste correnti si incontrerà un sincretismo che è semplicemente stato operativo per un lungo periodo di tempo e quindi che probabilmente ha assorbito più influenze e che le abbia integrate in un corpo di grande maturità spirituale. L’integrazione di moderne influenze wiccan nelle correnti magiche antiche è solo un aspetto in confluente sviluppo; sono presenti molte altre influenze nelle pratiche dell’Arte Tradizionale che potrebbero essere citate. Nel parlare di tale integrazione, devo, per motivi di cortesia, esprimere tutto il mio rispetto verso quei praticanti dell’Arte Antica che vedono le loro proprie pratiche come pure e distinte. Il fatto che siano presenti influenze da altre fonti non é sinonimo di nessuna macchia e nemmeno necessariamente un atto di compromesso; può essere parte cosciente di una spiritualità creativa e in andamento. Nel contesto del mio proprio sentiero ho avuto contatto diretto con iniziati di altre notevoli tradizioni magiche ed ho appreso moltissimo da tali interazioni. Tale contatto mi ha condotto a un coinvolgimento attivo all’interno delle Vie della Uttara Kaula Tantrikas e, a un sottile livello, della Tradizione Sufi di Ovaysiyya. Questo coinvolgimento è servito unicamente ad arricchire il mio lavoro nelle Conclavi dei Misteri Sabbatici. Tanto attraverso la Cultus Sabbati quanto in qualità di praticanti indipendenti, io e altri iniziati alla Tradizione della Gente Saggia dell’Essex, abbiamo cercato delle connessioni iniziatiche interculturali e mediante tali tentativi molte importanti influenze sono servite a generare le correnti contemporanee della nostra pratica. Lascerò ad un’altra occasione una più profonda considerazione di tali influenze. Fondamentalmente sono le ragioni che evidenziano i propositi di tale interazione che, per me, distinguono le varie correnti dell’Arte. Nella Fede, tutti noi siamo spinti da motivazioni apparentemente simili, ma tra Coloro che appartengono alla Prole di Caino v’è una metodologia differente di Credere, che è sorta distante dalla naturale disposizione, verso una mentalità da fattucchiera. Non a caso essi vengono chiamati “Gente Saggia”!

Quando si parla di Arte Tradizionale di frequente la si menziona come un “lascito” o come qualcosa che viene “trasmesso”. Ma cosa si intende con queste due frasi?
Secondo la mia propria esperienza come iniziato e iniziatore dentro la Cultus Sabbati, posso esporre i molti modi in cui la Tradizione viene trasmessa da una persona all’ altra, di generazione in generazione. Il metodo più ovvio è quello della trasmissione orale: la parola parlata. Questa è la “conoscenza sussurrata all’orecchio” che è passata da un praticante a un altro, sia da Maestro ad un apprendista, sia come conoscenza condivisa in una discussione tra contemporanei di un cerchio o clan. Di frequente è in questo contesto che i più preziosi frammenti di tradizioni vengono preservati ed è intorno a questa saggezza non scritta che vi è un’atmosfera di tabù. Poiché sono intraducibili alla parola scritta, gli insegnamenti orali dell’Arte dimorano nel regno tra il Pensiero e il Testo; essi abitano con gli spiriti nei regni mobili della memoria e del ricordo. Quando tali tradizioni dovrebbero essere scritte? Questa è una domanda che ho sovente posto a me stesso. In risposta, concludo che si dovrebbero scrivere tali cose quando v’è il pericolo che esse possano essere andate perdute o dimenticate. Tuttavia, credo che niente venga realmente dimenticato sull’Arte, poiché dentro il suo proprio dominio – il Cerchio – gli spiriti parleranno a coloro che hanno orecchi per sentire. E’ dalla parola detta che il vero e invisibile grimorio dell’Uomo Astuto viene trasmesso attraverso le ere; è un libro le cui pagine sono state disperse tra varie mani e che tuttavia sono ricucite sotto la stessa copertina di pelle e sangue.
In alcuni casi la trasmissione orale della Tradizione viene esercitata nel contesto formale dell’istruzione. E’ in questo caso che il metodo della trasmissione orale diviene operativo nel contesto specializzato dell’iniziazione cerimoniale. Questo ci porta al più importante modo con il quale la Tradizione viene trasmessa come lascito: la genealogia del potere spirituale trasmessa ritualmente. Questo è un trattato complesso, dovuto alla varietà dei procedimenti coinvolti, ma, di base, il processo al quale mi sto riferendo è la realizzazione dell’induzione iniziatica di un aspirante mediante il momento rituale conosciuto come “la trasmissione del potere”. Questo è l’atto magico in cui l’intero potere della Tradizione viene trasmesso direttamente dall’Iniziatore al suo/sua pupillo/a, da Maestro ad apprendista. Nelle varie correnti dell’Arte e anche all’interno delle Corporazioni fratellanze affiliate/derivate dagli Ordini massonici, l’ atto della “trasmissione” viene realizzato in questo modo: l’aspirante si inginocchia, sostenendosi con un ginocchio, davanti all’iniziatore, con il ginocchio sinistro che tocca direttamente la terra e la gamba destra che va a formare un quadrato con la terra. Il candidato tiene in entrambe le mani il grimorio o Libro Sacro dell’Ordine/Congrega. L’ iniziatore a turno poggia la sua mano destra sulla testa del candidato e la mano sinistra sul suo piede destro, formando un grande quadrato. L’iniziatore quindi “immette” tutto il potere della Tradizione dentro al corpo ricettivo del candidato. Questo atto, esercitato in molte variazioni del modo citato, viene effettuato per “sigillare” il processo di insegnamento per il quale il candidato è passato. Il processo di insegnamento dura differenti periodi di tempo e varia a seconda di colui o colei che viene istruito/a. All’interno della Tradizione Sabbatica il processo di insegnamento si divide in due parti. Primo, viene intrapreso un periodo di prova di nove mesi durante il quale l’aspirante viene semplicemente giudicato secondo vari requisiti di carattere. Passato questo periodo, l’aspirante viene invitato ad eseguire un rituale di dedicazione; questo rito lo ammette al Sentiero della Tradizione e ha quindi inizio la formale fase di istruzione che dura un anno e un giorno. Durante l’anno iniziatico il candidato viene letteralmente guidato intorno al cerchio in un completo giro di mente, corpo e spirito. Dopo aver portato a termine questo percorso prende luogo il formale rito di iniziazione, l’aspetto centrale, che è l’atto della sopra menzionata “trasmissione”. L’atto di “sigillare” il processo d’istruzione effettivamente crea la vera posizione autonoma del nuovo iniziato; nell’atto della trasmissione, l’intero Sapere della Tradizione fluisce nel candidato in uno stato di trasmissione gnostica. Successivamente sarà responsabilità dell’iniziato/a ricordarsi della Tradizione secondo sua propria predilezione. Coloro che conoscono questo tipo di trasmissione noteranno che esistono molte variazione della sua esecuzione; esse sono tutte ugualmente valide, poiché è il significato iniziatico codificato nel gesto rituale che è di importanza unica.
Un terzo tipo di “trasmissione” è la propagazione scritta delle tradizioni; questo è un metodo affine al modo di perpetuazione degli shastras o versi di scrittura sacra nel Tantrismo. Nell’Arte vi sono alcuni manoscritti o grimori dell’Arte che vengono passati da iniziato a iniziato. Tali libri sono i depositari delle tradizioni che appartengono a correnti o osservanze specifiche. Questi tomi sono conosciuti con diversi nomi; The Secret Granary (Il Granaio Segreto); The Bonesman’s Bible (La Bibbia dell’’Uomo Ossa); The Devil’s Plantation (La Piantagione del Diavolo); The Dragon-Book (Il Libro del Drago), e altri ancora. Al pari di questi grimori vi è il “Libro delle Ombre”, il nome generico per un libro scritto a mano di osservanza Wiccan. Questo nome, in alcuni casi, è stato adottato da alcuni membri dell’Arte Antica; la sua risonanza poetica è spesso la principale ragione di tale adozione. In alcune forme dell’Arte ogni candidato deve fare la sua propria copia scritta a mano del libro del suo Maestro, poiché il libro dell’Arte di ogni membro viene bruciato in seguito alla morte del suo proprietario. La natura essenziale di tutti questi testi è che essi sono le collezioni personali e di trasmissione del Sapere magico accumulato mediante diretta esperienza e comprensione dell’Arte. Perciò il loro contenuto è l’unica salvaguardia dei loro stessi proprietari; questo è il loro naturale tabù come è giusto che sia. Il Cerchio dell’Arte è lanciato su molti livelli e, sopratutto, deve essere lanciato senza errori.
Simile al metodo di trasmissione scritta è il passaggio dei manufatti magici. Per esempio, la donazione della bacchetta o del bastone da Maestro ad apprendista è una forma di questa usanza attiva nell’Arte dell’ Essex. Ciò stabilisce un legame tra gli iniziati sulle generazioni successive e dona a tali oggetti uno spirito distinto o un’aura spirituale quasi propria. Tali oggetti spesso portano nomi che confermano la credenza che essi siano diventati il luogo di abitazione di uno spirito. Merita menzione il fatto che la trasmissione della conoscenza magica può avvenire solo mediante tali oggetti; ciò a causa forse della loro natura talismanica e anche perché il loro aspetto può codificare certi misteri mediante i segni di Sigaldry. Dalla prospettiva di un iniziato, io credo che un oggetto magico possa trasmettere la conoscenza mediante l’attività dello spirito che in esso dimora. Questa forma di trasmissione può operare indipendentemente da qualsiasi altro mezzo e può fare da ponte sulla divisione di tempo e spazio. Si può, ad esempio, ottenere un vecchio cristallo in un negozio di antichità o un’immagine incisa su legno di una fonte tribale straniera, come ad esempio dell’Africa Occidentale. Lavorare prudentemente con tale oggetto permette all’iniziato di avere a che fare con lo spirito che in essa risiede ed ottenere da esso, mediante trance o attività onirica, un Sapere non ancora rivelato, senza contatto fisico con i suoi precedenti custodi. Tale metodo di lavoro può portare nuove influenze alle pratiche dell’iniziato nell’Arte Tradizionale andando ad attivare un profondo strato di saggezza ancestrale rimasto addormentato in entrambi il cerchio e il corpo. Sebbene un oggetto caricato magicamente appartenga ovviamente al piano materiale, esso può servire da conduttore ad una trasmissione di tipo più sottile ed intangibile.
La donazione dei manufatti magici è essa stessa un potente mezzo di continuazione ed accumulazione della conoscenza magica e del potere. Può accadere mediante l’acquisizione apparentemente casuale di tale manufatto, o anche nel contesto formale della iniziazione rituale, o ancora può essere oggetto di un’eredità familiare. Quest’ultima forma può avvenire mediante parentela iniziatica di discendenza spirituale e/o per mezzo del lignaggio di sangue di una tradizione ereditaria.
Questo ci porta alla prossima forma di “trasmissione”: l’Arte Ereditaria e le Tradizioni Magiche Familiari. Questo tipo di trasmissione di lignaggio avviene nel contesto della discendenza familiare: la conoscenza, le usanze e/o le possessioni magiche di una credenza pagana magico-religiosa preservata entro i confini di un gruppo di parentela strettamente chiuso e limitato. Tali forme di credenza possono variare grandemente da una famiglia a un’altra. Esempi ai quali sono familiare si estendono dalle Tradizioni della Stregoneria Americana alla fede Cristiano-pagana Britannica (ai quali vi si riferisce a volte come doppia osservanza) al potere dei santi come spiriti guida. Tali credenze possono essere citate come appartenenti, sebbene non esclusivamente, alle Tradizioni Ereditarie, poiché esse possono anche essere trovate, e divenite operative, all’interno di altre correnti. Ho libertà, da parte di un mio personale contatto, di riferire, un esempio in cui una famiglia preservò un interesse in faccende magiche e occulte al punto di collezionare materiale di fonti classiche, che potrebbe essere utile in scongiurazioni agli antichi dei. Quando una figlia di questa famiglia fu coinvolta nella stregoneria moderna, iniziò a fare uso del materiale tramandatole. La magia popolare, o come volete chiamarla, di interesse della sua famiglia divenne direttamente operativa fuori dai suoi parametri originali. Attraverso le successive generazioni iniziatiche tale materiale magico “ereditario” si integrò con altre osservanze e si sviluppò in una sua propria corrente di successione. Tale esempio contiene elementi tanto di discendenza familiare quanto di successione iniziatica rituale; come tale, deve essere considerato a pieno diritto come una parte distinta dell’Arte Tradizionale.
Il modo in cui le Tradizioni Ereditarie vengono perpetuate varia di famiglia in famiglia, e possono essere tramandate in alcuni dei modi citati prima. Le Tradizioni Familiari sono una rarità e possono essere altamente segrete. In alcuni casi esse non desiderano essere considerate come parte di altre forme di paganesimo e pratiche magiche, o di avere una qualche connessione con esse. Ciò deve essere rispettato come una faccia intrinseca del loro sentiero, ma ciò nonostante queste sopravvivenze di fede pagana sono tutte parte dell’essenza spirituale che resuscita la Fede Antica. In casi in cui la Tradizione Familiare interagisce con Praticanti dell’Arte al di fuori della famiglia, allora vi è un mutuo arricchimento di conoscenza pratica e una garanzia che le tradizioni antiche sopravvivano con integrità. Tale interazione è, quindi, raccomandata.
A parte i precedentemente descritti modi in cui la Tradizione viene passata, esistono altre maniere di trasmissione, come quelle appartenenti ai regni sottili. Il mezzo principale è quello dell’induzione onirica.
E’ a questo punto che cesserò di scrivere sulla magia e comincerò a scrivere attraverso e nella magia. E’ sciocco persistere in discussioni di contesti senza contenuto: il Mistico non ha bisogno di esprimere la rivelazione del suo cuore in altri termini che non siano quelli della lingua nativa del suo cuore e neppure l’ artista deve sprecare il suo tempo costruendo le cornici dei suoi propri quadri e trascurare così i suoi dipinti. E’ ai traduttori e ai fabbricatori di cornici che spetterà sempre tale compito!

Esiste un tipo di incantesimo di cui parlerò e con esso cercherò di invitare il lettore, indipendentemente dalla sua posizione, ad uscire all’esterno e quindi entrare nei misteri sui quali egli o ella sta leggendo.
Per questo lavoro dell’Arte sono richiesti una corda di cuoio e una pietra della strega; quest’ultima è una pietra con un naturale foro nel mezzo: un portale scavato dalle mani della terra ed incantato per aprire i linguaggi dei fiumi. Una volta ottenuta la pietra della strega, si dovrebbe contemplare la sua apertura e chiedere che essa diventi un portale per te che ti avvii nei sogni. Dovresti poi prendere la corda di cuoio e, tenendola in una delle mani, immaginare le vie della processione magica notturna. Contempla gli spiriti, pensa a Colei che vola fuori dal corpo verso la libertà e l’oscura mezzanotte. Sali con gli spiriti mediante le aperture della carne; separati dalla tua abitazione mortale e vaga altrove con l’invisibile compagnia dell’aria. Cammina sul vento e riposa tra le braccia del cielo. Ascolta il sonoro battito delle ali di un uccellino e delle ali dello spirito; ascolta il ritmo del loro volo che riecheggia le parole dell’incantamento, plasmando le pianure notturne con sigilli di desideri dimenticati. Scorgi i portali verso l’Altro Mondo: si intravedono figure contro la volta delle stelle. Divieni uno con esse; divieni uno con la vagabonda schiera notturna del cielo. Quindi lascia che il freddo del fiume di stelle vivacizzi l’anima e che ti guidi fino alla scia della via intransitabile. Ascolta il battito delle ali dello spirito e senti il battito del tuo cuore; ascolta la pulsazione del cuore e conta i tuoi passi fino alla danza senza limite del dio, dell’uomo e della bestia. Contempla i partecipanti della danza circolare. Contempla!

In una atmosfera intensa di fantasia, fai un nodo nella corda e quindi crea un rosario di potenziali sogni. Quando la corda avrà sette nodi, falla passare attraverso il foro della pietra della strega e fai un nodo che formi un laccio nel quale tu possa farci passare la mano. La pietra e la corda dovrebbero essere legate con una preghiera finale che l’incantesimo funzioni. Quindi, alla fine del giorno, andrebbe tenuta in una mano (quella che si usa maggiormente) e la corda andrebbe legata al polso. La pietra andrebbe tenuta in mano, come riposerebbe un bimbo nel suo lettino. Quindi, ti direi di dimenticarti dell’incantesimo fino alla mattina seguente. Forse nei sogni il tuo spirito passerà attraverso l’apertura della pietra e vagherà fuori, nella processione dei viandanti della notte, che volano in libertà verso il luogo che alcuni hanno chiamato “Sabba”. Ovunque i tuoi sogni ti portino, la corda ti condurrà e poi ti riporterà a casa, ancora una volta per risvegliarti quando ricomincerà il giorno.
Se nessun sogno ti avrà preso la notte, allora rievoca gli atti dell’incantesimo – poiché è nella fantasia che risiede l’eco di ciò che non viene ricordato. Tale è l’incantesimo per entrare nel Sogno del Sabba.

Alcuni praticanti di questi misteri sostengono che il vero Rito Sabbatico o Banchetto nel Cerchio dell’Arte venga celebrato in uno stato di trance lucida. Il Sabba viene considerato un regno occulto che sta oltre tra i mondi della veglia, del sonno e della normale coscienza del sogno; è il dominio segreto in cui gli iniziati della Cultus Sabbati possono viaggiare, passando attraverso la fenditura dei mondi che si apre all’ alba, al tramonto e alla mezzanotte, per partecipare alla Convocazione dell’Arte. Alla via verso la trance Sabbatica si accede mediante una serie di procedure, che spesso incorporano diversivi complessi e ossessionanti pratiche di magia sessuale ed induzione narco-estetica. La Gnosi del Sabba del Sogno deriva specificatamente da quelle vie iniziatiche dell’Arte i cui lavori sono focalizzati nel Misticismo Wytchan o Wytanico (La Conventicola de La Caccia degli Spiriti e la Cultus Sabbati). In esse il Sabba viene percepito come la forma archetipo di ogni lavoro magico e come un cerchio di simbolismo vivo e vitale che unifica, integrando ogni aspetto delle tradizioni delle streghe e delle tecniche magiche. Questi aspetti vengono reinterpretati per mezzo della personale supposizione e quindi rivitalizzati mediante esperienza diretta del sogno del praticante iniziato. Dall’esperienza del sognatore vengono estratti elementi specifici ed utilizzati come basi per procedure rituali nello stato di veglia. Anche il contrario può rivelarsi utile: aspetti del rituale in stato di veglia possono essere convertiti nel sogno ed assumere pertanto un nuovo, profondo e significativo senso. E’ qui che il Sabba del Mistico Wytanico opera come crocicchio tra i mondi e come teatro per l’alienazione del potere magico primordiale dalla sua sorgente che si trova al di là.
L’iniziazione nel Sogno Sabbatico è differente dalle altre forme di trasmissione dell’Arte; essa avviene fuori dal contesto lineare e temporale e ne permette l’entrata a chiunque possieda sufficiente abilità magica. Sebbene la trasmissione onirica faccia spesso parte del processo di insegnamento nel metodo formale della trasmissione rituale del Sapere, essa è, tra l’altro, un modo mediante il quale il vero aspirante più avere accesso al mistero sacro dell’Arte. Qualcuno potrebbe quindi supporre che chiunque potrebbe rivendicare uno status iniziatico mediante Sogno Sabbatico. Ciò è possibile, ma il vero contatto con la corrente interna della gnosi magica è sempre apparente e non può essere semplicemente inventata. Si deve essere chiamati la notte, lasciare la propria abitazione carnale, il corpo, e volare fuori, con la Compagnia degli Spiriti. La chiamata alla Convocazione Sabbatica dell’altro mondo guida l’aspirante direttamente alla fonte del potere iniziatico. Alcuni possono interpretare questa come una espressione fantasiosa o una elaborata reinterpretazione di una visualizzazione controllata dei lavori del sentiero, ma io posso assicurare chiunque che il Sogno del Sabba – la Convocazione Spirituale delle Anime che vagano nella Notte – è una realtà al di là di ogni immaginazione! E’ il segreto stesso del Grande Ritorno, in cui possiamo realizzare un’adunanza con l’Arcano dell’Essere Primordiale e quindi con tutto ciò che possiamo definire Tradizione dell’Arte Saggia Magica.

Per tornare alla nostra domanda iniziale “Cosa è l’Arte Tradizionale?”, se ne abbiamo percepito il senso, se abbiamo avuto una intuizione tramite questo trattato, allora forse la “risposta” è stata data attraverso la nostalgica riunione della verità. Possiamo cercare in molti modi, ma è spesso mediante le atmosfere della magia che la sua essenza può essere compresa in una maniera più conduttiva alla realizzazione della sua sostanza. Ho perciò cercato di esporre una breve intimità dello spirito che pervade la Vecchia Arte e delle forme alleate di pratica magica. Con questo intento in mente ho fatto riferimento ad esemplari forme della Tradizione, insieme ad un complessivo schieramento di attività e un riassunto di cinque metodi con cui viene perpetuata la loro conoscenza. Tutti questi aspetti trascendono le limitazioni imposte dal nome e tutti sono spesso intrecciati in un profondo contesto di mitologia vivente – in un’aura di mistero che circonda la realtà della gente astuta. Qualcuno potrebbe dire che la domanda dovrebbe essere “l’Arte Tradizionale esiste?”. Di fatto, la domanda-titolo e la natura di questo trattato sono una asserzione. Le vere risposte sono relegate in libri di pelle e sangue.
Ora, chi è la “Gente Astuta”, e alla questione iniziale di questo articolo è stata realmente fornita una qualche risposta? Bene, lasciamo che ogni lettore decida per sé stesso. E su chi è la Gente Astuta, bene… Essi sono parte della processione di Coloro che camminano la Notte, siano essi chiamati Strega, Fattucchiera, Uomo Astuto, Donna Saggia, Fascinatore d’ Erbe o Old Mother Red cap – sono tutti loro parte dell’eredità magica e mistica dell’Arte del Saggio di Albion.

Copyright © Xoanon Publishing – Tutti i diritti riservati
Proibita la riproduzione totale o parziale dell’ opera senza permesso scritto da parte dell’autore

Scritto gentilmente concessomi da The Cauldron Brasil

Articolo in lingua originale What is Traditional Craft?

Traduzione e adattamento a cura di Nera

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...