L’Arte di Elfhame #23: I Rituali Segreti

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero dell’autore Revivalista Robin Artisson. Non sono io il traduttore di questi articoli, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

I Rituali Segreti

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Robin dice:

Le più antiche Genti seguivano le vie del Cornuto, adorandolo come il vero dio.
In tempi precedenti a questo, il Magister era sempre la sua umana rappresentazione in terra e presiedeva al gruppo come un Dio.
Ora solitamente viene usato il Bastone Biforcuto come simbolo del Dio, fatta eccezione per pochi casi.
Ma nessuno da queste parti ricorda il tempo in cui un Uomo faceva da rappresentazione vivente del Maestro.
Io indosso le corna e gli parlo al Sonno del Crepuscolo, e mi trasformo in bestia cornuta, ma non ho mai presieduto come il Dio in persona.
Non dimenticare mai che siamo tutti dei, nel profondo.

L’antica usanza della creazione del Cerchio sacro al Cornuto era semplice…
Le genti creavano il confine camminando in processione tre volte, in una radura o un luogo sacro… meglio se intorno ad un albero o ad una Pietra del Dio eretta. Oggi è usanza collocare il Bastone Biforcuto al centro del cerchio.
Il Magister o, di solito, la Dama, si inchinava quattro volte in direzione ai quattro regni, e poi al Bastone Biforcuto, e poi gli girava intorno diverse volte pregando. A un certo punto si fermava dandogli le spalle, ma osservandolo da sopra le sue spalle, e allontanava da esso il suo piede sinitro.
Dopo di che tutti danzavano in cerchio intorno ad esso, cantando:

Hene! Hou!

Hene-an Bays Stane Hou
Dev Arcios, Dev Arcios,
Pare-rit Bil Kulos
Paterhim! Paterhel!
Hene! Hou!

Danzavano e cantavano molte volte.
Nessuno di noi conosce più il significato di quelle parole… Ma sono una potente invocazione al Maestro Cornuto.

Quando il Magister veniva ancora riverito come un Dio-uomo, a volte era egli stesso il centro dei riti, ed indossava le corna, ed una candela veniva collocata in mezzo ad esse.
In questo modo egli rappresentava la sorgente di ogni luce e tutti i devoti accendevano le loro candele con la fiamma posta tra le sue corna.
Oggi, a volte, usiamo collocare delle candele tra le corna dei nostri bastoni biforcuti.
Ricordo di antiche storie, di quando la gente veniva portando con sé i propri figli, e si inchinavano di fronte al Cornuto, implorando che “il Suo Sangue sia su di noi e sui nostri figli!”… e il Cornuto spargeva birra rossa su di essi, e la condividevano in un banchetto con pane di segale.
Lui era il Dio Cornuto, e tutti i partecipanti gli danzavano attorno.

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Ricordo una preghiera, conosciuta solo dalle Antiche Genti, che mi è stata insegnata.
Fa così:

“Cornuto
Mio Dio e Maestro
Ti cerco al mattino
Mio Dio e Maestro
Ti cerco la notte
Ti consegno la mia mente
Ti consegno il mio volere
Ti consegno il mio desiderio
Il mio eterno spirito e il mio corpo
e tutto ciò che sta in mezzo”

Ci è stato anche detto che, quando abbiamo bisogno di coraggio, per affrontare un avversario, possiamo cantare:

“Andrò, nel nome di Christsonday,
Andrò come un Cervo, come un Cavallo
Andrò come un saggio serpente,
Andrò con le corna come mia corona
Nessuno è più forte di me!”

Le streghe usavano anche ungersi nel nome del Cornuto, chiamandolo Dio e Maestro… esse dicevano:

“Eman Hetan! Sono tua e tu sei mio… Non ho nulla che non sia tuo!
Guardami mentre mi ungo diavolo e spirito… Che un giorno io possa essere grande come te”

Ungo ancora il mio corpo in questo modo… le vecchie abitudini sono dure a morire, suppongo.

In questi boschi, ancora oggi, giovani uomini vengono iniziati alla fede del Maestro Cornuto con i rituali “delle corna”.
In un luogo sacro al Cornuto, o di fronte ad una Pietra eretta, essi collocano il giovane uomo al centro, e gli mettono delle corna in testa.
Tutti gli uomini poi innalzano le loro coppe e corna colme di birra e pane, e poi il Magister invoca la presenza del Cornuto. Egli dice:

Rapida è la Lepre, Astuta la Volpe
Perché questo vitello non dovrebbe diventare bue?
E farsi da solo, vivendo in mezzo a spine e rovi
E morire come suo padre con un grosso paio di corna!

Poi tutti bevono e in seguito versano ciò che resta sulla testa del ragazzo.
Il leader del rito poi prende una coppa piena e la poggia in mezzo alle corna del ragazzo, e poi gliela offre da bere”.

Robin si ferma un attimo a pensare, poi ti guarda e dice:

Il Dio delle Streghe può controllare i movimenti di ogni animale e bestia, e può cambiare il tempo a suo volere.
Se avrai mai bisogno di sapere qualcosa, egli ti risponderà per mezzo della voce della natura.
Ciò viene chiamato augurio, e gli antichi conoscevano bene i suoi segreti.
Guarda… ascolta da vicino…

Se avrai mai bisogno di qualcosa, qualunque cosa, vai in una foresta o in un luogo in cui vi sono alberi e animali.
Rilassati o cadi in un leggero Sonno del Crepuscolo.
Poi concentrati sulla tua domanda per alcuni istanti, e invoca silenziosamente Robin stesso.

Poi, quando sei pronto, dì:

“Robin, Oscuro Maestro, Mostrami il tuo Volere!”

Volgi il tuo sguardo in un punto o direzione soltanto. Osserva attentamente, non voltarti. Attendi che un animale o un insetto si mostri incrociando il tuo sguardo. Se il suo movimento è verso sinistra, la risposta è “no”, se verso destra, “sì”.
Un animale che si muove verso di te è un segno positivo, mentre uno che si allontana, negativo.
Un vento che soffia all’improvviso ti risponderà a seconda della direzione in cui soffia.
Anche un improvviso canto di uccello o verso di animale ti risponderà, sempre a seconda della direzione da cui proviene.
La chiave è guardare ed attendere, e ascoltare e sentire!

Alcuni animali sono sacri a certi spiriti. Apprendi la tradizione, apprendi il significato di alcuni animali. Puoi capire il “significato” di un animale anche solo osservandone la natura.
La farfalla è un essere del cambiamento. La falena è una anima libera. Il cervo, il dio stesso. Il gufo è il Fato, e così via.
Apprendi l’augurio. Apprendi ad ascoltare la voce della natura… anche movimenti ed azioni che avvengono intorno a te sono connessi ad ogni altro, dalla tempesta al petalo che cade da un fiore, dal verso di una civetta alla goccia d’acqua che cade su una roccia.
Lasciati entrare in un profondo stato di consapevolezza della rete degli eventi uniti uno all’altro.
Potrai constatare che il movimento di un animale è davvero un messaggio…

Robin Artisson

Copyright © Robin Artisson, tutti i diritti riservati.
Nessuna parte del testo può essere riprodotta senza autorizzazione scritta da parte dell’ autore.

Articolo in lingua originale: The Rites and Rituals

Traduzione a cura di Nera

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