L’Arte di Elfhame #21: Cambiare il Tempo, Scatenare la pioggia

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero dell’autore Revivalista Robin Artisson. Non sono io il traduttore di questi articoli, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

Cambiare il Tempo

tempo

Sei nel Cerchio insieme a Bruane, egli ti guarda e dice “Le pioggie tardano ad arrivare. Gli abitanti di questa contea hanno bisogno di pioggia per assicurarsi un ricco raccolto. Noi della Buona Gente abbiamo da sempre avuto il compito di proteggere la fertilità e la fecondità della terra.

Con il potere, e con l’arte, noi possiamo condizionare le piogge; in realtà noi siamo parte della natura tanto quanto lo sono gli alberi e i fiumi o i venti, siamo parte della natura come lo sono gli Dei. Possiamo perciò influenzare le piogge facendo dei cambiamenti in noi stessi, proprio come lo fanno gli Dei. Gli occhi e la mente sono gli strumenti adatti ad ottenere dei cambiamenti in sé stessi.

All’interno del Cerchio, se propriamente lanciato, ogni azione ha potere. Sotto gli auspici della Signora e in una combinazione di emozione, simbolismo, direzione ed aspirazione, possiamo influenzare il tempo. Naturalmente devi credere in te stesso… Nulla puoi ottenere senza credere in ciò che fai… Non saresti nemmeno in grado di camminare se tu non credessi di poterlo fare. Perciò credi sempre in te stesso, nella tua arte e nella Signora”.

Chiude i suoi occhi, allunga le braccia e respira profondamente per alcuni istanti. Poi, con uno strano tono di voce, dice:

“Io ti chiamo, Vecchio Tasso,
Eternamente feroce, Per sempre protettivo,

Io chiamo il dolce odore
dei capelli rossi della Signora

E per mezzo d’essi chiamo la Più Alta…

Chiamo voi, Freddi Spiriti,
Venite, Sette Sorelle
Per mezzo di voi venga Lei,
M’dam Mam Hen-ooen
M’dam Mam Hen-ooen
M’dam Mam Hen-ooen
Madre della luce e dell’oscurità
Filatrice del Fato
Che fila il sentiero delle stelle
Intorno alla Stella Polare
Tessitrice delle Foreste e delle Acque
Grande Annis, io ti invoco…”

Mentre Bruane canta queste parole, una inquietante sensazione inizia a calare sulla radura. L’hai sempre percepita ma adesso s’è fatta più forte, ed è come se il mondo intero attorno si stesse “svegliando” e prendesse coscienza di ciò che accade qui.

Ad un tratto Bruane ti guarda e lo sguardo nei suoi occhi è come quello di un ubriaco o di chi sta sognando. Egli dice… “Sono le pioggie a cui noi aspiriamo… ed è l’amore delle nostre genti e il loro benessere che io invocherò per ottenere il potere. Nessuna emozione è più potente dell’amore. Dirigo la mia mente verso questa intenzione e non la lascerò vagare… e in ultimo…”

Immerge uno straccio in un secchio d’acqua e inizia a batterlo contro una roccia, sprizzando una piccola pioggia di gocce d’acqua su tutto il cerchio. Mentre batte lo straccio, e lo batte ancora, e ancora e ancora, grida:

“Batto questo straccio sulla roccia
Nel nome del Cornuto io sollevo la pioggia
Esso la invocherà fino all’ultima goccia

Batto questo straccio sulla roccia
Nel nome della Dama Bianca io sollevo la pioggia
Esso la invocherà fino all’ultima goccia

Batto questo straccio sulla roccia
Nel nome del Cornuto io sollevo la pioggia
Esso la invocherà fino all’ultima goccia.”

Infine immerge lo straccio un’ultima volta e, con un grido, lo lancia in aria. Tutto intorno a te cadono spruzzi d’acqua, seguiti dallo straccio. Come lo straccio cade al suolo l’inquietante sensazione di tensione svanisce dal Cerchio, e anche la strana presenza nei boschi attorno sembra dissolversi.

Bruane è chino su un ginocchio, i suoi occhi sono chiusi. Poi si alza, ti guarda e dice: “Tutto è compiuto. Per mezzo del potere della Signora le piogge non tarderanno a cadere. Tu, amico mio, hai imparato tutto ciò che dovevi qui. Fa’ ora ritorno ai crocicchi e visita il Bosco delle Tre Sorelle. Altre Genti ti attendono. Che la benedizione della Signora sia con te”.

Come ti giri per andartene, odi un lontano rombo di tuoni.

***

Robin Artisson

Articolo in lingua originale: Meadows of Elfhame – La Concrega: evocare la pioggia

Copyright © by Robin Artisson. – Tutti i diritti riservati
Proibita la riproduzione totale o parziale dell’ opera senza autorizzazione scritta dell’ autore

Traduzione e adattamento a cura di Nera

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