L’Arte di Elfhame #18: Il Pasto Rosso

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero dell’autore Revivalista Robin Artisson. Non sono io il traduttore di questi articoli, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

Il Pasto Rosso, o il “Sacramento del Pane e del Vino”
Il Rito dell’ Antica Comunione e del Sacrificio della Strega

coppa

Il Pasto Rosso, o Housle (“Eucaristia”), è il rito per eccellenza dell’Arte Tradizionale. Nella sua semplicità e potere rende l’essenza centrale dell’intera metafisica tradizionale: che il mondo visibile e il mondo invisibile sono Uno e per mezzo del Pasto stesso essi vengono mentalmente e fisicamente resi tali.

Il Pasto Rosso viene chiamato in questo modo in virtù del fatto che si credeva che i morti mangiassero “cibo rosso” – è da notare che presso i popoli del nord le Mele venivano considerate cibo per i morti, così come il melograno lo era per quelli del sud e il melograno, come alcune specie di mele, è un alimento di colore rosso – i semi commestibili all’interno del melograno sono color rosso sangue. Il rosso è il colore della forza vitale e la credenza che i morti mangiassero il melograno o “le mele della Dama Hel” nel Mondo di Sotto, porta a pensare che essi ricevessero così il nutrimento che li avrebbe rigenerati. Cibarsi del “Pasto Rosso” significa mettere te stesso, una persona viva sulla terra, nello stesso “spazio” in cui si trovano i morti sotto terra, e fonderti con la loro condizione di viventi nel Mondo di Sotto.

Il Pasto Rosso è, idealmente, rosso; ciò che intendo dire è che potresti provare ad usare del pane di segale e del vino rosso. Questo porta al simbolismo che ho menzionato prima, ma rappresenta anche il sacrificio di carne animale o umana sin da tempi antichi – il pane rosso rappresenta la carne fresca appena uccisa e il vino rosso rappresenta il sangue. Veri e propri sacrifici normalmente non avvengono più, per una serie di ragioni. Il potere del sacrificio viene pienamente diretto e invocato dal pane e dal vino simbolici, perciò uccidere è del tutto inutile; la realizzazione spirituale e il legame creati dal Pasto Rosso sono tanto forti quanto l’antico atto di sacrificare una vita.

Le forze del Mondo di Sotto o dell’Altro Mondo vengono invitate ad inviare i loro poteri nel corpo del Pane e dentro il liquido del Vino e quando essi vengono consumati, quel potere entra nelle persone che stanno partecipando a questo antico sacramento. Ciò è direttamente in linea con la logica dell’ antico sacrificio, per mezzo di cui il Dio o gli Dei venivano invitati a benedire gli animali che venivano offerti loro, macellati poi su un altare o in un luogo sacro e i cui corpi venivano successivamente arrostiti e condivisi al raduno, e il cui sangue veniva sparso sulla gente riunita e sull’altare. L’atto del sacrificio veniva chiamato “Blot” dagli heathens nordici e significa semplicemente “Sangue” – “benedizione” o “Bletsian” significava letteralmente “cospargere di sangue”. L’ Atto del Pasto Rosso, oggi, incorpora totalmente l’antico atto del sacrificio, e il corpo e il sangue, o il pane e il vino, vengono benedetti, divisi, condivisi e il vino viene usato per ungere il corpo e gli oggetti sacri o per consacrare un luogo. Poi, la porzione che non veniva mangiata o bevuta, veniva donata alla Terra – e questa porzione veniva assorbita nel Suolo, in direzione al Mondo di Sotto/Altro Mondo, e veniva consumata dai poteri a cui il Pasto Rosso era dedicato.

Quando questo avviene, i partecipanti vengono benedetti all’atto di assumere cibo e bevanda fisici nei loro corpi dal potere o dai poteri di esseri dell’ Altro Mondo, ma non solo: gli stessi esseri dell’ Altro Mondo “ne mangiano” una porzione, andando a creare un collegamento perfetto con i partecipanti umani – per la durata del Pasto Rosso, e persino in seguito, i partecipanti diventano letteralmente Uno con i poteri invisibili, per mezzo del pasto. Questo è il motivo per cui il Pasto Rosso è più che un atto a scopo di devozione – esso può esaltare e rendere più potente i lavori di stregoneria; dopo avere condiviso il Pasto con i poteri nel Mondo Invisibile, tu diventi Uno con essi, e i tuoi incantesimi o formule magiche diventano le loro parole e formule magiche.

Il pasto mostra una realtà spirituale, che avviene in tempo reale, benché espressa in tempo seriale – l’unione del visibile e dell’invisibile. Risveglia in modo cosciente i partecipanti alla realtà della loro unicità con l’invisibile, ed agisce come una canale diretto perché il potere entri in essi, ed il loro potere abbia quindi accesso all’invisibile. Il Pasto Rosso è un flusso reciproco; causa profonde trasformazioni spirituali e riafferma i legami e i vincoli con i Poteri spirituali che governano sulle Antiche Vie, e con i nostri antenati ed altri poteri che sono i nostri patroni nel mondo invisibile.

Ogni potere spirituale può essere invitato a benedire e condividere il Pasto Rosso con te – di solito lo si svolge per il Re Bianco o per la Strega Madre, o per entrambi, e in questo caso allora egli viene chiamato per benedire il pane ed ella per il vino. Se viene chiamato solo uno di loro, entrambi il pane e il vino vengono benedetti nel suo nome. Se invece vengono invitati i poteri ancestrali o la Pallida Gente, anch’essi possono benedire il pane e il vino – i nostri antenati della Germania chiamavano questa forma di sacrificio “Alfablot” o “Elf-blot” – Elf-blood, gli Elfi considerati alla stregua di Fate o Feeorin, o la gente del Sidhe nelle Sante colline. Gli Alfablot venivano persino effettuati su sepolcri, per nascondere il vero intento del sacrificio.

Qualunque potere può essere invitato: dalla Pallida Gente come una totalità, allo spirito in particolare di una persona morta, allo spirito dell’albero della Quercia in fronte a cui viene svolto il Pasto Rosso. Il tuo spirito familiare o Famiglio Animale, o il tuo Spirito Compagno possono essere invitati a benedire e condividere il Pasto Rosso, e l’unione creata con essi attraverso questo atto è davvero molto potente, e porta a un ulteriore incontro ed esperienza interna con essi. Il Pasto Rosso è prima di tutto un atto di culto e di sintonizzazione – ma come vedremo dopo, ha anche una sorta di utilizzo “pratico” nell’arte del lavorare il potere. I poteri locali della terra spesso vengono onorati per mezzo del Pasto Rosso, ed è un modo utile di guadagnare familiarità con essi, e guadagnare la loro fiducia, se essi sono amichevoli o desiderosi di dare fiducia.

Ricorda – per mezzo della tua mente e del tuo corpo, intento, parola e movimento, i poteri invisibili vengono invitati e indirizzati nel corpo del pane e del vino; il pane e il vino diventano perciò apparenza reale dei poteri, diventando veicolo della loro entrata nel mondo visibile e benedicendo le persone e la Terra; un perfetto cerchio che inizia e finisce nella Terra.

Sull’utilizzo della Campana

Come per molte chiamate o invocazioni ai poteri del mondo invisibile durante il Pasto Rosso viene usata una campana. Se non possiedi una campana puoi usare qualsiasi cosa che emetta un piacevole suono: un flauto, un corno, un tamburo o un forte battito di mani; ma l’uso della campana è parte della tradizione ed quello che mi è stato insegnato. Mentre espongo il segreto sull’utilizzo della campana per qualsiasi invocazione, tieni a mente che ciò si applica a qualunque espediente o azione che emette un piacevole, clamoroso o forte rumore.

Si dice che “La campana suona alle orecchie degli spiriti”. Questa affermazione potrebbe inizialmente sembrare un po’ strana, visto che gli spiriti non hanno orecchie come gli umani. Tuttavia, questa breve affermazione vuole comunicare qualcosa di diverso: il suono della campana che tintinna, e che lentamente scompare, raggiunge gli spiriti o gli esseri che si vuole invocare.

La campana “echeggia” sia in questo mondo che in quello invisivile. Quando suoni una campana durante il Pasto Rosso, prima delle invocazioni, o quando usi una campana in qualunque altro rito, devi essere consapevole del fatto che quando essa produce suono ed eco il suono lentamente svanisce e viaggia verso le “orecchie” degli spiriti che stai chiamando – sii consapevole di questo dentro di te: visualizza (senza vedere niente) il “potere” del suono che “svanisce”, e sappi anche che esso “viene assorbito” nel mondo invisibile, e suona anche là, viaggiando sul sentiero verso la consapevolezza del potere spirituale che stai chiamando. La campana suona, e il suono che svanisce è il “ponte” fisico che porta la tua invocazione e il tuo volere all’attenzione dello spirito.

Naturalmente anche solo le parole possono fare ciò, non hai necessariamente bisogno di qualcosa che produca un suono, ma è meglio, è più forte, se ne hai uno. Alcune persone battono (con un piede) sul terreno o sul pavimento per tre volte prima del Pasto Rosso (o qualunque rito) per “ottenere l’attenzione” degli spiriti. Quella è una variante della tecnica con la campana di cui ho discusso qui. Presto discuteremo a riguardo delle invocazioni verbali, ma bisognerebbe menzionare che la campana (o un corno, o un flauto o qualcos’altro) può essere usata come una potente forma di “invocazione senza l’utilizzo della parola” – se la tua mente e il tuo cuore sono fermamente focalizzati sui poteri che desideri contattare, il suono della campana svanisce e vola verso la loro consapevolezza e può realmente “invocarli” abbastanza bene. E’ semplicemente una tecnica più avanzata, e anche organicamente semplice. Alla fine, una invocazione è: risvegliare l’attenzione dei poteri onniscienti dell’altro mondo. Se il suono di una campana (o altro) può farti sentire di avere ottenuto la loro attenzione, allora l’invocazione ha avuto successo.

Il Pasto

Ora mostrerò i passaggi e la struttura di base del Pasto Rosso.

Il Pasto Rosso viene svolto preferibilmente all’aperto e nei pressi di un luogo di potere, meglio se in fronte a un enorme vecchio Albero di qualunque genere, magari uno con grandi radici. Se invece dovrai svolgerlo in un luogo chiuso va comunque bene, ma la fine del rito richiede la donazione del Pasto alla terra, perciò a quel punto dovrai uscire subito o più tardi, dopo che il rito è finito, per depositare le offerte sulla terra oppure in un corso d’acqua.

1. Cammina in senso antiorario formando un cerchio intorno al luogo dove eseguirai il Pasto Rosso. Ciò rappresenta l'”opposto” o l’atto di intraprendere il sentiero della via sinistra verso il mondo di sotto, nel NonMondo della connessione spirituale e potenziale.

2. Chiedi al grande Maestro Bicorne e al Padre delle Streghe di benedire un piccolo vaso oppure una ciotola di acqua, di renderla “piena di grazia e un sentiero verso i poteri invisibili” e poi inumidisciti con l’acqua e, sempre in senso antiorario, spruzzala intorno alla zona dove si effettua il rito. Poi accendi una torcia o una candela o un fuoco, chiedendo alla Presenza Segreta e Madre delle Streghe di renderla “una poderosa torcia e una luce verso ciò che è visibile e invisibile e una grande porta verso l’altro lato”.

Puoi risvegliare qualunque di questi poteri nella tua psiche focalizzandoti internamente su un bellissimo giovane uomo con corna e occhi da caprone, che cammina verso di te ed emette luce dai suoi occhi e che si trasforma in serpente (il Maestro Puck o Buccos, il Padre delle Streghe), o focalizzando una grande, bianca “forza Divina” all’interno della natura che è antica, offuscata, profonda e penetrante (per il Maestro Bicorne, Vindonus), oppure focalizzare l’attenzione sul fuoco stesso immaginandolo situato all’interno di un luogo sacro (in tutte le forme, alberi, animali, gente, elementi) o come uno spirito femminile avvenente e seduttivo, qualcosa di simile a un felino (per la segreta Presenza o Hyldor) o ancora focalizzare la tua attenzione su un grande vuoto oscuro nel cuore di ogni cosa, da cui tutto sorge e viene mantenuto in ogni momento, e sentendo questo vuoto oscuro che dimora nella terra, nel cielo e nelle acque e in tutte le cose – e sentendolo come una forza severa e materna – la Madre Strega o la Vecchia Fato. Entrambe le figure “maschili” possono benedire l’acqua, ed entrambe quelle “femminili” possono benedire il fuoco – o entrambe possono essere chiamate a fare entrambe le cose.

3. Suona la campana – falla suonare per le orecchie dei poteri con cui stai condividendo il Pasto Rosso. Se è questa l’unica invocazione di cui hai bisogno, allora puoi continuare. Altrimenti, invocali facendo uso delle tue parole, o con qualcuna delle tecniche di invocazione che ti proporrò in seguito.

4. Pronuncia la benedizione per il pane, con la tua mano sinistra sopra di esso:

“Qui vi è il pane, la vita della Terra,
Benedetto per darci vita e forza.
Lo consacro nel nome di _________
Con la mia mano sinistra lo benedico
Con la mia mano sinistra mi cibo di esso”.

5. Suona ancora la campana (non è necessario invocare nuovamente se lo hai già fatto) e mentre innalzi la coppa pronuncia, per il Vino:

“Qui vi è il vino, che riempie la coppa di abbondanza
Lo consacro nel nome di _________
Con la mia mano sinistra lo innalzo,
Con la mia mano sinistra lo berrò”.

Tieni la tazza ancora con la mano sinistra, portala vicino alle tue labbra e pronuncia:

“Bevo il contenuto di questa coppa nel nome della mia Signora: Ella mi riporterà a casa”.

Poi bevine un po’. Tutti quelli che condividono la coppa devono ripetere la frase e stringere la tazza con la mano sinistra, prima di bere.

Dopo che tu (o tutti i convenuti) hai bevuto dalla coppa, ognuno deve mangiare un pezzo del pane – spezzettato o tagliato in pezzi sufficienti per tutti. Mentre porti il pezzo di pane, tenendolo con la mano sinistra, alle tue labbra, dovresti dire:

“Mangio questo pane nel nome sconosciuto, per timore, cura e desiderio di Egli”.

Poi mangia.

Il resto del vino andrebbe versato nella stessa coppa o piatto che contiene i resti del pane; pane e vino vanno mischiati insieme, ed ogni persona che partecipa al raduno dovrebbe immergere il proprio dito mentre si mischia il tutto, e inumidirsi poi la bocca. Se l’area in cui viene svolto il Pasto Rosso ha bisogno di essere consacrata o benedetta, il vino all’interno della coppa può essere spruzzato intorno ad essa, ed altri oggetti possono essere altrettanto benedetti con lo stesso spruzzo.

Fatto questo la coppa con ciò che resta del pane e del vino dovrebbe essere tenuta in mano dalla persona che ha condotto il Pasto Rosso. Egli o ella pronuncia la Dichiarazione di Donazione:

Così come qualcosa è stato preso, così questo viene dato
Dai figli e dalle figlie della famiglia dell’Antica Fede
Lo dono alla Terra (1)
Lo dono alla Pallida Gente di sotto (2)
Così che il sopra e il sotto diventino una cosa sola (3)
Perché ciò che è stato preso è davvero stato dato
E ciò che è stato dato è davvero stato preso
Il giorno e la notte si sono sposati
Così come il vivo e il morto.
Qui si mostra un mistero”.

Note:

1. Se sei all’interno, dì “lo dono alla terra”, e dopo il rito lo porti fuori. Se sei all’esterno su un campo o un terreno, dì “lo dono alla terra” o “lo dono al suolo”. Se sei davanti a un vecchio albero di Quercia allora dì: “lo dono alle radici” o “lo dono all’albero”; se sei vicino a un corso d’ acqua dì “lo dono al flusso” o “lo dono al lago”, o qualcosa del genere. Se stai facendo un’offerta vicino a una pietra, come una antica pietra eretta, o una pietra da offerta, dì “lo dono alla pietra”… usa un po’ di intuito qui. Non importa come, ma i resti del Pasto Rosso DEVONO raggiungere la terra, il Suolo, o l’acqua, in qualche modo. Così è come essi “Passeranno sotto e dentro” per raggiungere i poteri e “completare il cerchio” del pasto. Questo è un ponte che porta al Mondo di Sotto.

2. La dichiarazione standard dice “Lo dono alla Pallida Gente di sotto” – ma se lo desideri, puoi affermare di stare donandolo a qualsiasi altro potere – se il Pasto Rosso è stato svolto per un parente defunto, puoi dire che lo doni a quella persona; se è stato svolto per devozione al Bianco Signore di Elfhame, puoi dire “Lo dono al Signore Vindonus” o “Lo dono all’Antico”; può essere donato a qualunque potere – “Lo dono al mio spirito famiglio” è un’altra opzione. Ma ricorda, anche se hai svolto il Pasto Rosso per un parente o per un certo potere o poteri, puoi ancora dire “Lo dono alla Pallida Gente di sotto” – si tratta solo di agire per un proprio sentire, o per come ti vuoi sentire.

3. La “richiesta” standard per il pasto è che i poteri dell’Invisibile ti rendano completo – che il “sopra e il sotto”, o, in altre parole, “Questo mondo e il mondo invisibile” diventino uno – il messaggio di base del Pasto Rosso. Comunque, questo Pasto può essere svolto anche per scopi specifici che vanno al di là di questo, e rendere questa offerta una forma di magia. Per fare un esempio, immagina di avere svolto il Pasto Rosso fuori, di fronte a un albero di Quercia, in dono al Re Bianco Bicorne specificatamente, perché ti invii un sogno come guida, per aiutarti in una difficile situazione. Puoi dire, nella dichiarazione: “Così come qualcosa viene preso, così ciò viene dato, da questo figlio della famiglia della Antica Fede… Lo dono alla Radici di questo albero, lo dono al Cornuto Maestro, che mi invii sogni che mi guidino, in tempo di bisogno… perché ciò che è stato preso è realmente stato dato”, etc. Ma la “forma standard” del Pasto Rosso richiede meramente che il sopra e il sotto vengano resi uno.

Dopo avere fatto la dichiarazione, la coppa o il piatto contenenti ciò che resta del pane e del vino mischiati viene sparso sulla terra o sulle radici, o su una roccia, o versato nell’acqua, ovunque. Questa è la fine del Rito.

Robin Artisson

Articolo Originale: The Red Meal

Copyright © Robin Artisson. Tutti i diritti riservati.
Vietata la riproduzione totale o parziale dell’ opera senza autorizzazione scritta da parte dell’ autore.

Traduzione e adattamento a cura di Nera

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