L’Arte di Elfhame #16: La Grotta della Vecchia Isobel

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero dell’autore Revivalista Robin Artisson. Non sono io il traduttore di questi articoli, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

La Grotta della Vecchia Isobel

oldisobel

Ti chini per entrare nella bassa apertura dell’oscura grotta.
Dentro vi è un focolare, e su di esso un treppiede di ferro con una piccola pentola sospesa sopra.

Una donna molto anziana vestita con un abito di lana grigia e uno scialle marrone e rosso sta rimescolando qualcosa nella pentola.
Questa deve essere la Vecchia Isobel, pensi tra te e te.
Quando ti avvicini lei si gira e ti saluta.

“Salve ancora! Vedo che sei tornato come sapevo avresti fatto. Per favore, siedi”.

Rifletti un po’ su quanto sei cambiato da quando sei venuto in questo antro.
Il “vecchio te” le avrebbe fatto domande come
“Cosa intendi per “Salve ancora? Noi non ci siamo mai incontrati!”
o “Come sapevi che sarei venuto?”.
Ma tu sai molto più di questo, ora. Sorridi, fai un cenno col capo e ti siedi.

“Ho una cosa da dirti, ed una soltanto” Lei dice. “Il segreto per attraversare il Confine”.

“Il Confine?” le chiedi tu.

“Il Confine è la più grande barriera che separa questo mondo dai mondi che stanno al di là.
Coloro le cui menti possono attraversarlo, diventano più che umani, poiché le loro menti viaggiano al di là dei limiti della condizione “umana”.
Desideri sapere come attraversare il confine per accedere agli altri mondi?

Il confine non è una cosa fisica… è una barriera mentale.
E’ la linea tracciata tra “questo mondo” e il “prossimo” e tra ciò che è “realtà” e “sogno”.

“Beh” ride lei, “Tali distinzioni sono sciocche e molto limitanti.
Queste nozioni, il “reale” e il “sogno”… derivano entrambe dalla stessa realtà comune.
Perciò una è “reale” tanto quanto l’ altra.

“Tu” mio caro, non sei separato da tutto il resto, come pensi di essere.
“Tu” non sei un individuo in un “mondo” che cerca di accedere ad un altro “mondo”.
“Tu” SEI questi mondi, tu SEI intrecciato ad essi, e lo devi accettare, e devi permettere a te stesso di raggiungere la consapevolezza di queste altre condizioni in cui tu già abiti. Non è il luogo che cambia, sei “tu” che cambi.

Presso coloro dell’Antica Fede che dimorano sotto le Sacre Colline vengono insegnate certe tecniche, che permettono di alterare la propria consapevolezza, di muoverla attraverso il Confine e metterla in contatto con Elfhame. Quelle tecniche sono potenti, ma lasciamelo dire, c’è un elemento in aggiunta che le renderà dieci volte più potenti. Questo elemento è il delyva.

Il delyva è una immagine che tu scegli, normalmente una potente ma semplice immagine, una che tu riesca a vedere chiaramente con entrambi il tuo occhio interno e i due esterni… tutto qui, una immagine che riesci a vedere chiaramente con i tuoi occhi, siano essi aperti o chiusi”.

Prende la corda arrotolata intorno al suo collo.
A una estremità della corda vi è un piccolo pezzo di legno, e su di esso, vi è inciso un Piede delle Streghe.

“Vedi come è semplice l’immagine? Tre linee, che si incontrano al centro, formando un esagono… Puoi sicuramente immaginarlo nella tua testa!
Osserva l’immagine per un po’, e poi prova”.

Dopo uno sforzo minimo, ti rendi conto che con l’occhio della mente riesci a vedere questa semplice figura geometrica con molta facilità.

“Questo è il mio delyva. Per molti, il delyva è il volto del loro Spirito Familiare. Ed ora, come lo puoi usare? E’ semplice. Quando ti siedi o ti corichi per andare e venire da Elfhame, facendo uso delle Arti Fatate per raggiungere visioni di quel luogo, prima di avere raggiunto il sonno del crepuscolo e sentirti a tuo agio, richiama il delyva nella tua mente, e non pensare ad altro.
Osservalo soltanto, e concentrati su di esso. La mente diventa potente quando si concentra su una unica cosa, escludendo tutte le altre.
Lo vedrai, dopo averlo provato.

Mentre sei concentrato sul tuo delyva, permetti alle immagini dell’Arte Fatata di avere luogo. Guardati entrare nel pozzo, o scendere nella collina del Sidhe, ma vedi tutto questo come se stesse accadendo al di là della visuale dei tuoi occhi.
Mantieni la concentrazione sul tuo delyva. Sappi, senza ombra di dubbio, che il viaggio sta avendo inizio.
Questa tecnica ti consente di ridurre la quantità della visualizzazione che la tua mente deve mantenere, e gli consente libertà di cambiare facilmente la sua condizione. Non dimenticare che il Piede delle Streghe, o il Volto del tuo Spirito Familiare, sono entrambi simboli potenti di quel cambiamento di condizione che da questo mondo porta al Mondo di Sotto.

Quindi, pur concentrandosi sulla semplice visualizzazione, la tua mente profonda cambierà… e cambierà… mentre stai ancora visualizzando con l’Arte Fatata. Quando raggiungi la profonda trance ed arrivi al punto in cui la tua mente è in contatto con la Profonda Corrente di Elfhame, potresti “afferrare” l’immagine-delyva, e quindi permettere a ciò che sarà, di essere.
Non vi è viaggio ad Elfhame uguale ad un altro.

Vedrai abbastanza presto che ciò che le Arti Fatate inducono sono come sogni da svegli in cui hai il controllo, e in cui puoi interagire con forze che modellano la realtà esterna.”

Isobel ti mette al collo il pendente con il Piede delle Streghe.

“Ti benedico. Ti guiderò e ti istruirò. Io sarò là ad aspettarti quando avrai ancora bisogno di venire da me. Poiché io sono il Serpente, quel potere avvolto che circonda tutto, e non saremo mai separati. Sarò sempre il Gufo sulla tua spalla.”

Ti svegli all’improvviso, e ti ritrovi appena fuori dall’apertura della grotta.
Non vi è focolare all’interno, e nemmeno Isobel.
Il pendente non è intorno al tuo collo, ma puoi facilmente vederlo con l’occhio della tua mente. Ti chiedi se qualcuno abiti davvero in questa grotta, quando subito ti rendi conto di quanto sciocca sia questa domanda. Per la prima volta puoi davvero capire che “realtà” è un termine davvero variabile.
La Vecchia Isobel è là, e lo sarà sempre. E non avrai bisogno di fare ritorno a questa grotta per vederla.
Ti guardi intorno una volta, odi il richiamo di un gufo provenire dal profondo del bosco, poi, sorridente, ti incammini.

Articolo in lingua originale: The Haegtessa’s Cave

Copyright © Robin Artisson, tutti i diritti riservati.
Nessuna parte del testo può essere riprodotta senza autorizzazione scritta da parte dell’ autore.

Traduzione a cura di Nera

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