L’Arte di Elfhame #15: Il Mondo visto con gli Occhi di Fuoco

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero dell’autore Revivalista Robin Artisson. Non sono io il traduttore di questi articoli, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

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Il Mondo visto con gli Occhi di Fuoco:
Sviluppare l’Altra Vista e la Visione del Mondo Invisibile

* * *

Per tutto ciò che è visibile…

La gente spesso mi chiede sullo sviluppo di ciò che essa chiama “l’altra vista”. La maggior parte delle persone interessate in ricerche esoteriche, che si tratti di “magia” sacra occidentale o delle molteplici dottrine di stregoneria da ogni angolo del globo, sono interessate o meno ad esplorare la funzione della vista e divenire vedenti nel più profondo senso della parola. Vi è, in tutte le culture, una realtà folclorica concepita sul “vedente” insita in ogni parte dei racconti tradizionali sul mistico.

In effetti ho speso molto del mio tempo a discutere sulle “due visioni”, e mistici di ogni era hanno narrato di alcune forme di visione extra-ordinaria. Ho io stesso, nel corso del tempo, sviluppato le “due visioni” o, come preferisco chiamarle, i miei “occhi di fuoco”, e tuttavia devo dire che di tutte le straordinarie opere che ho compiuto, sviluppare questa speciale capacità è stata la più lunga e la più dura delle imprese.

Non scoraggiarti quando uso il termine “dura” – non intendo dire che tale impresa ha richiesto uno sforzo fisico e doloroso. Ciò che intendo dire è che la “visione” è una abilità molto sottile e ti viene richiesto di ricordare a te stesso, più e più volte, che essa non ha nulla a che fare con il modo in cui normalmente sperimenti le informazioni visive. E’ facile scordarlo perché ogni giorno delle nostre vite sperimentiamo il mondo con i nostri occhi di terra e acqua, e veniamo costantemente bombardati da stimoli visivi. Ciò, ovviamente, presuppone che tu sia in grado di vedere normalmente; i ciechi potrebbero essere avvantaggiati in questa impresa, poiché essi non hanno mai avuto modo di sperimentare un modello visivo e quindi non si aspettano una “visione” in tali termini.

La via che porta alle “due visioni” o alla veggenza è lunga. Odio doverlo dire a quelle persone che sono alla ricerca di una scorciatoia ma è necessaria molta dedizione per riuscire a mettere a fuoco il Mondo Invisibile (tanto per usare una frase tipica della comprensione visiva). La via che porta allo sviluppo ha inizio in qualcosa di basilare come il nostro modo di pensare del mondo e la nostra relazione con esso – e questo è un grande segreto dello sviluppo di tale abilità.

La persona che desidera vedere in un “altro” modo deve cominciare a trasformare la sua propria comprensione basilare di chi e cosa è in relazione al mondo che essa percepisce come “al di fuori” di sé stessa. Questo muro di percezione, questa divisione fondamentale, è il primo e più grande ostacolo allo sviluppo dell’altra vista. E’ semplice: la maggior parte delle persone crede di essere situata dentro un corpo di carne e sangue, piuttosto distinto dal mondo degli alberi, dall’erba, dalle nuvole, dai fiumi, dalle case, e dalle altre persone che essa percepisce come, spazialmente parlando, esseri “tutti intorno ad essa”. Questa elementare “condizione di percezione” è soltanto uno dei modi di sperimentare la propria realtà, comunque.

E’ senza dubbio un modo comodo di sperimentarla: è enormemente d’aiuto quando abbiamo bisogno di cercare del cibo, di attraversare la strada, di scappare da un orso arrabbiato, o qualsivoglia situazione del genere. Ma ciò che ne guadagniamo in comodità lo perdiamo nell’esperienza sottile e nella saggezza. E’ decisamente un compromesso.

Fortunatamente per noi lo sviluppo dell’ “altra” vista non richiede di perdere questo “modo di vedere” normale. Innanzitutto dobbiamo realizzare a livello profondo che le cose non sono sempre come appaiono, non importa quanto normalizzate siano o quanto utili esse sembrino. Il semplice detto: “Le cose non sono sempre ciò che sembrano” è il pilastro fondamentale che sostiene il sentiero che porta all’altra vista. Ho un’altra versione di questo detto, che io preferisco e che mi è stato insegnato dai miei contatti spirituali: “Per tutto ciò è visibile, nove cose sono invisibili”. Un Cabalista che conosco mi ha allegramente detto che questo mio proverbio è piuttosto veritiero, e su più livelli: per ogni livello-malkuth di percezione, mi disse, vi sono altre nove sfere invisibili! Non ho a che fare con il Cabalismo, ma sono contento del fatto che egli sia riuscito a trovare una certa rilevanza nel mio piccolo detto.

“Per tutto ciò che è visibile, nove cose sono invisibili”. Questa affermazione ci dice molto: ci ricorda in primo luogo che ciò che sperimentiamo normalmente è solo la punta dell’iceberg. Questa è una questione di fede, potresti dire, per il mistico; prima di avventurarsi in una condizione in cui è necessaria l’altra vista, si deve avere fiducia che ciò che normalmente vediamo è solo una parte della storia. Senza tale fede non si riuscirà a trovare la motivazione o la disciplina necessarie per percorrere il sentiero dello sviluppo.

Coltivatori della Visione Profonda

Il cuore del sentiero è questo: devi sconfinare dalla mentalità del “io sono qui e tutto il resto è là”, mentalità che è stata fomentata in te in virtù delle tue “normali” esperienze sensoriali. Questa mentalità abituale è saldamente e ferocemente radicata nel nostro pensiero quotidiano e grandemente rafforzata dal fatto che la nostra capacità linguistica opera nella sua logica. Questa elementare dualità di percezione è in gran parte creata attraverso il linguaggio ma seguita (e riaffermata) dall’esperienza sensoriale. Allontanarsene e sperimentare te stesso in una nuova relazione con ciò che una volta chiamavi “il tuo ambiente””non è qualcosa che accade dall’oggi al domani.

E la chiave per riuscire in questo arduo compito, non è poi qualcosa di così difficile. Devi diventare un “coltivatore della visione”. Questa metafora agricola è la migliore che io abbia mai trovato; le idee che devi accettare per conseguire la visione devono essere piantate nella tua testa, quotidianamente, con facilità, in forma di piccoli semi, e quindi permettere loro di crescere nella tua mente fino al giorno in cui ti ritroverai, istintivamente ed inconsciamente, ad agire con tale mentalità. Queste idee-semi devono essere piantate nella mente conscia e ancora più in basso negli oscuri strati sottostanti, e ivi permettere loro di germogliare. La fede che hai nelle Realtà Invisibili che stanno al di là del comune empirismo agirà come fosse l’acqua necessaria a nutrire i semi, a farli germogliare e crescere in una insolita e nuova capacità di percezione.

Dunque, se è questo il sentiero che hai deciso di percorrere, inizia con queste idee-semi:

1. Per tutto ciò che è visibile, nove cose sono invisibili

2. Io non sono “in” questo mondo; io sono questo mondo

3. Non v’è divisione tra ciò che chiamo “io” e questo mondo; questa divisione è unicamente una questione di percezione

Spingi per bene questi semi nella tua mente a cominciare dal mattino presto non appena ti sei svegliato e prima di addormentarti, e non pensarvi più fino alla prossima occasione di “seminarli”. Lascia che essi operino la loro magia dentro di te.

Il Punto Fondamentale

Ora, mentre essi si trovano nella terra della tua mente e crescono, hai altri compiti. Hai l’importante compito di “camminare avanti e indietro sulla terra” della tua vita quotidiana, e cercare davvero di aprire la tua mente ed accettare il mondo, in tutte le sue numerose forme, come qualcosa di non separato da te. Per quanto mi riguarda il mio sentiero è iniziato anni fa quando ero un bambino, il giorno in cui ho realizzato (mentre sedevo nel mio cortile) che “io non ero un essere estraneo abitante su di un pianeta, che viveva un’esistenza temporanea: questo mondo era decisamente il mio mondo nativo tanto quanto lo è per un albero, o per un gatto o per un cane, o per le piante in giardino”.

Per così tanto tempo soccombetti al concetto del “gli esseri umani sono al di sopra dell’ordine naturale” e che piante ed animali sono parti dell’ambiente naturale, mentre noi umani no.

Tale pensiero, così comune nelle menti della maggior parte della gente, non solo è devastante per lo sviluppo delle capacità mistiche, ma è persino mortale per la nostra esistenza. La superflua distruzione del mondo naturale, così come la sregolata distruzione delle altre forme di vita è nata da questo pensiero “estraneo”. Quando ricollochiamo noi stessi esattamente dove siamo, da dove veniamo e dove apparteniamo, scopriamo non solo la potente pace della mente, ma iniziamo a scoprire alcune delle straordinarie capacità che possediamo.

Una di queste capacità è l’abilità di relazionarsi con il nostro mondo e tutte le sue forme in modi che trascendono la modalità con cui normalmente ci relazioniamo con gli altri esseri umani. Vi sono altri legami tra ciò che chiamiamo “noi stessi” e ciò che chiamiamo “piante” o “animali”. Abbiamo legami intuitivi e anche legami che vanno al di là della nostra capacità di classificare o della comprensione intellettuale. E questi legami – invisibili ma tuttavia veri fili – ci legano ad ogni cosa. Se facessi tremare uno di questi fili, anche solo uno, tale azione influirebbe su qualcos’altro, che a sua volta farebbe tremare e influirebbe su altre cose, e tutto ciò si diffonderebbe sempre più lontano fino a raggiungere ciò che chiamiamo “spazio” e “tempo”. E’ un soffio che tocca la mente, ma è la realtà; questo è il legame che sta alla base della comunicazione, dell’intuizione ed anche della stregoneria.

Questo legame non può essere mai spezzato. La morte non lo spezza; infatti, la tela-opera dei sottili legami è semplicemente una rete di strade “percorse” o su cui scivola il principio della consapevolezza di un essere morto nel suo muoversi verso una nuova libertà e verso una nuova condizione di esperienza. Esse sono “vie fatate” o sentieri che a volte si allineano bene con gli aspetti della terra su cui tutti noi vaghiamo nelle nostre vite quotidiane.

Ti chiederai perché, per descriverti questo punto, faccio uso di metafore così terrene: lo faccio perché questo è il punto fondamentale che contiene la chiave alla vista mistica consapevole, di qualsiasi tipo. Fino a quando non avrai letteralmente “straripato” i confini della percezione stabiliti dalla tua vita quotidiana, quei confini che ti tengono intrappolato dietro a un naso e a un paio d’occhi situati percettivamente “dentro” ad una testa e collocati su di un corpo, e che guardano “al di fuori” tutte le cose che “vedi”, non potrai avere accesso alla visione. Gli occhi di acqua e terra, comodamente situati nel cranio, non possono vedere molto lontano. Ma gli occhi di fuoco, che non si trovano “dentro” a qualcosa, possono vedere tutto ciò che il cuore riesce ad accettare.

Arrivare al punto dello “straripamento” richiede tempo per la maggior parte delle persone. Per tutti, in realtà; a parte coloro a cui il folklore dona la percezione mistica “naturale” io non ho mai incontrato una persona vivente nata con gli occhi di fuoco naturalmente sviluppati in essa. Può essere che i bambini, non così tanto condizionati dal linguaggio e dal concetto, esercitino una forma naturale della vista di fuoco, ma già dalla prima età adulta essa si addormenta nei più: una brace fumante sepolta sotto la cenere dell’inquinamento mentale e spirituale della società.

Se credi che “l’altra vista” ti si presenti sotto forma del tuo precedente modello compreso di “esperienza visuale” allora non la raggiungerai mai. Se credi che essa ti si presenti sotto forma di qualche modello “dualistico” della mente non la raggiungerai mai. Se pensi che sia impossibile o troppo difficile da raggiungere, non la raggiungerai mai. E’ tempo di allontanarsi dal dubbio e liberarsi dalla trappola della programmazione paradigmatica, e raggiungere luoghi sconosciuti verso il potere che non hai mai saputo di avere.

Ci vuole tempo per “riprogrammare” te stesso – ma non lasciarti ingannare dal pensiero che questo ricondizionamento sia soprattutto uno sforzo voluto coscientemente. Non lo è: è in parte uno sforzo voluto consapevolmente ma soprattutto uno sviluppo inconscio, un fondamentale cambiamento della visione intuitiva del mondo. Si tratta di un cambiamento delle tue più basilari e non stabilite supposizioni che formano il tuo intero “modo di sperimentare” il mondo.

Questo è il motivo per cui è necessaria “la seminagione della mente profonda” e il motivo per il quale devi ricordare a te stesso, ogni giorno, tutto ciò che ti ho detto, e seminare quella costante ripetizione nel terreno profondo del tuo essere. Devi letteralmente farti un lavaggio del cervello (o, come direi io, lavarti la mente) fino a credere di possedere delle capacità di consapevolezza che non sono legate agli occhi e al corpo di terra e acqua; devi convincerti, non solo a livello conscio, ma a livello profondo, che la tua mente, in certi livelli, è molto più legata a tutte le cose di quanto tu avresti mai potuto immaginare. La tua mente, a certi livelli, comunica con cose che non riesci coscientemente ad affrontare o che non riesci ad immaginare; in altri livelli la tua mente è coinvolta in meraviglie e misteri al di là della semplice congettura.

Il fiore e il Segreto

Devi, in un certo senso, attendere che la visione “arrivi a te”, come la pianta che gradualmente cresce dal profondo e fiorisce nella tua consapevolezza. Accadrà se manterrai fede al programma di condizionamento. Potrebbero volerci anni: ci sono voluti anni per me, e so che molte persone odiano sentirselo dire. Ma il saggio sa bene che ciò che è di valore non viene mai regalato e non è di facile accesso.

Vi sono altri due punti salienti che devo aggiungere prima di terminare questo scritto. Il primo è questo: quando l’altra “vista” inizia a fiorire aprendosi nella tua consapevolezza non interrompere la tua “seminagione” – devi continuare, come se nulla fosse accaduto. Molti mettono fine ai loro sforzi all’arrivo dei primi segni dell’Invisibile: ciò è devastante. Un minuscolo brandello della visione può sembrare incredibile, ma devono essere percorse centinaia di miglia prima di poter godere di una costante abilità del quale tu possa usufruire poi. Non permettere al successo iniziale di rovinare tutto.

Il secondo punto è più profondo e più importante: renditi conto che la “visione” di cui sto parlando non è qualcosa che si manifesta con immagini visive per come sei solito sperimentarle. Si tratta di una esperienza mistica, non di uno stato visionario in cui vedi gente o esseri invisibili nel modo in cui letteralmente vedi le persone o gli esseri “comuni”. L’altra vista non è l’abilità di vedere “luci” o “auree” che brillano intorno a luoghi o persone; tali descrizioni di visione sono espresse in termini visivi e hanno la capacità di ingannare le persone.

Il guaio è che quando una persona dotata della visione racconta ciò che ha visto, essa non ha altra scelta se non quella di fare uso di metafore visive, quanto meno nella maggior parte dei casi. Tieni a mente la differenza che intercorre tra l’esperienza e le metafore usate per comunicare l’esperienza, e non lasciarti ingannare. Attendi pazientemente la purezza dell’esperienza che ti sto descrivendo, e con la disciplina e la devozione allo sforzo non resterai deluso.

V’è un ultimo segreto di cui scrivo qui, ora. Non preoccuparti dei segreti: come un gentiluomo irlandese me disse una volta, il miglior modo di mantenere un segreto è quello di dirlo a tutti, e renderlo il più evidente possibile. La bella vista è il miglior luogo in cui nascondere qualcosa, perché gli occhi del non-saggio di rado vedono le cose più semplici. E anche se dovessero vedere il segreto riterrebbero (erroneamente) di averlo compreso o di possederlo – dimenticando che per tutto ciò che è visibile, nove cose rimangono nascoste.

Il segreto ha a che vedere con la poesia. La poesia, fin dall’antichità una capacità sacra, si riferisce a qualcosa di più di una mera rima baciata o poesia d’amore; si riferisce al fuoco della creatività, che esplode da un cuore avvolto nelle sue fiamme, e si manifesta in forma di parole. Tali parole ci forniscono le chiavi o l’invito ad entrare in uno stato d’animo che sia (si spera) in qualche modo simile all’ispirazione del poeta, ma non sempre funziona. Le vere poesie sembrano essere come inviti dall’Altro Mondo, inviati in questo per mezzo delle menti e delle labbra dell’ispirato, ma destinati ad un pubblico selezionato. In molti le ascolteranno, ma pochi le comprenderanno o verranno trasportati in un luogo differente.

Quando la vera visione si apre in un essere umano, quella persona non ha altra scelta se non accedere al regno della poesia. Questo perché gli “occhi di Fuoco” e il fuoco dell’ispirazione sono lo stesso fuoco. Ecco il segreto: la poesia e la veggenza non sono soltanto cugine, esse sono sorelle gemelle. Quando assumi l’”altra vista” intraprendi un paesaggio di ispirazione. Non “vedi” come vedono gli occhi di terra e acqua: “vedi” qualcosa di misterioso, qualcosa che nuota nella tua mente con parole e comprensioni, ma prima di essere parole e comprensioni essa è stato qualcosa di cui semplicemente non si può scrivere. E’ lì: la sua immensità e potere sono indisputabili e inconfondibili, e l’esperienza di essa è beatitudine; ma la “prima parte” dell’esperienza è impossibile da descrivere, solo la “seconda parte”, la parte espressa in metafora, può essere descritta.

Il Re Quercia Siede Sul Portale di Sotto

Tenterò del mio meglio per farti un esempio. Proprio oggi mi sono seduto davanti al mio focolare e sono scivolato in uno stato alterato per mezzo del Sibilo del Serpente – una potente tecnica di cui ho scritto ampiamente in molti altri siti. In quel lungo sibilo senza fine, la consapevolezza è “scivolata fuori” dalla trappola percettiva del corpo ed è straripata nella grande pienezza delle cose; in tale pienezza, gli spiriti famigli che servono la strega possono essere chiamati con grande facilità. Questo perché la tua chiamata echeggia in ogni angolo della realtà. Se desideri pensare spazialmente, la tua chiamata echeggia più lontano e più distante nel mondo di sopra, qui, e sotto. Se desideri pensare da un’altra angolazione, la tua chiamata diventa nientemeno ciò che ogni cosa è.

Ad ogni modo, se ti sei identificato con un famiglio, esso non ha altra scelta che “sorgere” nella tua nuova esperienza di consapevolezza. Lo hai chiamato da una distanza, o hai semplicemente risvegliato la consapevolezza che è il tutto, e sarai quindi sempre consapevole del famiglio? In entrambi i casi, l’attenzione di quel potere alleato è su di te, e a questo punto io riesco a sentirlo provenire dal ”sotto profondo” ed entrare nel mio petto e nella mia testa.

A questo punto perché si aprano gli Occhi di Fuoco è sufficiente una semplice richiesta; il famiglio può influenzare questo cambiamento. Ho sperimentato la mia propria casa in quel modo straordinario, e vi ho visto due cose all’interno e due cose all’esterno. Tieni a mente che ciò che ho “visto” può essere descritto solamente in termini di parole, parole limitate che sono tutto ciò che io o ogni altro umano possiamo usare. Il paradosso è potente: non era questo, eppure, lo era. All’interno ho potuto vedere che il mio focolare irradiava una sorta di strano potere al suo interno, luogo in cui molte offerte sono state fatte e così tanti fuochi accesi per creare dei portali al mondo invisibile.

Ho inoltre visto quindici o venti lingue di ciò che sembravano essere solide fiamme di fuoco fluttuanti vicino al soffitto, sopra il focolare. Il mio famiglio mi ha detto che quelli erano poteri attratti dal mio lavoro nel corso degli anni. Veri spiriti che hanno assunto una forma nella mia visione interna! E’ stato molto eccitante perché non li avevo mai visti lì prima. Ho capito che la mia casa non aveva soltanto una singola entità spirituale che fungeva in qualità di “spirito della casa”, spirito per cui ho lavorato molto per contattarlo e propiziarmelo; erano un coro di diversi poteri. Alcuni erano di questo luogo; altri erano letteralmente seguaci del mio lavoro spirituale, fornitori di risposte alle mie chiamate nel corso degli anni, ora legati a me.

All’esterno ho visto i poteri (molto maestosi, nella mia visione) degli alberi di querce e degli olmi allineati sulla mia via; ho potuto percepire la loro intelligenza e le loro vaste vite, riuniti lì, ad osservare il mondo in maniera talmente profonda di cui solo essi sono capaci. Sopra alcuni alberi c’era un sentiero, un percorso invisibile, che si estendeva non so da e fino a dove. Il suo mistero è stato tradotto dalla mia propria mente (ed ora dalle mie parole) come una fascia di luce dorata. Altre due cose hanno catturato la mia attenzione: il fatto che gli spiriti delle grandi barriere dei cespugli di agrifoglio alla destra della mia porta mi guardavano con attenzione (nessuna sorpresa visto che spesso dono loro offerte e li contatto al Sonno del Crepuscolo) e ho potuto sentire quanto fossero protettivi nei confronti della mia casa. I rovi sono sempre protettivi quando disposti intorno alla casa, ma questi cespugli immensi lo erano ancora di più, sostenuti dai miei mesi di lavoro qui.

Lo spirito della quercia più vicino alla mia porta era la cosa più vivace che abbia mai incontrato; l’ho visto “curvarsi” letteralmente sopra l’entrata dell’Altro Mondo, creata dal suo ampio sistema di radici. Ne stava a guardia! Non avevo mai percepito prima questa entrata, benché abbia intuitivamente compreso che fosse creata dall’ampio sistema di radici.

Al di là di tutte queste cose è venuta a me un’ultima visione, un potente sentire, un percepire e una vista diretta dell’immensità del Mondo di Sotto. Ho potuto sentire l’immenso baratro oscuro che sta sotto i piedi di tutti gli esseri umani e sotto le radici di ogni albero. La crosta terrestre è solo la più sottile delle coperture della vastità dell’oscuro spazio sottostante, che è la fonte delle cose e ciò che nasconde tutti i misteri, personali o transpersonali. Quanto è grande! Come distrugge il nostro senso dell’ordinario, e da’ a tutte le cose una presenza senza tempo e la promessa di magia!

Ma ricorda: durante la visione cosa è “personale” e cosa è “transpersonale”? Qui sta la chiave, che spero tu abbia ricevuto leggendo questo mio scritto.

Articolo in lingua originale: The World Through Eyes of Fire

Copyright © 2008 By Robin Artisson
Tutti i Diritti Riservati.
Vietata la riproduzione totale o parziale dell’opera senza autorizzazione scritta dell’autore.

Traduzione a cura di Nera

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