L’Arte di Elfhame #14: Il Sibilo del Serpente

[“L’Arte di Elfhame” è una serie di articoli che esula dal Ricostruzionismo che solitamente caratterizza questo blog per concentrarsi sulla pratica e sul pensiero dell’autore Revivalista Robin Artisson. Non sono io il traduttore di questi articoli, ma Nera di Peste di Granfie. Per poterli riprodurre sul mio sito ho dovuto chiedere il permesso a lei, quindi se volete ripostare questi articoli su altre piattaforme blog o siti dovrete chiedere il permesso non a me ma direttamente a Nera.]

Il Sibilo del Serpente

serpente

La Voce del Maestro che Trasforma

***

La “trance” è l’esperienza della Realtà Extra Sensoriale.

Siamo certi che la gamma dei nostri sensi umani standard non ci espongono alla realtà in pieno, piuttosto alla realtà come noi umani abbiamo bisogno di vederla in modo tale da agire adeguatamente per la nostra sopravvivenza. Questa è la Realtà Sensoriale. I nostri sensi ci parlano di situazioni potenzialmente pericolose, di predatori, suoni che sono importanti, sapori e strutture che possono rivelare pericolo oppure darci benessere. I nostri sensi ci rivelano ciò che abbiamo bisogno di sapere per interagire con il mondo in modo tale da assicurare la nostra sopravvivenza e il nostro benessere.

Il vantaggio di possedere questa “realtà sensoriale”, che assorbe le nostre menti più delle nostre vite, è il retaggio che proviene dal Regno Animale. Il dono che il Padre di Tutti o Saggio Padre fece all’umanità fu lo Spirito di “Wod” o Ispirazione; questo dono è la consapevolezza dello Spirito Immortale che interagisce dentro e fuori di noi e la consapevolezza del Fuoco di Strega; il Fuoco degli Dei.

Questo strano e sconosciuto potere, che è la sede delle nostre immaginazioni divine, la nostra abilità di immaginare, esiste per un unico scopo: è una porta che conduce all’esperienza di una realtà pienamente divina o come direi io, una esperienza che è Totale o Completa. Il Fuoco della Strega, l’elemento divino della consapevolezza nell’umanità che è un portale verso la consapevolezza dell’infinito, è dove noi potremmo essere come i Veri Esseri, gli Spiriti, o gli Immortali.

I Veri Esseri, gli Spiriti che sono stati chiamati “Dei” sono tali perché essi hanno piena Consapevolezza e piena Coscienza. Non c’è niente che essi non vedano o sperimentino. Lo stesso non può dirsi degli umani per la maggior parte del loro tempo, se non per tutto il tempo. Ma quando arriva la Trance e si apre in una forte esperienza di Realtà Extra Sensoriale, ti trovi sulla soglia della tua stessa mortalità; ecco perché la Trance e la Morte sono simili. La Vera e Piena Trance è l’Ora Immortale, l’Ora degli Dei. Essa è la porta verso un mondo che non è interamente nostro e anche un mondo che non può essere considerato “diviso” da noi, poiché la Realtà è UNA, INTERA e INDIVISA. Ciò che è differente è la percezione – e anche la percezione è parte del tutto.

In questo modo possiamo dire che il Mondo Divino degli Immortali non è lo stesso del mondo umano, eppure non è diverso; possiamo dire che i nostri mondi non siano uno, eppure non sono due. Questo è un sottile punto che deve essere compreso.

La Trance non inizia in modo forte ma aumenta in forza quanto la tua capacità divina di immaginare, o Fuoco invisibile, si innalza sempre più in alto, dentro il tuo essere essenziale. Ecco perché lo sforzo e la pratica sono necessari. Verrà un giorno in cui la Trance ti distruggerà, come il fuoco che distrugge qualsiasi cosa. Ma la distruzione avverrà solo per il “Tu” delle tue memorie ed esperienze della realtà sensoriale mortale, e ciò significherà la nascita di un nuovo “Tu” che partecipa liberamente alla Totalità delle cose; un “tu” che sarà in grado di sperimentare la Realtà con i sensi “Forti” o con gli Occhi del Saggio, gli Occhi della Strega.

Vedrai i volti degli Invisibili e li conoscerai come i tuoi veri compagni. Infatti, ancora oggi, essi sono molto più coinvolti in noi mortali di quanto noi mortali potremmo mai essere coinvolti in loro, in virtù della loro grande padronanza di ciò che noi chiamiamo “La Trance”.

La Trance non esiste divisa dalla realtà sensoriale o dal corpo, tuttavia, ciò che la rende possibile non è limitato alla realtà sensoriale del corpo. Ci troviamo di fronte a un mistero dello Spirito, di un oscuro e meraviglioso fuoco immortale che fu donato all’umanità da esseri che sono al di là della nostra mortale comprensione, in “tempi antichi”, o nella dimensione mitica della nostra esistenza.

Dopo che ci fu donato il Fuoco non siamo più stati delle mere cose mortali, ma immortali in fuga, semi degli Dei in attesa di germogliare.

Il dolore metafisico della nostra esistenza umana non è che la più profonda e più sepolta realtà divina racchiusa in noi che sa bene di non essere schiava della morte o della limitazione, ma che tuttavia è costretta ad affrontare la paura e la limitazione; ecco un altro un effetto collaterale del nostro retaggio animale e il Duro Fato della nostra mortalità: la benedizione e la maledizione degli esseri che non sono più meramente mortali ma tuttavia non totalmente immortali, a cavallo dello strano spazio che si trova tra queste cose.

Che tempi strani sono questi e che strani esseri noi siamo. La Trance ci introduce alla “storia segreta” di ciò che realmente siamo e ciò che ci aspetta. Noi siamo “Capax Dei”, “Capaci degli Dei” – capaci di essere molto più di ciò che abbiamo mai sognato di essere, benché la maggior parte dei nostri sogni siano solo fantasie mortali. La stessa Fiamma ha una relazione misteriosa con la zona dietro il tuo ombelico. Se vuoi renderla più luminosa è al Mistero dell’Incostante Aria che ti devi rivolgere, come il vento che soffia sulle fiamme e le innalza, o il mantice che innalza il Fuoco nella fornace. Il tuo corpo è la fornace in cui viene forgiato un essere Spirituale infinitamente saggio, una Nascita Spirituale – non fraintenderlo o dimenticartelo mai.

Quando arriverà la Notte del Mistero nascerà un Essere Divino – ma chi sarà? Questa è la Visione Beatificata, il culmine del Fato. L’identità del Figlio Bicorne o del Figlio Divino è il mistero centrale del Risveglio e il nome di questo essere è il Nome del Destino. Ma di questo ci occuperemo in un’altra occasione. Adesso torno alle basi di questa tecnica.

La zona dietro al tuo ombelico è la chiave segreta. Qualcosa inizia ad accadere quando la tocchi col tuo respiro. Questa semplice tecnica ha inizio con la crescita che serve per cambiare il corpo sottile in un veicolo di Trance. Dieci è il numero: inizi con dieci semplici ma profondi respiri e mentre lo fai immagina nella tua testa un palloncino che si gonfia dietro al tuo ombelico. Diventa piuttosto grande perciò devi sforzare per permettere al tuo stomaco di espandersi e poi, quando lasci andare il respiro, devi lasciarlo uscire lentamente ma generosamente e devi consentire all’aria di fuoriuscire producendo un rumore, come di un sibilo, attraverso i tuoi denti. Questo è un importante dettaglio.

Questo è il Sibilo del Saggio Serpente, il Vecchio Saggio. Questo sibilo acuto raggiunge gli strati profondi del cervello e della mente e sì, ti chiedo di credermi. Ti chiedo di prendermi in parola; se lo fai come ti sto chiedendo di fare, inizierai a cambiare. Questo è il suono del sibilo, il suono di Colui che suona il flauto, il suono del Silenzio, la suprema chiave dei misteri. Le stesse stelle emettono questo suono quando tagliano il vuoto dello spazio.

Quando il respiro esce nel sibilo non devi pensare ad altro che al respiro. Tutto ciò che ti sta intorno deve svanire, ascolta solo il tuo respiro.

Siedi con la schiena e il collo diritti mentre lo fai. Dieci respiri, ogni volta fatti come ho detto. Inspira e il palloncino si gonfia, espira con un lungo e costante sibilo e focalizza la tua mente sul tuo respiro e sul suono del sibilo. Non forzare la tua mente nel farlo; dirigi gentilmente la tua mente a concentrarsi sul respiro e sul suono. Se cominci a perderti in altri pensieri, gentilmente e silenziosamente torna a concentrarti sul respiro. Quando il respiro ha completato il suo ciclo (inspirazione-espirazione), pensa “uno”. Poi inizi con il secondo respiro e completi il processo del “inspiro-gonfio il palloncino-espiro-sibilo” e quindi pensa “due”. Continua fino ad arrivare a dieci.

Devono esistere in te solo la sensazione della respirazione, il sentimento di respiro, il suono del sibilo e il numero. Chiudi gli occhi se ti è più facile. Se qualunque immagine mentale o qualsiasi altra cosa si dovesse introdurre tu torna al tuo respiro.

Non è difficile ma ricorda di farlo con gentilezza, non forzarti. Non essere veloce o pesante. Sii costante, non troppo pigro ma non troppo pesante; sii la via di mezzo, sii costante.

Questa è la “meditazione” di base in cui viene animato il centro del potere del corpo e il sibilo del Saggio Serpente sorge nella tua coscienza. Non vi è lavoro di trance (o qualunque altro lavoro) che non inizi con simili semplici esercizi. Il punto di questo esercizio è quello di farti rilassare e concentrarti, ma anche risvegliare il Serpente, risvegliare la mente profonda e donarti potere.

Dovresti effettuare questo esercizio ogni giorno e più di una volta al giorno; dopo tutto, pochi minuti nella tua vita possono essere dedicati a dieci lenti, costanti respiri e un po’ della lingua del Serpente. Ciò che devi ricordare è che ogni volta che completi dieci respiri tu divieni un essere differente; sei cambiato di un po’, trasformato a livello profondo, in grado di avvicinarti sempre più a quella eccitazione di potere e consapevolezza che abbatterà il muro di nebbia che separa il mondo di sonno dei mortali dal mondo fatato dei Senza Morte. L’incostante Aria e il sibilo del Serpente Senza Morte non lasceranno in te nemmeno una singola cosa totalmente uguale a come era prima.

Non farti ingannare dalla semplice apparenza di questa tecnica; essa è fondamentale. Ti suggerisco di farlo prima di andare a dormire, prima di sdraiarti la notte.

Se esegui la tecnica prima di andare a dormire, dopo avere raggiunto i dieci respiri, permetti a te stesso di “lasciarti andare” e rilassarti in una immobilità corporea e mentale – come se fossi un cadavere: comincerai a notare un cambiamento nei tuoi sogni. Questo è un “punto d’accesso” alla tecnica avanzata della “Incubazione” o divinazione con il Sogno.

Ora, prima di poter continuare, devo discutere su quanto importante sia l’elemento “Comprensione”. E’ bene cominciare l’ascesa verso la trasformazione interna facendo uso della “tecnica fondamentale” descritta sopra e di altre di cui parlerò; ma senza la comprensione niente di tutto questo ti sarà utile. Tutte le tecniche di trance del mondo e tutte le capacità nel mondo, non significano niente se non si comprende ciò che esse sono. Possedere queste tecniche e le esperienze a cui esse portano senza capirle è come avere un mucchio di materiali da costruzione molto costosi. Un mucchio di materiali da costruzione non sono una casa e non lo saranno mai se non si sa come essi funzionano.

Devi capire che la Realtà è Una, Intera, Indivisa. Le menti umane la dividono in un miliardo di pezzi, parti astratte di essa lontane dalla Totalità della Natura, ed etichettano quelle “parti” come “cose” differenti – ma si tratta sempre di una realtà. La tua mente vede una quercia e PENSA ad essa come una cosa differente dalla Natura, ma l’albero, come il tuo corpo e la tua mente, o qualunque altra cosa che tu etichetti come “qualcos’altro” è inseparabile dalla totalità.

Per favore, non dimenticarlo mai; tu non sei “nel” mondo: tu sei il mondo. Sei soltanto differente dal Corpo della Natura nella misura in cui percepisci te stesso come tale. Accade, però, che in qualità di essere individuale tu percepirai te stesso sempre in quel modo, in qualunque mondo o condizione tu possa esistere. E’ precisamente quel modo di percepire – che tu sei “diviso” da tutte le cose che percepisci – che ti definisce come essere mortale o come spirito.

Molte persone pensano che lo scopo della “spiritualità” sia perdere se stessi nell’assimilazione con la Grande Totalità della Realtà; essere inglobato nello stato “uno con tutto”. Ma questa è una cosa assurda. Non devi mai cessare di esistere in qualità di essere con la sua propria percezione – ciò che deve cessare è il tuo assoluto senso di separazione dalla Natura. Puoi essere sia consapevole di te stesso come “cosa” separata dalla natura, sia allo stesso tempo un essere totalmente consapevole e conscio del suo “essere uno” con tutto.

Quello è il segreto. Un essere che possiede ENTRAMBI questi stati di consapevolezza allo stesso tempo decisamente non è più un mortale. Un mortale è precisamente il tipo di essere che ha praticamente il 100% della sua consapevolezza quotidiana espressa solo in termini di separazione e differenziazione dal Mondo “intorno ad esso”. Esso non riesce a rendersi conto della sua grande unità, la sua intima e naturale connessione con la Natura. Certo quella unità esiste sempre; è la vera condizione di tutte le cose, non importa quanto ne siamo consci o meno.

Possedere entrambi i tipi di percezione rende una persona sia mortale che immortale, perché gli immortali hanno una consapevolezza totale che li porta a “Tutto ciò che è”. Essi sono consapevoli di Tutto. Essi sono totalmente consapevoli del mortale e dell’immortale, di ciò che è limitato e ciò che è illimitato, ciò che è finito e l’infinito, allo stesso tempo. Ma “esistere” in entrambi questi stati rende un essere (paradossalmente) entrambi E nessuno dei due! Questo è il simbolismo del volto di colei che è Velata – metà volto di luce, metà volto di oscurità, metà vivo, metà morto; essa unisce entrambe le “Metà” della realtà in un unico grande Essere. Il simbolismo dell’Oscuro Maestro e il Signore della Luce, che sono due volti o aspetti di un essere, è lo stessa cosa.

Essi diventano un “terzo nuovo essere” che sta al di là di tutto e di niente, al di là dell’assimilazione e dell’individualità e tuttavia in grado di godere di entrambe queste prospettive. Questo è lo stato senza morte, la condizione della Compagnia Occulta, o Grande Schieramento. Questi sono gli “Uomini Maestri” o i “Veri Esseri” della Tradizione. Il sentiero che porta a questa consapevolezza inizia con la tecnica che ho descritto sopra. Un inizio umile, un semplice terreno per un seme di realtà; un semplice terreno come tanti terreni che producono raccolti in abbondanza ovunque sulla terra. Non prenderti gioco della semplicità o dei semplici inizi.

Di Robin Artisson

Originale: The Hissing of the Serpent

Copyright © by Robin Artisson. Tutti i diritti riservati
Vietata la riproduzione totale o parziale dell’ opera senza autorizzazione scritta da parte dell’ autore

Traduzione e adattamento a cura di Nera
(Grazie a Wodhas per avermi aiutata a tradurre alcuni termini!)

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