Magia e devozione popolare, de-cristianizzata e ri-paganizzata

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Altare

Allestite un altare. L’altare può essere ricavato da qualsiasi tavolino o da un comò o da una mensola. Dovrà essere ricoperto da una tovaglia o da un panno pulito.

Alle due estremità si metteranno due ceri da altare, bianchi, preferibilmente di cera d’api. Serviranno ad illuminare l’area.
Al centro dell’altare si porrà l’immagine del Dio o della Dea a cui si è devoti. In aggiunta o in alternativa, si potrà usare un altro cero, questa volta non atto a illuminare ma a rappresentare la Divinità, o una lampada ad olio.
Tale candela rappresentativa va unta con olio d’oliva purissimo benedetto (a cui, se lo si desidera, si potranno mescolare delle erbe corrispondenti alla Divinità, in proporzione due parti di olio per una parte di erbe). Dopo spiegherò come benedire l’olio.
Sull’altare non manchi poi un bicchiere – o una piccola ampolla – con acqua benedetta (si unisce acqua e sale e si recita una preghiera simile a quella per l’olio) ed un incensiere.
L’altare va spruzzato con acqua benedetta recitando una preghiera che comunichi l’intento di dedicarlo ai propri Dei.

Candele

Oltre alle candele rappresentative, si usano candele di richiesta. In antichità non si coloravano di frequente le candele, però si potevano legare con spaghi di colori corrispondenti o mettere all’interno di contenitori in vetro dai colori corrispondenti anche questi alla richiesta.
In questo caso la candela va unta con un olio benedetto corrispondente (ovvero formato per due terzi da olio d’oliva e per un terzo da erbe corrispondenti alla richiesta), si accende quella rappresentativa, si recita una preghiera o un inno, e si accende dal fuoco del cero rappresentativo la candela di richiesta, recitando uno scongiuro di propria ideazione.
A quel punto la candela può lasciarsi consumare totalmente o si può decidere di procedere con una novena.
Una novena è una preghiera che va eseguita per nove giorni di seguito. Quindi si accende la candela rappresentativa, si prega, si accende la candela di richiesta, si recita lo scongiuro, la si fa consumare un po’, poi la si spegne, si ringrazia la Divinità e si spegne anche quella rappresentativa e così via fino alla completa consumazione della candela di richiesta, che andrà eseguita il nono giorno.

Incenso

Solitamente assieme alla recita dello scongiuro e all’accensione della candela rappresentativa, si accende dell’incenso, quasi sempre incenso classico o tutt’al più mirra.

Olio benedetto

Per benedire un olio, si prenderà dell’olio di oliva puro, o dell’olio di oliva nei 2/3 e delle erbe corrispondenti alla richiesta o alla Divinità nel restante 1/3, quindi si reciterà il seguente scongiuro:
“Olio, creatura degli Dei, io ti esorcizzo nel nome degli Antichi Dei che dominano il cielo e la terra, il mare e tutto ciò che essi contengono. Che il male, le avversità, la negatività e tutti gli attacchi e macchinazioni di streghe o stregoni a me avversi siano disperse e portate lontane da questa creatura. Che esso porti salute all’anima di tutti quelli che lo useranno, nel nome degli Antichi Dei e di [nome della propria Divinità Patrono].
Oh Antichi Dei, venerati con tremore dal coro degli spiriti nei tre mondi, Cielo, Terra e Ade, degnatevi di guardare benignamente, benedire e santificare questo Olio, vostra creatura, che per il vostro potere è stato spremuto dal succo delle olive. Voi lo avete ordinato per l’unzione degli infermi, affinché nell’essere guariti possano dare grazie a voi, vivi e veri Dei. Concedete, vi preghiamo, che coloro che useranno quest’olio che sto benedicendo in vostro nome, siano liberati da ogni sofferenza, da ogni malattia e da tutte le astuzie di magie nemiche. Permettete che sia un
modo per allontanare dall’uomo e dalla donna ogni tipo d’avversità e di sofferenza. Nel nome degli antichi Dei. Così sia.”

Acqua benedetta

L’acqua benedetta può essere consacrata nello stesso modo dell’olio, adattandone la formula e aggiustandola con i diversi scopi che ha l’acqua benedetta rispetto all’olio, ma dovrà essere formata prima da acqua pura e sale, che andranno mischiati precedentemente alla recita dello scongiuro di benedizione.
Si usa per rimuovere le influenze avverse e allontanare mali principalmente da luoghi e abitazioni, spruzzandola sopra.

Segnature

L’olio benedetto puro, o meglio ancora gli olii benedetti con erbe specifiche, possono essere adoperati per la guarigione (ovviamente da affiancare e mai da sostituire alle medicine ufficiali). I genitori lo possono adoperare quotidianamente e soprattutto in occasione di malattie personali, del coniuge o dei figli. Come si usa? Ungendo il pollice e tracciando un segno di croce equilatera (a indicare i quattro elementi che compongono l’Universo) sulla fronte o sull’arto ammalato recitando il seguente scongiuro:
“Che [nome del proprio Dio o della propria Dea o “gli Antichi Dei”] ti guarisca nell’anima e nel corpo, ti protegga da ogni male spirituale e fisico e da ogni influenza magica avversa”; facendo seguire a tale preghiera la recita di un inno agli Dei antico o di propria creazione.
In alternativa a tale formula si potrà creare uno scongiuro di propria formulazione.

Rosario

Per rafforzare i propri scongiuri è possibile ripeterli facendo un giro di rosario.
Il rosario è utilizzabile anche nella semplice devozione, ripetendo il nome della Divinità a cui si è devoti per il numero dei grani. Questo aiuta anche a chiamare la Divinità e quindi a sentire maggiormente la sua presenza nella stanza.
Per ricavare un rosario, è possibile costruirne uno da sè, ricavarlo da un japamala induista/buddhista oppure prendere un rosario cattolico e rimuoverne il crocifisso o le immagini di santi. Dopo averlo fatto, andrà spruzzato con acqua benedetta recitando un componimento dichiarante l’intento di rimuovere ogni influenza od energia cristiana da tale strumento e poi andrà unto leggermente (mooolto leggermente altrimenti diventa appiccicoso) con olio benedetto affinché sia consacrato per la propria pratica.

Scongiuri

Abbiamo parlato spesso di scongiuri, ma come si crea uno scongiuro? Uno scongiuro è composto da ritmicità e un’historiola: inserendo entrambi questi elementi è possibile crearne uno in maniera autonoma.
Cos’è un’historiola?
L’historiola è una storiella che coinvolge l’entità chiamata e le fa fare qualcosa di simile a ciò che le si chiede.
Ad esempio, uno scongiuro contenente un’historiola potrebbe essere, creandolo sul momento:
“Dioniso andava con le sue baccanti,
Passando di città in città a cantare,
Il vino terminò mentre si muovevano danzanti,
Così questo sangue smetta di sgorgare!”

Ancora magia popolare

Altre operazioni comuni in magia popolare sono:
– Pozioni
– Sacchettini
– Bamboline
– Magia dei nodi (e quindi spaghi, anche di diversi colori).

Devozione e fiori 

Nel caso di un rituale di devozione, non è necessario invece accendere una candela di richiesta.
È possibile invece impostarlo così:
Ci si avvicina all’altare e si bacia l’immagine della Divinità; si accende il cero rappresentativo già unto da olio benedetto; si recita una preghiera, un inno o un’invocazione; si fa un’offerta, ad esempio fiori, che si metteranno in un vaso d’acqua, e/o dell’incenso e/o del cibo e/o dei ceri o lumini votivi da lasciar consumare completamente; si recitano i nomi della Divinità facendo uno o più giri di rosario; quindi si pregare tranquillamente con parole che escono dal cuore; si ringrazia e si spegne la candela.

(In parte adattato da “Lo Stivale Magico” di Andrea Bocchi Modrone)

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