Per la giornata pagana della memoria ricordiamo due massacri

giornata pagana

La nostra religione è una religione nata dopo il massacro organizzato da Teodosio. La nostra tradizione non è “neo”pagana, perchè non abbiamo ricostruito qualcosa di terminato con queste stragi, come invece è accaduto (sebbene simili culti si siano protratti interamente per un breve periodo di tempo) con le Religioni Romana, Ellenica, Egizia, Celtica, Germanica, ecc.
La nostra tradizione nasce invece verso il 900 dell’era volgare (così tendiamo a chiamare il “d.c.”, abbreviandolo in e.v.).
X secolo e.v.
Le rimanenze dei vari culti pagani sparsi iniziano a condensarsi: si condensano principalmente elementi tratti dal culto germanico, come il concetto di “Caccia Selvaggia” e quello di “Fylgia” (che andrà a formare il concetto di Famiglio o Spirito Familiare a forma animale); tratti dal culto greco, come il corteo di Ecate (che si sincretizza con Diana, creando il corteo di Diana), e i temi del ritorno dei morti del culto di Dioniso che si teneva durante le Antesterie; pratiche di trance traggono le loro basi dalla magia che si praticava al tempo, testimoniata dai Papiri Magici Greci, e dalle rimanenze del Seidr nordico; dal paganesimo slavo in aggiunta si sono prese le battaglie per la fertilità, originatesi dal mito del Dio Perun che combatte contro il mostro dell’oltretomba Veles; infine dalle leggende sugli spiriti femminili della natura (che in antichità erano chiamate Ninfe, Nereidi – nome con cui è ancora denominato il Piccolo Popolo in Grecia -, ecc. e successivamente con l’appellativo di “Fate”) e sulle loro feste trarrà spunto il Sabba (inizialmente chiamato “Gioco”).
Da questi elementi “stabili” e altri mutevoli tratti da rimanenze locali di paganesimo nelle campagne, si formerà la Stregoneria. Così, perlomeno, la chiamarono i cristiani. Chi vi era dentro la chiamava invece “Buona Società” o “Società del Buon Gioco”. I cristiani li chiamavano “streghe” e “stregoni”. Per gli aderenti, essi erano semplicemente “la Buona Gente”.
Nel 906 il Canon Episcopi fu il primo documento storico ad accorgersi della presenza di “certe donne depravate, le quali si sono volte a Satana e si sono lasciate sviare da illusioni e seduzioni diaboliche, credono e affermano di cavalcare la notte certune bestie al seguito di Diana, dea dei pagani (o di Erodiade)”. Ovviamente non si trattava di illusioni, ma di visioni in stato alterato di coscienza o mediante sogno lucido.
A poco a poco, la posizione della Chiesa su tale fenomeno passò da poco più di qualche penitenza a un cambio radicale. Tale cambio avvenne quando il Canon Episcopi sopra accennato fu sostituito dal trattato inquisitoriale intitolato “Malleus Maleficarum”. In esso, Diana e le altre Dee che gli inquisitori trovarono furono sostituite con il Diavolo.
Il peccato non era più CREDERE di andare con tali figure femminili, ma proprio quello di ANDARE con quelli che ormai si reputavano demoni secondo la visione cristiana.
All’inizio vi fu una resistenza abbastanza forte, molti animisti (non più pagani, perchè il concetto di “Dei” era inconcepibile all’epoca, molto più lo era quello di Spiriti di alto rango) della Buona Società continuavano a parlare della loro Signora, quando interpellati, ma a poco a poco la narrazione degli inquisitori si imponeva su di loro. La Signora del Buon Gioco che era la figura adorata nel Nord Italia venne demonizzata e le sue sembianze vennero modificate in alcune mostruose da parte degli inquisitori, come ci rivelano i processi in Val di Fiemme, e alla fin fine, nel 1600, come nel caso di Isobel Gowdie, gli accenni al Re e alla Regina di Elphame furono appunto accenni rispetto alla narrazione loro imposta – e talvolta introiettata – di parlare del diavolo.
Infine il tema unificato a cui si aggiungevano leggere divergenze regionali morì, circa nel 1700, tornando ad essere le piccole rimanenze pagane che furono prima del X secolo. Ma tali rimanenze permasero per un periodo lunghissimo, ancora negli anni ’60 del 1900 Aldo Onorati parla di gente che pregava effigi di “Cupiddo”, la versione demonizzata e ridimensionata del Dio Cupido. Nello stesso periodo nasceva il neopaganesimo, cioè la ripresa degli antichi culti.
Questa lunga trafila ci fa capire dunque che il politeismo non è mai morto. Che sebbene modificato, sebbene con qualche acciacco, è sempre rimasto nella storia umana.
Ma ci fa anche capire che due sono stati i massacri, non uno solo.
Uno iniziato con Teodosio, che ha attaccato i “gentili”, cioè il politeismo ufficiale praticato dagli abitanti della città, e un altro contro i “pagani”, ovvero coloro che rimanevano attaccati ai culti politeisti nelle campagne.
E’ nelle campagne che gli Dei sono rimasti per essere venerati. E’ nelle campagne che li abbiamo riscoperti.
E’ nelle campagne che cerchiamo ancora.
E intanto le chiese prendono sempre più polvere, sempre più verde si impossessa di tali posti ormai deserti. Sembrano proprio campagne.
Dalle campagne gli Dei stanno riconquistando il loro posto, inglobando l’oppressione fino a distruggerla e ricominciare a fiorire.

Ciò detto, vorrei invitare ognuno di noi a dedicare un pensiero a tutte le vittime di entrambi i massacri, quello ufficiale, avvenuto con Teodosio, e quello ufficioso, con il Malleus (e in parte anche prima).

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