Lucifero non mi ha mai fatto alcun male

lucifero

“Diana amava molto suo fratello Lucifero, il Dio del Sole e della Luna, il Dio della Luce (Splendor),
che era molto orgoglioso della sua bellezza e che per il suo orgoglio fu scacciato dal Paradiso.”
– Aradia o il Vangelo delle Streghe

Provate a dire che adorate Lucifero, provateci. Vedrete in un secondo la reazione della gente farsi follia, gli occhi spaventati, i bambini messi al riparo sotto gonnelloni enormi anni ’50 cresciuti sul momento dai jeans che prima ricoprivano le gambe di quelle che pensavate donne moderne. Vedrete cittadini urbani mutarsi in un lampo in paesani seicenteschi di Triora che non aspettano che un ordine per mettervi al rogo. Perchè è inutile prenderci in giro, anche se ormai nessuno crede più al dio cristiano, la credenza nella malvagità di chi venera un’entità che la chiesa ha denominato a priori come cattiva è ancora ben salda.
Io ho conosciuto satanisti, gente che non farebbe male a una mosca, taluni addirittura vegetariani (alla faccia di chi li vorrebbe a fare sacrifici animali!), perchè questo terrore? “Ma perchè questa difesa dei satanisti”, si chiederà qualcuno, “sei forse satanista?” No, sono uno stregone tradizionale. Ma venero Lucifero. Ho sentito gente che per paura di questo nome lo chiamava “Splendor”, ma io lo chiamo con il suo nome, o perlomeno con il nome con cui mi si è approcciato: Lucifero.

Approfondiamo adesso la sua figura: è vero, esiste come nome del Dio del Mattino Eosforo, figlio della Dea Eos e del Titano Astreo, ma l’Entità a cui faccio riferimento non è quest’ultima, è uno degli appellativi del Dio del Sole.
Vediamo dunque, per approfondire, gli accenni a Lucifero negli Inni Orfici a due Divinità Solari: Helios (8) e Apollo (34).

Partiamo col primo:
“portatore di luce, dalle forme cangianti, portatore di vita, fecondo Paian”, che in greco è “φωσφόρε, αἰολόδικτε, φερέσβιε, κάρπιμε Παιάν”.
φωσφόρε è nient’altro che il corrispettivo greco di Lucifero, che i traduttori suolano riportare in italiano con “portatore di luce”.

Ma passiamo ad Apollo:
“selvaggio, spirito apportatore di luce, amabile, giovane, glorioso” che in greco è “ἄγριε, φωσφόρε δαῖμον, ἐράσμιε, κύδιμε κοῦρε”.
Qui il passaggio che descrive il nome è “φωσφόρε δαῖμον”, ovvero “daimon portatore di luce”. Daimon in antichità era sinonimo di Spirito o Divinità, ma la cosa che mi lascia di stucco e che penso sia stata una sorta di “ironia divina”, una coincidenza che per me ha dell’incredibile, è che se la volessimo tradurre letteralmente, questa frase significherebbe “demone Lucifero”.
Già, demone Lucifero, come una sorta di schiaffo morale nei confronti della successiva demonizzazione.

Ma come si è arrivati a tale demonizzazione?
Si è imposto un mito, quello dell’equiparazione tra Lucifero e Satana, per colpa di un passaggio della bibbia, quando isaia, parlando del re di Babilonia, gli dedicò queste parole:

“Come mai sei caduto dal cielo, astro del mattino, figlio dell’aurora? Come mai sei stato messo a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: salirò in cielo, sulle stelle di dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell’assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all’altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell’abisso!”

Ma come si nota dal contesto, questo appellativo, Astro del Mattino/Lucifero, era indirizzato ad un re, e non a Satana. Purtroppo però si decise di utilizzarlo come sinonimo.

Nel corso del tempo questa relazione divenne sempre più stretta, fino a tornare da dove era venuta. Parliamo dell’Aradia, testo riportato da Leland partendo da un manoscritto recuperato a Casole Val d’Elsa, in Toscana. Nel manoscritto vi era presentato un culto di Diana, Dea lunare, Lucifero, Dio solare, suo fratello e compagno (esattamente come lo era Apollo che, abbiamo visto prima, aveva tra gli appellativi proprio “demone Lucifero”) e Aradia, la loro figlia (proveniente dal mito di Erodiade/Erodiana diffuso in epoca medievale e rinascimentale).

Qui vediamo che Lucifero viene descritto sia come Dio del Sole, della Luce e della Luna, che come colui che venne “scacciato dal Paradiso”. Quest’ultima parte viene vista successivamente nel testo come un modo per insegnare la stregoneria agli uomini, infatti leggiamo:
“E attraverso le ere, nel corso del tempo, quando il mondo fu creato, Diana andò sulla terra, come aveva fatto Lucifero che era caduto, e insegnò la magia e la stregoneria. Così ebbero origine le streghe, le fate e i folletti, tutto ciò che è come l’uomo e che tuttavia non è mortale”.
Nell’ambito stregonesco si narra spesso infatti il mito che la magia sia nata da lui, al punto che Giuliano Verdena, tessitore accusato di stregoneria (il cui caso viene riportato da Ginzburg in “Benandanti”), definisce Lucifero “magister artis”.

Egli dunque è il Maestro dell’Arte, Dispensatore di Luce, Nume del Sole, che ci indirizza verso la Felicità. E’ per questo dunque che Lucifero non vuole farci alcun male. E’ il grande splendido Sole che brilla per noi, non dobbiamo temerlo.
Non voglio dire molto, ma a me non si è presentato come un uomo vestito di nero, nè come un caprone infuocato. Non ha avuto nè forma umana nè animale, ma è stata una visione di un lucifero splendore. E spero con tutto me stesso che il suo nome non sia più temuto, perlomeno tra la gente che segue le Nostre Maniere.

lucio apollonio1

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