No, la Stregoneria non adora molti Dei

battesimo sabba

Cosa sto cercando di dire con questo titolo, che la Stregoneria non implica la credenza nell’esistenza di più Divinità? Che non è politeista? Ovviamente no.

Le streghe, in antichità, credevano nell’esistenza di quelli che i popoli precristiani chiamavano Dei, ma ne adoravano – escludendo gli Spiriti della Casa, degli Antenati, dei Luoghi e il Famiglio – uno o al massimo una coppia (come il Re e la Regina delle Fate delle tradizioni Britanniche [1] e Siciliane [2], ad esempio).

Come faccio a dire questo? Innanzitutto andiamo per ordine: con l’imporsi del cristianesimo le sopravvissute Deità, per continuare ad essere venerate, furono assimilate a Spiriti, sebbene di rilevanza maggiore rispetto ai semplici folletti della Natura o della casa.

In questo senso è più corretto definire la Stregoneria un culto animista [3] che politeista.

Ma passiamo al dunque: perchè dovrebbe essere monolatra? Le streghe cristiane non chiedono forse aiuto a svariati santi? Quindi prima della cristianizzazione non si rivolgevano a tanti Dei?

Sbagliato: quella sopra descritta non è Stregoneria, ma semplice magia popolare. Cosa le distingue?

Il Sabba.

Se non c’è Sabba (o, precedentemente, Corteo Notturno con a capo uno Spirito Maggiore [4, 5]), non c’è Stregoneria.

Detto anche Corso, Strigozzo e Gioco (dizione con cui preferisco chiamarlo), esso è l’atto fondamentale che distingue la strega dalla semplice magara.

Che avvenisse in sogno, in trance o dal vivo, il Gioco restava un atto di venerazione esclusiva.

Esso era dedicato a un’unica (o tutt’al più a una coppia di) Entità. Con essa veniva a crearsi un’alleanza, un legame, che con la demonizzazione sarebbe diventato il “patto con il Diavolo” [6].

Ciò che molte streghe contemporanee non comprendono è che non vi è nulla di Tradizionale nel passare di culto in culto, senza legarsi a nessuna Entità. Può essere utile per chi ha come ambizione la magaria, ma è di ostacolo alla Stregoneria.

Note:

1. Emma Wilby. Cunning-Folk and Familiar Spirits: Shamanistic Visionary Traditions in Early Modern British Witchcraft and Magic. Sussex Academic Press, 2006, pag. 39.

2. G. Henningsen. Le ‘donne di fuori’: un modello arcaico del sabba. «Archivio Antropologico Mediterraneo», a. I, n.0, 1998, pag. 47.

3. Emma Wilby. Cunning-Folk and Familiar Spirits: Shamanistic Visionary Traditions in Early Modern British Witchcraft and Magic. Sussex Academic Press, 2006, pp. 15, 17.

4. Guglielmo D’Alvernia, “Opera Omnia”, 1, Parisiis 1674, p. 1036, p. 948, e p. 1066.

5. Guillaume de Lorris, Jean de Meun. “Le Roman de la Rose”, a cura di E. Langlois, t. IV, Paris 1922.

6. Emma Wilby. Cunning-Folk and Familiar Spirits: Shamanistic Visionary Traditions in Early Modern British Witchcraft and Magic. Sussex Academic Press, 2006, pag. 133.

lucio apollonio1

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