Stregoneria e Paganesimo in Umbria

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L’Umbria condivide con le Marche la leggenda della Sibilla Appenninica, in aggiunta si dice che tra i monti di Norcia vi sia un luogo incantato, il Lago di Pilato, popolato da demoni. La leggenda vuole che Pilato, governatore della Palestina, colpevole della crocifissione di Gesù, condannato a morte dall’imperatore Vespasiano, fu posto su un carro trainato da due bufali e lasciato in balia della sorte.
I bufali, in una folle corsa da Roma, giunsero fino ai Monti Sibillini e si tuffarono nelle acque del lago con il corpo di Pilato.

Qui il Comune di Norcia fece costruire dei muri sorvegliati da custodi per impedire ai negromanti di andare a consacrare i loro libri. Benvenuto Cellini racconta di essere stato avvicinato da un negromante per consacrare un libro in terra di Norcia con l’aiuto dei villani norcini.

Infatti, un detto molto diffuso era “norcini esperti di magia” e non a caso il nome stesso della città probabilmente deriva da quello della Dea Nortia, corrispettiva etrusca di Fortuna e Dea del Fato e della Magia.

Altre rimanenze degli Antichi Culti possono essere trovate nella celebrazione della Festa dei Ceri, una delle tradizioni più emozionanti e singolari in Europa, che si svolge nella città di Gubbio il 15 maggio di ogni anno. I Ceri sono tre macchine di legno del peso di circa 300 kg ciascuna, sulla cui cima sono fissate le statue di S. Ubaldo, S. Giorgio e S. Antonio. Il percorso che i Ceri devono percorrere è di quattro chilometri e trecento metri: una corsa spettacolare, dove tra sfiancanti salite e discese pericolose, i ceraioli mostrano tutta la loro abilità e resistenza.

Le origini di questa Festa sono antichissime: taluni studiosi la fanno risalire alle cerimonie pagane in onore della Divinità umbra Cerfo o della romana Cerere.

Sempre vicino Gubbio, in una grotta sul Monte Ingino, la caverna della Sibilla Eugubina, è stato ritrovato un curioso quadrato magico palindromo:

N I G E R
I N A R E
G A L A G
E R A N I
R E G I N

Questo quadrato colpisce innanzi tutto per l’anomala conformazione delle lettere “G”, che appaiono come rovesciate, caratteristica, questa, comune anche ad altri quadrati magici. Il graffito misura pochi centimetri e, secondo le ipotesi degli scopritori, potrebbe essere stato realizzato in un periodo compreso tra il XV ed il XVII secolo da un gruppo di iniziati che avevano ritrovato le tracce di un antico culto della Dea Madre, cui sembrano alludere le parole Niger Regin (ovvero la “Regina Nera”) che aprono e chiudono la misteriosa iscrizione.

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Nella stessa regione, questa volta a Narni, si trova la Fonte di Feronia. La Dea Feronia personificava l’eterna primavera, protettrice delle acque sorgive, che a Narni era circondata da un culto ed un amore speciali. L’acqua della Fonte di Feronia è stata sempre preferita dai narnesi per la sua purezza e la leggerezza e benchè il luogo di culto si trovi in sito isolato e fuori mano è sempre stato ed è tuttora luogo di pellegrinaggi e passeggiate.
Prima di arrivare alla fonte si passava attraverso quella che un tempo era la Porta Feronia. Gli statuti di Narni parlano più volte di questa Porta e della Fonte. Nel libro 111 cap. 143 “si ingiunge che nessuna offesa sia fatta alle donne che vanno ad attingere acqua alla sorgente di Feronia, sia all’andata che al ritorno”.  

A Piediluco, per il solstizio d’estate, si celebra, con con riti, fuochi, sfilate allegoriche sull’acqua, la “Festa delle Acque”. Il Sole entra nella costellazione del Cancro ed il tempo della luce comincia a contrarsi, giorno dopo giorno. I falò, i lavacri con acqua profumata, le danze, i canti servivano alle popolazioni per ingraziarsi la protezione delle Divinità: Diana, antica Dea delle selve e degli incantesimi alla quale erano consacrati il Monte Caperno ed il Lago di Piediluco, e la Dea Fortuna Felice.

Nella città di Castello (PG), sulle rovine del tempio pagano eretto da Plinio il Giovane e dedicato alla Dea Felicitas (documentato da una sua epistola), Florido iniziò la costruzione della Cattedrale a onore di san Lorenzo Martire, e qui si può notare la presenza di una strana statua mariana della chiesa.
La particolarità di questa Madonna Nera è il fatto che non tiene un bambino in braccio, ma un’altra piccola donna, simile a lei. 

Fonti:

http://www.norcia.it/it/la-citta-di-norcia-e-la-sua-storia/leggende-e-credenze-popolari-di-norcia/lago-di-pilato-monti-sibillini.aspx   
http://www.cortescontenti.it/cultiferonia.htm
http://www.angolohermes.com/simboli/sator/sator5.html
http://web.archive.org/web/20090801085744/http://www.arcefisia.it/ArtHera43.htm
http://www.ceri.it/ceri/storia/index.htm
http://www.festadeiceri.it/storia.htm
http://www.umbriaearte.it/festa_delle_acque_piediluco.htm
http://www.luoghimisteriosi.it/umbria_cittadicastello.html

lucio apollonio1

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