Le Divinità

apolloediana

In quanto sopravvivenza dei Culti Pagani praticati in antichità su tutto il territorio italico, il pantheon della Tradizione Italiana coincide con quelli dei popoli che si stabilirono su di esso, come ad esempio quello romano, greco, etrusco, celtico, nuragico, retico, marso e di molte altre civiltà.
Tuttavia, una testimonianza di rimanenze pagane in epoca cristiana particolarmente importante nel panorama italiano ci è data dall’opera “Aradia – Il Vangelo delle Streghe” dell’antropologo Charles Leland, che ci descrive la venerazione, ancora attiva nell’area tra la Toscana e la Romagna di fine Ottocento, di Diana, Apollo (chiamato nel testo ‘Lucifero’ e ‘Splendor’) e Aradia.
Pertanto prenderò questi Dei come punto di riferimento nella descrizione degli Stessi e dei rituali della Tradizione:

Diana

Diana è la splendida Dea della Luna, dei boschi, degli animali e della Natura. 
E’ rappresentata classicamente come casta fanciulla, ma nell’opera di Leland è descritta come Madre sia di Aradia che del Tutto.
E’ protettrice delle foreste e degli animali, in particolare dei cani; Sorella di Apollo/Lucifero, nel Vangelo delle Streghe, anche Dea dell’oscurità.

Lucifero

Lucifero è il nome con cui viene appellato Apollo nell’”Aradia”, questo probabilmente per due ragioni: 
– la prima è da riscontrarsi nella demonizzazione da parte della Chiesa delle Divinità precristiane,
– la seconda nell’epiteto di “Phosphoros” (come nell’Inno Orfico allo stesso Apollo), traducibile in latino con “Lucifer” e in italiano con “Portatore di Luce”.
Egli è il magnifico Dio del Sole e della Luce, Dispensatore di Felicità e di Conoscenza, Padre di Aradia e Fratello di Diana.

Aradia

Aradia è probabilmente, come lo stesso Leland suggerisce, una variante di Erodiade. Nel Vangelo delle Streghe è descritta come la figlia di Diana e di Lucifero, ma anche nei processi dell’Inquisizione è collegata con la figura di Diana.
Uno dei processi più famosi in cui è riportata è sicuramente quello di Milano nel 1390 contro Sibilla e Pierina, che affermarono di aver partecipato al “Gioco di Erodiade”.
Secondo Ginzburg, storico e saggista italiano, “Erodiade” deriverebbe da Herodiana, a sua volta proveniente da “Hera” e “Diana”.
Ugo da San Vittore, abate italiano del XII secolo, parla di donne che credono di uscire di notte, cavalcando animali, con Erodiade, che assimila a Minerva.
Personalmente, protendo anch’io verso questa assimilazione. E’ probabile, infatti, che nella confusione sincretica tra Diana ed Hera-Giunone, la figlia del Compagno di quest’Ultima, Minerva appunto, sia diventata la figlia dell’altra Dea, sotto il nome cristiano di Erodiade. 
Non a caso la triade Lucifero-Diana-Aradia ricorda molto la Triade Capitolina di Giove-Giunone-Minerva.

lucio apollonio1

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