Esperienza personale: Ricordo del Nume

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Questa che sto per descrivere non è una pratica esclusiva della Tradizione Italiana, anzi, non so neanche quanto sia corretto chiamarla pratica.
Questa tecnica, o meglio, quest’attitudine, l’ho chiamata “Ricordo del Nume”, ma essa non ha nome ed è riscontrabile in moltissime Tradizioni e Religioni, ma in cosa consiste? 
Il Ricordo del Nume è quel “ricordo”, appunto, della Divinità a cui si rende culto anche fuori dall’ambito rituale.
Consiste nel vedere, nella vita di tutti i giorni, il Nume in ogni cosa e in ogni essere vivente: è riuscire a comprendere emotivamente e totalmente che il Nume si trova in ogni pianta che accarezziamo, in ogni animale che coccoliamo, in ogni persona che abbracciamo. E’ il contemplare la Bellezza del Mondo che ci circonda e scorgervi il Divino.
Possiamo quindi esprimere Amore e/o Gratitudine agli Dei da noi venerati per quello spettacolo, e scopriremo che ringraziando e amando, il sentimento di Meraviglia e Commozione si espanderà.
Approfittiamo poi di ogni piccolo evento positivo della giornata, dal trovare il parcheggio al vincere una somma in denaro, dal riuscire a fare bene un lavoro al superamento di un traguardo, per esprimere gratitudine verso i nostri Divini Genitori.
Spesso ci circondiamo di lamentele che ci rendono la vita ancora peggiore di quella che è, mentre imparando a coltivare questi Supremi Sentimenti potremo renderci più coscienti degli aspetti positivi delle nostre esistenze e più felici, oltre a rafforzare il legame con le nostre Divinità.
Infine, un ulteriore aspetto del “Ricordo” che può essere trattato, è il “dedicare”. Esso consiste nel rendere le proprie azioni, il proprio cibo, il proprio lavoro e così via un’offerta al Nume, dedicandoglieli, agendo in quell’azione/lavoro/momento spinti dall’amore e dal rendere omaggi sempre più belli e graditi al Dio, compiendo dunque l’azione da noi effettuata in maniera perfetta, ma non per l’azione in sé, bensì per far piacere ai nostri Divini Signori.
Questa tecnica, seppur semplice, può farvi raggiungere risultati insperati se non addirittura mai immaginati, ma ci vuole costanza, in una maniera tale da far diventare questa “pratica” parte della vita di tutti i giorni, continuando però a sentirla come se la faceste per la prima volta e a mantenere in essa il Senso del Sacro.
E se è vero che conoscendo sé stessi si conosceranno l’Universo e gli Dei, allora è vero anche il contrario: conoscendo gli Dei potremo conoscere Noi stessi e l’Universo.

lucio apollonio1

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2 risposte a “Esperienza personale: Ricordo del Nume

  1. Ciao Lucio Apollonio !

    Come si fa a capire “quale” Nume ricordare?

    Cioè, io mi considero un po’ monoteista , o meglio mono-TEA-ista visto che credo in una Grande Madre, immanente e non trascendente, che variamente identifico in varie Dee. Una Myrionime, insomma.

    Va bene se “ricordo” la Grande Madre, o “dovrei” ricordare una Dea precisa? E in quest’ultimo caso, come faccio a capire quale?

    • Ciao!
      Guarda, per definizione devi credere che sia *anche* trascendente, altrimenti la Divinità che veneri non avrebbe agency, non avrebbe libero arbitrio nè coscienza, coincidendo de facto con il mondo.
      Quando dici che la Divinità è nel mondo stai automaticamente dicendo che c’è un qualcosa di altro, oltre al mondo, che la ingloba, uno “spirito”, pertanto questo spirito è trascendente rispetto alla materia, pertanto una simile immanenza è più pan-en-teismo (Il Mondo nel Divino) che pan-teismo (Mondo = Divino).

      Per quanto concerne la Grande Madre, se è la tua fede, seguila.
      Se vuoi invece sapere la visione della Stregoneria Tradizionale in merito, devo chiarire che:
      – questa tecnica non è una tecnica tradizionale, bensì una mia esperienza personale, perciò non credere che sia Stregoneria Tradizionale, tantomeno ST Italiana, è solo un mio personale esercizio;
      – in epoca Medievale e della Prima Età Moderna, si era perso il concetto di Divinità, perciò si tendeva a credere in “Spiriti”, alcuni minori (Spiriti o Fate della Casa, dei Luoghi, delle Piante, degli Animali) e altri maggiori (che in epoca pagana avremmo potuto chiamare Dei).

      Dal punto di vista tradizionale, quindi parliamo di una moltitudine di Spiriti Maggiori distinti tra loro, però ovviamente questi spiriti sono assolutamente assimilabili agli Dei precristiani.

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